{"id":799,"date":"2009-11-04T17:07:43","date_gmt":"2009-11-04T17:07:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=799"},"modified":"2026-02-18T12:58:32","modified_gmt":"2026-02-18T11:58:32","slug":"il-corpo-di-flavio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=799","title":{"rendered":"16. Il corpo di Flavio"},"content":{"rendered":"<p>di Tino Bilara<\/p>\n<p>&#8220;Ho sempre sentito il suo corpo come qualcosa di separato da lui; tra i due sembrava essere in atto un lotta senza fine&#8230;&#8221;. I bisogni da soddisfare, la difficolt\u00e0 di accettare un corpo non &#8220;addomesticabile&#8221;, le continue interferenze nella relazione educativa visti dalla parte dell&#8217;educatore.<br \/>\n<!--break-->Ho sempre sentito il suo corpo come qualcosa di separato da lui; tra i due (lui e il suo corpo) sembrava essere in atto una lotta senza fine, una opposizione a volte drammatica, a volte comica come capita talvolta di vedere in certi cartoon dove il protagonista si trova a fare i conti con una parte del suo corpo che non gli obbedisce pi\u00f9 (la mano destra gli stringe il collo, mentre la sinistra cerca di allentare la presa). Oppure, anzi di pi\u00f9, i robot che per qualche cortocircuito perdono il controllo di s\u00e9, lasciandosi andare ad azioni scoordinate.<br \/>\nHo conosciuto Flavio quasi dieci anni fa; colpito, si colpito, dalla nascita da una paralisi cerebrale che gli ha reso incontrollabile ogni movimento del corpo tranne l&#8217;uso della lingua e la capacit\u00e0 di parlare.<\/p>\n<p><strong>&#8220;Sei a posto Flavio&#8221;?<br \/>\n<\/strong>I miei rapporti con lui sono stati di vario tipo; come operatore, volontario, amico, ma certe situazioni si sono ripetute sempre uguali; i suoi bisogni come il bere, mangiare, trovare la giusta posizione sulla carrozzina, urinare ti mettevano sempre di fronte ad un corpo non addomesticabile n\u00e9 dal suo proprietario n\u00e9 dal suo operatore.<br \/>\nLa relazione con Flavio era sempre interrotta dalle necessit\u00e0 di un corpo; uso il verbo interrompere perch\u00e9 sentivo come interruzioni le richieste che faceva nel bel mezzo di un discorso o la difficolt\u00e0 di raggiungere un posto per via della carrozzina. \u00c8 vero che l&#8217;handicap lo crea la societ\u00e0 ma, ugualmente, quante volte ho desistito dall&#8217;idea di uscire con lui alla sera per via di quel corpo deficitario e delle difficolt\u00e0 che avremmo incontrato solo per andare in una osteria? Interruzioni.<br \/>\nE quando queste richieste mancavano, veniva spontaneo rivolgergli la domanda: &#8220;Tutto a posto Flavio&#8221;?<\/p>\n<p><strong>Irritarsi e poi strofinare<br \/>\n<\/strong>Le parole che uso (e che usano anche gli altri) quando devo &#8220;trafficare&#8221; con il suo corpo sono molto significative: &#8220;Ti devo incastrare il braccio o vuoi che te lo leghi&#8221;? &#8220;Ti devo bloccare le gambe&#8221;? &#8220;Stringo pi\u00f9 forte le cinghie!&#8221;&#8230;\u00c8 la descrizione di una piccola lotta che io e lui ingaggiamo con il suo corpo; lui \u00e8 il mio suggeritore, conosce molti trucchi per riuscire ad addomesticare quelle gambe troppo rigide o la testa che resiste: alla fine vinciamo.<br \/>\nNon \u00e8 possibile per\u00f2 separare Flavio dal suo corpo, soprattutto quando le difficolt\u00e0 provocano il malumore: nei momenti delicati (l&#8217;attraversamento di una strada, un posto pubblico&#8230;) il suo corpo diventa ancor pi\u00f9 teso, pi\u00f9 difficile da manovrare, sembra quasi che lo faccia apposta, anche se so che non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nLa mia irritazione peggiora le cose e oltretutto non so bene con chi prendermela, con Flavio che non collabora o con questo braccio che non si incastra?<br \/>\nAnche la pip\u00ec capita, ed \u00e8 sempre incontenibile, nelle situazioni meno adatte. Pu\u00f2 sembrare strano, ma una grande parte del rapporto tra un assistente e un assistito, si gioca proprio qui, nell&#8217;urinare, nel defecare. In questi momenti, apparentemente cos\u00ec neutri, professionali, si comunica moltissimo, l&#8217;uno dice molte cose di s\u00e9 all&#8217;altro e viceversa, tra una salvietta e l&#8217;altra.<br \/>\nUna volta in bagno feci una mossa sbagliata e la cacca invece di finire nella cassetta si infil\u00f2 nei pantaloni. Inizi\u00f2 un&#8217;affannosa ricerca che si concluse sotto una doccia; l&#8217;acqua cadeva piano sulla pelle imbrattata di Flavio ed io con la spugna pulivo accuratamente ogni zona; l&#8217;irritazione per l&#8217;imprevisto si era via via trasformata in qualcos&#8217;altro di tranquillo e di dolce a cui non so dare altre parole.<\/p>\n<p><strong>Tariffe maggiorate<br \/>\n<\/strong>Il suo corpo di uomo richiede una donna; argomento trattato fino all&#8217;ossessione con le parole che a volte ci portavano sui lunghissimi viali della nostra citt\u00e0. Io, davanti, guidavo il suo furgone mentre lui, dietro, con occhio da cacciatore guardava le austriache e le slave bionde, le alte senegalesi, delle giovanissime albanesi. Ben presto ci accorgemmo che per lui la scelta non era cos\u00ec vasta; le ragazza nere, ma anche molte altre, rifiutavano il rapporto e ci guardavano sbigottite. Le pi\u00f9 disponibili, le italiane &#8220;over 50&#8221; e le austriache, spesso richiedevano (forse per il corpo pi\u00f9 difficile?) delle tariffe maggiorate.<br \/>\nQuando la macchina ci riportava a casa filtravano dalle sue parole le domande a cui non sapeva dare una risposta: &#8220;Pu\u00f2 piacere questo mio corpo da uomo? E a chi&#8221;?<\/p>\n<p><strong>L&#8217;occhio, lo specchio dell&#8217;anima<br \/>\n<\/strong>Flavio non riesce girare a suo piacimento la testa; il classico movimento di chi ti guarda negli occhi non gli \u00e8 usuale, ma tiene la testa reclinata all&#8217;indietro facendo roteare gli occhi da una parte all&#8217;altra per avere una panoramica completa. \u00c8 un diverso modo di vedere e per chi crede che gli occhi siano lo specchio dell&#8217;anima pone parecchi quesiti di interpretazione.<\/p>\n<p><strong>Miracolo<br \/>\n<\/strong>A volte immagino come sarebbe Flavio se non fosse handicappato; mi immagino che lasci quella sedia a rotelle e che cammini. Apre la porta di casa, mangia con le sue mani, va in bagno da solo, sale le scale, cade e si rialza, abbraccia una amica, scrive, si gratta, fischia, si strofina gli occhi per la stanchezza quando \u00e8 sera.<br \/>\nMa a questo punto non riconosco pi\u00f9 quell&#8217;uomo. Conosco solo quel Flavio, con quel corpo non addomesticabile.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Ho sempre sentito il suo corpo come qualcosa di separato da lui; tra i due sembrava essere in atto un lotta senza fine&#8230;&#8221;. 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