IL MAGICO ALVERMANN/Meglio morto che in manicomio

“Buone  notizie! – attaccai, disponendo il documento appena firmato in un’apposita cartella – Tentiamo con l’infermità mentale!”. Alla donna si spense il sorriso sulle labbra. “Più che un tentativo – incalzai constatando la delusione dei suoi occhi – Ho parlato con il professor Puligheddu, lui è disponibile a studiare il Leggi tutto…

La pioggia su Nelson, Il Messaggero di Sant’Antonio, Maggio 2014

Sapete che differenza c’è tra Italia e Africa? Quando piove, in Italia la gente esclama «governo ladro!»; in Africa, invece, quando piove si dice che «il cielo piange la scomparsa di un grande uomo»… È proprio quanto è successo lo scorso 15 dicembre al funerale di Nelson Mandela, una vera icona, un simbolo politico e morale che ha fatto della sua parola di pace e uguaglianza un’azione capace di cambiare il volto e la storia del suo Paese, il Sudafrica, e non solo.

L’atleta e il mendicante, Il messaggero di Sant’Antonio, Febbraio 2013

Il mese scorso dicevo la mia su uno «scandalo» che riempie, in maniera sempre più evidente, le strade e le piazze della mia amata Italia. Non so se lo ricordate, ma avevo citato a tal proposito, così come viene narrato nel Vangelo di Marco, l’episodio che ha per protagonista Bartimeo, a mio parere una delle figure più belle e significative delle Scritture per riflettere su temi come relazione e integrazione.

Il brutto, il povero e il cattivo, Superabile, Ottobre 2012

Un tipo di duemila anni fa diceva: i poveri e gli storpi ce li avete sempre con voi… E fin qui tutto bene. Vivere e stare in questa cricca, tuttavia, può generare qualche esilarante imprevisto… Tempo fa, mentre me ne andavo a zonzo con un amico per Via Indipendenza, ho deciso a un certo punto di fermarmi ad un bar per sorseggiare qualcosa di fresco… Non ricordo più il perché ma il mio accompagnatore aveva dovuto assentarsi un attimo, così io sono rimasto qualche minuto da solo all’entrata del locale.

SPAZIO CALAMAIO/Nuovi ingressi, nuove opportunità. Il Servizio di Giustizia Minorile entra al Calamaio

Il desiderio di ampliare i contenuti e le attuazioni della propria pratica educativa, all’interno del gruppo come al di fuori degli ormai usuali contesti scolastici, ha contraddistinto la ricerca del gruppo Calamaio degli ultimi anni. Portare il tema della diversità unicamente a confronto con situazioni già consolidate e aperte alla Leggi tutto…

Lettere al direttore – Risponde Claudio Imprudente

Caro Claudio
ti scrivo per commentare l’articolo “Solo soggetti asessuati” e in particolare questa parte:
"La mia follia, è uno stato depressivo che tengo accuratamente nascosto agli altri. È una lotta perpetua per dimostrare loro che sono qui, e che ci sto bene. Così tutti i rapporti sono falsi, perché vita esteriore e vita interiore non corrispondono. […] Mi sforzo di nascondere tutto quello che potrebbe sconvolgere gli altri”. (Tratto da “Babette, handicappata cattiva” di E. Auerbacher, Edizioni Dehoniane, 1991, Bologna ).

Beati noi – Niente di… personale

 Ancora una volta, la mia attenzione è stata attirata da una definizione, da un problema che potrebbe sembrare solo linguistico, ma che nasconde un significato ben più profondo. Ultimamente, ho dovuto affrontare diverse pratiche burocratiche il cui oggetto, per un motivo e per l’altro, era sempre la mia disabilità. Nei documenti ero “affetto” o “portatore” di handicap. Francamente, non saprei dire quale termine mi abbia fatto più pensare.

Il magico Alvermann – Uscire dai labirinti

 
Osservò con diffidenza la sua immagine, finse di non osservarla, sentì che sembrava essere qualcosa che non era. Ne fu spaventato e incuriosito insieme. Arretrò, e così fece la sua immagine, e un po’ per volta scoprì di essere di fronte a se stesso. Cercò di fuggire ma ovunque si volgesse si trovava sempre di fronte a se stesso, era murato da se stesso, era ovunque se stesso, ininterrottamente se stesso, rispecchiato all’infinito nel labirinto.

Una comunità garante, Il messaggero di Sant’Antonio, Giugno 2012

Vi ricordate l’argomento che affrontammo nel mese di febbraio? Raccontai cosa accadde una calda domenica mattina di maggio del 1970. Mentre tutti fischiettavano Let it be dei mitici Beatles, io mi apprestavo con gioia a ricevere il sacramento dell’Eucaristia.
Non credevo che mi avrebbero scritto tanti di voi, con innumerevoli testimonianze, e questo mi ha confermato la complessità e la delicatezza dell’argomento che, partendo dalla mia prima comunione, è arrivato a scenari più ampi: il rapporto tra fede e disabilità.

Di chi è la colpa? Superabile, Marzo 2012

Ci siamo sempre chiesti, qui al centro documentazione handicap di Bologna, come affrontare una delle sfide più delicate ed importanti: la costruzione della propria identità. La scorsa settimana partecipavo ad un nuovo laboratorio organizzato dal progetto calamaio, rivolto a dei giovani con disabilità che hanno appena terminato il proprio percorso scolastico.

Il magico Alvermann – Etichetta e preferenze

Sono sempre stato convinto che la caratteristica della nostra famiglia sia la riservatezza. Portiamo il pudore a estremi incredibili, tanto nel nostro modo di vestirci e di mangiare come nel modo di esprimerci o di salire sul tram. I soprannomi, per esempio, che con tanta noncuranza vengono affibbiati nel quartiere di Pacifico, sono per noi motivo di estrema cura, di riflessione e persino di inquietudine. Ci sembra che non si possa attribuire un nomignolo qualsiasi a qualcuno che dovrà farlo suo e portarlo come un attributo per tutta la vita.