{"id":951,"date":"2010-04-21T15:19:12","date_gmt":"2010-04-21T15:19:12","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=951"},"modified":"2010-04-21T15:19:12","modified_gmt":"2010-04-21T15:19:12","slug":"una-televisione-che-terapia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=951","title":{"rendered":"Una televisione che terapia"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">&ldquo;La salute &egrave; la possibilit&agrave; per i cittadini di fruire del diritto alla vita autonoma, con quel che essa comporta di fattori &rdquo;determinanti&rdquo;, quali la salute psicofisica, l&rsquo;avere un lavoro adeguato,la sicurezza nel luogo di lavoro, la disponibilit&agrave; di un&rsquo;abitazione dignitosa, l&rsquo;inclusione sociale, l&rsquo;accesso alla formazione, la possibilit&agrave; di sperimentarsi come soggetto sociale attivo. Ora, in questi anni, la tutela della salute sembra confinarsi prevalentemente nella dimensione specificatamente sanitaria, al punto da poter parlare di un crescente processo di&ldquo;sanitarizzazione&rdquo;, soprattutto per alcune fasce sociali pi&ugrave; fragili, incentrato sulla cura pi&ugrave; che sulla prevenzione, a livello individuale pi&ugrave; che a livello sociale. Tutto questo a scapito di domande inevase sulla salute, vista nell&rsquo;insieme dei suoi determinanti e delle condizioni &#8211; politiche, economiche, organizzative &#8211; che creano &ldquo;ambienti&rdquo; in cui anche il cittadino pu&ograve; avere cura della propria salute. Da qui l&rsquo;urgenza di contrastare il rischio che l&rsquo;investimento pubblico sulla salute si limiti prevalentemente alle politiche sanitarie, senza tener conto della necessit&agrave; di congruenti ed integrate politiche sociali di intervento. Senza un organico sistema di servizi sociali e educativi, molti problemi generati nel sociale vengono a sovraccaricare i servizi di area sanitaria. In tal modo il rischio &egrave; una &ldquo;delega&rdquo; al mondo sanitario e ai suoi paradigmi di intervento, con la conseguenza di appesantire il &ldquo;sistema&rdquo;. Il seminario si pone l&rsquo;obiettivo, con il contributo di esperti del settore, di avviare una riflessione ed un confronto su questi temi per ricercare un possibile equilibrio tra diritti di cittadinanza e diritto alla cura&rdquo;. Con queste parole si presenta il Seminario\/Convegno &ldquo;Nuovi sguardi di salute tra diritti di cittadinanza e diritto alla cura. Ipotesi per contrastare la sanitarizzazione dei cittadini fragili&rdquo;, che si &egrave; tenuto a Torino il 25 febbraio p.v. presso l&rsquo;Istituto Rosmini (informazioni e iscrizioni su <a href=\"http:\/\/www.aress.piemonte.it\/Download\/eventi\/2010\/2502102_torino.pdf\" title=\"http:\/\/www.aress.piemonte.it\/Download\/eventi\/2010\/2502102_torino.pdf\">http:\/\/www.aress.piemonte.it\/Download\/eventi\/2010\/2502102_torino.pdf<\/a> ).<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Come sapete, sono tra i pi&ugrave; strenui sostenitori di un approccio non monodimensionale alle disabilit&agrave;, in particolar modo se questo si presenta come approccio medico, sanitario, assistenziale: per cui &egrave; con molto piacere che ho preso spunto dal convegno di cui sopra per comporre questo articolo (a proposito, probabilmente potete chiederne gli atti). Ma c&rsquo;&egrave; una ragione ulteriore, legata ad un &ldquo;evento&rdquo; molto significativo, anche per la &ldquo;salute&rdquo; della nostra TV pubblica. Mi riferisco alla messa in onda, ad inizio febbraio, del film &ldquo;C&rsquo;era una volta la citt&agrave; dei matti&rdquo; di Marco Turco, che ripercorre, a trent&rsquo;anni dalla morte, le vicende di Franco Basaglia (padrino della legge che impropriamente porta il suo nome) e descrive in modo molto vivido la condizione di chi, in quegli anni, era chiuso all&rsquo;interno delle istituzioni manicomiali, davvero, allora, istituzioni totali.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Difficile trovare esempi di &ldquo;sanitarizzazione&rdquo; a senso unico pi&ugrave; lampanti. Difficile anche nominare le pratiche manicomiali del tempo come semplice &ldquo;sanitarizzazione&rdquo; (suona eufemistico), ma in fondo di questo si trattava, di un approccio univoco ed sclusivo che, invece di curare, mirava quasi unicamente alla sua autoconservazione e, con essa, all&rsquo;autoconservazione dell&rsquo;istituzione e di che vi lavorava. Insomma, le terapie pre &#8211; &lsquo;78 (prendiamo questa data come punto di riferimento, anche se poi ci volle del tempo, e ancora ce ne vuole in certe situazioni e territori, perch&eacute; la situazione subisse un cambiamento effettivo) servivano pi&ugrave; ai dottori che ai pazienti. I quali, schiacciati da questo meccanismo, non riuscivano nemmeno ad immaginare dinamiche e comportamenti diversi.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Mi ha colpito molto la scena in cui un paziente, letteralmente slegato dal letto da parte di Basaglia e dallo stesso invitato ad uscire, al ritorno chiede di essere legato nuovamente: dal momento che nessuno dell&rsquo;equipe medica poteva assecondare questa richiesta, contraria ai principi a cui le idee e le pratiche basagliane si ispiravano, lui lo fa da solo. Senza che nemmeno ci fosse &ldquo;bisogno&rdquo;, ovvero&hellip; &ldquo;il pazzo non stava dando in escandescenza&rdquo;. Una scena semplice, a suo modo, ma che mostra con una sintesi tutta cinematografica quanto la volont&agrave; e le idee altrui, in un contesto di chiusura, violenza e sopraffazione, possano diventare nostre, nostro malgrado, e, di pi&ugrave;, nonostante ci impongano uno stato di segregazione, coercizione e umiliazione. Del resto, dal film, si capisce quante resistenze lo stessa Basaglia abbia dovuto superare all&rsquo;interno della cerchia dei suoi colleghi e nelle istituzioni, ancor prima che nel tessuto sociale: gli infermieri lo consideravano pazzo alla stregua degli altri pazienti in custodia&hellip;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Al di l&agrave; del giudizio che si pu&ograve; dare rispetto alla qualit&agrave; del film, che a mio avviso &egrave; comunque e complessivamente alta, dobbiamo dare atto alla RAI di averlo mandato in onda mentre &egrave; ancora in discussione un disegno di legge molto controverso, il c.d. Ciccioli, dal nome del parlamentare che l&rsquo;ha proposto: una coincidenza significativa e, mi piace pensarlo, non fortuita. &ldquo;C&rsquo;era una volta la citt&agrave; dei matti&rdquo;, lo ripeto, &egrave; inoltre un esempio davvero forte di quanto la televisione (in particolare quella pubblica) potrebbe proporre e solitamene evita accuratamente:ovvero occasioni che, senza essere didascaliche o pedagogiche in senso stretto, non temono di affrontare certe tematiche, di invitare alla riflessione e ad un atteggiamento critico, ricoprendo (e riscoprendo) un ruolo quasi terapeutico&hellip;anche verso la televisione stessa!<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Un grazie, postumo, a Basaglia e a chi ha contribuito ad affermare le sue idee: questo ha portato ad un cambio di paradigma radicale, che ha contribuito non poco a passare da una societ&agrave; &ldquo;della malattia&rdquo; ad una societ&agrave; &ldquo;della persona&rdquo;. E non &egrave; poco&hellip;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Attendo i vostri commenti, all&rsquo;articolo e al film: scrivete come sempre a <a href=\"mailto:claudio@accaparlante.it\">claudio@accaparlante.it<\/a> o cercate il mio profilo su Facebook.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Claudio Imprudente<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Pubblicato su <a href=\"http:\/\/www.superabile.it\/web\/it\/Home\/\">www.superabile.it<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3608,3584,3607],"edizioni":[],"autori":[2592],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3712],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/951"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=951"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/951\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=951"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=951"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=951"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=951"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=951"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=951"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=951"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=951"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=951"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}