{"id":813,"date":"2009-11-04T17:07:46","date_gmt":"2009-11-04T17:07:46","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=813"},"modified":"2026-02-18T11:47:08","modified_gmt":"2026-02-18T10:47:08","slug":"gli-stati-sociali-europei-il-regno-unito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=813","title":{"rendered":"7. Gli Stati sociali europei"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Viviana Bussadori<\/p>\n<p>Come funziona lo Stato sociale nel resto d\u2019Europa, quali sono le sue caratteristiche e la sua storia, come sono inquadrati e come operano i &#8220;lavoratori sociali&#8221;; per rispondere a queste domande abbiamo selezionato e tradotto una serie i testi tratti da &#8220;Les formations au travail social dans la perspective de l&#8217;Europe de 1993&#8221; realizzato dal Consiglio Superiore per il lavoro sociale, una ricerca che conserva ancora la sua attulit\u00e0.<br \/>\n(tradyzuibu a cura du Giusy Zucchini)<!--break--><\/p>\n<p><strong>Regno Unito: l&#8217;organizzazione dell&#8217;azione sociale<br \/>\n<\/strong>I servizi sociali britannici comprendono:<br \/>\n-il servizio sanitario nazionale (National Health Service)<br \/>\n-i servizi sociali personali<br \/>\n-la sicurezza sociale.<\/p>\n<p>Il servizio sanitario nazionale (NHS) offre una gamma completa di servizi medici che sono a disposizione di chiunque risieda nel Paese, indipendentemente dal reddito.<br \/>\nLa gestione fa capo direttamente al governo centrale mentre le forme di finanziamento sono molteplici: l&#8217;85% del costo dei servizi sanitari \u00e8 coperto da fondi pubblici di origine fiscale mentre la parte restante \u00e8 finanziata da quote sociali che pervengono direttamente al NHS e le quote versate da certi servizi (ad esempio ricette, cure dentali).<br \/>\nNel 1986 le spese sanitarie hanno raggiunto i 17,6 miliardi di sterline ossia il 13,30% del budget statale.<br \/>\nI responsabili delle strutture sanitarie hanno inoltre la facolt\u00e0 di procurarsi dei fondi da opere di beneficienza.<\/p>\n<p><strong>I servizi sociali personali<br \/>\n<\/strong>Per comprenderne le principali caratteristiche, \u00e8 necessario valutare qualche fattore che influenza questo settore: innanzitutto la separazione netta fra il settore educativo (compresa l&#8217;educazione speciale) e il comparto sociale. In Gran Bretagna non esiste una figura di educatore specializzato con un largo campo di interventi; l&#8217;educazione speciale per i &#8220;giovani con particolari necessit\u00e0&#8221; \u00e8 affidata ad esempio a dei &#8220;maestri&#8221;, istitutori specializzati che operano esclusivamente nel campo scolastico.<br \/>\nL&#8217;intervento sociale \u00e8 affidato a &#8220;social workers&#8221;, lavoratori sociali fra i quali si possono distinguere varie categorie professionali, determinate dal tipo e dal quadro dell&#8217;intervento. Le due principali categorie sono i &#8220;social workers&#8221; e i &#8220;youth and community workers&#8221;.<br \/>\nI servizi sociali sono totalmente decentralizzati e gestiti da &#8220;local council&#8221; (1116 in tutta la Gran Bretagna, con membri eletti ogni 4 anni); a questo livello l&#8217;articolazione dei servizi denota la separazione fra educazione e servizi sociali. L&#8217;organizzazione infine pu\u00f2 variare notevolmente a seconda delle aree geografiche (Galles, Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra).<br \/>\nAltro tassello fondamentale \u00e8 quello della beneficienza. Occorre distinguere da una parte cosa intendono gli inglesi per &#8220;charity&#8221;, autentica istituzione che consiste nel raccogliere fondi dal pubblico per finanziare attivit\u00e0 umanitarie o sociali attraverso manifestazioni di varia natura (feste, sottoscrizioni, ecc) e, dall&#8217;altra parte, cosa si intende invece per volontariato.<br \/>\nQuest&#8217;ultimo \u00e8 molto sviluppato; si stima che quasi un quarto della popolazione adulta sia impegnata in attivit\u00e0 volontarie: I volontari vengono reclutati fra tutte le classi sociali: pensionati, casalinghe, giovani&#8230; in certe istituzioni o servizi il loro numero supera nettamente quello dei professionisti; nel settore educativo e sociale se ne contano 250.000 contro 25.000 professionisti. Numerosi sono sul territorio gli uffici di orientamento per i volontari mentre a livello nazionale esiste il &#8220;centro volontariato&#8221;.<br \/>\nUltima caratteristica dello stato sociale in Gran Bretagna \u00e8 quello connesso alla deistituzionalizzazione: il &#8220;Disabled People Act&#8221; del 1944 ha rappresentato una svolta nell&#8217;atteggiamento della societ\u00e0 inglese nei confronti dei malati di mente. Il movimento si \u00e8 poi rafforzato negli anni &#8217;60 con Jones, Cooper e Laing. Si \u00e8 poi esteso alla presa in carico dei bambini. La scissione delle grandi istituzioni in piccole unit\u00e0 ha rinforzato il bisogno di interventi di beneficienza, tanto pi\u00f9 che dal 1975, e soprattutto dopo il 1980, lo Stato si disimpegner\u00e0 nettamente dal finanziamento delle strutture di presa in carico. La diminuzione delle somme forfettarie attribuite deve essere pi\u00f9 che mai compensata con il ricorso alla &#8220;charity&#8221;. Nel 1981 il governo britannico ha votato una legge che ricorda sotto molti aspetti la legge francese dell&#8217;orientamento del 1975. Il diritto all&#8217;educazione, la prevenzione, l&#8217;integrazione sociale sono alcuni dei temi che vi si ritrovano. Il programma intitolato &#8220;Care in Community&#8221; non ha terminato di influenzare l&#8217;organizzazione dell&#8217;attivit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p><strong>Professioni sociali e formazioni professionali<br \/>\n<\/strong>Le professioni educative e sociali costituiscono un mosaico molto complesso in cui si intrecciano l&#8217;assenza di statuti legali, le differenze talvolta importanti esistenti secondo le localit\u00e0 della Gran Bretagna e la grande variet\u00e0 di situazioni: professionisti a tempo pieno, parziale, volontariato, ecc.<br \/>\nDue organismi nazionali hanno il compito di organizzare le professioni e la formazione: si tratta del Central Council for Education and Training in Social Work&#8221; (C.C.E.T.S.W.) per gli operatori sociali e del &#8220;Council for Education and Training in Youth and Community Work&#8221; per chi lavora con i giovani e all&#8217;interno delle comunit\u00e0 (&#8220;youth and community workers&#8221;).<br \/>\nIl 1991 \u00e8 stato determinante per l&#8217;importante riforma dell&#8217;insieme delle professioni e formazioni, di cui l&#8217;elemento principale \u00e8 stato un nuovo diploma, il &#8220;social work&#8221;, che costituisce la qualifica professionale per l&#8217;insieme dei lavoratori sociali del Regno Unito, qualunque sia il loro settore di lavoro.<\/p>\n<p><strong>Irlanda: la protezione sociale<br \/>\n<\/strong>Riorganizzato nel 1970 e nel 1979, il sistema di protezione sociale copre in modo diverso gli Irlandesi secondo il loro reddito: le persone a basso reddito beneficiano di servizi totalmente gratuiti ma devono iscriversi nelle liste di un medico; le altre fasce hanno diritto a servizi quasi gratuiti solo per le cure ospedaliere e per prestazioni di specialistiche del settore pubblico. Oltre l&#8217;85% delle spese sanitarie vengono finanziate dalla previdenza sociale. Il loro forte aumento ha costretto il governo a porre dei tickets di moderazione. Esiste la possibilit\u00e0 di ricorrere ad una copertura complementare ma si tratta di una assicurazione creata nel 1957 che ha il monopolio della gestione del &#8220;Comitato di assicurazione volontaria per la sanit\u00e0&#8221; (Volontary Health Insurance Board).<br \/>\nPer i bambini fino a 6 anni \u00e8 previsto lo stanziamento di una somma uguale per tutti. Globalmente, l&#8217;impegno sociale dell&#8217;Irlanda nel 1990 si collocava intorno al 22,30% del PIL. Il ministero della Previdenza gestisce le pensioni, le malattie e l&#8217;invalidit\u00e0. Le cure sanitarie sono gestite da uffici regionali sotto la direzione del ministero della Sanit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Professioni sociali e formazione<br \/>\n<\/strong>La struttura delle professioni sociali \u00e8 molto simile a quella britannica. Anche qui si ritrova una grande variet\u00e0: assistente ai servizi sociali, educatore specializzato, animatore. Non esiste ancora un testo ufficiale che faccia da statuto professionale per i vari lavoratori sociali. Gli organismi quali il ministero della Sanit\u00e0, dell&#8217;Istruzione, i consigli regionali sanitari, le associazioni di volontariato ecc. riconoscono le qualifiche convalidate dal &#8220;National Council for Education Awards&#8221;.<br \/>\nL&#8217;insieme dei percorsi formativi realizzati dai collegi regionali e dalla scuola dell&#8217;Home and Social Science e dall&#8217;universit\u00e0 di Dublino sono anch&#8217;esse riconosciute. Si distinguono due livelli: quello dei certificati e quello dei diplomi nazionali, dei quali i primi forniscono l&#8217;accesso ai secondi. Esistono tre tipi di lavoratori sociali: i &#8220;social workers&#8221;, i &#8220;care workers&#8221; e i &#8220;youth and community workers&#8221; (lavoratori sociali, coloro che prestano assistenza e cura e lavoratori della giovent\u00f9 e delle comunit\u00e0, n.d.r.).<br \/>\nLe diverse formazioni proposte permettono di comprendere meglio la struttura:<br \/>\n-Care workers: diploma nazionale di studi sociali applicati: questa formazione &#8211; chiamata &#8220;generale&#8221; &#8211; dura 4 anni dei quali due a tempo pieno ,che portano al conseguimento del certificato nazionale; in seguito, c&#8217;\u00e8 un anno di esperienza professionale seguito da un altro anno di studi a tempo pieno. Durante questi tre anni di formazione a tempo pieno, vengono organizzati degli stage di pratica.<br \/>\n-Diploma nazionale di protezione dell&#8217;infanzia (Child Care): formazione finalizzata all&#8217;impiego per un periodo di tre anni. E&#8217; probabilmente quello che pi\u00f9 assomiglia alla formazione degli educatori specializzati francesi.<br \/>\n-Certificato nazionale in educazione prescolare (Pre-school Care):formazione di due anni a tempo pieno con stage per quelli che vogliono lavorare nelle scuole materne, nei circoli per l&#8217;infanzia, nei centri di quartiere e nurseries, con bambini da 0 a 7 anni. E&#8217; simile alla formazione degli educatori della giovent\u00f9 in Francia.<br \/>\nI candidati a queste tre formazioni devono possedere il &#8220;leaving certificate&#8221;, diploma di studi secondari, che annovera fra le materie matematica e lingua inglese. Devono avere almeno 18 anni.<br \/>\nPer essere ammessi al Child Care, i candidati devono avere un&#8217;esperienza pratica di questo settore di almeno un anno. I collegi tecnici regionali (Cork, Sligo, Athlone) preparano al certificato nazionale degli Studi Sociali, formazione che dura due anni a tempo con stage.<br \/>\nI titolari del certificato possono &#8211; con un anno di stage &#8211; essere ammessi a Dublino per conseguire, in un anno, il diploma.<br \/>\n-Social Workers: la formazione viene fornita in seno alle Universit\u00e0 (Dublino e Cork).<br \/>\n-Youth and Community Workers: Vengono formati al St. Patrick&#8217;s College (che fa parte dell&#8217;Universit\u00e0 Nazionale d&#8217;Irlanda).<\/p>\n<p><strong>Germania: il lavoro sociale<br \/>\n<\/strong>La storia del lavoro sociale \u00e8 strettamente connessa alla storia nazionale: il lavoro sociale, nato prima della grande guerra sotto l\u2019impulso dei movimenti femministi, illustrati da A. Salomon a Berlino, si \u00e8 presto caratterizzato con le sue aperture alle correnti internazionali, bruscamente interrotte dalla Seconda Guerra Mondiale. Le chiese, quali fondatrici di servizi, istituzioni ed organismi di insegnamento del lavoro sociale costituiscono anch\u2019esse un\u2019importante forza.<br \/>\nLa caduta del sistema nazionalsocialista nel 1945 ha consentito l\u2019espandersi della scuola americana, impiantando i seguenti metodi: approccio individuale, lavoro di gruppo e lavoro comunitario. Nei cinque anni successivi il lavoro sociale viene identificato come pratica per aiutare la gente ad aiutarsi e a prendersi in carico, differenziandolo in ci\u00f2 dall\u2019assistenza tradizionale. La struttura del sistema non \u00e8 solo quella di aiutare e consigliare ma anche quella di controllare ed intervenire, se necessario, nell\u2019ambito della legislazione relativa agli interventi sociali, la protezione dei giovani ed i Tribunali per i minori.<br \/>\nSi identificano due campi di azione:<br \/>\n-&#8220;Sozialarbeit&#8221; (lavoro sociale): relativo alle classi di et\u00e0 ed alle affinit\u00e0 con l\u2019intervento sanitario. Raggruppa infermieri, educatrici, impiegati dell\u2019assistenza pubblica o privata e gli assistenti sociali.<br \/>\n-&#8220;Sozialpaedagogik (pedagogia sociale): questo settore \u00e8 dedicato all\u2019infanzia ed ai giovani e prevede l\u2019educazione sociale. Le figure professionali sono: educatori, responsabili dei centri della giovent\u00f9 (in maggioranza donne), gli animatori per i giovani ed i socio-pedagogisti.<\/p>\n<p>A partire dal 1970 una profonda contestazione ha rimesso in discussione il concetto dell\u2019assistenza intesa come metodo di normalizzazione, di controllo e di integrazione, denunciando &#8220;le funzioni del lavoro sociale come funzioni di una agenzia specializzata nella riproduzione, compensazione, repressione e disciplina&#8221;. Il fondamento \u00e8: &#8220;andiamo alle cause strutturali e non curiamo solo il sintomo&#8221;.<br \/>\nDa questa rimessa in discussione sono nati dei movimenti convergenti che attraversano sia i servizi sociali che la pedagogia sociale e che hanno fatto emergere un terzo concetto di intervento: &#8220;Sozial-arbeit&#8221; (lavoro nel sociale), inteso come un andare oltre ai settori tradizionali prevedendo la trasformazione delle strutture stesse al fine di rendere inutile il lavoro sociale; ci\u00f2 ha portato a riconsiderare i metodi e l\u2019organizzazione e ad una riflessione su un mutamento dei valori. Le questioni poste mirano a denunciare:<br \/>\n-la mancanza di coerenza nell\u2019approccio di fondo e della struttura complessa degli organismi che assicurano i finanziamenti.<br \/>\n-L\u2019infrastruttura dell\u2019organizzazione dei servizi sociali: in abbondanza nelle zone urbane, mancanti in quelle rurali, con il fenomeno della concorrenza fra i servizi.<br \/>\n-L\u2019influenza delle questioni politiche nella definizione delle priorit\u00e0 sociali e dei loro finanziamenti, a detrimento di un approccio pi\u00f9 rigoroso.<\/p>\n<p><strong>L\u2019organizzazione del lavoro sociale<br \/>\n<\/strong>\u00c8\u00a0basata su due principi fondamentali: lo Stato sociale e la solidariet\u00e0 e la sussidiariet\u00e0.<br \/>\nSecondo la sua Costituzione, la Germania \u00e8 uno Stato federale, democratico e sociale, contro ogni discriminazione religiosa o razziale. Tale Costituzione prevede anche l\u2019azione nei settori della giustizia sociale, l\u2019aiuto ai meno abbienti, la sicurezza sociale e l\u2019uguaglianza davanti alla legge di uomini e donne, la libert\u00e0 di associazione e sindacale, la protezione della famiglia e dei bambini, la vocazione sociale della propriet\u00e0 privata.<br \/>\nIl principio di sussidiariet\u00e0 influenza profondamente l\u2019intervento sociale. Il ricorso all\u2019assistenza pubblica non viene che dopo quello della famiglia, del vicinato, dei gruppi di reciproca assistenza e dell\u2019assistenza privata. Il principio dello Stato sociale mette dunque in evidenza che la solidariet\u00e0 non concerne soltanto lo Stato ma ogni cittadino, che deve adoperarsi sia singolarmente che nella collettivit\u00e0. Dal 1976 il codice sociale determina un certo numero di diritti sociali che hanno permesso di organizzare i settori d\u2019intervento relativi al lavoro sociale ed alla animazione sociale. Questa area di intervento, inizialmente incentrata sugli emarginati ed i devianti, tocca ormai settori nuovi quali le scuole, gli ospedali e le imprese.<br \/>\nIl sistema del lavoro sociale \u00e8 stato caratterizzato da tre elementi: le diversit\u00e0 degli obiettivi pedagogici, le diversit\u00e0 dei metodi di intervento e l\u2019organizzazione complessa delle sue strutture.<br \/>\nIn questo senso esso si distingue dal sistema dell\u2019insegnamento scolastico e professionale che dipendono dallo Stato pur mantenendo lo stesso obiettivo.<\/p>\n<p><strong>Francia: il contesto nazionale<br \/>\n<\/strong>L\u2019organizzazione della sicurezza e dell\u2019intervento sociale in Francia sono l\u2019eredit\u00e0 di due tradizioni complementari: quella della solidariet\u00e0 fondata sulla reciprocit\u00e0 e sulle corporazioni e quella dell\u2019assistenza tradizionale dei comuni e delle chiese, destinata a coloro che non possono usufruire d\u2019altro.<br \/>\nLa sicurezza sociale \u00e8 finanziata da quote controllate dallo Stato, la cui gestione \u00e8 affidata ad organismi di protezione sociale distinti dallo Stato le prestazioni e le indennit\u00e0 sono calcolate in maniera uniforme.<br \/>\nL\u2019insieme delle disposizioni per l\u2019aiuto sociale \u00e8 stato regolamentato da una legge del 1893 il cui obiettivo era di consentire ai meno abbienti l\u2019accesso alle cure e alle prestazioni di invalidit\u00e0 in un primo tempo, di vecchiaia in seguito (legge del 1905). Tali prestazioni permisero quindi la sopravvivenza ad alcune parti della popolazione.<\/p>\n<p><strong>L\u2019aiuto sociale<br \/>\n<\/strong>Le norme per l\u2019aiuto sociale sono pi\u00f9 antiche e sono molto vicine ai sistemi adottati nello stesso periodo in Germania ed in Inghilterra. La Germania aveva gi\u00e0 creato un sistema assicurativo fondato sulle prestazioni salariali mentre la nozione di protezione sociale appare con i primi grandi movimenti popolari degli anni \u201830, quando nacque la socialdemocrazia nella maggioranza dei paesi dell\u2019Europa occidentale. Nel 1954 la Francia si avvicin\u00f2 particolarmente al sistema tedesco basato sulle quote calcolate sugli introiti da lavoro quali fonti di prestazioni.<br \/>\nSolo nel 1975 apparve per\u00f2 il termine &#8220;azione sociale&#8221;, quando si tratt\u00f2 di gestire le attivit\u00e0 collettive fondate sul parternariato dell\u2019insieme delle collettivit\u00e0 pubbliche (Stato, regioni, dipartimenti, comuni).<\/p>\n<p><strong>I mezzi e gli organismi dell\u2019intervento sociale<br \/>\n<\/strong>Gli organismi che gestiscono l\u2019insieme delle prestazioni sociali regolamentate sono la Sicurezza Nazionale e la Cassa Nazionale per gli stanziamenti familiari (C.N.A.F.); essi dispongono di un budget d\u2019intervento sociale che consente loro di essere partner di certe azioni a livello locale come ad esempio la C.N.A.F. per le politiche di accoglienza per i bambini da 0 a 6 anni.<\/p>\n<p><strong>Le associazioni<br \/>\n<\/strong>Non si conosce il numero effettivo delle associazioni che operano a livello sociale che, dal 1945, sono in continua espansione. Le tre tipologie in cui possono essere accorpate sono: rappresentanza di utenti, ruolo di gestori, operatori.<\/p>\n<p><strong>Le istituzioni<br \/>\n<\/strong>Tutte le istituzioni concorrono ad una politica di azione sociale, sia che siano finanziate con budget statali (Centri di Aiuto per il Lavoro &#8211; CAT, Centri di Accoglienza e reinserimento sociale &#8211; CHRS), o no, (Istituti medico-educativi -IME, Istituti medico professionali -IMPRO). I centri di formazione al lavoro sociale occupano una posizione particolare in questo schema. Essi sono incaricati di assicurare un servizio pubblico di formazione e di qualificazione dei lavoratori sociali. In Francia ci sono circa 290 sezioni di formazione di cui le pi\u00f9 numerose sono quelle con finalit\u00e0 educative, rappresentanti livelli diversi di qualifica. I centri di formazione sono gestiti nella maggior parte casi da associazioni il cui finanziamento \u00e8 assicurato dallo Stato per il 75% circa del loro budget.<\/p>\n<p><strong>I lavoratori sociali<br \/>\n<\/strong>I lavoratori sociali ammontano a circa 200.000 unit\u00e0, la met\u00e0 dei quali \u00e8 in possesso di una qualifica superiore o uguale a bac +3 (equivale alla 3a superiore). Lo Stato forma ogni anno 7000 diplomati.<\/p>\n<p><strong>La decentralizzazione 1982-86<br \/>\n<\/strong>La decentralizzazione ha comportato nuove dinamiche, la cui pi\u00f9 importante \u00e8 stata quella dell\u2019idea di abbandono della tutela statale. \u00c8 cos\u00ec che la maggioranza delle prestazioni sociali \u00e8 oggi effettuata dai dipartimenti. Spetta a loro, infatti, il compito di dare impulso alle dinamiche locali di integrazione, di comune accordo con le associazioni e gli utenti. Lo Stato conserva quindi delle importanti attribuzioni nel settore sanitario: da esso dipendono ad esempio la tutela dell\u2019insieme delle prestazioni (sicurezza sociale e stanziamenti per le famiglie), la gestione di disposizioni legate alla popolazione (immigrazione, politiche dell\u2019impiego, contratti di solidariet\u00e0, impulso alle politiche di assistenza domiciliare).<br \/>\nLe competenze relative alla formazione delle figure professionali del settore non possono essere soggette a delega; per questo motivo il Ministero per gli Affari sociali e sanitari ha mantenuto la facolt\u00e0 delle formazioni qualificanti per il lavoro sociale. Fra quelli esistenti nei paesi dell\u2019Unione Europea, i percorsi formativi per assistenti sociali, educatori specializzati, educatori per l\u2019infanzia, monitori, hanno un riconoscimento nazionale che non \u00e8 mai stato messo in discussione. Occorre per\u00f2 rilevare che questo tipo di competenze \u00e8 stato oggetto di una vasta decentralizzazione; se l\u2019amministrazione centrale ha la competenza di dare impulso ai vari orientamenti e di essere ricettiva delle diverse evoluzioni, \u00e8 vero anche che essa ha delegato totalmente ai propri servizi regionali il compito di controllo, le convenzioni ed i finanziamenti.<\/p>\n<p><strong>Spagna: il sistema di protezione sociale<br \/>\n<\/strong>Tale sistema di protezione sociale spagnolo \u00e8 di recente attuazione. Nel 1978 la nuova Costituzione ha garantito a tutti l\u2019accesso ai diritti<!--break--> sociali. Il passaggio dal concetto di &#8220;beneficenza&#8221; a quello di &#8220;diritto&#8221; si \u00e8 tradotto nella necessit\u00e0 di organizzare un sistema coerente.<br \/>\nL\u2019organizzazione della protezione sociale prevede una divisione di competenze fra lo Stato e le Comunit\u00e0 autonome.<br \/>\nRisale al 1982 la prima legge legge autonoma per i servizi sociali nei Paesi Baschi. Tale sistema \u00e8 comunque fonte di complessit\u00e0 e di conflitti istituzionali. Un lavoro di pianificazione e di coordinamento \u00e8 stato intrapreso per potere appianare le disparit\u00e0 fra le diverse politiche sociali locali. In questo modo il piano d\u2019azione concertato dalle prestazioni di base e dei servizi sociali, costruito per gli anni 1988-1990 fonda su di una serie di accordi fra il ministero per gli Affari Sociali e le 17 comunit\u00e0 autonome.<\/p>\n<p><strong>Gli operatori sociali<br \/>\n<\/strong>La professione pi\u00f9 antica \u00e8 quella di assistente sociale, che resta ancora oggi la pi\u00f9 importante in termini quantitativi. A livello universitario fin dall\u201981 la formazione dell\u2019assistente sociale \u00e8 ad un livello superiore, mentre quella di educatore lo sar\u00e0 molto presto. Si tratta di due professioni che non hanno per\u00f2 ancora acquisito una precisa identit\u00e0 professionale; l\u2019assistente sociale ad esempio non ha ancora uno statuto ne \u00e8 una chiara definizione delle responsabilit\u00e0 come degli strumenti di lavoro. Per quanto concerne la figura dell\u2019educatore un grande passo in avanti sar\u00e0 compiuto quando verr\u00e0 fornita una preparazione universitaria che consentir\u00e0 una maggiore valorizzazione della professione ed un maggiore avvicinamento agli standard europei.<br \/>\nAlcune tendenze caratterizzano l\u2019evoluzione del lavoro sociale comunitario e spiegano i cambiamenti in materia di formazione. Si tratta della trasformazione delle grandi strutture chiuse in piccoli centri aperti alla partecipazione degli utenti, del passaggio da un modello assistenziale ad un modello comunitario che privilegia la prevenzione e la multidisciplinariet\u00e0, la presa di coscienza di una necessaria razionalizzazione dei diversi interventi professionali e di un approfondimento delle specificit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come funziona lo Stato sociale nel resto d\u2019Europa, quali sono le sue caratteristiche e la sua storia, come sono inquadrati e come operano i &#8220;lavoratori sociali&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3609,3594],"edizioni":[66],"autori":[2851],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/813"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=813"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/813\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6569,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/813\/revisions\/6569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=813"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=813"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=813"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=813"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=813"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=813"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=813"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=813"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=813"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}