{"id":997,"date":"2010-10-08T11:08:24","date_gmt":"2010-10-08T11:08:24","guid":{"rendered":"http:\/\/127.0.0.1\/accaparlante4\/?p=997"},"modified":"2010-10-08T11:08:24","modified_gmt":"2010-10-08T11:08:24","slug":"gli-audiolibri-ottimi-per-i-pendolari-automuniti---superabile-ottobre-2010---1","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/?p=997","title":{"rendered":"Gli audiolibri? Ottimi per i pendolari automuniti&#8230; &#8211; Superabile, ottobre 2010 &#8211; 1"},"content":{"rendered":"<p class=\"rteleft\">Quando si parla di deficit, diritti esigibili, diverse abilit&agrave;, doveri, leggi, servizi, ecc., insomma, di tutto quello che pu&ograve; riguardare i vari aspetti della vita di una persona disabile (che non &egrave; un uomo a due dimensioni, ma vive in 3D come tutti gli altri) il rischio &egrave; quello di svolgere discorsi e riflessioni un po&#8217; vaghe, alle quali sembra mancare un attaccamento concreto e tangibile con la realt&agrave; dei fatti. Soprattutto per chi non ha la possibilit&agrave; di frequentare questo mondo con una certa regolarit&agrave;, questa pu&ograve; essere l&#8217;impressione, almeno quella immediata. E&#8217; un problema effettivo, ma ancor pi&ugrave; grave nel momento in cui non consente di presentare alle persone normodotate delle evidenze incontestabili e, queste s&igrave;, di una concretezza pienamente condivisibile. Un problema di comunicazione che inevitabilmente si traduce in un difetto d&#8217;azione.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Qualche settimana fa ho scritto un contributo per il quotidiano online &quot;Vita.it&quot;, su invito della redazione, la quale mi chiedeva di prendere posizione riguardo all&#8217;innalzamento della percentuale minima di invalidit&agrave; necessaria per poter accedere a determinati vantaggi previdenziali. Come spesso capita, ho ricevuto varie mail di risposta, ma una in particolare aveva il dono di quella concretezza e chiarezza che descrivevamo come mancanti, poche righe sopra, in molti discorsi sui\/dei disabili. Non ricordo (mea culpa) se Elena, l&#8217;autrice della lettera, sia una persona con deficit, poco conta. L&#8217;importante &egrave; che riprende un punto del mio articolo e lo sviluppa con pochi, ma puntuali esempi di facile comprensione e di immediata evidenza per tutti, proponendoli in relazione ad ambiti e momenti di vita diversi. Perch&eacute; l&#8217;accessibilit&agrave; non &egrave; solo questione strettamente architettonica, ma pu&ograve; investire anche momenti pi&ugrave; &quot;eterei&quot; dell&#8217;esistenza personale. Proprio quelli, per&ograve;, che ci consentono di svilupparci a pieno come persone e come membri di una comunit&agrave; e di accogliere un&#8217;idea di integrazione meno riduttiva e&nbsp; meno semplificata. Guarda caso &egrave; proprio quando non si semplifica troppo che i vantaggi diventano, in modo pi&ugrave; palese, tali per tutti. E&#8217; quando non si riduce la complessit&agrave; che si scoprono tratti, esigenze, possibilit&agrave; comuni.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">&nbsp;Lasciamo la parola ad Elena:<\/p>\n<p class=\"rteleft\"><em>&quot;Volevo aggiungere un commento al tuo articolo &laquo;Io, disabile totale, valgo un bel po&#8217; di PIL&raquo;. Anch&#8217;io trovo comodo e superficiale far finta di non sapere, come fanno in molti, politici per primi, che i disabili non sono solo un peso o solo una minoranza, e usare queste scuse per legittimare certi comportamenti. Un esempio concreto: le barriere architettoniche. Sembra che fare le rampe per accedere ai marciapiedi sia un favore che la societ&agrave; ogni tanto magnanimamente concede a chi &egrave; in sedia a rotelle. In realt&agrave;, le rampe sono molto utili anche per chi &egrave; anziano e fa fatica a camminare, o alle mamme che devono spingere un passeggino, o ad esempio a me che giro molto per il centro in bicicletta e ogni volta devo sollevarla di peso per metterla sul marciapiede. Oppure i bagni a norma nei locali pubblici, quasi introvabili: i maniglioni servono ad appoggiarsi per esempio anche a chi si &egrave; rotto una gamba, o a una donna incinta con il pancione che ingombra; lo specchio inclinato (a nessuno viene in mente che anche una donna in carrozzina possa essere vanitosa?) &egrave; perfetto anche per chi &egrave; di bassa statura o per i bambini. Gli audiolibri sono perfetti non solo per chi &egrave; non vedente, ma anche per tenere compagnia a tutti gli automobilisti pendolari che si fanno ogni giorno ore e ore nel traffico. L&#8217;elenco potrebbe essere infinito. Tutte queste cose sono state, &egrave; vero, inizialmente create per chi ha un qualche tipo di disabilit&agrave;, ma se questi accorgimenti venissero sistematicamente adottati renderebbero pi&ugrave; semplice la vita di tanti (prima o poi tutti, speriamo, diventiamo anziani e quindi meno agili).&nbsp; Anche se alla politica non interessa la ricchezza umana che un diversamente abile (come chiunque altro) pu&ograve; offrire, e vuole guardare solo al mero interesse, anche questo sarebbe sufficiente a giustificare scelte diverse in favore di chi convive con la disabilit&agrave;, ma soprattutto iniziare a pensare che non sono i diversamente abili a dover essere grati al resto della societ&agrave;, ma il contrario&quot;.<\/em> Almeno, &quot;anche&quot; il contrario, preciso io.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Noi uomini siamo in grado di ingoiare tutto. A volte mi stupisco di questa capacit&agrave; umana di indifferenza\/resistenza. Elena scrive che tante cose pensate per persone disabili si rivelano in realt&agrave; utili e funzionali anche a chi un deficit non ce l&#8217;ha. La met&agrave; (se non pi&ugrave;) degli strumenti tecnologici che utilizziamo ogni giorno nasce da ricerche che hanno avuto l&#8217;obiettivo di sviluppare strumenti ad uso militare. Almeno, nel caso degli oggetti pensati per disabili, questo tipo di migliorie ha una origine, una fonte decisamente meno inquinata&#8230;<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Al di l&agrave; delle battute (?), non sono tra quelli che ritengono che tutto andrebbe di necessit&agrave; reso accessibile nel pieno e stretto senso del termine, o, almeno, credo che il termine accessibilit&agrave; contenga al suo interno tante sfumature, tutte pi&ugrave; o meno valide a seconda dei contesti (tra queste potremmo inserire, ad esempio, la premura e la disponibilit&agrave; del gestore di un ristorante che magari ha un gradino prima della porta d&#8217;ingresso, ma sa come fartelo superare). Ma questo non significa rinunciare a perseguire un&#8217;accessibilit&agrave; &quot;universale&quot;, in particolar modo se quello che viene pensato per una minoranza si dimostra cos&igrave; utile e &quot;migliore&quot; per tutti. Un ribaltamento davvero positivo e un allargamento di prospettiva esiziale.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Scrivete come sempre a claudio@accaparlante.it o cercate il mio profilo su Facebook.<\/p>\n<p class=\"rteleft\">Claudio Imprudente<\/p>\n<p class=\"rteleft\">(2 ottobre 2010)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando si parla di deficit, diritti esigibili, diverse abilit&agrave;, doveri, leggi, servizi, ecc., insomma, di tutto quello che pu&ograve; riguardare i vari aspetti della vita di una persona disabile (che non &egrave; un uomo a due dimensioni, ma vive in 3D come tutti gli altri) il rischio &egrave; quello di svolgere discorsi e riflessioni un po&#8217; vaghe, alle quali sembra mancare un attaccamento concreto e tangibile con la realt&agrave; dei fatti.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[3597,3598,3607],"edizioni":[],"autori":[2592],"monografie":[],"editori":[],"luoghi":[],"book":[3712],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/997"}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=997"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/997\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=997"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=997"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=997"},{"taxonomy":"edizioni","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fedizioni&post=997"},{"taxonomy":"autori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fautori&post=997"},{"taxonomy":"monografie","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmonografie&post=997"},{"taxonomy":"editori","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Feditori&post=997"},{"taxonomy":"luoghi","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fluoghi&post=997"},{"taxonomy":"book","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivio.accaparlante.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fbook&post=997"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}