{"id":814,"date":"2009-11-04T17:07:46","date_gmt":"2009-11-04T17:07:46","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=814"},"modified":"2026-02-18T11:30:19","modified_gmt":"2026-02-18T10:30:19","slug":"quale-assistenza-1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=814","title":{"rendered":"6. Quale assistenza"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Nicola Rabbi<br \/>\nDi riforma dello Stato sociale oramai se ne parla ogni giorno su tutti i mezzi di informazione; ma all&#8217;interno si questo dibattito quali sono le prospettive dell&#8217;assistenza, dove si sta andando oggi in Italia? Abbiamo girato la domanda ad una serie di persone impegnate a livelli diversi in questo settore.<\/p>\n<p><strong>Mons. Giovanni Nervo, Fondazione Zancan<br \/>\n<\/strong><!--break-->Dipendono dalla linea culturale-politica che prevarr\u00e0 nel nostro Paese nei prossimi 2-3 anni.<strong><br \/>\n<\/strong>Se prevale la tendenza a costruire la societ\u00e0 italiana su una economia liberista del mercato sar\u00e0 accentuato il carattere emarginante dell&#8217;assistenza: ai poveri penser\u00e0 l&#8217;assistenza affidata alla beneficenza dei ricchi, e alla libera iniziativa del terzo settore; i ricchi risolveranno i loro problemi con il mercato.<br \/>\nSe prevale la tendenza a costruire la societ\u00e0 italiana su una economia sociale del mercato, lo Stato cio\u00e8 la societ\u00e0 organizzata che si fa carico del bene comune, cio\u00e8 di tutti e di ciascuno, garantir\u00e0 i servizi essenziali a tutti i cittadini, eguali per tutti: a chi manca di risorse li dar\u00e0 gratuitamente; a chi dispone di risorse chieder\u00e0 una compartecipazione alla spesa dei servizi in base al reddito e al patrimonio, cio\u00e8 alla ricchezza di cui ciascuno dispone.<br \/>\nIl problema \u00e8 quali servizi riteniamo essenziali e con quali strumenti viene accertato il reddito e il patrimonio.<br \/>\nAlcune delle dieci proposte di legge che sono in discussione in Parlamento sulla riforma dell&#8217;assistenza stanno a met\u00e0 strada: affermano, secondo la costituzione il diritto degli indigenti all&#8217;assistenza, ma conservano il concetto di assistenza e beneficenza della legge Crispi, e di conseguenza l&#8217;emarginazione dei poveri.<br \/>\nLa fondazione Zancan insieme alla Caritas italiana ha elaborato una proposta di legge che \u00e8 stata fatta propria da alcuni parlamentari (alla Camera dai Cristiani-sociali, primo firmatario l&#8217;on. Luc\u00e0, dal PPI, prima firmataria, l&#8217;on. Russo Jervolino, al Senato dall&#8217;on. Ersilia Salvato, unica firmataria).<br \/>\nLa proposta si intitola: &#8220;Legge quadro sul sistema dei servizi alla persona&#8221;.<br \/>\nHa queste caratteristiche:<br \/>\n&#8211; si incentra sulla persona e sulla famiglia;<br \/>\n&#8211; di conseguenza propone un unico sistema di servizi, integrati, sociali, sanitari;<br \/>\n&#8211; si ispira alla sussidiariet\u00e0: perci\u00f2 parte dai Comuni e non dal Ministero; richiede per\u00f2 la corresponsabilit\u00e0 di tutti Stato, Regioni, Comuni, per garantire la esigibilit\u00e0 dei diritti; la gestione dei servizi sociali e sanitari \u00e8 affidata ad una sola azienda dipendente non dalla Regione, ma dai Comuni;<br \/>\n&#8211; nei piani di zona, che devono dare risposte puntuali ai bisogni della popolazione sono coinvolte tutte le risorse della comunit\u00e0 locale, quelle istituzionali, quelle del terzo settore, quelle del mercato in un programma organico di intervento.<br \/>\nLe prospettive dell&#8217;assistenza?<br \/>\nIn un sistema di servizi alla persona entra nell&#8217;ombra l&#8217;assistenza, che va per\u00f2 rafforzata quando il bisogno \u00e8 reale, e rimane in primo piano la persona che ha eguale dignit\u00e0 nel ricco e nel povero.<\/p>\n<p><strong>Francesco Santanera del C.S.A (Coordinamento Sanit\u00e0 e Assistenza fra i movimenti di base)<br \/>\n<\/strong><!--break-->Per le persone che non sono in grado di autodifendersi, allarmanti sono le prospettive del nuovo Stato sociale che il Governo e il Parlamento stanno predisponendo<br \/>\n1. Il documento Onofri ed i Sindacati intendono escludere dal Servizio sanitario nazionale gli anziani malati cronici non autosufficienti.<br \/>\nNelle controproposte di CGIL, CISL e UIL alle ipotesi del Governo sul Welfare State \u00e8 stato addirittura inserito quanto segue: &#8220;A fronte dello straordinario aumento degli anziani non autosufficienti portatori di domanda assistenziale difficilmente controllabile, si propone l&#8217;attivazione di un fondo specifico su base contributiva&#8221;. La gravit\u00e0 della proposta dei Sindacati emerge sia dalla collocazione della proposta stessa nel paragrafo &#8220;Politiche di sostegno agli individui ed alle famiglie&#8221; (il che dimostra l&#8217;inserimento nel settore dell&#8217;assistenza) e non nel capitolo &#8220;Sanit\u00e0&#8221;, sia dal fatto che le leggi vigenti garantiscono anche ai malati inguaribili e non autonomi le prestazioni del Servizio sanitario nazionale (come \u00e8 conformato dalla sentenza della Corte di Cassazione 10150\/1996), sia dal pagamento dei contributi assicurativi effettuato dai lavoratori a seguito dell&#8217;impegno assunto dal Parlamento (legge 692\/1995) di assicurare le necessarie cure sanitarie senza limiti di durata, comprese &#8211; occorrendo &#8211; quelle ospedaliere indipendentemente dalla tipologia e la durata delle malattie.<br \/>\n2. Le proposte di legge di riforma dell&#8217;assistenza attualmente discussa presso la Commissione &#8220;Affari sociali&#8221; della Camera dei deputati, non prevedono alcun diritto esigibile da parte delle persone e dei nuclei familiari che hanno bisogno di essere aiutati per poter sopravvivere.<br \/>\n3. I disegni di legge presentati in materia di adozione dei minori in situazione di abbandono materiale e morale sono orientati al riconoscimento di presunti diritti degli adottanti. Si arriva a prevedere che un ottantenne possa adottare un neonato!<br \/>\n4. Gravissime inadempienze si verificano ogni giorno nei confronti di decine di migliaia di handicappati: non vengono eliminate le barriere architettoniche, mancano da decenni strutture diurne e residenziali per i soggetti privi di sostegno familiare, la legge sul collocamento obbligatorio non \u00e8 rispettata nemmeno per gli handicappati aventi piena capacit\u00e0 lavorativa.<br \/>\n5. Escluse le poche centinaia di persone che operano per la promozione dei diritti dei cittadini pi\u00f9 deboli e, in particolare, di coloro che non sono in grado di autodifendersi gli altri volontari (500 mila secondo alcune ricerche) nulla fanno per ottenere dalle autorit\u00e0 preposte il riconoscimento concreto delle esigenze e dei diritti dei soggetti prima elencati: anziani malati cronici non autosufficienti, bambini istituzionalizzati, handicappati intellettivi gravi e gravissimi, ecc., limitandosi quasi sempre a svolgere una semplice funzione consolatoria.<br \/>\nStante questa situazione, \u00e8 impensabile che il nuovo Stato sociale rispetti le esigenze fondamentali delle persone non in grado di autodifendersi, poich\u00e9 mancano attualmente tutte le premesse etiche, politiche e sociali.<\/p>\n<p><strong>Don Vinicio Albanesi, CNCA (Coordinamento Nazionale Comunit\u00e0 di Accoglienza)<br \/>\n<\/strong>Oggi quando si parla di riforma dello Stato sociale si parla per lo pi\u00f9 di previdenza e non di assistenza, si discute di pensioni e di riforma dell\u2019assistenza non se ne parla. Attualmente siamo in attesa del testo unificato dell\u2019on. Signorello.<br \/>\nPer\u00f2 se non si costituisce un fondo sociale, visto che si contrae il fondo sanitario, si corre il rischio che l\u2019assistenza si fermi solo all\u2019enunciazione dei principi.<br \/>\nInoltre il rapporto tra pubblico e privato non \u00e8 stato definito. C\u2019\u00e8 chi dice che il settore del non profit sia un vero e proprio mercato e c\u2019\u00e8 chi dice che questo settore non pu\u00f2 sopravvivere se lo si intende solo in questo modo.<br \/>\nPenso comunque che lo Stato sociale non deve essere destinato solo ai poveri perch\u00e9 in questo modo si tradurr\u00e0 nella semplice sopravvivenza dei pi\u00f9 bisognosi.<\/p>\n<p><strong>Flavio Cocanari, responsabile settorew handicap CISL<br \/>\n<\/strong><!--break-->C\u2019\u00e8 una nuova consapevolezza del fatto che l\u2019assistenza deve concretizzarsi in servizi alla persona o alla famiglia e che devono essere gestiti dagli Enti Locali. Questa consapevolezza \u00e8 ormai anche dei politici.<br \/>\nSe l\u2019assistenza viene fatta dagli Enti Locali, questi devono avere per\u00f2 anche le fonti del finanziamento, il sistema fiscale deve essere riorganizzato in questo senso.<br \/>\nUn altro elemento di novit\u00e0 \u00e8 la consapevolezza del ruolo del privato sociale senza fine di lucro: finalmente sembra essere passata l\u2018infatuazione verso il privato sociale che viene visto in un modo un po&#8217; pi\u00f9 concreto. Recentemente si era passati dall\u2019ideologia del tutto pubblico al privato \u00e8 bello fino ad arrivare all\u2019apoteosi del privato sociale; quello che \u00e8 importante \u00e8 che si realizzi una forma di democrazia di soggetti in cui ognuno da il suo contributo.<br \/>\nSi assiste anche ad un ridimensionamento dell\u2019assistenza economica diretta rispetto al ruolo dei servizi: \u00e8 chiara l\u2019idea che qualsiasi prestazione economica non pu\u00f2 che essere di supporto ad una rete di servizi che deve comunque esistere.<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019assistenza economica dietro alle definizioni come assegno sociale e assegno di minimo vitale si nascondono diversi significati che vanno chiariti.<br \/>\nL\u2019assistenza significa in generale assicurare il diritto al cittadino di vivere attivamente la sua cittadinanza e quindi di ricevere tutta una serie di attenzioni che gli permettono di esprimersi liberamente; queste attenzioni possono essere declinate in servizi, in trasferimenti economici in agevolazioni fiscali.<br \/>\nIl problema principale riguarda il reperimento dei finanziamenti: quali risorse devono essere riconvertite? Quali interessi si devono colpire? In generale il problema \u00e8 quello di mettersi d\u2019accordo su quali devono essere le fonti di finanziamento del Welfare State.<br \/>\n<strong><br \/>\nNina Daita, responsabile settore handicap CGIL<br \/>\n<\/strong><!--break-->Formulare, oggi, previsioni di come cambieranno, o se cambieranno, le prestazioni godute attualmente dai disabili all&#8217;interno della riforma dello stato sociale, sarebbe prematuro. Oltre correre il rischio di innescare falsi allarmismi o rosee aspettative. Il mio intervento, pertanto, si limiter\u00e0 a quanto elaborato dalla CGIL dopo aver esaminato il documento del Presidente del Consiglio, in occasione dell&#8217;incontro a Palazzo Chigi del 18 Giugno.<br \/>\nLa stratificazione di varie disposizioni legislative e la settorizzazione degli interventi hanno creato e creano iniquit\u00e0 inaccettabili in campo assistenziale, di qui la necessit\u00e0 di realizzare un assetto legislativo che trasformi l&#8217;assistenza in diritto di cittadinanza. Di cui: la separazione tra assistenza e previdenza, e la riforma dei criteri di riconoscimento dell&#8217;invalidit\u00e0 civile, (provvedimento, quest&#8217;ultimo che doveva essere gi\u00e0 attuato come delega alla legge 335\/95), sono presupposti fondamentali.<br \/>\nIn particolare per quanto concerne il primo punto, si dovrebbe prevedere misure di funzionamento specifico per gli anziani non autosufficienti.<br \/>\nBasti pensare, per ritornare ai disabili, che oltre il 60% dell&#8217;indennit\u00e0 di accompagnamento sono percepite da ultrasessantacinquenni.<br \/>\nLa riforma del riconoscimento dell&#8217;invalidit\u00e0 civile \u00e8 altrettanto fondamentale. Non si pu\u00f2 continuare a percentualizzare la disabilit\u00e0, e utilizzarla per l&#8217;intera gamma delle prestazioni, (tickets, previdenze economiche, ecc.).<br \/>\nIl riconoscimento deve essere funzionale all&#8217;indipendenza dell&#8217;individuo. In sintesi si tratta di dare risposte articolate in rapporto ai diversi gradi di bisogno sia per le provvidenze economiche, che l&#8217;erogazione dei servizi, nonch\u00e9 per l&#8217;inserimento mirato al lavoro.<br \/>\nInfine, preso atto che il terzo settore \u00e8 destinato a ricoprire ruoli importanti nella realizzazione del nuovo stato sociale. Occorre evitare la formazione di un mercato che identifichi nel no profit la possibilit\u00e0 di fornire servizi alla meno spesa, alla stregua di certi subappalti di mano d&#8217;opera a basso costo, ma con nessuna garanzia di professionalit\u00e0.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>intervista a Mons.Giovanni Nervo, Fondazione Zancan<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3588,3594],"edizioni":[66],"autori":[2853],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3615],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/814"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=814"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/814\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6561,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/814\/revisions\/6561"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=814"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=814"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=814"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=814"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=814"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=814"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=814"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=814"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=814"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}