{"id":787,"date":"2009-11-04T17:07:40","date_gmt":"2009-11-04T17:07:40","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=787"},"modified":"2026-02-04T11:38:29","modified_gmt":"2026-02-04T10:38:29","slug":"creativit-artificiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=787","title":{"rendered":"7. Creativit\u00e0 artificiale"},"content":{"rendered":"<p>di Alvise Anastasi<\/p>\n<p>Che cos\u2019\u00e8 la creativit\u00e0 dell\u2019uomo e che cos\u2019\u00e8 la creativit\u00e0 della macchina; Kasparov, il grande campione di scacchi battuto da un computer. Ma come pu\u00f2 essere creativo un programma di un calcolatore? Per Hofstaedter esiste una misteriosa ma chiara connessione tra creativit\u00e0 e la bellezza.<!--break--><\/p>\n<p>Quando Garry Kasparov, il geniale campione mondiale di scacchi, \u00e8 stato battuto ripetutamente da un computer, per me e per altri milioni di scacchisti \u00e8 stato uno shock. Ero convinto infatti che gli scacchi fossero un\u2019arte e non solo un gioco. A favore di questa tesi avevo molti argomenti tra cui innanzitutto la bellezza del gioco in s\u00e8, lo stupore che provavo di fronte alla profondit\u00e0 di alcune mosse, la presenza di uno stile peculiare ad un giocatore come esiste lo stile di un musicista o di un pittore . E in pi\u00f9 la mia ammirazione per gli scacchisti, per gli artisti della scacchiera, per la loro genialit\u00e0, per il mistero che si portano dentro. Tutto questo devo dire che \u00e8 stato messo in crisi, anzi, in un primo momento, \u00e8 proprio crollato. Se un computer pu\u00f2 battere Kasparov e qualsiasi altro scacchista, se pu\u00f2 battere un uomo, ci sono due possibilit\u00e0: o gli scacchi non sono arte, oppure i computer fanno arte. Come umano o come uomo (che differenza c\u2019\u00e8 tra questi due &#8220;come&#8221; quando vediamo un computer fare ci\u00f2 che \u00e8 umano?) gi\u00e0 mando gi\u00f9 a fatica la prima ipotesi, ma per la seconda proprio mi ribello e quindi non mi resta che ammettere la sconfitta, la morte di un mito. Oppure c\u2019\u00e8 ancora una terza via che \u00e8 quella di ripensare a cosa significa profondit\u00e0, arte, gioco, e infine uomo e computer. Ci aiuta in questa ricerca un brano di Douglas R. Hofstadter, tratto dal suo libro fondamentale <i>Goedel, <\/i>Escher, Bach: un\u2019Eterna Ghirlanda Brillante (1979), edito da Adelphi per fortuna anche nella collana economica, libro fondamentale per chi voglia iniziare a percorrere i sentieri dell\u2019intelligenza artificiale, ma non solo. Infatti uno dei meriti principali di questo lavoro \u00e8 di aver mostrato la complessit\u00e0 di un argomento del genere collegandolo continuamente alla &#8220;complessit\u00e0&#8221; dell\u2019uomo, con costanti riferimenti alla filosofia, alla mistica zen, alla scienza, all\u2019arte, alla musica, ecc&#8230; In particolare il brano Creativit\u00e0 e casualit\u00e0 si chiede come possa un programma essere creativo. La risposta di Hofstadter \u00e8 chiara e oscura allo stesso tempo, ma indica una direzione, la connessione tra creativit\u00e0 e bellezza. Il mistero \u00e8 ancora tutto da esplorare e questo brano, forse &#8220;difficile&#8221; per il lettore che pretende una risposta esatta, \u00e8 un invito alla ricerca.<br \/>\nDa parte mia, elaborato il lutto per la morte di un mito, ho ricominciato a trovare gli scacchi ancora belli e, uscito dallo sconforto (la bellezza ci rincuora!), sono tornato a giocare e ad ammirare le partite, sia degli umani che dei computer. Uno scacchista ha sostenuto, su una rivista, che le corse sui cavalli o quelle automobilistiche non hanno soppiantato la corsa sulle gambe. La macchina \u00e8 pi\u00f9 veloce ma il fascino di una partita tra due giocatori c\u2019\u00e8 ancora. Qualcosa questa esperienza me lo ha insegnato e innanzitutto che non dobbiamo aver paura dell\u2019avvento dei computer musicisti , se mai ci saranno. Dopo un primo momento di smarrimento, la bellezza della musica ci salver\u00e0. Se sapremo ascoltare.<\/p>\n<p><strong><big>Creativit\u00e0 e casualit\u00e0<\/big><\/strong><big> <\/big>di Douglas R. Hofstadter<br \/>\nE chiaro che stiamo parlando della meccanizzazione della creativit\u00e0. Ma non \u00e8 questa una contraddizione in termini? Lo \u00e8 quasi, ma non lo \u00e8 realmente. La creativit\u00e0 \u00e8 l\u2019essenza di ci\u00f2 che non \u00e8 meccanico. E tuttavia ogni atto creativo \u00e8 meccanico. Esso ha una sua spiegazione, non meno di quanto ce l\u2019abbia una crisi di singhiozzo. Il substrato meccanico della creativit\u00e0 pu\u00f2 essere nascosto, ma esiste. D\u2019altra parte, fin da oggi vi \u00e8 qualcosa di non meccanico nei programmi flessibili. Ci\u00f2 pu\u00f2 non essere ancora creativit\u00e0, ma quando i programmi cessano di essere trasparenti ai loro creatori, allora si comincia ad avvicinarsi alla creativit\u00e0. E\u2019 un luogo comune dire che la casualit\u00e0 \u00e8 un ingrediente indispensabile degli atti creativi. Questo pu\u00f2 essere vero, ma non ha alcuna influenza sulla meccanizzabilit\u00e0, o meglio sulla programmabilit\u00e0, della creativit\u00e0. Il mondo \u00e8 un enorme ammasso di casualit\u00e0; quando un po\u2019 di casualit\u00e0 si rispecchia nei nostri cervelli, questi ne assorbono una quantit\u00e0. Di conseguenza, le strutture di attivazione dei simboli possono muoversi lungo percorsi che sembrano i pi\u00f9 casuali possibile semplicemente perch\u00e9 derivano dall\u2019interazione con un mondo pazzo, casuale. La stessa cosa succede anche con i programmi. La casualit\u00e0 \u00e8 una caratteristica intrinseca del pensiero, non qualcosa che deve essere &#8220;inoculato artificialmente&#8221;, con dadi, nuclei che decadono, tavole di numeri casuali o qualunque altra cosa venga in mente. E\u2019un insulto alla creativit\u00e0 umana insinuare che essa dipenda da tali sorgenti arbitrarie.<br \/>\nCi\u00f2 che ci appare come casualit\u00e0 spesso \u00e8 soltanto il risultato dell\u2019osservare qualcosa di simmetrico attraverso un filtro &#8220;che distorce&#8221;. (&#8230;) Proprio come la scienza \u00e8 permeata a tutti i livelli e in ogni momento di &#8220;rivoluzioni concettuali&#8221;, cos\u00ec il pensiero di ogni individuo \u00e8 continuamente attraversato da atti creativi. Questi non si riscontrano solo al livello pi\u00f9 elevato; si trovano dappertutto. La maggior parte di essi sono di poco conto e sono gi\u00e0 stati compiuti milioni di volte, ma sono parenti stretti degli atti pi\u00f9 altamente creativi e originali. I programmi oggi non sembrano produrre ancora queste innumerevoli piccole creazioni. La maggior parte di ci\u00f2 che fanno \u00e8 ancora assolutamente &#8220;meccanico&#8221;. Questa \u00e8 la riprova del fatto che essi non simulano da vicino il modo in cui pensiamo; ma ci si stanno avvicinando. Forse ci\u00f2 che differenzia le idee altamente creative da quelle ordinarie \u00e8 una certa qual combinazione del senso della bellezza, della semplicit\u00e0 e dell\u2019armonia. In una delle mie &#8220;meta-analogie&#8221; preferite io paragono le analogie agli accordi. Il concetto \u00e8 semplice: idee superficialmente simili spesso non sono collegate in modo profondo; e idee collegate in modo profondo spesso sono molto diverse in superficie. L\u2019analogia con gli accordi viene naturale: le note materialmente vicine sono armonicamente distanti (per esempio mi, fa, sol o, nella notazione inglese, E,F,G), mentre le note armonicamente vicine sono materialmente distanti (per esempio sol, mi, si, che, nella notazione inglese, ci danno tre lettere ben note: G,E,B).\u00a0 Idee che hanno lo stesso scheletro concettuale risuonano in una sorta di analogo concettuale dell\u2019armonia; questi &#8220;accordi di idee&#8221; armoniosi hanno componenti molto lontane, se misurate su una &#8220;immaginaria tastiera dei concetti&#8221;. E naturalmente non \u00e8 sufficiente allargarsi sulla tastiera e battere tasti a caso: si pu\u00f2 colpire una settima o una nona! Forse la presente analogia \u00e8 come un accordo di nona: esteso ma dissonante.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che cos\u2019\u00e8 la creativit\u00e0 dell\u2019uomo e che cos\u2019\u00e8 la creativit\u00e0 della macchina; Kasparov, il grande campione di scacchi battuto da un computer. Ma come pu\u00f2 essere creativo un programma di un calcolatore? Per Hofstaedter esiste una misteriosa ma chiara connessione tra creativit\u00e0 e la bellezza<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3586,3595],"edizioni":[98],"autori":[2767],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3625],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/787"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=787"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/787\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6467,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/787\/revisions\/6467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=787"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=787"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=787"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=787"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=787"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=787"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=787"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=787"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=787"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}