{"id":848,"date":"2010-03-26T11:26:23","date_gmt":"2010-03-26T11:26:23","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=848"},"modified":"2010-03-26T11:26:23","modified_gmt":"2010-03-26T11:26:23","slug":"una-barbie-pu-modificare-la-cultura---il-messaggero-di-sant-antonio-marzo-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=848","title":{"rendered":"Una Barbie pu\u00f2 modificare la cultura? &#8211; Il Messaggero di Sant&#8217;Antonio, marzo 2008"},"content":{"rendered":"<p>Mi hanno tolto un&rsquo;altra certezza anche se, al contrario di molti, ne conservo ancora tante. A volte la nostra attenzione &egrave; richiamata dalla fine o dal cambiamento di modelli che pensavamo immutabili, proprio perch&eacute; apparentemente meno legati a vicissitudini storiche, conflitti ideologici, orizzonti di senso. Di che cosa sto parlando? Lei &egrave; sempre stata di forma slanciata, occhi azzurri, capelli biondi e leggermente mossi, con vestiti all&rsquo;ultimo grido che su un corpo cos&igrave; non potevano che calzare a meraviglia. Persino i suoi gentili piedini plastificati non hanno mai mostrato segni di decadimento. Ovviamente il personaggio in questione &egrave; la bambola pi&ugrave; celebre del pianeta terra, quella che ultimamente ha fatto parlare di s&eacute; per le vernici tossiche con le quali avevano osato colorarla, e per la scarsa perizia con cui ne avevano assemblato le parti. La &laquo;poveretta&raquo; emanava tossine e si smontava con troppa facilit&agrave;. Da qualche tempo Barbie ha fatto scalpore anche per un&rsquo;altra ragione, apparentemente meno nociva per un bambino, ma potenzialmente pi&ugrave; pericolosa per chiunque volesse soffermarsi a ragionare.<\/p>\n<p>\nA quanto pare &egrave; entrato in commercio un nuovo modello, che si affianca, ma in modo pi&ugrave; problematico, ai tanti gi&agrave; esistenti (Barbie hostess, Barbie pilota, Barbie a la playa, Barbie baseball, eccetera), sempre leggere variazioni sul tema &laquo;Barbie donna in carriera&raquo;, &laquo;Barbie donna vincente&raquo; e messaggi simili. Perch&eacute; chi vede Barbie vestita da giocatrice di baseball o da manager in tailleur, non &egrave; nemmeno sfiorato dall&rsquo;idea che lei possa perdere una partita o sbagliare un colpo in Borsa.<\/p>\n<p>Il nuovo modello ritrae e rappresenta, invece, un personaggio pi&ugrave; contraddittorio, cio&egrave; &laquo;Barbie musulmana velata&raquo;. Di poche settimane fa &egrave; anche la notizia, giunta dalla Spagna, di un bambolotto con i tratti di un bambino con sindrome di Down. Anche questa notizia si inserisce nel discorso che vorrei fare a proposito della Barbie &laquo;musulmana&raquo;. In che senso questo nuovo personaggio si pone come problematico? Lasciamo da parte le recenti polemiche e discussioni sulla liceit&agrave; o meno dell&rsquo;utilizzo in pubblico del velo (chador, burqa, e altri modelli). Soffermiamoci su un altro aspetto: se finora Barbie cercava di rappresentare un prototipo di realizzazione perfetta (secondo canoni discutibili) all&rsquo;interno del mondo occidentale, appoggiando e favorendo l&rsquo;affermazione di una serie di stereotipi molto riconoscibili, ora, almeno apparentemente, sembra volersi smarcare da questo ruolo per farsi pi&ugrave; rappresentativa di &laquo;altri&raquo; mondi che, con quegli stereotipi, entrano in conflitto.<\/p>\n<p>\nE se il personaggio Barbie sembra svolgere con perfezione il compito di congelare un pregiudizio di un certo tipo, non avvier&agrave; forse lo stesso meccanismo con un modello differente? Mi spiego meglio: non rischia di evidenziare e accentuare una differenza, piuttosto che invitare a uno scambio, a una relazione e a dar vita a una chiara discussione? O ancora: non rischia di descrivere una parte di un mondo facendoci credere di poterlo descrivere per intero e nella sua essenza (&laquo;questa &egrave; una donna musulmana&raquo;)? Sostenendo cio&egrave; l&rsquo;equiparazione: &laquo;Barbie musulmana&raquo; uguale donna musulmana tout court?<\/p>\n<p>In questo senso, infatti, commetterebbe un secondo errore nel momento stesso in cui sembra voler correggere il primo, finendo per rappresentare in modo grossolano una realt&agrave; diversa dopo aver gi&agrave; rappresentato in modo distorto e incompleto la nostra.<\/p>\n<p>Non ho un&rsquo;idea certa sull&rsquo;argomento: tutte le domande che mi pongo, quindi, sono domande che rivolgo anche a voi. Aspetto le vostre risposte per fare un po&rsquo; di chiarezza. Intanto torno a giocare con la lussuosa auto di Ken&hellip;<\/p>\n<p>Per rispondermi, cliccate su claudio@accaparlante.it.<\/p>\n<p>Buona (?) Barbie a tutti.<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi hanno tolto un&rsquo;altra certezza anche se, al contrario di molti, ne conservo ancora tante. A volte la nostra attenzione &egrave; richiamata dalla fine o dal cambiamento di modelli che pensavamo immutabili, proprio perch&eacute; apparentemente meno legati a vicissitudini storiche, conflitti ideologici, orizzonti di senso. Di che cosa sto parlando? 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