{"id":849,"date":"2010-03-26T11:28:29","date_gmt":"2010-03-26T11:28:29","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=849"},"modified":"2010-03-26T11:28:29","modified_gmt":"2010-03-26T11:28:29","slug":"la-tavoletta-magica---il-messaggero-di-sant-antonio-aprile-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=849","title":{"rendered":"La Tavoletta magica &#8211; Il Messaggero di Sant&#8217;Antonio, aprile 2008"},"content":{"rendered":"<p>Molti di voi, forse, si saranno chiesti che cosa sia quello strano oggetto che, nella fotografia all&rsquo;interno della mia rubrica, si frappone tra voi e il primo piano del mio viso. Sar&agrave; forse un vezzo artistico di chi ha scattato la fotografia? Ci saranno sotto chiss&agrave; quali significati simbolici o subliminali? &Egrave; un modo per dire che, mentre tanti hanno la testa tra le nuvole, io preferirei avere la testa sempre tra le lettere? Ebbene, &egrave; giunto il momento di svelare l&rsquo;arcano.<\/p>\n<p>Partiamo, allora, da quella che &egrave; la storia della tavoletta. Si tratta, infatti, di una tavoletta di plexiglass nella quale sono impresse tutte le lettere dell&rsquo;alfabeto, in un ordine un po&rsquo; diverso da quello di un vocabolario, ma solo apparentemente confuso. Avete capito allora a che cosa serve? Dal momento che non riesco ad articolare le parole con la mia voce, io comunico con quella tavoletta trasparente alfabetizzata. Dall&rsquo;altro lato della tavoletta, anche se nella fotografia non si riesce a vedere, c&rsquo;&egrave; un&rsquo;altra persona che, seguendo il movimento dei miei occhi, compone, lettera dopo lettera, le parole e le frasi che io voglio costruire e comunicare, e le ripete a voce alta, cos&igrave; che io possa interagire con le altre persone. <br \/>\nIn realt&agrave;, quando la confidenza e la relazione con chi &laquo;legge i miei occhi&raquo; aumentano, il funzionamento della tavoletta &egrave; pi&ugrave; simile a quello di un sistema T9 in uso sui telefoni cellulari, perch&eacute; non sempre per comprendere la parola intera devo comporre dalla prima all&rsquo;ultima lettera. Cos&igrave; come non sempre il mio collaboratore compone la parola in modo giusto, e allora si ripete pazientemente il processo. Comunque, al contrario di quanto possa sembrare, la comunicazione avviene in modo piuttosto rapido e, anzi, il lieve rallentamento pu&ograve; servire anche&hellip; a dire cose pi&ugrave; sensate.<\/p>\n<p>Ho &laquo;scelto&raquo; questo metodo quando ancora non ne esistevano altri: oggi potrei sostituirlo con altri tecnologicamente pi&ugrave; avanzati, che mi permetterebbero di fare tutto da solo: scrivere una lettera, intrattenere una conversazione telefonica o vis a vis o cos&igrave; via. Perch&eacute;, allora, non l&rsquo;ho ancora cambiato, n&eacute; ho intenzione di farlo? Questa tavoletta &egrave; molto pi&ugrave; che un ausilio alla comunicazione: &egrave; soprattutto un ausilio alla relazione, uno strumento che invita a ragionare secondo una &laquo;logica della lentezza&raquo;. Essa crea tra me e chi riferisce quel che dico un rapporto speciale, un confronto serrato, una vicinanza emotiva che difficilmente potrebbe emergere con metodi di comunicazione altamente tecno&shy;logici. Tenete presente che chi legge i miei occhi &egrave; solitamente la persona con cui sto dialogando e non una persona che fa da tramite tra me e un terzo. E la tavoletta, che sembra frapporre una distanza maggiore tra me e l&rsquo;altro, in realt&agrave; avvicina, perch&eacute; tiene sempre in tensione e in contatto i nostri sguardi. E potete immaginare quante cose passino e si trasmettano attraverso gli occhi.<\/p>\n<p>Questa modalit&agrave; di comunicazione, come dicevo, prevede un ritmo ridotto, perch&eacute; aiuta a considerare le cose secondo un punto di vista (espressione particolarmente azzeccata in questo caso) totalmente diverso. Aiuta a soffermarsi sulle parole, per non perdere il piacere di dar peso a quanto si dice e di associare un singolo termine a un concetto, non considerando quest&rsquo;ultima un&rsquo;operazione del tutto scontata e banale. <br \/>\nDunque, parlare della storia della mia tavoletta &egrave; stata anche un&rsquo;occasione per affrontare questioni ulteriori, quali la natura delle relazioni e la bellezza di una comunicazione profonda e pienamente vissuta. Cos&igrave; come la tavoletta &egrave; stato un modo efficace per migliorare la qualit&agrave; della mia vita sotto tanti punti di vista, allo stesso modo avrei piacere di sapere quali e quanti tipi di tavolette adoperate per rendere migliore la qualit&agrave; della vostra vita. Rispondete cliccando su claudio@accaparlante.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Molti di voi, forse, si saranno chiesti che cosa sia quello strano oggetto che, nella fotografia all&rsquo;interno della mia rubrica, si frappone tra voi e il primo piano del mio viso. Sar&agrave; forse un vezzo artistico di chi ha scattato la fotografia? Ci saranno sotto chiss&agrave; quali significati simbolici o subliminali? &Egrave; un modo per dire che, mentre tanti hanno la testa tra le nuvole, io preferirei avere la testa sempre tra le lettere? 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