{"id":803,"date":"2009-11-04T17:07:44","date_gmt":"2009-11-04T17:07:44","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=803"},"modified":"2026-02-09T12:30:37","modified_gmt":"2026-02-09T11:30:37","slug":"diversi-pensieri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=803","title":{"rendered":"14. Diversi pensieri"},"content":{"rendered":"<p>di Mirko Artuso<\/p>\n<p>&#8220;In un percorso creativo con i disabili, l&#8217;operatore deve sentirsi come un elefante in un negozio di cristalli, essere abile e sicuro; allora potr\u00e0 arrivare dall&#8217;altra parte del negozio, senza aver rotto nemmeno uno dei preziosi cristalli&#8230; Sono convinto che non esista un teatro diverso per persone diverse, ma un teatro capace di generare incontri socialmente riconoscibili&#8221;.<br \/>\n<!--break-->Non \u00e8 cos\u00ec scontato pensare che tutto ci\u00f2 che determina un incontro possa essere definito teatro, soprattutto se pensiamo alla forte necessit\u00e0 che questo nostro tempo contiene. Spesso mi capita d&#8217;incontrare la diversit\u00e0 in ambiti istituzionali e trovo spesso persone fortemente motivate alla costante ricerca di mezzi per uscire da una opprimente fissit\u00e0. Il lavoro di destrutturazione \u00e8 sempre pi\u00f9 una tappa obbligata e gli operatori ne sentono la necessit\u00e0 e desiderano uscire dai meccanismi convenzionali: l&#8217;assistenza fine a se stessa, la mancanza di obiettivi comuni, le difficolt\u00e0 organizzative e via di seguito.<br \/>\nLe occasioni di incontro e di studio acquistano valore se riescono a calarsi nelle singole situazioni, senza finzione, con l&#8217;obiettivo comune di scardinare, muovere, aprire. E&#8217; necessario a questo punto interrogarsi sulla necessit\u00e0 del teatro in questi ambiti e sul significato profondo che questa pratica acquista. Non \u00e8 mio compito capire se veramente il teatro pu\u00f2 definirsi terapeutico; \u00e8 probabile ma non certo, ma credo invece che sia necessario considerare il suo valore sociale; le capacit\u00e0 in esso contenute sono principalmente provocatorie e sono queste le responsabilit\u00e0 che possiamo chiedere al teatro e attraverso di esso assumerci.<br \/>\nSono convinto che non esista un teatro diverso per persone diverse, ma un teatro capace di generare incontri socialmente riconoscibili. I mezzi per creare queste occasioni di incontro sono simili ad altri contenuti in altre forme di espressione, ma non hanno lo stesso valore e soprattutto la stessa riconoscibilit\u00e0.<br \/>\nQuesto dipende, credo, dalla volont\u00e0 di dimostrare abilit\u00e0 non richieste. Ho sempre pensato che il portatore di handicap non debba dimostrare nessuna abilit\u00e0 richiesta dalla convenzione e che non debba sentirsi obbligato a &#8220;scimmiottare&#8221; il teatro ufficiale, ma debba rendere pubblico il &#8220;proprio&#8221; teatro, con le specificit\u00e0 che lo caratterizzano. Sono interrogazioni alle quali cerco di dare risposta con il lavoro di ricerca; quello che sento come mancanza \u00e8 il collegamento tra l&#8217;istituzione e gli operatori che spesso cercano nell&#8217;attivit\u00e0 con i disabili l&#8217;incontro tra questi elementi.<\/p>\n<p><strong>La capacit\u00e0 di creare un luogo<br \/>\n<\/strong>Da molti anni dedico la mia ricerca al teatro; e l&#8217;incontro con i disabili mi ha donato la possibilit\u00e0 di rivalutare molti aspetti del mio mestiere d&#8217;attore e di regista, primo fra tutti quello della condivisione. E&#8217; ovvio che non si pu\u00f2 chiedere a una persona normale di condividere la condizione nella quale si trova il disabile, ma di chiedere uno slancio, la capacit\u00e0 di creare un &#8220;luogo&#8221;, uno spazio fisico e mentale dove incontrare il disabile, una zona franca dove scontrarsi ad armi pari.<br \/>\nQuesto luogo, nella occasione in cui c&#8217;\u00e8 stata la volont\u00e0 di creare lo &#8220;scontro&#8221;, spesso si chiama teatro; non soltanto inteso come luogo fisico, ma come atto creativo e desiderio di comunicare.<br \/>\nAllora diventa necessario delimitare i confini, definire il campo in cui agire, prepararsi all&#8217;incontro che diventer\u00e0 scontro. Trovarsi di fronte a situazioni non conosciute, essere capaci di guidare un gruppo di disabili all&#8217;interno del percorso creativo; imparare ad ascoltare. Trovare con loro un&#8217;intesa e svilupparla senza caricarla di segni, significati o altri orpelli.<br \/>\nL&#8217;ascolto \u00e8 possibile se riesce ad allontanarsi dalla complessit\u00e0.<br \/>\nQuesto non significa evitarla a priori, ma penetrarla mantenendo come obiettivo la semplicit\u00e0.<br \/>\nNella loro disarmante semplicit\u00e0 riesco a trovare, attraverso l&#8217;ascolto, stimoli forti, che nella maggior parte dei casi sono sinceri.<\/p>\n<p><strong>La sincerit\u00e0 contro il giudizio<br \/>\n<\/strong>Questo \u00e8 il rapporto che mantiene l&#8217;equilibrio tra gli elementi: Semplicit\u00e0 &#8211; Sincerit\u00e0.<br \/>\nQuando parlo di semplicit\u00e0, intendo dire tutto ci\u00f2 che la complessit\u00e0 permette di tradurre in praticit\u00e0, tutto ci\u00f2 che il complesso meccanismo dell&#8217;immaginazione lascia trasparire rendendo visibile l&#8217;invisibile.<br \/>\nTutto questo passa attraverso un filtro (che non \u00e8 mai giudizio e\/o presa di posizione a priori) che nient&#8217;altro che il tempo dedicato alla ricerca, dalla quale nasce la sincerit\u00e0. Questo \u00e8 possibile se liberiamo il percorso creativo dalle ansie produttive, dalla fasulla necessit\u00e0 del profitto, dalla paura del giudizio.<br \/>\nNon c&#8217;\u00e8 peggior nemico della sincerit\u00e0 che il giudizio.<br \/>\nIn un percorso creativo con i disabili, l&#8217;operatore deve sentirsi come un elefante in un negozio di cristalli, essere abile e sicuro; allora potr\u00e0 arrivare dall&#8217;altra parte del negozio, senza aver rotto nemmeno uno dei preziosi cristalli. Il disabile, nella sua verit\u00e0, lo considero uno straordinario essere umano, che senza volont\u00e0 si mostra in tutta la sua persona senza sottrarsi alla trasparenza. Sono quello che sono, perch\u00e9 so quello che so.<br \/>\nQuesta \u00e8 la base per poter iniziare un confronto alla pari, senza giudicare, evitando i limiti precostituiti.<br \/>\nCredo di non avere nulla da insegnare, perch\u00e9 penso che sia gi\u00e0 molto complesso &#8220;stare&#8221;, &#8220;essere&#8221;, &#8220;incontrare&#8221;. Allora quello che cerco quotidianamente \u00e8 un nuovo modo di &#8220;camminare&#8221;, questo \u00e8 per ora tutto quello che posso fare. La ricchezza in tutto questo \u00e8 che spesso mi \u00e8 concessa la possibilit\u00e0 di farlo con altre persone, che forse gi\u00e0 lo stanno facendo e non ne sono coscienti, oppure stanno andando senza cogliere la preziosit\u00e0 del viaggiare.<br \/>\nDevo essere riconoscente nei confronti delle persone che sentono questo vitale bisogno e premiare tutti quelli che credono nel valore del teatro, soprattutto in questi casi dove il confine fra terapia e arte \u00e8 molto sottile.<br \/>\nElio Vittorini diceva che l&#8217;uomo ha bisogno di altri doveri, pi\u00f9 alti e verso gli uomini; perch\u00e9 a compiere i soliti non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 soddisfazione e si rimane come se non si fosse fatto nulla, scontenti di s\u00e9, delusi. Allora la diversit\u00e0 deve essere per noi un punto di forza, non un ulteriore ostacolo, dobbiamo costruire occasioni, spazi mentali e fisici adatti all&#8217;incontro, capaci di generare emozioni, vortici di fantasia.<br \/>\nDobbiamo allenarci alla conoscenza di s\u00e9, per conoscere e affinare le proprie qualit\u00e0 creative, di relazione, comunicazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;In un percorso creativo con i disabili, l&#8217;operatore deve sentirsi come un elefante in un negozio di cristalli, essere abile e sicuro; allora potr\u00e0 arrivare dall&#8217;altra parte del negozio, senza aver rotto nemmeno uno dei preziosi cristalli&#8230; Sono convinto che non esista un teatro diverso per persone diverse, ma un teatro capace di generare incontri socialmente riconoscibili&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3599],"edizioni":[86],"autori":[2847],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3621],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/803"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=803"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/803\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6528,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/803\/revisions\/6528"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=803"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=803"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=803"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=803"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=803"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=803"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=803"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=803"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=803"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}