{"id":827,"date":"2009-11-04T17:07:49","date_gmt":"2009-11-04T17:07:49","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=827"},"modified":"2026-02-18T10:53:30","modified_gmt":"2026-02-18T09:53:30","slug":"la-storia-del-cavazza-parte-prima","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=827","title":{"rendered":"2. La storia del Cavazza"},"content":{"rendered":"<p>di Pierluigi Giacomoni e Carlo Loiodice<\/p>\n<p><strong>L&#8217;istituto pi\u00f9 aperto d&#8217;Italia<br \/>\n<\/strong>Fondato, come tanti istituti del genere, verso la fine del XIX secolo utilizzando una serie di donazioni e lasciti, l&#8217;istituto si \u00e8 specializzato nella<!--break--> formazione e nell&#8217;istruzione di giovani non vedenti. In specie esso dal 1926 ha accolto ragazzi che dovevano frequentare le scuole medie e l&#8217;universit\u00e0 oltre al conservatorio. Da sempre la cultura \u00e8 uno dei suoi obiettivi trainanti e i dirigenti del tempo vollero immettere nella societ\u00e0 non vedenti capaci di essere autonomi e dotati di solida preparazione. In quel periodo l&#8217;Istituto si configura come un convitto: il giovane mangia, dorme, svolge i compiti dentro, ma si reca a scuola fuori. Gli studenti di musica frequentano le lezioni internamente ma anche per loro sono previsti momenti di contatto con l&#8217;esterno.<br \/>\nQuesto modello ne fa l&#8217;istituto pi\u00f9 aperto d&#8217;Italia e per molti non vedenti esso \u00e8 il miraggio da raggiungere perch\u00e9 si sa che al Cavazza c&#8217;\u00e8 una libert\u00e0 che altrove non esiste. Per chi \u00e8 costretto a vivere in collegi chiusi dove si pu\u00f2 solo uscire in casi eccezionali, il Cavazza e&#8217; l&#8217;America.<br \/>\nNei primi anni &#8217;70 due fattori concorrono allo svuotamento del convitto: la contestazione interna e le nuove concezioni pedagogiche che si affermano nella societ\u00e0. I convittori contestano l&#8217;idea dell&#8217;istituto come comunit\u00e0 separata; i genitori e le amministrazioni locali iniziano a considerare praticabili altre forme di integrazione scolastica.<br \/>\nAl di l\u00e0 dei massimalismi dell&#8217;epoca, alcune delle questioni poste allora, conservano ancora oggi una loro validit\u00e0, non essendo ancora del tutto superato il problema dell&#8217;inserimento di chi non vede nella societ\u00e0. Tuttavia la sorte dei convitti \u00e8 segnata: verso la fine degli anni Settanta anche il Cavazza si vuota e si trasforma. Invece del vecchio collegio per non vedenti si impone l&#8217;idea di un centro regionale che offra dei servizi, pur mantenendo inalterate le finalit\u00e0 specificate nello statuto.<br \/>\nVengono promossi corsi di qualificazione professionale, viene introdotta l&#8217;informatica, si producono vari ausili per l&#8217;uso autonomo del calcolatore elettronico anche per chi non vede.<\/p>\n<p><strong>Ritorno all&#8217;ente assistenziale?<\/strong><br \/>\nTutto sembra andare a meraviglia: giovani di varia provenienza affluiscono in via Castiglione per studiare come si programma col personal computer, altri cercano il modo di acquistare ausili che permettano loro di lavorare, leggere e scrivere con i nuovi mezzi, altri ancora frequentano corsi per divenire centralinisti. Sennonch\u00e9 il 22 febbraio scorso i dirigenti del &#8220;Cavazza&#8221; hanno indetto una pubblica assemblea con larga partecipazione di ciechi bolognesi, nella quale hanno dichiarato uno stato di crisi delle attivit\u00e0 e hanno richiesto ai presenti un contributo di idee. In realt\u00e0 ci\u00f2 che veniva richiesto era l&#8217;assenso ad un progetto di &#8220;depubblicizzazione&#8221; dell&#8217;istituto che in pratica consiste in un ritorno alla situazione anteriore al 1926, a quando cio\u00e8 il &#8220;Cavazza&#8221; non era ancora un Ente di Istruzione, bens\u00ec un Ente di Assistenza. Quali sono dunque le ragioni che farebbero venir meno la necessit\u00e0 di un impegno nel campo specifico dell&#8217;istruzione?<br \/>\nUn&#8217;analisi \u00e8 stata fatta di recente ad opera di un Comitato di ex-allievi e Amici dell&#8217;Istituto &#8220;Cavazza&#8221;, il quale ha reso pubblico un documento in cui si denunciano alcuni fatti importanti:<br \/>\n&#8211; mancanza di una progettazione complessiva;<br \/>\n&#8211; mancato rinnovo delle convenzioni con la Regione Emilia-Romagna e le Unit\u00e0 sanitarie locali per l&#8217;assistenza ai non vedenti in et\u00e0 scolare;<br \/>\n&#8211; inefficienza nella stampa di materiali in Braille o nella registrazione su nastro di opere e testi necessari allo studio<br \/>\n&#8211; dispersione di una delle maggiori biblioteche in Braille esistenti in Italia;<br \/>\n&#8211; rinuncia ad ogni tentativo di aggiornare la convenzione con il Conservatorio &#8220;Martini&#8221; onde permettere ai ragazzi ciechi portati per le attivit\u00e0 musicali di affrontare un corso regolare di studi nella mutata situazione di superamento del convitto;<br \/>\n&#8211; inaridimento dei progettati corsi per programmatori elettronici e per centralinisti telefonici (quest&#8217;anno ha funzionato un solo corso per diciotto centralinisti, mentre l&#8217;istituto paga lo stipendio a quattordici dipendenti);<br \/>\n&#8211; pressoch\u00e9 totale latitanza nell&#8217;assistenza agli ex allievi, prevista dallo statuto, eccettuati alcuni contratti di affitto di appartamenti di sua propriet\u00e0 che l&#8217;amministrazione ha stipulato con non vedenti a condizioni favorevoli rispetto al mercato.<\/p>\n<p>Comunque la si guardi, oggi la situazione del &#8220;Cavazza&#8221; appare paradossale: c&#8217;\u00e8 una struttura, c&#8217;\u00e8 un patrimonio immobiliare, c&#8217;\u00e8 una memoria pedagogica ed esistenziale, non c&#8217;\u00e8 invece traccia di una reale volont\u00e0 di rinnovamento, se \u00e8 vero, come \u00e8 vero, che una apposita commissione nominata dal presidente della sezione di Bologna dell&#8217;Unione Italiana Ciechi, dopo essersi insediata il 23 maggio scorso, da un lato ha proceduto con audizioni di esperti, ma dall&#8217;altro si \u00e8 arenata su una richiesta di documentazione (programmi, bilanci, convenzioni attivate e disattivate, ecc.) che al momento non \u00e8 stata ancora esaudita, malgrado, o forse proprio per lo strettissimo intreccio di uomini e funzioni oggi esistente fra l&#8217;istituto e l&#8217;Unione.<\/p>\n<p><strong>Il domani, un centro di servizi<br \/>\n<\/strong>Ci\u00f2 che il comitato degli ex allievi e degli amici dell&#8217;istituto &#8220;Cavazza&#8221; vuole realizzare \u00e8 un Istituto regionale e nazionale per la documentazione, la ricerca, l&#8217;aggiornamento e la consulenza sull&#8217;istruzione dei minorati della vista. Al di l\u00e0 della pomposa denominazione si vorrebbe creare un centro di servizi rivolto in generale ai minorati della vista, quindi anche a coloro che pur non essendo veri e propri ciechi, hanno bisogno di sussidi per integrare le loro carenze visive. Un centro di servizi articolato in vari settori: la musica, la cultura e la produzione di testi, la documentazione specifica, gli ausili informatici, la prevenzione delle malattie dell&#8217;occhio e cos\u00ec via.<br \/>\nSi tratta di un progetto di ampio respiro che punta sul sostegno degli enti pubblici (anche in prospettiva europea), ma anche dell&#8217;esperienza di privati in un&#8217;ottica di flessibilit\u00e0 e di programmazione.<br \/>\nSi vorrebbe inoltre fare del Cavazza un centro di aggregazione culturale, un luogo dove sia possibile incontrarsi, ascoltare musica, assistere a conferenze, incontri e convegni.<br \/>\nUn sito plurisettoriale, in poche parole, che non interessa solo chi non ci vede ma tutta la nostra citt\u00e0. Via Castiglione \u00e8 una strada stretta dove non passa nemmeno l&#8217;autobus ad un certo punto si allarga all&#8217;improvviso. Lo avr\u00e0 voluto il caso ma l&#8217;istituto \u00e8 proprio l\u00ec, dove circola pi\u00f9 aria, dove passa pi\u00f9 gente. Basta con le chiusure&#8230;<\/p>\n<p align=\"right\"><span style=\"font-size: medium;\">[<a href=\"cavazza2.html\">&#8230;to be continued<\/a>]<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;istituto    pi\u00f9 aperto d&#8217;Italia    Fondato, come tanti istituti del genere, verso la fine del XIX secolo utilizzando una    serie di donazioni e lasciti, l&#8217;istituto si \u00e8 specializzato nella<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3766],"tags":[3605],"edizioni":[66],"autori":[2856],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3614],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=827"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6547,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/827\/revisions\/6547"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=827"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=827"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=827"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=827"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=827"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=827"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=827"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=827"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=827"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}