{"id":86,"date":"2009-11-04T17:04:34","date_gmt":"2009-11-04T17:04:34","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=86"},"modified":"2025-11-21T11:00:14","modified_gmt":"2025-11-21T10:00:14","slug":"una-costituzione-poco-robusta-la-disabilit-nella-costituzione-europea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=86","title":{"rendered":"Una Costituzione poco robusta? La disabilit\u00e0 nella Costituzione Europea"},"content":{"rendered":"<p>di Massimiliano Rubbi<\/p>\n<p>Dopo la batosta subita nei referendum ravvicinati in Francia (29 maggio) e Olanda (1\u00b0 giugno), sulla Costituzione Europea si \u00e8 accentrata un\u2019attenzione anche superiore a quella dedicata in occasione<!--break--> della firma, avvenuta a Roma il 29 ottobre 2004. Le bocciature popolari hanno fatto rallentare i tempi previsti di ratifica ben oltre il termine iniziale del novembre 2006, sollevando molte perplessit\u00e0 sul futuro dell\u2019integrazione europea. Il voto sulla Costituzione, come ormai acclarato specie per il caso francese, \u00e8 infatti rimasto schiacciato tra le opposte tenaglie dell\u2019anti-liberismo e del neo-conservatorismo, dell\u2019europeismo \u201cspinto\u201d e del nazionalismo tradizionale, insomma tra il \u201ctroppo\u201d e il \u201ctroppo poco\u201d. Inevitabilmente, questo esito fa venire i nodi al pettine anche per quanto riguarda le politiche sulla disabilit\u00e0 proposte sinora dall\u2019Unione, con tutta la loro evoluzione nei decenni.<\/p>\n<p><strong>La difficile conquista di visibilit\u00e0<\/strong><br \/>\nNei trattati di Roma, siglati nel 1957, non si parla mai espressamente di disabilit\u00e0. Comprensibile, nel contesto socio-politico degli anni \u201950, ma 35 anni dopo nemmeno il trattato di Maastricht fa menzione del tema. Per quattro decenni la disabilit\u00e0 \u00e8 rimasta solo una possibile declinazione delle competenze comunitarie in materia di politiche sociali, per di pi\u00f9 sussidiarie a quelle economiche. Solo nel 1997, con il trattato di Amsterdam, viene prevista una competenza del Consiglio nella lotta alle \u201cdiscriminazioni fondate sul sesso, la razza o l\u2019origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l\u2019et\u00e0 o le tendenze sessuali\u201d. Il trattato di Nizza del 2001 conferma questa formulazione, estendendo alle relative azioni di incentivazione la procedura di voto a maggioranza qualificata del Consiglio, senza richiedere pi\u00f9 l\u2019unanimit\u00e0.<br \/>\nIl trattato di Amsterdam contiene anche la dichiarazione finale n. 22, secondo cui si conviene che \u201cnell\u2019elaborazione di misure a norma dell\u2019articolo 95 del trattato che istituisce la Comunit\u00e0 europea [relative all\u2019armonizzazione del mercato interno], le istituzioni della Comunit\u00e0 tengano conto delle esigenze dei portatori di handicap\u201d. Ma una piena considerazione delle esigenze delle persone disabili nei documenti fondativi dell\u2019Unione si ha solo nella Carta dei diritti fondamentali dell\u2019Unione Europea, sottoscritta a Nizza il 7 dicembre 2000. L\u2019articolo 26, esplicitamente intitolato \u201cInserimento dei disabili\u201d, proclama: \u201cL\u2019Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l\u2019autonomia, l&#8217;inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunit\u00e0\u201d. Tale articolo, insieme al 21 sulla non-discriminazione, viene riportato tale e quale nella parte seconda della nuova Costituzione, che per\u00f2 lo tramuta da mera indicazione politica a norma con valore legale, contro le cui violazioni sar\u00e0 possibile ricorrere alla Corte Europea di Giustizia.<\/p>\n<p><strong>Verso una promozione diretta dei diritti<\/strong><br \/>\nL\u2019articolo appena citato ha una formulazione piuttosto debole: l\u2019UE \u201criconosce e rispetta\u201d un diritto all\u2019integrazione che non promuove direttamente, e che dunque si presume sia da altri garantito. Per vedere le istituzioni europee protagoniste occorre passare alla parte terza della Costituzione, dove l\u2019art. 124 stabilisce che \u201cuna legge o una legge quadro europea del Consiglio pu\u00f2 stabilire le misure necessarie per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l\u2019origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilit\u00e0, l\u2019et\u00e0 o l\u2019orientamento sessuale\u201d. Null\u2019altro che l\u2019articolo anti-discriminazione del trattato di Amsterdam, in cui per\u00f2 si parlava vagamente di \u201cprovvedimenti opportuni\u201d e non di una normativa organica. Su questi temi, tuttavia, \u201cil Consiglio delibera all\u2019unanimit\u00e0\u201d, restando al palo rispetto al sistema di maggioranza qualificata che proprio la nuova Costituzione propone ed estende a molti ambiti. Questo pare comunque il primo riferimento esplicito a una politica attiva dell\u2019Unione contro la discriminazione, in un quadro di documenti fondamentali in cui lo specifico della disabilit\u00e0 ha molto stentato a entrare.<br \/>\nLa Costituzione non prevede molto di pi\u00f9 in materia di disabilit\u00e0, e un riferimento fondamentale per capire le politiche della nuova Unione rimane la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori, adottata nell\u2019ormai lontano 1989 (con la vistosa defezione del Regno Unito). Il punto 26 della cosiddetta Carta Sociale proclama: \u201cOgni persona handicappata, a prescindere dall\u2019origine e dalla natura dell\u2019handicap, deve poter beneficiare di concrete misure aggiuntive intese a favorire l\u2019inserimento sociale e professionale. Tali misure devono riguardare la formazione professionale, l\u2019ergonomia, l\u2019accessibilit\u00e0, la mobilit\u00e0, i mezzi di trasporto e l\u2019alloggio, e devono essere in funzione delle capacit\u00e0 degli interessati\u201d. Anche da qui deriva la connessione strettissima tra condizione di disabilit\u00e0 e orientamento al lavoro che spesso \u00e8 possibile notare nei documenti europei.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ambiguo pensiero del mondo sociale<\/strong><br \/>\nCome viene valutata la Costituzione del 2004 dalle associazioni che si occupano di disabilit\u00e0 e pi\u00f9 in generale di sociale? Una risposta univoca \u00e8 difficile. L\u2019European Disability Forum ha aperto sul proprio sito web una sezione specificamente dedicata al nuovo trattato, in cui sostiene che \u201ctutte le proposte fatte dall\u2019EDF non sono state integrate nella bozza di trattato costituzionale, ciononostante questo testo contiene una quantit\u00e0 di provvedimenti che possono essere considerati un progresso da una prospettiva legata alla disabilit\u00e0\u201d. Di conseguenza, viene proposta alle associazioni nazionali una campagna per mettere le persone disabili al centro delle discussioni nazionali e dei referendum laddove previsti, lasciando intravedere un orientamento positivo dietro la richiesta di maggiore consapevolezza popolare.<br \/>\nUna posizione pi\u00f9 controversa \u00e8 invece riscontrabile in Social Platform, piattaforma di ONG del sociale (tra cui la stessa EDF) che si propone di \u201clavorare insieme per costruire un\u2019Europa per tutti\u201d. Le analisi della Costituzione redatte da alcuni membri sono favorevoli: Autism Europe promuove il testo, per l\u2019inclusione della Carta dei Diritti Fondamentali e i progressi in tema di democrazia partecipativa. Ma di fronte a una commissione del Parlamento Europeo, il 25 novembre 2004, i rappresentanti del coordinamento affermano che \u201cSocial Platform non prende posizione sulla totalit\u00e0 della Costituzione. Non far\u00e0 campagna a favore della ratifica, ma piuttosto promuover\u00e0 un dibattito informato tra i suoi membri sulle questioni di interesse per le ONG sociali\u201d.<br \/>\nIl 30 maggio 2005, poi, commentando a caldo il voto francese, la presidente di Social Platform, Anne-Sophie Parent, lo definisce \u201cun No alla direzione della costruzione europea, ai trattati esistenti (che sono stati largamente riprodotti nel nuovo testo) e alle esistenti modalit\u00e0 di decision-making dell\u2019UE\u201d, e invita l\u2019Unione a \u201creagire a questo voto non minimizzandone l\u2019impatto, ma riconoscendo i fallimenti del processo politico\u201d. Se il voto francese fosse considerato frutto di un \u201cdibattito informato\u201d pienamente efficace, ne emergerebbe un\u2019opinione di Social Platform assai negativa sulla proposta di Costituzione! L\u2019impressione \u00e8 che le associazioni siano strette tra il riconoscimento delle debolezze del nuovo Trattato e il timore di una pericolosa battuta d\u2019arresto in un processo comunque positivo \u2013 ossia, di nuovo, tra il volere \u201ctroppo\u201d e il portare a casa \u201ctroppo poco\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019incerto futuro<\/strong><br \/>\nCon tutti i suoi difetti, la Costituzione Europea rimane il tentativo finora pi\u00f9 avanzato (e pi\u00f9 democratico, in quanto proposta da una Convenzione che non rappresentava i soli governi nazionali) di dare basi pi\u00f9 solide all\u2019integrazione continentale. Un rallentamento di questa integrazione avrebbe certo un impatto negativo sui numerosi progetti a finanziamento comunitario che, in questi decenni, hanno contribuito a miglioramenti nella condizione dei cittadini con disabilit\u00e0 \u2013 spesso ben oltre quanto previsto dalle carte fondamentali dell\u2019Unione. N\u00e9 va dimenticato che in conclusione, come afferma il documento finale del briefing SOLIDAR tra i membri di Social Platform, \u201cun trattato costituzionale pu\u00f2 solo tracciare i principi dei futuri sviluppi politici. Come questi principi siano riempiti con pi\u00f9 contenuto liberale o sociale \u00e8 una questione di volont\u00e0 politica\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la batosta subita nei referendum ravvicinati in Francia  (29 maggio) e Olanda (1\u00b0 giugno), sulla Costituzione Europea si \u00e8 accentrata  un\u2019attenzione anche superiore a quella dedicata in occasione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3764],"tags":[3602,3594],"edizioni":[45],"autori":[304],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=86"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5396,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/86\/revisions\/5396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=86"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=86"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=86"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=86"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=86"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=86"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=86"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=86"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=86"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}