{"id":801,"date":"2009-11-04T17:07:43","date_gmt":"2009-11-04T17:07:43","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=801"},"modified":"2026-02-04T13:18:19","modified_gmt":"2026-02-04T12:18:19","slug":"farsi-delle-storie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=801","title":{"rendered":"12. Farsi delle storie"},"content":{"rendered":"<p>di Sandro Bastia<\/p>\n<p>&#8220;La sessualit\u00e0 \u00e8 usatissima tra i giovani per motivi culturali, non per il desiderio&#8230;sesso come mezzo per entrare nel gruppo, sesso come violenza&#8230;E\u2019 un tema che non pu\u00f2 essere isolato&#8221;. Intervista a due educatori sulla sessualit\u00e0 degli adolescenti che frequentano un centro socioeducativo.<br \/>\n<!--break-->Adolescenti, disagi sociali, e sessualit\u00e0: queste tre parole accostate spesso evocano immagini di problemi, scontri, difficolt\u00e0. I due educatori che mi accolgono durante la loro programmazione invece mi sconfermano questa immagine e pi\u00f9 che intenti a &#8220;navigare tra le difficolt\u00e0&#8221; mi paiono due persone normalmente intente nelle faccende di tutti i giorni, che mi mostrano con orgoglio un arredo povero, recuperato in giro e personalizzato dai ragazzi del gruppo.<br \/>\nMicaela ed Alberto sono due educatori che lavorano all&#8217;interno di un gruppo socioeducativo, gestito dalla cooperativa bolognese CSAPSA, in convenzione con il servizio sociale dell&#8217;Azienda USL. Il gruppo \u00e8 aperto nel pomeriggio ed \u00e8 frequentato da un quindicina di adolescenti con storie diverse alle spalle, che all&#8217;interno del gruppo cercano un posto dove stare, divertirsi, &#8220;socializzare&#8221; con coetanei, con adulti significativi &#8211; gli educatori &#8211; si mangia insieme, si fanno i compiti scolastici e molte attivit\u00e0.<br \/>\nA met\u00e0 strada tra la &#8220;famiglia&#8221; ed il &#8220;centro giovanile&#8221; questa \u00e8 una struttura intermedia che deve coniugare il quotidiano, le relazioni e gli affetti con l&#8217;istituzione, la prevenzione ed il &#8220;controllo&#8221; sociale&#8221;. \u00c8 una struttura che punta sulla quotidianit\u00e0 e sulla qualit\u00e0 delle relazioni: infatti \u00e8 per una precisa scelta che gli educatori che lavorano sono due, un uomo ed una donna, ovvero una &#8220;coppia genitoriale&#8221; di adulti significativi di riferimento. La sessualit\u00e0 \u00e8 un nodo importante, in adolescenza. Il gruppo socioeducativo \u00e8 una istituzione che incontra e vive anche la sessualit\u00e0 di chi la frequenta, ma quando chiedo qualcosa sul loro lavoro rispetto a questi temi mi accolgono sguardi sorpresi, come se questo, in fondo, non fosse cos\u00ec importante come pensavo.<\/p>\n<p>R. Istituzionalmente la sessualit\u00e0 all&#8217;interno del gruppo socioeducativo viene vista, e parlo degli operatori sociali, psicologi, psichiatri ecc. come una tematica molto forte. Spesso \u00e8 sentita molto al di fuori dal gruppo che al suo interno, al punto che, ad esempio, vi sono proposte di formazione, vi sono richieste esplicite di informazioni durante le verifiche, ci fanno la richiesta di proporre ai ragazzi programmi di educazione sessuale in collaborazione con i consultori.<br \/>\nNoi abbiamo pensato di non fare queste cose. Eravamo abbastanza contrari ad isolare l&#8217;educazione per cos\u00ec dire &#8220;sessuale&#8221; dal resto. Il medico del consultorio che viene a parlare \u00e8 piuttosto un&#8217;informazione perch\u00e9 \u00e8 svincolata da quello che \u00e8 il rapporto interpersonale ed i rapporti in generale del gruppo, quindi ci sembrava priva di senso.<\/p>\n<p><strong>Ma i ragazzi e le ragazze vi sembra sentano questa esigenza?<\/strong><br \/>\n\u00c8 vero che ragazzi e ragazze vivono aspetti sessuali molto confusi, specie in situazioni di promiscuit\u00e0&#8217;, fanno fatica rispetto al controllo della loro pulsionalit\u00e0. Inoltre spesso nelle loro famiglie i genitori possono non essere i loro veri genitori, i fratelli possono quindi avere genitori diversi, insomma le storie di questi ragazzi spesso complicano molto le cose. Quindi quando arrivano qui rispetto allo sviluppo sessuale non sono tranquilli, per\u00f2 non \u00e8 cos\u00ec facile delegare alla sola sessualit\u00e0 i comportamenti. Spesso la sessualit\u00e0 \u00e8 presa in prestito per giustificare tutta una serie di disagi e di comportamenti che appartengono alla sessualit\u00e0 come linguaggio ma non come senso. Il vocabolario, il turpiloquio sulla sessualit\u00e0 non sono legati al problema sessuale in s\u00e9 ma ad un costume usato per attirare l&#8217;attenzione.<br \/>\nAnche in questi giorni degli operatori USL ci stanno proponendo di fare dei gruppi tematici sulla sessualit\u00e0.<br \/>\nLa possibilit\u00e0 di discutere della sessualit\u00e0 come area tematica o in un gruppo (educatori &#8211; utenti) o con la presenza di tecnici e operatori sanitari \u00e8 stata scartata. Noi facciamo fatica a mettere in pratica, a fare cose cos\u00ec strutturate. Questo perch\u00e8 quello che ad esempio differenzia quella che \u00e8 una visione del lavoro &#8220;tecnica&#8221;, come quella che pu\u00f2 avere uno psicologo, uno psichiatra o un medico e noi educatori \u00e8 il setting. I setting sono diversi e questo \u00e8 difficile da far capire a chi non frequenta il gruppo. Noi lavoriamo all&#8217;interno della quotidianit\u00e0.<br \/>\nQuesto cambia totalmente il tipo di linguaggio, il tipo di rapporto, il tipo di modalit\u00e0 di fruizione delle informazioni. \u00c8 difficile per un non-educatore capire cosa \u00e8 la quotidianit\u00e0. Faccio un esempio, \u00e8 come se in famiglia ti venissero a trovare zii e nonni con i quali non vai molto d&#8217;accordo e per risolvere il problema vai a fare un corso di aggiornamento sulle relazioni interpersonali. Assurdo no?!<br \/>\nSpesso l&#8217;esterno pensa cos\u00ec: c\u2019\u00e8 un problema? Bene, facciamo degli incontri, diamo informazioni.<br \/>\nMa il quotidiano non si gestisce cos\u00ec, con degli incontri cos\u00ec strutturati. Allora spesso delle proposte che riguardano questo sono cos\u00ec lontane dalla &#8220;tipologia del quotidiano&#8221; che poi vengono escluse. Invece tutto, anche l\u2019aspetto informativo, viene poi gestito all&#8217;interno, nella relazione.<\/p>\n<p><strong>La quotidianit\u00e0 \u00e8 importante per il lavoro degli educatori. \u00c8 importante avere consapevolezza di questa dimensione che per\u00f2 non si presta n\u00e8 ad essere racchiusa in una struttura rigida, n\u00e8 ad essere lasciata all\u2019improvvisazione totale. Il lavoro o le occasioni che vi portano ad incontrare la sessualit\u00e0 nel lavoro con i ragazzi come avvengono?<\/strong><br \/>\nNel gruppo, con i ragazzi, di sessualit\u00e0 si parla molto poco. In genere di questo si parla, a fatica, con gli educatori, in colloqui riservati. Ti chiamano, si va nella stanzina e si parla. Spesso arrivano con molta confusione, hanno esperienze, a volte anche importanti, ma che fanno molta fatica a leggere come rapporti di coppia, storie d&#8217;amore. Spesso \u00e8 prevalente l&#8217;aspetto &#8220;farsi delle storie&#8221; per avere consensi, per avere conferme sulla propria identit\u00e0, per avere potere.Negli anni di lavoro con i ragazzi la sessualit\u00e0, nei termini di gestione della propria pulsionalit\u00e0 \u00e8 uno spazio, sembra paradossale, molto minimo rispetto agli aspetti socio-antropologici, che sono preponderanti. La sessualit\u00e0 come merce, la sessualit\u00e0 come violenza, la sessualit\u00e0 per entrare in un gruppo eccetera. La sessualit\u00e0 \u00e8 usatissima ma per motivi culturali, non per il desiderio sessuale &#8211; magari fosse cos\u00ec. Questo \u00e8 un&#8217;altro livello, diverso, che \u00e8 l&#8217;analisi delle emozioni, dei sentimenti e del rapporto con il proprio corpo. Ma sono aspetti distinti. Per questo diciamo che \u00e8 difficile parlare di sesso: il sesso \u00e8 all&#8217;interno dei rapporti emotivi e del rapporto con il proprio corpo. Quando tu l&#8217;affronti, con un qualche ragazzino lo fai in termini emotivi: ad esempio arriva, \u00e8 chiuso, \u00e8 sconvolto, non parla o \u00e8 aggressivo, gli chiedi cos\u2019\u00e8 successo, lui ti confida una cosa&#8230;.<br \/>\nNon \u00e8 mai in termini cognitivi. L&#8217;elaborazione arriva dopo. L&#8217;approccio in termini cognitivi spesso determina una difesa immediata. Addirittura una caratteristica di alcuni ragazzi che vengono qua e che prima sono stati in carico ai servizi \u00e8 quella di percepire l&#8217;educatore ed il servizio come intrusivo rispetto alla propria vita: stanno all&#8217;interno dei servizi dando una immagine di s\u00e9 che gli permette di tutelare una parte di intimit\u00e0 che non vogliono far vedere. Prima di arrivare ad un rapporto che possa andare pi\u00f9 in profondit\u00e0 bisogna superare questa immagine: i ragazzi fanno fatica anche a fare un disegno per la paura di essere interpretati. Quasi sempre sono stati dallo psicologo e sanno benissimo che attraverso quello che scrivono e che fanno vengono interpretati, conosciuti e letti in modo intrusivo. E prima di poter intrecciare una relazione profonda occorre un lungo e lento lavoro di conquista della fiducia che non \u00e8 scontato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p> &#8220;La sessualit\u00e0 \u00e8 usatissima tra i giovani per motivi culturali, non per il desiderio&#8230;sesso come mezzo per entrare nel gruppo, sesso come violenza&#8230;E\u2019 un tema che non pu\u00f2 essere isolato&#8221;. 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