{"id":921,"date":"2010-03-29T14:44:10","date_gmt":"2010-03-29T14:44:10","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=921"},"modified":"2010-03-29T14:44:10","modified_gmt":"2010-03-29T14:44:10","slug":"la-macedonia-dell-educatore---superabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=921","title":{"rendered":"La macedonia dell&#8217;educatore &#8211; Superabile"},"content":{"rendered":"<p>Un giorno di febbraio ero a Catania per una conferenza e mi son ritrovato a pranzare in un ristorante tipico della citt&agrave;, che aveva una splendida terrazza con vista sul mare. Dopo aver gustato pesce di ottima qualit&agrave;, non ho resistito alla tentazione di ordinare una bella macedonia! Quella che mi &egrave; stata servita era un vero e proprio trionfo di sapori: c&rsquo;erano pezzi di mela, pesca, arancia, fragola, kiwi, banana, e poi mango, papaia, anguria, mapo e ananas. Mentre i vari gusti si intrecciavano e si mescolavano tra loro, dando gioia alle mie papille gustative, mi sono accorto della presenza di un ulteriore frutto, che non mi era mai stato servito prima in una macedonia, ma che dava alla portata un sapore particolare e decisamente inaspettato: le noci. <br \/>\nChi aveva preparato quella macedonia doveva tenere davvero tanto alla qualit&agrave; del suo lavoro. Quanta professionalit&agrave;! Una macedonia qualunque funziona benissimo anche senza noci e si prepara anche in maniera pi&ugrave; celere! Le noci non sono succose come un&rsquo;arancia, non si sbucciano facilmente come una mela e bisogna rompere il loro guscio resistente. Per di pi&ugrave;, una volta aperte, alcune sono anche da buttare. Quel giorno, per&ograve;, la macedonia che ho mangiato a Catania, grazie all&rsquo;aggiunta di quell&rsquo; insolito ingrediente, ha surclassato tutte le altre nella mia personale classifica&#8230;. E dire che ne ho mangiate a migliaia, di macedonie! <br \/>\nDa questo piccolo e semplice particolare ho riflettuto sull&rsquo;importanza&hellip; di essere dei buoni educatori. <br \/>\nMolti educatori che lavorano nell&rsquo;ambito scolastico con ragazzi diversamente abili affetti da deficit, vengono spesso relegati in uno stanzino, in una dimensione parallela, separata dal resto della classe, perch&eacute; non interferiscano con il regolare svolgimento della lezione e, di conseguenza, dei programmi didattici. Si presuppone cos&igrave;, che i ragazzi diversabili non disturbino le lezioni, e di certo non lo possono fare cos&igrave; distanziati dal gruppo classe! L&rsquo;insegnante, dal canto suo, potr&agrave; portare avanti il programma molto pi&ugrave; facilmente, rispetto a quanto non farebbe con la presenza di un bambino con deficit; forse il resto della classe imparer&agrave; a leggere e scrivere un po&rsquo; pi&ugrave; velocemente. <br \/>\nUn buon educatore deve, allora, avere una grande professionalit&agrave;, proprio come colui che mi ha preparato quell&rsquo;ottima macedonia, nel senso che deve riuscire a mescolare le varie realt&agrave; e le loro potenzialit&agrave; con creativit&agrave;, azzardando anche l&rsquo;aggiunta di un ingrediente in pi&ugrave;, senza accontentarsi del gusto abituale delle cose. <br \/>\nSolo cos&igrave; si potr&agrave; costruire un contesto di reale integrazione, dove ogni persona potr&agrave; esprimere le proprie abilit&agrave; e mettere a disposizione degli altri la propria identit&agrave; e diversit&agrave;. Insomma, un educatore avrebbe qualcosa da imparare dal cuoco che ha preparato quella succulenta macedonia: con frutti di diversa provenienza e differente sapore si pu&ograve; creare un nuovo gusto, piacevole non solo ai sensi, ma anche all&rsquo;umore&hellip;<br \/>\nGi&agrave; il piacere del palato si sposa perfettamente col clima di festa che anima un pranzo; figurarsi quando questo si conclude con un&rsquo;eccellente macedonia con tutti i colori vivaci dei frutti che la compongono. Se, poi, il cuoco ha l&rsquo;accortezza di aggiungervi quel non so che di particolare, come le noci, allora riesce a dare un vero e proprio tocco di qualit&agrave; all&rsquo;intero pranzo. Lo stesso tocco di qualit&agrave;, che potrebbe dare un educatore, nel momento in cui sapr&agrave; apprezzare le doti del bambino che si trova in una situazione di handicap o di disagio.<br \/>\nChiss&agrave; quante volte avrete mangiato una macedonia senza aver notato quel tocco speciale, ma se ve ne siete accorti cliccate pure su claudio@accaparlante.it e&hellip;buona macedonia a tutti.<br \/>\nClaudio Imprudente<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un giorno di febbraio ero a Catania per una conferenza e mi son ritrovato a pranzare in un ristorante tipico della citt&agrave;, che aveva una splendida terrazza con vista sul mare. Dopo aver gustato pesce di ottima qualit&agrave;, non ho resistito alla tentazione di ordinare una bella macedonia! 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