{"id":84,"date":"2009-11-04T17:04:33","date_gmt":"2009-11-04T17:04:33","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=84"},"modified":"2025-11-21T11:05:34","modified_gmt":"2025-11-21T10:05:34","slug":"lo-sport-della-mente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=84","title":{"rendered":"Lo sport della mente"},"content":{"rendered":"<p>A cura di Giovanni Preiti<\/p>\n<p>Lucio Klobas<br \/>\n<strong>Fuori<i> <\/i>gioco \u2013 Sport, Controsport, Supersport<\/strong><br \/>\nBologna, Il Mulino, 1997<br \/>\n34 capitoli, ognuno dedicato ironicamente a sport pi\u00f9 o meno reali, dalla pesca al salto con l\u2019asta, dallo sci alla corsa delle tartarughe, passando per la corrida e il rugby, con un unico obiettivo: demistificare lo sport.<br \/>\nTratto da \u201cRugby\u201d: Di solito quando un giocatore di rugby smette di giocare non volontariamente, possiede un testicolo in meno, \u00e8 storpio ed \u00e8 privo di denti, vaneggia tutto il giorno (d\u00e0 i numeri), di notte non prende sonno se non ingerendo potenti sedativi. \u00c8 noto che il rugby \u00e8 uno sport impietoso, praticato da gente dura che ama le emozioni forti e che non disdegna le peggiori scorrettezze pur di annientare fisicamente l\u2019avversario. Infatti i risultati si vedono. Come tutti sanno, lo scopo ultimo del gioco \u00e8 quello di raggiungere la meta per segnare un punto a favore. Ci si sposta da un campo all\u2019altro del terreno su un mare di feriti pi\u00f9 o meno gravi (qui nessuno finge).<br \/>\nTratto da \u201cCorsa delle tartarughe\u201d: La corsa delle tartarughe \u00e8 uno sport lento che si svolge al rallentatore e che richiede tempo e pazienza, a volte passano anni prima che si veda qualche risultato concreto. Le tartarughe si presentano sulla linea di partenza con due o tre ore di ritardo (non portano neppure l\u2019orologio di plastica al polso), poi si devono riscaldare i muscoli per altre tre o quattro ore e, successivamente, saggiare il terreno di gara su cui esprimono giudizi contrastanti, cos\u00ec se ne va la giornata.<\/p>\n<p>Pippo Russo<br \/>\n<strong>Sport e societ\u00e0<\/strong><br \/>\nRoma, Carocci, 2004<br \/>\nPiccolo manuale di sociologia che intende individuare i tratti caratteristici dello sport come fenomeno sociale. L\u2019autore scorre lo sviluppo dello sport parallelamente al mutamento socio-culturale, dalla fondazione del movimento olimpico moderno allo sport post-moderno, tra globalizzazione e mass-media. A proposito di mass-media, interessante come la televisione addirittura abbia influenzato i regolamenti per far concludere le gare entro tempi prevedibili e quindi sport come il tennis e la pallavolo abbiano introdotto nuovi sistemi come il tie-break e il rally point system per garantire gare di una lunghezza che non influenzi il palinsesto.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Raffaele Tedesco<br \/>\n<strong>La psicofisicit\u00e0 nell\u2019et\u00e0 evolutiva \u2013 Psicologia dello sport giovanile<\/strong><br \/>\nMilano, Guerini Scientifica, 2002<br \/>\n\u00c8 un manuale che aiuta la mediazione tra l\u2019istruttore, l\u2019allievo e la famiglia, in particolar modo a coloro che seguono il giovane atleta durante le tappe dello sviluppo, e che vuole aiutare a comprendere meglio da parte degli adulti il difficile mondo dei ragazzi e dei fanciulli. Il libro segue parallelamente i mutamenti di psicologia evolutiva correlati all\u2019et\u00e0 e all\u2019attivit\u00e0 sportiva. Vuole essere un aiuto nell\u2019approccio psicologico, in tutte le possibili situazioni di difficolt\u00e0 si incontrino nella crescita dell\u2019atleta bambino-ragazzo, e delle innumerevoli difficolt\u00e0 della personalit\u00e0 che si incrociano lungo il cammino della vita sportiva.<\/p>\n<p>Vinicio Ongini<br \/>\n<strong>Fiabe di sport<\/strong><br \/>\nMilano, Mondadori, 2000<br \/>\nSei storie, sei eroi, sei leggende dello sport mitizzate e raccontate in mondi immaginari e fiabeschi. La bici di Coppi viene rubata dai fratelli De Sica, famosi ladri di biciclette; Alberto Braglia <i>stuntman<\/i> per il cinema; Dorando Pietri corre accanto a un indiano del Canada altissimo e ossuto di nome Tom e a un cecoslovacco dai capelli rossi di nome Emil, e a un africano di nome Abebe che correva a piedi nudi; mentre il bambino Dieguito fa centomila palleggi tra le \u201ccipolline\u201d, il piccolo Boniek sogna di fare il cavallo; il giovane Platin\u00ec che con il pallone sapeva fare di tutto, lo usava perfino per predire il futuro. E nella parte finale tre risposte a tre fanciulleschi \u201cperch\u00e9\u201d sportivi: <i>Perch\u00e9 le scarpe dei calciatori hanno i tacchetti? Perch\u00e9 le Olimpiadi si fanno ogni quattro anni? Perch\u00e9 la bicicletta si chiama bicicletta?<\/i><\/p>\n<p>Giovanni Giordano Lanza, Raffaele Pallotta d\u2019Acquapendente, Fabrizio Stoecklin, Domenico Tafuri<br \/>\n<strong>Splash! Acqua, sport e salute<\/strong><br \/>\nNapoli, L\u2019isola dei ragazzi, 1999<br \/>\nConoscere gli aspetti basilari dell\u2019attivit\u00e0 fisica \u00e8 fondamentale per affrontare correttamente lo sport. \u00c8 per questo che bisogna essere informati, per essere in&#8230;forma; sapere quali sono i dieci motivi per fare sport e che lo sport \u00e8 vita, l\u2019importanza dell\u2019alimentazione e dell\u2019igiene. Tutto questo lo potrete trovare in questo libro che affronta gli sport in acqua, in modo semplice con disegni accattivanti, di facile comprensione anche ai bambini pi\u00f9 piccoli, come in uno splash!<\/p>\n<p>Pietro Trabucchi<br \/>\n<strong>Ripensare lo sport \u2013 Come (e perch\u00e9) utilizzare lo sport per sviluppare le potenzialit\u00e0 di ogni persona<\/strong><br \/>\nMilano, FrancoAngeli, 2003<br \/>\n\u2013 Lo sport \u00e8 il reparto giocattoli della vita umana. \u2013 I vincitori non sanno quello che si perdono. \u2013<br \/>\n\u201cHai mai provato a chiedere alle ragazzine se si divertivano?\u201d. \u201cCerto. Mi rispondevano: se vinco la mamma \u00e8 contenta\u201d. \u2013 Alle Olimpiadi del \u201992 a Barcellona, durante il match tra l\u2019americano Tarver e un russo, venne notato il tifo furioso di una spettatrice a bordo ring. Era la madre di Tarver. Indossava una t-shirt con la scritta: \u201cE\u2019 mio figlio!\u201d. \u2013 In fin dei conti, quello che so con maggior certezza sulla morale e sugli obblighi degli uomini, lo devo allo sport. \u2013 Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l\u2019accende vado in un\u2019altra stanza a leggere un libro. \u2013<br \/>\nSono alcune citazioni che si trovano all\u2019interno di questo libro divertente, coltissimo e provocatorio. All\u2019interno la risposta ad alcune fondamentali domande come: a cosa serve veramente lo sport? E perch\u00e9 non lo utilizzano meglio tutti? Lo sport amatoriale e quello giovanile non \u00e8 pi\u00f9 un modo di divertirsi e crescere, ma una copia del modello dello sport professionistico con tutti i suoi lati negativi.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Gianmario Missaglia<br \/>\n<strong>Green sport \u2013 Un altro sport \u00e8 possibile<\/strong><br \/>\nMolfetta (BA), Edizioni La Meridiana, 2002<br \/>\nIl manuale dello sport nuovo e liberatorio, allegro. Dalla prefazione di Gianni Mura: Se non sappiamo pi\u00f9 giocare, non sappiamo pi\u00f9 fare sul serio. Troppe incrostazioni ci appesantiscono le giunture. Anche lo sport, la grande valvola di scarico, l\u2019evasione possibile, sta diventando una prigione (pur dotata di molti agi). Chi insegna a correre non sempre insegna a rallentare. \u00c8 contro questo \u201cfast\u201d che Missaglia addita il \u201cgreen\u201d.<br \/>\nExit e Voice sono le due modalit\u00e0 con cui si pu\u00f2 affrontare una contraddizione che ti coinvolge. Green-sport non \u00e8 soltanto Exit, la scelta di piantare la propria tenda in un altro orizzonte, di fronte all\u2019inospitalit\u00e0 dello sport: Green-sport \u00e8 anche Voice, far sentire le ragioni di una nuova identit\u00e0 delle pratiche motorie, fisiche e sportive. Battersi. \u00c8 la riscoperta della lentezza e della passivit\u00e0 contro la logica della velocit\u00e0 e del protagonismo. \u00c8 la fatica il centro dell\u2019esperienza: il rapporto con uno stato che normalmente tentiamo di evitare. C\u2019\u00e8 un unico modo di convivere con la fatica: accettarla. Camminare nella natura ha un fine che sembra in contraddizione con il senso stesso dell\u2019esplorazione e dell\u2019orientamento: quello di perdersi. Perdersi come aspetto fertile e positivo dello spaesamento.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Giuseppe Tondelli<br \/>\n<strong>Giocare per sport \u2013 Proposte di attivit\u00e0 ludico-motorie presportive per ragazzi dai nove ai tredici anni<\/strong><br \/>\nMilano, Paoline Editoriale Libri, 2002<br \/>\nPartendo dal fatto che si pu\u00f2 educare attraverso lo sport e i momenti di gioco, l\u2019autore, forte di una pluriennale esperienza in ambito scolastico e sportivo, propone giochi di semplice attuazione e ne analizza i risvolti didattici. L\u2019attivit\u00e0 ludico-motoria pu\u00f2 essere cos\u00ec occasione di crescita per un ragazzo insieme ai suoi coetanei, e suscitare in chi la promuove nuova consapevolezza circa la responsabilit\u00e0 educativa che il gioco e lo sport richiedono. 133 giochi da sviluppare tra cortili, palestre e campetti di periferia.<\/p>\n<p>Donatella Spinelli<br \/>\n<strong>Psicologia dello sport e del movimento umano<\/strong><br \/>\nBologna, Zanichelli, 2002<br \/>\nCi sono dimensioni della personalit\u00e0 che differenziano gli atleti dai non atleti? Quali sono gli elementi che motivano alla riuscita e al raggiungimento dell\u2019eccellenza? In che modo il cervello di una persona \u201cnotoriamente\u201d esperta si differenzia da quello di una persona inesperta? \u00c8 vero che l\u2019esercizio fisico migliora il benessere della mente, e con quali meccanismi? Queste sono alcune delle domande cui il libro cerca di rispondere. Nella prima parte sono descritti i processi mentali e i meccanismi cerebrali che guidano l\u2019azione, in che modo le informazioni sul mondo regolano il comportamento motorio e come funziona la parte del cervello dedicata all\u2019azione. Nella seconda parte si discute di personalit\u00e0, motivazioni ed emozioni riferite all\u2019ambito sportivo; inoltre, nei due capitoli dedicati a temi di psicologia sociale, si chiariscono comportamenti presenti in ambito sportivo come le dinamiche interne a una squadra, la leadership e il persistente maschilismo che caratterizza molti ambienti sportivi. La terza parte \u00e8 dedicata alla nozione di \u201cbenessere mentale\u201d, che segue all\u2019esercizio fisico. Infine si discute del \u201cmalessere\u201d, che talvolta pu\u00f2 associarsi all\u2019attivit\u00e0 sportiva come nel caso del doping o dei disturbi dell\u2019alimentazione. La quarta e ultima parte, scritta da psicologi impegnati con atleti d\u2019elite, descrive tecni\u00adche di preparazione mentale finalizzate a migliorare e mantenere ad alto livello la pre\u00adstazione sportiva.<\/p>\n<p>Fabrizio Macchi, Pietro Cabras<br \/>\n<strong>Io non mi fermo<\/strong><br \/>\nMilano, Libreria dello Sport, 2003<br \/>\nSe non fossi io Fabrizio Macchi, va\u00adresino, 33 anni, una testa tutta partico\u00adlare, un carattere tutto particolare, una gamba tutta particolare, questo libro me lo leggerei tutto d\u2019un fiato. Se questa non fosse la mia storia e se non la conoscessi fin troppo bene, mi stupirei ogni volta a rivedere tutto ci\u00f2 che mi \u00e8 successo negli ultimi vent\u2019anni. Dal giorno in cui andai tredicenne al pronto soccorso, fino alla mat\u00adtina di tre anni pi\u00f9 tardi quando uscii dall\u2019ospedale con una vita totalmente stravolta, da ridisegnare, da reinventare. Se non fossi cosciente della mia asso\u00adluta incapacit\u00e0 di accontentarmi della mia esistenza, se non sapessi di essere terribilmente attratto dalle sfide pi\u00f9 complicate e quasi assurde, mi sorpren\u00adderei a rivedere ci\u00f2 che ho combinato negli ultimi diciassette anni nel campo dello sport, da quella mattina in cui tor\u00adnai a casa, a Varese. Se non fossi io, il protagonista della storia, probabilmente direi che questo Fabrizio Macchi \u00e8 totalmente fuori di testa, che magari si \u00e8 inventato tutto, che certe cose non si possono fare, non sono umane, non sono possibili, che certi dolori non si possono sopportare, che certe idee non dovrebbero nemme\u00adno balenargli nella mente. E magari gli direi anche: ma chi sei, ma come ti per\u00admetti, ma come puoi pensare di scalfire in sella a una bicicletta pregiudizi antichi, secoli di deformazioni mentali, profonde lacune legislative e culturali? Se non raccontassi me stesso, insom\u00adma, non crederei a una virgola di questo.<\/p>\n<p>Svjetlan Junakovic<br \/>\n<strong>Faccio Sport<\/strong><br \/>\nZurigo, Bohem Press, 1999<br \/>\nUno zoo alquanto pazzo, in cui ci\u00f2 che appare non \u00e8, e quello che veramente accade sembra tutt\u2019altro. Un\u2019 anatra alle prese con il ping-pong, un pesce spada usato a mo\u2019 di freccia, una giraffa cestista, un criceto agli anelli, un ippopotamo invalicabile portiere di calcio, un topolino golfista, un elefante sui patti nell\u2019hockey, un delfino nuotatore, un ragno alle prese con la rete da pallavolo, una rana che fa salto in alto e infine un castoro tennista.<\/p>\n<p>Antonio Maone<br \/>\n<strong>Bambini in movimento \u2013 Il gioco e lo sport con una palla diversa da tutte le altre<\/strong><br \/>\nCasale Monferrato (AL), Edizioni Sonda, 2004<br \/>\nLa teologa tedesca Dorothee S\u00f6lle alla domanda \u201cCome spiegherebbe a un bambino che cos\u2019\u00e8 la felicit\u00e0?\u201d, rispose: \u201cNon glielo spiegherei. Gli darei un pallone per farlo giocare\u201d. \u00c8 proprio il movimento che ci apre la mente, ci rende curiosi e ci aiuta a esprimere liberamente un pensiero, costringendoci quasi a guardare il mondo da un\u2019altra angolazione. Nella realt\u00e0 di oggi dove il gioco dei bambini spesso viene relegato nel seducente immobilismo del mondo vir\u00adtuale, dei giocattoli industriali da \u201cconsumare\u201d secondo le loro regole, una palla \u00e8 uno strumento straordina\u00adrio per creare nuove forme di movi\u00admento, per aiutare a correggere il por\u00adtamento e per sviluppare armonica\u00admente il corpo.<span class=\"Apple-converted-space\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Alberto e Paola Pellai<br \/>\n<strong>Giocare con lo sport \u2013 La guida per crescere con lo sport<\/strong><br \/>\nMilano, Franco Angeli, 1998<br \/>\nAvvicinare il bambino allo sport fin da piccolo \u00e8 un investimento sulla sua crescita sana e corretta di adulto. Oggi sono tanti i messaggi pericolosi provenienti dal mondo esterno, ecco perch\u00e9 \u00e8 importante che i genitori sappiano individuare e riconoscere rischi e pericoli. II primo concetto di sport deve essere quello di gioco e socialit\u00e0, il bambino va stimolato ma non sottoposto a pressioni e fanatismi. In questa guida ci sono tanti consigli utili per prendere per mano il bambino e spingerlo a una pratica sportiva corretta. Nella scelta dell\u2019attivit\u00e0 pi\u00f9 idonea sarete aiutati dalle testimonianze e dai suggerimenti di tanti campioni come Alberto Tomba, Andrea Meneghin, Filippo Inzaghi, Andrea Lucchetta, Ylenia Scapin, Ivan Gotti, Emiliano Brembilla, Jury Chechi, Giovanna Trillini, Renzo Furlan, Roberta Brunet, Jerry Smit ed Enrico Chieffi.<\/p>\n<p>Mario Pescante, Piero Mei<br \/>\n<strong>Le antiche Olimpiadi \u2013 Il grande sport nel mondo classico<\/strong><br \/>\nMilano, Rcs Libri, 2003<br \/>\nIl primo olimpionico fu Corebo: era il 776 a.C. ed \u00e8 questa la data riconosciuta come quella dell\u2019inizio delle Olimpiadi; l\u2019ultimo di cui si conosca il nome \u00e8 l\u2019armeno Varazdat, nel 369 d.C.; ma dopo di lui i Giochi conti\u00adnuarono ancora fino all\u2019editto di Teodosio, imperatore romano e cristiano, che nel 392 d.C. proib\u00ec ogni manifestazione legata all\u2019an\u00adtico paganesimo. Le Olimpiadi del 393 d.C. non si tennero. N\u00e9 si tennero pi\u00f9 fino alla fine dell\u2019Ottocento: fu nel 1896, con i primi Giochi moderni, ad Atene, un ritorno alle origini, e grazie al barone Pierre de Coubertin ricominci\u00f2 la storia, un\u2019altra sto\u00adria: ma davvero un\u2019altra? In questo libro Mario Pescante e Piero Mei ripercorrono la vicenda pi\u00f9 che millenaria di Olimpia e dei suoi Giochi. Cosa era lo sport prima; cosa fu e cosa rappresent\u00f2, nella valle dell\u2019Alfeo ma anche in tutta la Grecia antica, dove si guerreggiava quasi quotidiana\u00admente ma si rispettava, salvo rare eccezioni, la \u201ctregua olimpica\u201d; le leggende intorno alle origini dei Giochi; il programma dell\u2019evento, da \u201cun gior\u00adno-una corsa\u201d, all\u2019arrivo di discipline sportive come la lotta, il pugilato, il terribile pancra\u00adzio, le corse ippiche, le corse con le armi; la storia della decadenza, l\u2019indifferenza dei Romani; Nerone e le sue vittorie, il doping, le donne, i trucchi, il professionismo, il tifo, i campioni, i poeti che li cantarono.<\/p>\n<p>Giacomo Viccaro<br \/>\n<strong>Qualit\u00e0 della vita e sport per tutti<\/strong><br \/>\nPisa, Edizioni E.T.S., 2003<br \/>\nPer quanto possa apparire paradossale, i nostri modelli culturali sono in conflitto permanente con le nostre aspirazioni: ognuno di noi vive infatti in un mondo di inafferrabili contraddizioni che noi stessi abbiamo contribuito a costruire. Il livello alto di stress che dobbiamo fronteggiare ogni giorno ne \u00e8 una testimonianza palmare e in qualche modo un\u2019attendibile cartina di tornasole. Lo sport, come modalit\u00e0 attiva e creativa del tempo libero, pu\u00f2 essere un modo positivo per migliorare la nostra vita e per rendere pi\u00f9 lieve la nostra giornata. Questo libro presenta scenari non consueti di riflessione, sottolineando al tempo stesso il ruolo significativo dell\u2019educazione e delle istituzioni del territorio.<\/p>\n<p>Antonio Ambrosone<br \/>\n<strong>Il pianeta bambino \u2013 Suggerimenti sull\u2019avviamento allo sport<\/strong><br \/>\nFirenze, L\u2019Autore Libri, 2004<br \/>\nDivisi tra scuola e televisione, i nostri bambini si muovono sempre meno. Ma essere genitori responsabili significa soprattutto dare ai figli la possibilit\u00e0 di crescere sani, avviandoli a un adeguato programma di attivit\u00e0 fisica capace di esercitare benefiche influenze anche sulla psiche.<br \/>\nIn questo libro troverete brevi nozioni generali sullo sviluppo psicofisico dei bambini, suggerimenti nutrizionali, tecniche sportive per aiutare il corpo a formarsi correttamente, proposte di \u201cgiochi\u201d ginnici ben esemplificati con disegni esplicativi. Un primo, facile approccio al mondo dello sport, un ottimo strumento di consultazione per genitori e insegnanti.<\/p>\n<p><!--break--><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A cura di Giovanni Preiti Lucio Klobas Fuori gioco \u2013 Sport, Controsport, Supersport Bologna, Il Mulino, 1997 34 capitoli, ognuno dedicato ironicamente a sport pi\u00f9 o meno reali, dalla pesca al salto con l\u2019asta, dallo sci alla corsa delle tartarughe, passando per la corrida e il rugby, con un unico obiettivo: demistificare lo sport. 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