{"id":8,"date":"2009-11-04T17:04:17","date_gmt":"2009-11-04T17:04:17","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=8"},"modified":"2025-11-14T11:00:36","modified_gmt":"2025-11-14T10:00:36","slug":"ma-chi-me-lo-fa-fare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=8","title":{"rendered":"&#8220;Ma chi me lo fa fare?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>di Alessandra Pederzoli<\/p>\n<p>\u201cUna palla di cannone che ha diviso la citt\u00e0 in due!\u201d. Questo \u00e8 stato l\u2019ospedale psichiatrico, o manicomio che dir si voglia; cos\u00ec lo racconta con una provocazione Ennio Sergio, psicologo<!--break--> del Dipartimento di Salute Mentale di Imola, in apertura di Mai pi\u00f9 fuori dai giochi, giornata di lancio della due mesi di iniziative Oltre la siepe, la salute mentale \u00e8 un diritto di tutti anche il tuo avviatosi il 10 ottobre, giornata mondiale della salute mentale.<br \/>\nUna giornata di gioco, appunto, e di tanto sport che ha coinvolto diciotto squadre nella palestra Cavina di Imola, organizzata dalla polisportiva locale Eppur si muove, associata Anpis (Associazione nazionale polisportive per l\u2019integrazione sociale). In campo le squadre Anpis della regione Emilia Romagna e diversi gruppi di studenti degli istituti superiori di Imola, con un coinvolgimento allargato della cittadinanza e di molti referenti istituzionali che hanno aderito con entusiasmo all\u2019iniziativa e alla due mesi di appuntamenti.<br \/>\nOltre la siepe prende il via con questa giornata del 10 ottobre, giornata mondiale della salute mentale e chiude il 10 dicembre, anniversario della proclamazione universale dei diritti dell\u2019uomo per rimarcare lo stretto legame tra il tema della salute e quello dei diritti; da qui infatti il sottotitolo della due mesi: la salute mentale \u00e8 un diritto di tutti, anche il tuo.<br \/>\nLa manifestazione \u00e8 stata aperta da una lettura di alcuni brani tratti dal racconto \u201cIl visconte dimezzato\u201d di Italo Calvino, che hanno fornito l\u2019interessante spunto di paragone, al dott. Ennio Sergio, tra gli ospedali psichiatrici imolesi (dei quali ricorre il decennale della chiusura) e la palla di cannone che ha diviso la citt\u00e0 in due. Un luogo di sofferenza e disagio che ha separato la follia dalla normalit\u00e0 sancendo chi fosse \u201cmalato\u201d, quindi da ricoverare, da chi fosse \u201csano\u201d. La chiusura di questi luoghi ha posto la questione dell\u2019inclusione sociale di molti soggetti rimasti fino a quel momento esclusi dalla normale vita collettiva. Ponendosi dalla parte di costoro risulta la difficolt\u00e0 di tutte quelle dinamiche quotidiane di confronto e di reinserimento in un tessuto sociale e scaturisce la domanda, filo conduttore degli interventi dei referenti istituzionali che hanno dato il lancio alla giornata: \u201cMa chi me lo fa fare?\u201d.<br \/>\nA partire da qui gli interventi dei molti rappresentanti istituzionali che, in tal modo, hanno dato l\u2019avvio all\u2019iniziativa e il benvenuto ai molti presenti alla mattinata di sport. Cos\u00ec, a turno, tanti tentativi di risposta, che hanno spaziato ampiamente andando a toccare i diversi settori della vita collettiva. Perch\u00e9, in fondo di questo si sta parlando: di una dimensione personale sollecitata a mettersi in un gioco di relazioni collettive. Non casuale infatti il titolo della due mesi: Oltre la siepe: la salute mentale \u00e8 un diritto di tutti, anche il tuo. Sono due piani, per loro natura profondamente intrecciati e sovrapposti, chiamati per questo a un costante confronto e interscambio. Da qui gli interventi che hanno dato un taglio all\u2019iniziativa, fotografando anche un\u2019idea ben precisa che ha sotteso la giornata del 10 ottobre e un pi\u00f9 complesso lavoro di inclusione sociale della salute mentale.<br \/>\nAlla sollecitazione il vicesindaco Castellari, infatti, risponde sostenendo che i diritti degli altri cominciano dove cominciano i miei diritti: questo significa riconoscere la libert\u00e0 di ciascuno e il diritto di cittadinanza attiva per tutti. Visani, assessore alla qualit\u00e0 sociale, rilancia e va oltre, per ricordare come la giornata Mai pi\u00f9 fuori dai giochi, e iniziative simili, contribuiscano a creare una comunit\u00e0 accogliente, capace di contrastare il riaffiorare di tutte quelle strutture mentali, ostacolo alla reale inclusione. In questa direzione vanno le parole di Poli, presidente del consorzio dei servizi sociali, che sottolinea come l\u2019azione congiunta dei servizi sociali e sanitari valorizzi le reali potenzialit\u00e0 di ogni cittadino. La testimonianza di una mamma poi riporta tutti i presenti a fare i conti con una realt\u00e0 di fatica e sofferenza vissuta da molte persone, attorno alle quali si crea un vuoto di solitudine; le sue parole indicano come irrinunciabile lo \u201cstare meglio\u201d e come sia importante il contributo agito dalla comunit\u00e0 nel suo complesso. Ecco perch\u00e9 Ravani, direttore della Unit\u00e0 Operativa territoriale del Centro di Salute Mentale, non parla di psichiatria ma di salute mentale, nell\u2019ottica di spostare l\u2019attenzione da una categoria ristretta di individui alla collettivit\u00e0 nel suo insieme.<br \/>\nTutti questi interventi, seguiti da una mattinata di sport vissuto con entusiasmo, partecipazione e grande tifo, hanno inevitabilmente innescato alcune riflessioni che quella domanda, posta a inizio giornata evidentemente ha sollecitato con forza.<br \/>\nForse il chiedersi \u201cchi me lo fa fare\u201d non riguarda solo coloro che direttamente, in prima persona lottano ogni momento, per trovare un ruolo e una collocazione nel tessuto sociale dal quale si sentono, e talvolta lo sono realmente, esclusi. Probabilmente \u00e8 stato vincente seppur nella sua natura provocatoria, l\u2019aver lanciato il quesito ai soggetti che in diversa misura hanno partecipato alla giornata. Provocazione che non si ferma a quegli interventi di apertura e di benvenuto, ma che ognuno \u00e8 chiamato a portare con s\u00e9 nella propria vita che continua fuori da quella palestra che rappresenta, evidentemente, un momento e un luogo privilegiato al cui interno si vogliono ritrovare tante risposte. E spesso ci si riesce. Ecco perch\u00e9 \u00e8 una domanda che si pone sul fondo di ciascuno di noi, chiamato con forza a dover mettere in discussione molto del \u201cdato per scontato\u201d nella costruzione della persona, nell\u2019instaurarsi delle tante e diverse relazioni di cui questa vive. Fa parte della vita di tutti e proprio per questo si tratta di una base di appoggio, un trampolino di lancio anche per la costruzione di questa vita fatta di persone, fatta di una dimensione collettiva della quale nessuno pu\u00f2 e deve sentirsi escluso.<br \/>\nIl percepirsi tassello di questa rete di rapporti porta a rivedere costantemente la propria posizione e la posizione degli altri, di tutti gli altri. Domanda e risposta che s\u00ec, fanno parte a pieno titolo anche del nostro progetto di vita al cui interno esistono le relazioni e le persone.<br \/>\nChi me lo fa fare di continuare a lottare se sento premere dentro di me questo male che \u00e8 il male di vivere. Chi me lo fa fare di spendermi nell\u2019organizzazione di eventi come questi che aprono le porte su un mondo tenuto distante, perch\u00e9 temuto. Chi me lo fa fare di lavorare ogni giorno a stretto contatto con il malessere, la sofferenza, l\u2019indifferenza. Chi me lo fa fare di pormi cos\u00ec tanti interrogativi che mettono costantemente in discussione le mie facili certezze e sicurezze, quelle che l\u2019agio e il benessere ci pongono come primarie per il \u201cquieto vivere\u201d.<br \/>\nProbabilmente il sentire questa vita come una preziosit\u00e0 fatta di tante dimensioni, tanti bisogni, tante e diverse persone con cui condividerla fa s\u00ec che a molte domande si possa trovare una risposta. E allora la sollecitazione di quella mamma che nel portare la sua testimonianza chiede e sottolinea con forza il diritto del suo ragazzo \u201callo stare bene\u201d diventa una risposta efficace: una base per la costruzione della sua ma anche della nostra vita. Un tassello di quel progetto sulla sua e sulla nostra vita che da \u201clui\u201d non pu\u00f2 prescindere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cUna palla di cannone che ha diviso la citt\u00e0 in due!\u201d.  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