{"id":901,"date":"2010-03-26T16:07:58","date_gmt":"2010-03-26T16:07:58","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=901"},"modified":"2010-03-26T16:07:58","modified_gmt":"2010-03-26T16:07:58","slug":"la-favola-delle-lettere---superabile-maggio-2008","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=901","title":{"rendered":"La favola delle lettere &#8211; Superabile, maggio 2008"},"content":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa, Maria Dorotea Guida mi ha spedito un racconto, per scrivere il quale si era ispirata ad un mio intervento all&rsquo;interno di una trasmissione della RAI. Quella &egrave; stata l&rsquo;occasione in cui ci siamo conosciuti a distanza di chilometri e con uno schermo di mezzo.<br \/>\nIn generale, a Maria piace riflettere sul fatto che spesso le persone con limitate capacit&agrave; motorie riescono ad avere un ruolo attivo nella societ&agrave; ed agire nel e per il mondo. In questo caso, per&ograve;, pi&ugrave; che affrontare questo tema, &egrave; riuscita a dipingere molto bene, e in modo &ldquo;poetico&rdquo; e di finzione, la progressione che pu&ograve; avvenire nell&rsquo;incontro tra un &ldquo;normale&rdquo; ed una persona disabile, che in questo racconto presenta le mie caratteristiche fisiche e comunicative. Maria &egrave; stata, a mio avviso, bravissima nella descrizione delle strategie creative che possono essere trovate e azionate in una situazione simile. Noi, senza nemmeno accorgerci, inventiamo ed utilizziamo strategie comunicative ogni volta che ci rapportiamo ad un&rsquo;altra persona, ma, chiss&agrave; perch&eacute;, ci sembra di notare la loro presenza o la loro necessit&agrave; solo in condizioni che ci sembrano poco &ldquo;naturali&rdquo;. Questo non &egrave; vero, e un altro pregio di questo racconto &egrave; proprio quello di descrivere con leggerezza e sensibilit&agrave; la straordinaria normalit&agrave; di un incontro.<br \/>\nVi regalo, e Maria con me, questa bella e intensa lettura, dal titolo &ldquo;Lettere dell&rsquo;Alfabeto&rdquo;.<\/p>\n<p>\n&lt;Per oggi non viene pi&ugrave;&gt; Un gorgoglio sale dalla sua gola come se quei pensieri si volessero trasformare in parole. Invece no, non si trasformano, rimangono solo pensieri perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; nessuno al momento che possa pronunciarli al posto suo. La sua gola rimane arsa forse desiderosa di un po&rsquo; d&rsquo;acqua, ma neppure quella pu&ograve; far arrivare al suo organismo visto l&rsquo;impossibilit&agrave; a muoversi. I pensieri continuano a formularsi in continuazione, come un turbinio, ma quelle corde vocali rimangono immobili come tutto il suo corpo.<br \/>\nFuori &egrave; gi&agrave; scuro, la cena &egrave; stata la solida brodaglia inconsistente e adesso verranno a metterlo a letto. Riduce al minimo i suoi bisogni poich&eacute; non pu&ograve; comunicarli e si disinteressa momentaneamente del suo corpo come se non fosse il suo.<br \/>\nMa i pensieri non pu&ograve; farli zittire anzi, li vorrebbe gridare, urlare, cantare, proferire o solamente sussurrare, ed invece non pu&ograve;.<br \/>\nLa cosa che pi&ugrave; gli sta sulle scatole dell&rsquo;essere nato e di dover vivere come un vegetale &egrave; il non riuscire a comunicare. Una grande conquista spuntata al suo dramma personale &egrave; il fatto che muovendo gli occhi pu&ograve; indicare delle lettere dell&rsquo;alfabeto su una lavagna di plexiglas trasparente.<br \/>\nAd interpretare e dar voce alle mille giravolte dei suoi occhi, prima c&rsquo;erano i genitori, poi si sono susseguiti gli amici, alle volte i volontari.<br \/>\nAnche Giorgio che da anni gli era rimasto vicino, adesso deve salutarlo per un felice breve periodo d&rsquo;assenza: il matrimonio.<br \/>\nC&rsquo;&egrave; gi&agrave; una candidata pronta a brandire la lavagna di plexiglas, sarebbe dovuta venire oggi, ma quando mai le donne sono di parola?<br \/>\nPerch&eacute; farsi prendere dalla delusione? Infondo se ne pu&ograve; stare per un giorno zitto, non &egrave; la fine del mondo! Anzi gli hanno sempre detto che con quegli occhi da cerbiatto ha sempre parlato troppo!<br \/>\nInvece &egrave; deluso ed arrabbiato ma passer&agrave; presto.<br \/>\nAdesso gli occhi cercano un po&rsquo; di riposo nella penombra anche loro hanno diritto alle loro ore di dolce far niente.<\/p>\n<p>E&rsquo; giorno adesso e i numeri della radiosveglia proiettati sul soffitto indicano le otto e trenta.<br \/>\nCi verr&agrave; almeno un&rsquo;ora prima che possa prendere posto nella sua sedia gestatoria e iniziare a pontificare con le sue instancabili pupille.<br \/>\nAccostato alla sua scrivania la tecnologia non manca: computer, internet, sintetizzatori vocali e, la sua lavagnetta. E&rsquo; come se fosse stata messa in castigo l&igrave;, appoggiata alla parete in attesa che mani sensibili la prendano a se.<br \/>\nOra &egrave; solo ed aspetta. Aspetta questa ragazza che dovr&agrave; arrivare. Il suo nome &egrave; Monia e sa gi&agrave; che sar&agrave; un&rsquo;immane fatica insegnarle a seguire i suoi occhi lungo il sentiero dell&rsquo;ABC.<br \/>\nSente una voce femminile di l&agrave; dalla porta e non pu&ograve; far a meno di sorridere a se stesso perch&eacute; oggi forse &egrave; la volta buona e si ricomincer&agrave; a parlare.<br \/>\nE&rsquo; entrata, si avvicina un po&rsquo; indecisa sul da farsi e mi dice: &laquo;Io sono Monia. Ciao&raquo;<br \/>\n&lt;Io questo lo sapevo&gt; mi dico tra me. Tenta di abbozzare un contatto ma ritira immediatamente la mano e si avvicina a baciarmi la guancia.<br \/>\n&lt;Scusami per qualche bava&gt; anche se questo non lo pu&ograve; sentire. Devo fare uno sforzo sovrumano a girare questi occhi dall&rsquo;altra parte ad indicare la scrivania e la lavagnetta; speriamo che capisca subito. Tutto inutile e lei risponde: &laquo; Che cosa vuoi che faccia?&raquo;<br \/>\n&lt; E gi&agrave;, perch&eacute; sei qui? Per una lezione di ballo?&gt; Stai calmo Claudio, non serve a nulla irritarti, alla fine capir&agrave;, mi dico. Forse ha capito si dirige verso la scrivania e afferra la lavagnetta.<br \/>\n&lt;Per&ograve;! Non sembra cos&igrave; imbranata&gt;<\/p>\n<p>&laquo;Vai pure&raquo; mi dice, invitandomi a guardare le lettere, di sicuro andrei pure via, ma lei questo non lo sa. Stringe il plexiglas con le sue mani piccoli, a momenti lo inumidisce di sudore, &egrave; agitata e lo tiene troppo in basso. Mi far&agrave; venire un blocco alle vertebre cervicali se continua a tenerlo cos&igrave; in basso. Provo ad indicarle qualche lettera.<br \/>\nSpennello velocemente la C, la I, la A, e la O. Ma lei ripete solo C. Forse sono andato un po&rsquo; veloce.<br \/>\nLei mette gi&ugrave; la lavagnetta e mi dice: &laquo;Ciao&raquo;<br \/>\nPer lei &egrave; una vittoria! Come se avesse risposto giusto all&rsquo;esame per la patente di guida.<br \/>\nRiprendiamo il nostro lavoro, Monia mette la lavagna di nuovo all&rsquo;altezza della sua pancia, o forse &egrave; il ventre? Non so, disquisiremo pi&ugrave; in l&agrave;. Comincio di nuovo ad inseguire le lettere perch&eacute; mi fa gi&agrave; male il collo. Riprendo da dove ho lasciato, poich&eacute; lei mi deve pronunciare tutte quelle che guardo (o quasi tutte) e non solo la prima. Altrimenti se io dico C A R C I O F O lei mi dir&agrave; Cavallo e cos&igrave; via.<br \/>\nC-I-A-O Adesso lei ripete due volte Ciao. La prima volta perch&eacute; effettivamente ha individuato le lettere che le ho indicato, la seconda volta perch&eacute; &egrave; compiaciuta.<br \/>\nStavolta ci siamo, ha capito l&rsquo;archibugio. Adesso posso continuare.<br \/>\nP I U e poi A L T A, spero che riesca a leggere perch&eacute; ho il collo anchilosato.<br \/>\nLei capisce perfettamente e ripete ma nello stesso tempo si guarda le scarpe da ginnastica che rivelano impietosamente che lei non &egrave; pi&ugrave; alta di un metro e sessanta.<br \/>\nAlmeno &egrave; spiritosa. I miei occhi ridono con lei, che devo fare? Ci vuole pazienza prima o poi entreremo in sintonia.<br \/>\nMi tocca riprendere il filo del discorso. P I U A L T A L A L A V A G N A. <br \/>\nAdesso lei ride tanto, meno male che ha il senso dell&rsquo;ironia, anche perch&eacute; di questo passo ci metteremo mesi prima di esprimere una frase sensata.<br \/>\nOra le racconto una barzelletta, so che la capir&agrave; per l&rsquo;ora di pranzo, ma io sono tenace e non demordo. In fondo oggi &egrave; il suo primo giorno di scuola.<br \/>\nI miei occhi cominciano ad inseguire le lettere, e me la rido tra me e me.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\nSe siete interessati ad altre cose che Maria ha scritto, magari chiedete a me come reperirle, sempre e ovviamente scrivendo a claudio@accaparlante.it<br \/>\nBuona lettera-tura a tutti.<\/p>\n<p>Claudio Imprudente<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Qualche giorno fa, Maria Dorotea Guida mi ha spedito un racconto, per scrivere il quale si era ispirata ad un mio intervento all&rsquo;interno di una trasmissione della RAI. 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