{"id":806,"date":"2009-11-04T17:07:44","date_gmt":"2009-11-04T17:07:44","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=806"},"modified":"2026-02-20T12:42:48","modified_gmt":"2026-02-20T11:42:48","slug":"il-corpo-nomade","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=806","title":{"rendered":"10. Il corpo nomade"},"content":{"rendered":"<p>di Antonella Gandolfi, della cooperativa AndoKampo, dal &#8217;91 mediatrice culturale presso la comunit\u00e0 sinti e rom Bologna<\/p>\n<p>Il corpo come strumento di relazione: una consapevolezza che \u00e8 pi\u00f9 facile percepire in quei contesti dove il corpo mostra di avere un importanza evidente: l\u2019esperienza di un&#8217;operatrice presso le aree di sosta per sinti; un esperienza di crescita personale che incide anche nei contesti non lavorativi.<br \/>\n<!--break-->Lavorare come operatrice presso aree sosta per sinti significa svolgere una funzione di mediazione per avvicinare due mondi socio culturali fondamentalmente diversi. Si opera quindi presso i servizi per favorire l&#8217;avvicinamento al nostro sistema sociale. Per far questo si costruisce un rapporto di conoscenza e di accettazione con la comunit\u00e0 sinta con cui si opera. L&#8217;area sosta comunale \u00e8 un luogo in cui le famiglie zingare possono vivere nella propria\/proprie roulotte all&#8217;interno di uno spazio prestabilito, usufruire di servizi igienici comuni, di presa elettrica e fontanelle di acqua, nel rispetto del regolamento comunale. Fondamentale per l&#8217;operatore presso l&#8217;area sosta \u00e8 essere accettato dalla comunit\u00e0 e quindi creare una relazione di rispetto reciproco. La relazione si basa sulla capacit\u00e0 da parte del mediatore di legarsi e di separarsi dalla comunit\u00e0 zingara attraverso continue oscillazioni del grado di partecipazione. Il mantenere l&#8217;equilibrio fra il &#8220;dentro&#8221; e il &#8220;fuori&#8221; apre la strada verso un saper ascoltare sia con le orecchie che con gli occhi; non solo all&#8217;esterno, ma anche verso l&#8217;interno per riconoscere le proprie emozioni, aspettative ed i pregiudizi nei confronti dell&#8217;etnia minoritaria, che potrebbero influenzare la relazione.<\/p>\n<p><strong>Un grande valore comunicativo<br \/>\n<\/strong>Per gli zingari la relazione tra le persone \u00e8 al centro del sistema socio culturale: il prestigio, il ruolo sociale di una persona non dipende dal ruolo professionale, ma da quello familiare e comunitario. In una relazione centrata sulla persona, in cui il ruolo professionale e sociale non hanno molta importanza, il corpo assume un valore comunicativo a cui abbiamo perso l&#8217;abitudine.<br \/>\nOperare presso una comunit\u00e0 sinta in un&#8217;area di sosta comunale, dove convivono obbligatoriamente nuclei familiari diversi, significa cambiare frequentemente spazi di relazione e interlocutori. Si pu\u00f2 passare da uno spazio aperto comune dove incontrare un uomo, una donna, un bambino&#8230; (con continue possibilit\u00e0 di modifica), a spazi privati aperti e chiusi (roulotte) dove relazionarsi, come sopra, con un singolo o con pi\u00f9 persone. In ogni singola situazione l&#8217;uso del proprio corpo pu\u00f2 cambiare la relazione.<br \/>\nAd esempio, arrivare ed incontrare un gruppo di donne o di uomini significa, in quanto donna, possibilit\u00e0 relazionali assai diverse, in cui il mio corpo gioca un ruolo importante. Se sono donne il gruppo si divide o si apre rendendo disponibile uno spazio fisico e di dialogo che si gioca anche su come il mio corpo entra nella relazione: se rimango al centro difficilmente riuscir\u00f2 a sfuggire a giochi sul ruolo sessuale, s mi colloco di fianco a qualcuno e lascio aperto il cerchio, ho modo di cambiare il livello di conversazione o di interromperlo, anche attraverso la complicit\u00e0 con qualcuno.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;esperienza personale<br \/>\n<\/strong>Il fatto che il corpo sia uno strumento importante di relazione \u00e8 noto e vero in tutti i contesti, ma ritengo, partendo dall&#8217;esperienza personale e dal confronto con colleghi, che nella relazione con i sinti si recuperi una consapevolezza e attenzione alla corporeit\u00e0 degli altri e propria, che nella nostra societ\u00e0 stiamo perdendo. Nella relazione con i sinti mi sono trovata a usare istintivamente il mio corpo in modo mirato, avendone la consapevolezza un attimo dopo l&#8217;agito. La consapevolezza dell&#8217;uso istintivamente mirato del corpo come strumento di relazione \u00e8, durante il mio lavoro, molto maggiore di quanto non sia di solito.<br \/>\nQuesto probabilmente perch\u00e9 la relazione non \u00e8 condizionata dai ruoli e dai contesti sociali in cui viviamo normalmente all&#8217;interno della nostra societ\u00e0, che tendono a nascondere la corporeit\u00e0 pur sempre presente. Riscoprire la consapevolezza del proprio corpo \u00e8 comunque un&#8217;esperienza di crescita personale che incide anche su contesti non lavorativi e che a volte aiuta a limitare l&#8217;importanza dei ruoli sociali, facilitando la messa in gioco nella relazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il corpo come strumento di relazione: una consapevolezza che \u00e8 pi\u00f9 facile percepire in quei contesti dove il corpo mostra di avere un importanza evidente: l\u2019esperienza di un&#8217;operatrice presso le aree di sosta per sinti; un esperienza di crescita personale che incide anche nei contesti non lavorativi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3587,3608,3607],"edizioni":[104],"autori":[2725],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3619],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/806"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=806"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/806\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6655,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/806\/revisions\/6655"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=806"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=806"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=806"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=806"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=806"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=806"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=806"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=806"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=806"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}