Sport agevoli – SportAbile: informazione, gioco e creatività

Da qualche anno a questa parte, seppur scontando una condizione di invisibilità televisiva pressoché totale, le Paralimpiadi sono un evento piuttosto conosciuto.
Il caso di Oscar Pistorius, controverso e sul quale non voglio soffermarmi, ha, suo malgrado, contribuito ad allargare il numero di persone consapevoli dell’esistenza di questa manifestazione, che da ormai più di trent’anni si svolge appena terminano le competizioni olimpiche “riservate” agli atleti normodotati, nel medesimo paese che le ospita.

Lo sguardo del Sud – Deistituzionalizzazione in Serbia: la specificità del contesto e la cooperazione italiana

Quando si parla di integrazione delle persone disabili e del loro diritto a non restare per forza imprigionate in una segregazione che nega diritti a chi la subisce e impoverisce la comunità che la impone, ci si accorge che le azioni politiche e l’organizzazione dei servizi sociali variano in modo profondo a seconda del contesto, e che spesso benessere economico e politiche d’inclusione non viaggiano di pari passo.

Beati noi – Le mie prigioni

Da qualche mese ormai mi reco in carcere una volta alla settimana. I miei 25 lettori si staranno già interrogando sui reati che può avere commesso uno in carrozzina. Ebbene, seppure ultimamente in effetti con la mia automobile attrezzata e dotata di tutti i contrassegni possibili stia prendendo un bel po’ di multe (e non si capisce perché), in carcere non ci sono finito per qualche malefatta, ma per fare volontariato. Ancora i miei 25 lettori avranno sgranato gli occhi. Come? Un disabile fa volontariato?

Sul grande schermo – Presi dall’aria, coricati sui sedili dell’aria

Nell’Ottocento la fotografia psichiatrica produceva, per volontà degli psichiatri (o alienisti, come al tempo venivano chiamati), immagini destinate alle gazzette scientifiche che ritraevano i volti e i corpi di isterici e depressi per poterli catalogare poi come dementi, schizofrenici, etc. Anche attraverso la pretesa oggettività indagatoria e la trasparenza del mezzo e del prodotto fotografico si cercava di scovare, catturare la follia, determinarne una sorta di iconografia e, quindi, metterla alla prova, incriminarla.

Donne con le gonne – Il mondo secondo me

“Conosci te stesso” c’era scritto sul tempio dell’Oracolo di Delfi. E forse è proprio questo il nostro compito più difficile: conoscersi, accettarsi, prendere coscienza dei propri limiti, comprendere che, senza di essi, non saremmo ciò che siamo.
Quando poi questi limiti sono fisici, oggettivi, sotto ai propri occhi e a quelli di tutti, questa infinita ricerca si fa ancora più faticosa e il cammino da percorrere più tortuoso.

Spazio Calamaio – La forza di gravità del cielo

Lo Spazio Calamaio, negli ultimi numeri, ha ospitato diverse esperienze che, in modi diversi, presentassero elementi comuni con la filosofia che sta alla base del Progetto Calamaio.
Come spesso accade, sono le esperienze stesse che ci vengono a cercare, per contaminarci e farsi contaminare, in linea con lo stile calamaio: macchiare e farsi macchiare o, meglio, dare il proprio inchiostro e farne entrare altro, mescolarsi e arricchirsi.
Proprio secondo questa filosofia, mi sono iscritto e ho partecipato ad alcuni laboratori organizzati a Bologna.

Europa Europa – Corpi per ballo: idee di integrazione e progetti formativi della compagnia di danza Candoco

Quale disciplina artistica è più fisica della danza? E pertanto, quale ambito estetico sembrerebbe più inaccessibile alle persone con disabilità motorie o sensoriali? Da quasi vent’anni la compagnia britannica Candoco costituisce la negazione di questa apparenza e lo spostamento dei confini della danza, con la sua pratica di integrazione di ballerini con diverse abilità in esibizioni professionistiche di forte impatto innovativo, e con un ricco programma di formazione coreutica per tutti.

Lettere al direttore – Risponde Claudio Imprudente

Caro Claudio… non ho resistito a scriverti quando, in un tuo articolo, ho letto "note (o pause) in una composizione musicale". Ecco! Hai detto bene: chi mai considera la pausa in una composizione musicale? Forse chi suona uno strumento o legge musica: io ho cominciato ad apprezzare le pause oltre che le note di una composizione quando ho scoperto, "cambiando contesto", la mia anima musicista, nascosta o forse sopita per troppi molti anni. Però… c’è un però, carissimo Claudio!