{"id":79,"date":"2009-11-04T17:04:32","date_gmt":"2009-11-04T17:04:32","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=79"},"modified":"2025-11-21T11:37:54","modified_gmt":"2025-11-21T10:37:54","slug":"la-madre-resti-tu-e-tuo-figlio-lo-sa-benissimo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=79","title":{"rendered":"5. La madre resti tu. E tuo figlio lo sa benissimo&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Quando ho realizzato le interviste, mi sono resa conto che neppure per me era facile fare tutte le domande che avevo in mente. Alcune di esse potevano risultare fastidiose e spinose per le mie interlocutrici,<!--break--> soprattutto al telefono, dove sia il tempo materiale sia il mezzo comunicativo giocavano a mio sfavore. Mara Monti, invece, mi ha accolta in casa sua e, in una lunga chiacchierata di quasi due ore, ha risposto a tutte le domande, anche a quelle pi\u00f9 \u201cscomode\u201d. Mara Monti \u00e8 educatrice presso il centro di accoglienza per persone con problemi di tossicodipendenza \u201cLa Rupe\u201d, alle porte di Bologna; ha una paralisi spastica; \u00e8 mamma di Dario.<\/p>\n<p><strong>Per una coppia la decisione di avere un bambino dipende da tanti fattori. Immagino che per una donna disabile ci sia da considerare un maggior numero di fattori, per esempio la propria patologia e la valutazione di quanto poi si sar\u00e0 autonomi nella cura del figlio. Tu avevi pensato a queste cose?<\/strong><br \/>\nIo ho 42 anni, il bambino l\u2019ho avuto tre anni fa, quindi gi\u00e0 di per s\u00e9 era un\u2019et\u00e0 tardiva, in ospedale ero la pi\u00f9 vecchia tra le donne, quanto meno ad avere il primo figlio. Non \u00e8 stata una scelta, non era programmato, anzi forse pensavamo quasi di non farlo, non c\u2019\u00e8 stata la decisione di fare un figlio. Noi viviamo insieme da quindici anni, non c\u2019era la ricerca di un figlio. Quando abbiamo saputo che ero incinta, non ci abbiamo pensato tanto, non ci sembrava ci fossero difficolt\u00e0. \u00c8 stata una sorpresa, ma andava bene.<\/p>\n<p><strong>Durante la gravidanza, pensavi alle difficolt\u00e0 che ci sarebbero potute essere in futuro?<\/strong><br \/>\nDal mio punto di vista non ho avuto n\u00e9 il tempo n\u00e9 la voglia di mettermi l\u00ec a pensare a quali sarebbero state le conseguenze dopo il parto. Io ho sempre vissuto in una rete abbastanza protetta, con una famiglia con cui ho sempre condotto una vita normale per quanto riguarda la scuola o il lavoro. Quindi il fatto di avere un figlio non era visto come un problema, forse proprio per la normalit\u00e0 di vita che ho sempre fatto. \u00c8 una cosa che \u00e8 successa. Certo, la mattina dopo aver saputo che ero incinta avevo parecchia nausea, forse non solo per la gravidanza, forse perch\u00e9 in qualche modo il mio inconscio stava lavorando e riflettendo\u2026 Se fossi stata da sola, senza una rete familiare intorno su cui poter contare, forse non avrei portato avanti la gravidanza, anche se \u00e8 difficile scegliere, cos\u00ec come \u00e8 difficile pensare alle difficolt\u00e0, perch\u00e9 non ti rendi conto di cosa significa avere un bambino finch\u00e9 non ce l\u2019hai in braccio\u2026<br \/>\nLe difficolt\u00e0 sono venute dopo, ma non subito dopo, dopo un bel po\u2019 di tempo, perch\u00e9 secondo me il punto chiave \u00e8 proprio il fatto che avere un figlio significa prendersi carico di un\u2019altra persona.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno ti ha sconsigliato di portare avanti la gravidanza? Un medico, o un familiare?<\/strong><br \/>\nNo, nessuno in famiglia ci ha ostacolati. E neppure i medici.<br \/>\nLa mia preoccupazione era fisica. Per via della mia malattia ho una scoliosi molto grave, operata tanti anni fa, per cui ho dei ferri alla schiena e nessuno sapeva se avrebbero retto col peso di una gravidanza. Invece poi non \u00e8 successo nulla. L\u2019unica cosa \u00e8 che mi hanno fatto il cesareo programmato all\u2019ottavo mese, perch\u00e9 non ce la facevo pi\u00f9, non respiravo, il bambino era molto grosso e ho fatto l\u2019ultima settimana che quasi non riuscivo ad alzarmi dal peso.<\/p>\n<p><strong>Secondo te come si comportano in generale i medici davanti a una donna disabile che vuole avere un figlio?<\/strong><br \/>\nEcco, questo \u00e8 un bel punto interrogativo. Da quando sono rimasta incinta ho cercato un ginecologo, solo che questo medico non mi ha mai visitata. Per fortuna non ci sono stati problemi, ma se ce ne fossero stati, lui come se ne sarebbe accorto?<\/p>\n<p><strong>E invece le attenzioni da parte del personale ospedaliero, sia durante il parto sia dopo, sono state soddisfacenti?<\/strong><br \/>\nIo ho partorito in un reparto maternit\u00e0 gi\u00e0 dedicato ai parti difficili, quindi l\u00ec c\u2019era un ambiente molto rassicurante con gente preparata. Ho fatto invece molta fatica dopo il parto, quando mi hanno trattata come una persona qualunque, per\u00f2 in senso negativo, perch\u00e9 in quel momento avrei avuto bisogno di qualcuno che mi aiutasse. Anzi, dove si mangiava e si dormiva i parenti non potevano proprio entrare. Ho chiesto pi\u00f9 di una volta se qualcuno poteva venire con me, ma non volevano. Quindi \u00e8 stato molto difficile e sgradevole, soprattutto perch\u00e9 quello \u00e8 un momento in cui sei molto vulnerabile. Poi mio figlio ha dovuto trascorrere dieci giorni all\u2019ospedale pediatrico, perch\u00e9 aveva una leggera immaturit\u00e0. Lo shock \u00e8 stato che io avevo trascorso gli ultimi mesi di gravidanza senza praticamente quasi mai muovermi e il riprendere a camminare dopo il cesareo \u00e8 stato complicato. L\u00ec in ospedale mi facevano seguire il bimbo da sola. Ti danno un posto letto e puoi stare l\u00ec giorno e notte, per\u00f2 sei tu che devi andare dal bimbo da sola. E l\u00ec \u00e8 stata una cosa molto dolorosa, perch\u00e9 ho avuto dei fortissimi mal di schiena e facevo molta fatica a muovermi, mentre una volta a casa ovviamente l\u2019ambiente \u00e8 stato pi\u00f9 confortevole e positivo. Io ho la mamma che \u00e8 abbastanza anziana e abita lontana e quindi non ha potuto essermi molto d\u2019aiuto; i genitori di mio marito invece sono giovani e abitano vicino, per cui ci sono stati di grande aiuto e continuano tutt\u2019oggi a esserlo.<\/p>\n<p><strong>Parliamo allora del ritorno a casa dopo il parto\u2026 Come ti sei organizzata? Quali difficolt\u00e0 sono emerse?<br \/>\n<\/strong>Un po\u2019 alla volta sono venute fuori le difficolt\u00e0. Per me ad esempio \u00e8 stato sempre un problema cambiare mio figlio: il cambio del pannolino l\u2019avr\u00f2 fatto dieci volte in tutto. Quello \u00e8 sempre stato un compito o di mio marito o di mia suocera o di chi veniva. Questo \u00e8 stato all\u2019inizio un po\u2019 un problema, perch\u00e9 un bambino si sporca parecchie volte al giorno e ci\u00f2 vuol dire essere capaci di programmarsi in modo da non trovarsi mai da sola in casa per troppo tempo. E questa \u00e8 sia una difficolt\u00e0 oggettiva, nel senso che devi avere qualcuno che possa venire, sia psicologica, perch\u00e9 ti rendi conto che non riesci a fare quello che di solito una madre fa.<br \/>\nIo sono una persona che ha basato la sua vita sull\u2019essere indipendente, quindi mi sono ritrovata a fare i conti col fatto che non ero pi\u00f9 indipendente, ed \u00e8 stata dura.<br \/>\nAlcune organizzazioni le ho invece imposte io: ad esempio ho sempre voluto che Dario dormisse in braccio, per\u00f2 fermo, non come quei bimbi che devono sempre essere cullati e portati avanti e indietro in giro per la casa. Non ho voluto che lo cullasse nessuno, perch\u00e9 io non potevo farlo, quindi il bimbo si \u00e8 abituato cos\u00ec e non abbiamo mai avuto problemi per farlo addormentare anche tenendolo fermo.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 stato faticoso sviluppare un legame con tuo figlio?<br \/>\n<\/strong>Nei primi mesi e forse anche per tutto il primo anno io l\u2019ho sentito di meno, il legame con lui. Nel senso che gli davo le cose fondamentali, il latte e la presenza. L\u2019accudimento, invece, lo svolgeva qualcun altro. Il legame pi\u00f9 stretto l\u2019ho sentito dopo.<br \/>\nIl bambino \u00e8 cresciuto molto in fretta e molto bene, ed \u00e8 stata una scoperta dietro l\u2019altra molto bella. Io per\u00f2 la serenit\u00e0 nel rapporto con lui ce l\u2019ho da poco, nel senso che crescendo lui diventa pi\u00f9 autonomo e il problema dell\u2019accudimento fisico \u00e8 meno difficoltoso. Ora che ha tre anni va ad esempio in bagno da solo, quindi il mio ruolo \u00e8 pi\u00f9 di accompagnamento, e questo \u00e8 molto diverso da prima, quando sapevo che avrei dovuto fare delle cose per lui nelle quali, per\u00f2, non ero autonoma.<\/p>\n<p><strong>Secondo te \u00e8 un bambino pi\u00f9 responsabilizzato?<br \/>\n<\/strong>Non so se sia un caso, o se sia dovuto alla mia situazione, ma il bimbo \u00e8 cresciuto molto prudente. Sente molto quanto pu\u00f2 fare o non fare, e fino a che punto pu\u00f2 essere turbolento. Certo, io sono una persona tutto sommato pigra, e forse mio figlio ha preso da me, ma in generale \u00e8 davvero molto prudente. Se deve salire sul divano adopera la sedia, si prende il tempo necessario, non \u00e8 di quei bambini che saltano di qua e di l\u00e0. E con me non fa giochi tipo corrersi dietro, non me li chiede proprio, quindi \u00e8 una persona che capisce benissimo con chi si sta rapportando. Se sono in piedi non mi chiede mai di prenderlo in braccio, va da un altro se vuole essere preso. Sono piccole cose da cui per\u00f2 si capisce che alla fine i problemi si risolvono, e spesso non si presentano neppure.<\/p>\n<p><strong>E quando siete fuori casa, non hai paura di non essere in grado di sorvegliarlo?<br \/>\n<\/strong>Se siamo fuori io e lui da soli, stiamo in situazioni tranquille, in cui non c\u2019\u00e8 bisogno di dovergli correre dietro. Se siamo fuori con pi\u00f9 persone, \u00e8 chiaro che ci va qualcun altro, a rincorrere il bambino. Ognuno ricopre il ruolo che pu\u00f2 avere. Solo che accettare che qualcun altro sorvegli tuo figlio non \u00e8 un problema con le persone che hai pi\u00f9 vicine, ad esempio il partner, a cui diventa spontaneo chiedere aiuto; pu\u00f2 invece diventare un problema in altre situazioni: gi\u00e0 ad esempio con mia suocera, con cui comunque ho un buon rapporto, \u00e8 stato difficile da accettare. Io ho anche due sorelle, che a loro volta hanno dei figli, e quando siamo tutti insieme io mio figlio non lo vedo proprio: sta con gli altri bimbi e so che posso delegare ad altri il compito di tenerlo sotto controllo.<\/p>\n<p><strong>Senti il peso del giudizio esterno? Lo dico perch\u00e9 so di mamme disabili che hanno, ad esempio, delle maestre a scuola che giudicano ogni comportamento dei loro figli come imputabile al fatto di vivere con un genitore disabile\u2026<br \/>\n<\/strong>Mah, direi di non sentire questo peso. Il bimbo \u00e8 andato all\u2019asilo per la prima volta quest\u2019anno, e per fortuna \u00e8 un bimbo molto socievole, che parla tanto e con tutti. Il primo giorno quando io e mio marito lo abbiamo accompagnato all\u2019asilo, lui appena ha visto tutti i giochi e l\u2019ambiente ha detto: \u201cAndate pure\u201d. Perci\u00f2 l\u2019inserimento \u00e8 stato facilissimo!<br \/>\nHo iniziato a utilizzare la carrozzina per certi spostamenti da due anni, ed essa \u00e8 diventata uno dei giochi preferiti di Dario. Secondo me fa bene ai bambini avere vicino queste situazioni, e poi comunque lui \u00e8 molto tranquillo davanti alla diversit\u00e0. Non so se, quando il bimbo sar\u00e0 pi\u00f9 grande, ci saranno delle difficolt\u00e0 perch\u00e9 sar\u00e0 in grado di notare di pi\u00f9 che esiste una situazione di diversit\u00e0\u2026 O gliela faranno notare\u2026<\/p>\n<p><strong>Non hai mai avuto l\u2019ansia di pesare sulle persone a te vicine? Su tuo marito?<br \/>\n<\/strong>No [ride]. Ma magari \u00e8 una questione di confronti, di rapportarsi. Fra di noi non c\u2019\u00e8 stato questo problema, nel senso che lui \u00e8 stato bravo a ritagliarsi degli spazi suoi. Ad esempio, i primi tempi, lo cambiava solo lui. Adesso, che il bimbo porta ancora il pannolino di notte, io alla sera lo lavo ma poi il pannolino e il pigiama glieli mette mio marito. Non l\u2019ho mai considerato un pesare, per fortuna fra di noi la cura del bimbo \u00e8 ben suddivisa.<\/p>\n<p><strong>Hai avuto bisogno di qualche adattamento particolare per la cura del bimbo?<br \/>\n<\/strong>No, ma in parte dipende anche dal fatto che non ho mai voluto fare le cose diversamente dagli altri.<br \/>\n\u00c8 chiaro che abbiamo comprato un lettino che avesse due posizioni di altezza diverse, in modo che fosse pi\u00f9 facile sollevare il bambino. Ma sono lettini che vendono dappertutto.<br \/>\nAdesso che il bimbo \u00e8 cresciuto tanto e pesa tantissimo, io lo prendo in braccio solo da seduta: a prenderlo su ci pensa suo padre.<\/p>\n<p><strong>Il fatto di imporre agli altri di tenere in braccio il bambino fermo, senza cullarlo, quando era piccolissimo mi ha colpito molto. \u00c8 qualcosa che hai preteso anche per altre azioni?<\/strong><br \/>\nLo ho preteso dove l\u2019ho voluto. La sera il bimbo lo addormento io, \u00e8 sempre stato cos\u00ec, quindi volevo che si abituasse al modo in cui posso addormentarlo io, cio\u00e8 abbracciandolo tenendolo fermo. Non volevo che lo si cullasse, se no poi poteva avere problemi ad addormentarsi con me che non potevo cullarlo. Per altre azioni\u2026 Boh, fammi qualche esempio\u2026<\/p>\n<p><strong>Per esempio sollevare in alto il bimbo e farlo ruotare per farlo giocare e ridere. Tu non puoi farlo\u2026 Non avevi paura che lasciandolo fare ad altri il bimbo si potesse divertire pi\u00f9 con loro che con te?<\/strong><br \/>\nNo, anzi, mi faceva piacere se qualcuno lo sollevava. E poi sai, con la madre il rapporto \u00e8 talmente esclusivo! Io l\u2019ho capito col tempo che qualunque cosa possa fare un\u2019altra persona, la madre resti tu. Il tuo ruolo non pu\u00f2 essere sostituito. Io ho scoperto di non essere gelosa degli altri per queste cose, e proprio col tempo ho visto che non ci sarebbe stato motivo di essere gelosa. La madre sei tu e lui lo sa benissimo. Qualunque altra cosa gli altri possano fare in pi\u00f9 di te non conta, \u00e8 un rapporto esclusivo e lo capisci solo quando hai il bambino. Mio marito \u00e8 escluso da tante cose. Il bimbo lo estromette dai giochi che facciamo la sera io e lui sul divano o a letto. Nonostante mio marito abbia un suo ruolo ben preciso col bimbo. Ad esempio il ruolo autorevole l\u2019ha preso lui, per sgridarlo. Il bimbo \u00e8 pi\u00f9 geloso di me che del padre, la sera non mi molla un attimo, e mentre il padre pu\u00f2 ritagliarsi lo spazio per fare anche le sue cose, io devo stare l\u00ec a giocare col bimbo.<br \/>\nQuesti sono meccanismi che si creano da soli, e tutto ci\u00f2 infonde anche la sicurezza per gestire le varie situazioni. Vedendo questo puoi permettere agli altri di intervenire di pi\u00f9.<\/p>\n<p><strong>Ci sono stati, soprattutto all\u2019inizio, momenti di panico in cui ti sei ritrovata sola con tuo figlio?<br \/>\n<\/strong>Mio marito \u00e8 stato sempre molto bravo, e poi lavora vicinissimo a casa, quindi per lui era pi\u00f9 comodo essere presente.<br \/>\nPer\u00f2 mi ricordo un pomeriggio di panico: eravamo io e il bimbo da soli nella sua cameretta ed era un\u2019estate caldissima. Non potevo allontanarmi, ero bloccata l\u00ec con lui perch\u00e9 poteva avere bisogno e nello stesso tempo sapevo che se avesse avuto bisogno io non sarei riuscita a sollevarlo e spostarlo. Il panico nasceva dal sapere di non riuscire a fare quello che avrei voluto fare. Da quel momento ho cercato di evitare di ritrovarmi in situazioni simili. Comunque cos\u00ec male non l\u2019ho pi\u00f9 vissuta, nel senso che quando pu\u00f2 essere ricapitato sono rimasta pi\u00f9 tranquilla. Per\u00f2 effettivamente ti rendi conto di non essere autonoma, di non avere la possibilit\u00e0 di fare qualcosa.<br \/>\nPi\u00f9 che altro non pensavo di poter avere queste paure.<br \/>\nSicuramente ancora oggi, quando mio marito, magari per motivi di lavoro, deve stare via qualche giorno, io mi appoggio ancora molto ai miei suoceri. Il bimbo sta l\u00e0 da loro anche a dormire, e io vado l\u00e0 di giorno.<\/p>\n<p><strong>All\u2019estero esistono organizzazioni sia di genitori disabili sia di personale specializzato, che seguono il percorso della maternit\u00e0 fin dall\u2019inizio e aiutano i genitori disabili durante la gravidanza e dopo il parto, con una rete molto ampia sia di informazioni sia di assistenza. Avresti voluto un\u2019organizzazione del genere?<\/strong><br \/>\nSinceramente non lo sapevo e non ci avevo mai pensato. Non so se l\u2019avrei voluta, nel senso che non essendoci in Italia non riesco a immaginarmela. Diciamo che se la mia maternit\u00e0 fosse stata programmata, e se ci avessimo pensato prima, avremmo potuto anche pensare a organizzare una rete pi\u00f9 ampia di persone, come fanno quei genitori che non sanno su chi contare. Noi non l\u2019abbiamo fatto perch\u00e9 avevamo i suoceri disponibili e forse si sarebbero offesi se ci fossimo rivolti ad altri. Ma credo che l\u2019avere intorno delle reti pi\u00f9 grandi, con pi\u00f9 persone, varrebbe la pena organizzarlo per tempo.<\/p>\n<p><strong>Vuoi aggiungere ancora qualcosa?<br \/>\n<\/strong>Avere un figlio \u00e8 un\u2019esperienza che sicuramente incide molto nella vita di una persona, nel senso che la modifica molto, e ti pone davanti a cose con cui non puoi non confrontarti. Sicuramente gli aspetti positivi e gratificanti sono maggiori delle difficolt\u00e0. I bambini sono meno fragili di quello che si pu\u00f2 temere, e anche loro ti aiutano perch\u00e9 alla fine capita che ti chiedono le cose che tu gli puoi dare. Spesso vivono anche le situazioni con molta naturalezza e non si pongono problemi. A volte mi trema la mano, e se devo per esempio dargli una medicina su un cucchiaino non ci riesco. Io lo vivevo come un problema, e invece ho visto che per lui non lo \u00e8 affatto.<br \/>\nRipeto, per\u00f2, che io ne sto parlando serenamente adesso, perch\u00e9 l\u2019anno scorso ho avuto un anno un po\u2019 difficile, nel quale ho dovuto fare i conti con tante mie situazioni.<\/p>\n<p>Grazie Mara, davvero. E grazie anche a Dario.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando ho realizzato le  interviste, mi sono resa conto che neppure per me era facile fare tutte le  domande che avevo in mente. 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