{"id":776,"date":"2009-11-04T17:07:38","date_gmt":"2009-11-04T17:07:38","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=776"},"modified":"2026-02-20T12:28:50","modified_gmt":"2026-02-20T11:28:50","slug":"delusione-di-maggioranza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=776","title":{"rendered":"5. Delusione di maggioranza"},"content":{"rendered":"<p>di Nicola Rabbi<\/p>\n<p>Il decreto sar\u00e0 approvato quasi di sicuro entro il primo trimestre del &#8217;97. Metter\u00e0 ordine nel settore sanitario dove lavorano per\u00f2 solo il 40 % degli oltre 20mila educatori. Per gli altri, impegnati nel settore sociale, probabilmente sar\u00e0 necessario un secondo decreto.<br \/>\nIntervista a Mauro Alboresi della CGIL nazionale.<\/p>\n<p><!--break-->Mauro Alboresi, della Funzione Pubblica della CGIL nazionale, sta incontrando per tutta Italia gruppi di educatori per spiegare cosa pu\u00f2 significare questo nuovo decreto per la loro professione; gli poniamo alcune domande sull&#8217;argomento.<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 arrivati a questo decreto?<br \/>\n<\/strong>Il ministro della Sanit\u00e0 in base all&#8217;articolo 6 della legge n. 502 del 1992 ha il potere di individuare i profili di interesse sanitario, cosa che ha poi fatto il ministro Rosy Bindi per diverse figure, non solo per quella del tecnico della riabilitazione, anche per quella, ad esempio del terapista occupazionale. <strong><\/p>\n<p>Quali saranno i tempi di attuazione?<\/strong><br \/>\nIl decreto, gi\u00e0 firmato in ottobre dal ministro, deve essere sottoposto al parere del Consiglio di Stato e poi a quello della Corte dei Conti, dopodich\u00e9 sar\u00e0 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale; solo allora sar\u00e0 valido. Visto che il Consiglio di Stato ha un lungo elenco di questioni su cui dare un parere l&#8217;iter si concluder\u00e0 entro il primo trimestre del prossimo anno.<\/p>\n<p><strong>Ci sono altri problemi che potrebbero far rinviare o modificare il decreto?<\/strong><br \/>\nNel pacchetto dei decreti firmati, ve ne sono alcuni che sono gi\u00e0 stati oggetto di osservazioni; \u00e8 quanto ha fatto l&#8217;AITR (Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione) riguardo l&#8217;individuazione del proprio profilo professionale. Il ministro non \u00e8 tenuto a rapportarsi con queste categorie professionali, ma poi per ragioni di opportunit\u00e0 politica potrebbe anche farlo.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 inserire la figura dell&#8217;educatore professionale tutta all&#8217;interno del settore sanitario?<\/strong><br \/>\nPer il ministro della Sanit\u00e0 questa figura professionale riassume in s\u00e9 diverse figure che hanno operato nella sanit\u00e0 e\/o quelle figure professionali che sempre in questo contesto venivano formate per rispondere alle richieste di un certo tipo di utenze (handicap, tossicodipendenza, salute mentale). Tale scelta non dimentica il fatto che queste utenze hanno problematiche che non coincidono solo con il settore sanitario, ma anche con quello sociale. Cos\u00ec pure la formazione deve coniugare ambedue i settori.<\/p>\n<p><strong>Quali sar\u00e0 a questo punto l&#8217;iter formativo per un educatore?<\/strong><br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;area sanitaria, vi lavorer\u00e0 chi ha fatto un percorso formativo ad hoc: un diploma universitario di tre anni che verr\u00e0 definito all&#8217;interno della facolt\u00e0 di Medicina e Chirurgia e che probabilmente partir\u00e0 dal prossimo anno accademico. Per quanto riguarda i titoli acquisiti in passato, il ministro della Sanit\u00e0 in concerto con quello della Pubblica Istruzione e della Ricerca per l&#8217;Universit\u00e0, dovr\u00e0 emanare un decreto che saner\u00e0 l&#8217;equipollenza dei percorsi formativi pregressi, i corsi regionali triennali e i corsi di riqualificazione sul lavoro che fino ad ora solo 11 regioni (per lo pi\u00f9 nel centro nord) hanno fatto. Vi sar\u00e0 il problema di come rapportarsi a chi si \u00e8 laureato o si sta laureando in Scienze dell&#8217;Educazione (indirizzo educatore professionale).<\/p>\n<p><strong>Ma solo una minoranza degli educatori oggi lavora nel settore sanitario, la maggior parte lavora nel sociale; cosa cambia per loro?<\/strong><br \/>\nIn effetti degli oltre 20mila educatori che lavorano in Italia solo il 40% lavora nel settore sanitario, come quelli che operano nei SERT, quelli che lavorano sul territorio in convenzione o dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale; tutti gli altri lavorano nell&#8217;area sociale. Per costoro si pone adesso il problema del riconoscimento del proprio profilo, diverso da quello definito dal decreto del ministro della Sanit\u00e0 e che necessita di un secondo decreto emanato dal ministero competente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il decreto sar\u00e0 approvato quasi di sicuro entro il primo trimestre del &#8217;97. 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