Speciale Paraolimpiadi di Vancouver 2010
(a cura di Mauro Sarti)
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(a cura di Mauro Sarti)
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Claudio Imprudente
Il Principe del lago
(Edizioni Erickson, pp.139 (con inserti a colori), Prezzo: € 13,50)
Oltre che nelle librerie, è possibile reperire il libro sul sito internet della casa editrice: www.erickson.it
Giangi, l’ultimo personaggio uscito dalla fantasia di Claudio Imprudente e il protagonista di questa favola, è un bambino che un giorno, per caso, cade dentro un libro.
Di lì ha inizio una movimentata vicenda che lo porterà alla ricerca del Principe del lago, scomparso misteriosamente dal suo regno di Pititì Pitità, a conoscere individui singolarissimi, a visitare luoghi incantati, ad affrontare prove di abilità e coraggio, a dubitare di sé e delle sue convinzioni e alla fine, attraverso l’incontro con la diversità, a trovare – come in tutte le fiabe – il vero tesoro.Fresca, avvincente e con la rara qualità di saper stupire e far riflettere, questa favola è pensata per raccontare, in modo semplice e piacevole, le difficoltà e i timori che il contatto con la diversità suscita e per aiutare a superarli.
Arricchito da deliziose illustrazioni, il volume è rivolto a bambini e ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado, ai loro insegnanti e ai loro genitori, come spunto e strumento di lavoro nell’educazione sulla diversità e alla solidarietà. Claudio Imprudente è uno dei fondatori di Maranà-tha, una comunità di famiglie per l’accoglienza, ed è presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna. Ha ideato il "Progetto Calamaio", che propone percorsi formativi sulla diversità e sulla nuova cultura dell’handicap al mondo della scuola e del lavoro. Attraverso di esso ha realizzato, in dieci anni di attività, più di tremila incontri con i ragazzi delle scuole italiane. È inoltre scrittore, giornalista e direttore della rivista "Hp – Accaparlante" e al vertice di un’équipe di formatori sul tema della diversità. Ama definirsi non "disabile" ma "diversabile" e lo si può contattare all’indirizzo di e-mail claudio@accaparlante.it
“Salve sono Giangi, l’ultimo personaggio uscito dalla fantasia di Claudio Imprudente.
La mia storia è molto complicata. Un bel giorno sono caduto in questo libro, “il Principe del lago”, e ho incontrato una lunga serie di nuovi amici che conoscerete anche voi quando leggerete della mia avventura.
Posso dirvi soltanto che è stato un viaggio molto interessante. Venire a contatto e confrontarmi con tutta questa gente non è stata solo una passeggiata, a volte è stato anche molto faticoso. Ho dovuto superare numerosissime prove che hanno messo in discussione tutto il mio modo di essere.
Neanche uno di questi miei incontri è stato uguale all’ altro, per questo devo dire che Claudio ha studiato bene il mio percorso. Conoscere così tante situazioni mi ha mi ha messo duramente alla prova ma, sicuramente, mi ha arricchito. Ho scoperto la diversità come valore. Prima di questo viaggio tutto quello che vedevo diverso da me mi faceva paura, ora invece mi attira, perché ho imparato a credere che buttarmi nella conoscenza del diveso porti, nella mia vita, arricchimento e novità.
Ad un certo punto del mio cammino ho anche scoperto che il miglior modo per entrare in contatto con la diversità è la solidarietà. Per conoscersi e arricchirsi bisogna per forza mettersi in comune, questa è la solidarietà.
Mi sto allargando troppo, non posso raccontarvi tutto il libro adesso!
Allora vi parlerò un po’ di Claudio, l’autore della mia bella storia. Claudio Imprudente vive in provincia di Bologna in una comunità di famiglie che si chiama Marana-tha. Lavora all’associazione Centro Documentazione Handicap di cui è presidente. E’ l’ideatore del Progetto Calamaio che propone dei percorsi formativi sulla diversità e sulla nuova cultura dell’handicap al mondo della scuola e del lavoro. Inoltre e scrittore e giornalista.
Ama definirsi non “disabile”, ma “Diversabile” perché questo secondo termine non sottolinea le non-abilità ma le abilità.
Che dire? A presto su queste pagine!”.
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Claudio Imprudente
Re 33 e i suoi 33 bottoni d’oro
(Edizioni La Meridiana, pp. 64, euro 12)
Oltre che nelle librerie, è possibile reperire il libro sul sito internet della casa editrice: www.lameridiana.it
Ritorna in un´edizione aggiornata e rinnovata la favola di Claudio Imprudente Re 33 e i suoi 33 bottoni d´oro per le Edizioni Meridiana. Una fiaba illustrata da Donata Montanari che parla della difficoltà di prendere le decisioni giuste e della diversità. La storia racconta di un regno lontano lontano, Yamah, dove vive il Re 33, chiamato così perché è così alto che ha bisogno di 33 bottoni per chiudersi il mantello regale e il suo giullare di corte Sberleffo sempre allegro e colorato. Ma un re come può governare correttamente il proprio popolo? Lo capirà Re 33 grazie all´aiuto e agli scherzi di Sberleffo, che gli insegnerà il valore della libertà e della giustizia, che sono la base della democrazia e dell´integrazione. Un libro con una storia semplice, ma che consente ai bambini di avvicinarsi in modo lieve ai temi dell´handicap, della diversità e della condivisione. Il personaggio e la storia di re 33 sono nati in relazione al Progetto Calamaio, che ha la finalità di promuovere percorsi di integrazione a scuole e non solo, realizzato dall´Associazione Accaparlante Onlus animata e diretta da Claudio Imprudente (www.bimbi.it, 4 ottobre 2006).
“Mi sono sempre domandato come un Re potesse salutare i suoi lettori. In un primo tempo ho pensato: saluterò con un piccolo movimento del capo…ma mi sono subito reso conto che in questo modo nessuno mi avrebbe visto. In alternativa potrei affacciarmi da una finestra del mio palazzo come fanno da sempre tutti i grandi capi di stato… ma non è il massimo dell’originalità! Che fare allora, che dire? In fondo sono un personaggio nato dalla fantasia di Claudio Imprudente ma lui, tra una conferenza e un incontro del “Progetto Calamaio” (che quest’anno festeggia i suoi primi venti anni), è troppo impegnato per suggerirmi degli stili di saluto. Quindi ho deciso di cominciare per conto mio…
Miei cari sudditi e non, sono sua Maestà il Re 33 del regno di Yemah. Non so se conoscete tutti la mia storia, anche perché il libro in cui è stata raccontata per la prima volta è andato a ruba! Ma ora, in questa nuova edizione, avrete tutti la possibilità di scoprire cosa mi è successo! In particolare seguirete le vicissitudini del mio giullare di corte, detto Sberleffo, una personcina minuta e saltellante che scoppia a ridere per ogni cosa. Sberleffo veste sempre con i mille colori dell’arcobaleno e si burla della vita e di tutte le difficoltà, usando la creatività e l’ironia per ampliare gli orizzonti più ristretti. È una persona completamente libera dai condizionamenti, libera come il vento che agita le foglie degli alberi della foresta… credo vi piacerà molto! La libertà è forse uno dei concetti più affascinanti della storia: ma cosa vuol dire esattamente? Prima di incontrare Sberleffo credevo che libertà significasse fare quello che si vuole e, in questo senso, io sarei un ottimo esempio”. C’è forse qualcuno più libero di un Re? Un Re dovrebbe essere libero e giusto e su questo non si discute. Poi un giorno ho incontrato Sberleffo e ho deciso di portarlo con me a palazzo per far divertire un po’ la mia corte… non l’avessi mai fatto! È riuscito a ribaltare completamente il mio modo d’intendere la libertà e la giustizia e, pensate un po’, ho scoperto che la libertà e la giustizia fondano la democrazia! E la democrazia a sua volta è simbolo di pace e armonia. Volendo fare un paragone “goloso”, la libertà e la giustizia sono come la panna e il cioccolato, ovvero gli ingredienti fondamentali per fare una torta. Certo, in una torta ci sono molti altri elementi: farina, uova, lievito, integrazione, .fiducia. Integrazione: ecco un altro concetto importantissimo! Mi vengono in mente le parole di Claudio Imprudente, una delle ultime volte che ci siamo visti: “integrazione signi.ca superamento di ogni separazione. La ‘e’ al posto della ‘o’. Dolce ‘e’ salato, buoni ‘e’ cattivi, bianchi ‘e’ neri, senza esclusione di uno o dell’altro, tutti nello stesso carrello. Il mondo come un supermercato in cui tutto è posto su un unico scaffale. L’integrazione fa a pugni con le categorie, perché è, per sua stessa natura, una mescolanza di ruoli, di culture, di religioni…”. Ecco, il mio problema era proprio questo: ero reso cieco dai preconcetti e dividevo ogni cosa in categorie. Ma non voglio sottrarvi al gusto della lettura… come capirete, la mia storia è sia per le nonne che vogliono addormentare i loro nipotini, sia per quei genitori che, almeno per una volta, decideranno di lasciare spenta la televisione e accompagnare i loro figli nel regno di Yemah, sia, ancora, per gli insegnanti che vorranno introdurre i concetti di giustizia e democrazia ai loro studenti, in modo creativo e divertente. Ma non solo: anche il mondo del teatro potrà trovare stimolante la mia storia e un giorno potreste vedermi su un palcoscenico! Per non parlare poi dei risvolti musicali di ciò che leggerete: scoprirete spunti per alcune canzoni che potranno essere imparate e cantate dai bambini. Infine, ma non meno importante, la mia storia potrebbe servire a tutti i politici che non si ricordano più il significato di giustizia e libertà… questa storia è per tutti voi! E allora che aspettate? Voltate pagina…”
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Claudio Imprudente
Una vita imprudente
(Edizioni Erickson, pp.272, € 15,90)
Oltre che nelle librerie, è possibile reperire il libro sul sito internet della casa editrice: www.erickson.it
Claudio Imprudente è un animatore diversabile, attivo nei vari campi della cultura (è presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna); incontra i bambini nelle scuole dell´infanzia, propone le sue fiabe a quelli delle elementari, gioca con i ragazzi delle superiori, parla ai genitori, dialoga nei corsi di formazione con gli insegnanti, è ospitato in convegni e trasmissioni televisive. L´ "imprudenza" dell´autore sta proprio nella frenetica promozione di una cultura che mette in primo piano la persona nel rispetto e nella valorizzazione della sua diversità, nella consapevolezza che questo lavoro crea un mondo più abitabile per tutti.Questo libro, scritto con la grande autoironia con cui l´autore affronta la vita, raccoglie la sfida della diversabilità, una provocazione per i normodotati "gravi", che non sanno andare oltre la loro ristretta visuale, e per coloro che non sanno cogliere il significato positivo nell´essere messo in crisi dalla disabilità; allo stesso tempo, è dedicato ai diversabili troppo prudenti per avere il coraggio di rendersi più visibili. E´ un libro utile perché fatto di risposte concrete, ma che allo stesso tempo apre a nuove domande, ammettendo di non avere in tasca facili soluzioni.
“Ho provato in questo libro a raccontarmi e inevitabilmente, come avviene in questi casi, ho raccontato della mia famiglia, dei miei amici, dei miei colleghi, dei tanti volti che mi hanno accompagnato in questi anni. Mi è parso naturale allora dare la parola anche a loro, coinvolgerli nella redazione di questo racconto e ne è venuto fuori un lavoro corale, a più voci, magari forse anche un po’ caotico e sovraccarico di energia, ma fedele nel ritrarre le avventure, le passioni, gli incontri che rendono la mia vita meravigliosa”
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C’è ancora inchiostro nel Calamaio!
(Edizioni Erickson, pp. 108, € 13)
Oltre che nelle librerie, è possibile reperire il libro sul sito internet della casa editrice: www.erickson.it
(Edizioni Erickson, pp. 120, € 14,00)
Dieci lettere e dieci risposte
divertenti e coraggiose
nell’ultimo libro di Claudio Imprudente
“…quando devo raccogliere le idee e le energie per un appuntamento di lavoro, un convegno, un incontro in una scuola, è all’ombra del tiglio che trovo l’ispirazione migliore, che elaboro i miei discorsi. Il suggerimento arriva sempre, portato dal vento, in compagnia di qualche foglia lucida. Questo libro è nato così. Da una cascata di foglie verde scuro.”
Con una suggestiva introduzione dedicata a un rilassante rituale si apre l’ultimo libro di Claudio Imprudente, “C’è ancora inchiostro nel Calamaio!” (Edizioni Erickson): dieci lettere inviate dai suoi lettori e dieci risposte che, con uno stile diretto e ironico, intendono mettere in luce aspetti del mondo della disabilità troppo spesso sottovalutati e svalutati. Tra gli altri: la seduzione, l’accettazione della propria diversabilità, la visibilità nei mass media, il fumetto e l’ironia, il coraggio di scendere in piazza e affrontare i pregiudizi, l’identità.
“Da ragazzo mi affascinava molto la bandiera nera dei pirati ma adesso ho capito il vero significato che vi si nasconde. Restare in balia delle paure vuol dire rinnegare la vita, annichilirsi, produrre morte: ecco a cosa fa riferimento il teschio! Quindi i pirati vorrebbero issare la loro bandiera nera con il teschio sulla nostra nave e dichiararci sconfitti. Che fare allora? Come arrivare indenni al tesoro? Esiste un solo modo: chiamare i pirati e i corsari con il loro nome, il che significa fronteggiarli e prenderne conoscenza.” (“Pirati e corsari”, cap. 9)
“Nel mondo della diversabilità è necessario costruire tanti camerini, ovvero tanti spazi in cui potersi reinventare, in cui “giocare” con i ruoli per cambiare la percezione di noi stessi e riappropriarci della ricchezza insita nella nostra personalità.. Un esempio: trent’anni fa io avevo un unico ruolo, quello di disabile; oggi ne ho molti, diversi fra loro: giornalista, scrittore, formatore, conferenziere.” (“Attori, camerini e trucchi di scena”, cap.8)
“…la noce rappresenta la seduzione nel mondo della disabilità, che è chiusa in un guscio, non immediatamente riconoscibile. E’ difficile forzare il guscio per portarla allo scoperto se non si dispone di uno strumento adeguato: questo strumento è il contesto.” (“La pesca-noce: tutto quello che non avete mai saputo sulla seduzione”, cap. 10)
“…non solo conferma la mia intuizione del pipistrello- Batman come emblema delle diverse abilità ma attesta come il fumetto e il mondo dell’animazione rappresentino delle modalità alternative ma sicuramente efficaci per avvicinarsi a un problema e esplorarne i vari aspetti in modo più “leggero” ma non per questo meno incisivo. Per questo credo che da ogni fumetto si possano trarre risposte creative e suggerimenti intelligenti e che, in fondo, il fumetto possa lasciarci intravedere la profondità della realtà.” (“Dalla parte di Tex Willer, cap. 6)
“Non si riesce a pensare allo sport come qualcosa che ha un significato universale e accomuna tutti, anche se con modalità e strumenti diversi. La verità è e dovrebbe essere un’altra: lo sport nasce da un bisogno che appartiene a tutti indistintamente e non può essere concepito solo all’interno di schemi e regole predefiniti e immutabili. Certo, il calcio o l’hockey in carrozzina non saranno come quelli canonici, avranno regole differenziate per adattarsi alle diverse abilità degli atleti ma sono ugualmente attività sportive! L’adrenalina che scorre nelle vene degli atleti e infiamma gli animi è la stessa!” (“La fiaccola dell’integrazione, cap. 5)
A venti anni dall’inizio dell’attività del Progetto Calamaio del Centro Documentazione Handicap di Bologna Claudio Imprudente torna a “macchiare” e a scuotere il senso comune , per guardare oltre le etichette e i pregiudizi e mettersi in gioco completamente nella relazione con l’altro e accoglierne le diversità. Un libro per tutti, per capire che per continuare a scrivere il grande libro della cultura della diversità e dell’integrazione c’è ancora molto inchiostro a disposizione. Inchiostro e creatività.
Claudio Imprudente: presidente del Centro Documentazione Handicap di Bologna e ideatore del “Progetto Calamaio” che propone al mondo della scuola percorsi formativi e d’animazione sulla diversità. Scrittore, giornalista e direttore della rivista “HP-Accaparlante”. Ha già pubblicato: Il Principe del lago (2001); Una vita Imprudente (2003).
Flavia Corradetti: laureata in Scienze della Comunicazione, collabora con la Cooperativa Accaparlante, dove si occupa dell’ufficio stampa e della redazione di articoli.
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Claudio Imprudente, Luca Giommi, Roberto Parmeggiani
Omino Macchino e la sfida della tavoletta.
La comunicazione e la logica della lentezza
(Edizioni Erickson, pp. 120, € 14,00)
Oltre che nelle librerie, è possibile reperire il libro sul sito internet della casa editrice: www.erickson.it
Omino Macchino è un personaggio nato dalla fantasia degli autori, è il padre di ogni forma d’espressione, una piccola macchia d’inchiostro che, insieme alla Parola, ha dato vita alle Lettere e all’Alfabeto. E’ lo “spirito della scrittura” e, in generale, di una comunicazione diversa da quella cui siamo abituati oggi. Da qui nasce l’idea del libro: analizzare alcuni aspetti del mondo odierno da sempre considerati pericolosi se troppo esasperati; in particolare, la velocità che caratterizza ogni rapporto comunicativo e che rischia di banalizzare la comunicazione in semplice trasmissione di informazioni, sacrificandone l’aspetto relazionale. Il libro cerca di affrontare questioni complesse con un linguaggio semplice e discorsivo, ironico e allusivo, con agganci alla realtà ed all’agire pratico. Questa storia fa volare la fantasia e allo stesso tempo cerca di dare contenuti relativi a problematiche attuali e in qualche modo vissute da tutti.
Cosa succederebbe se tutto d’un tratto, in questo mondo dai ritmi frenetici, vi trovaste di fronte ad uno specchio a parlare con voi stessi attraverso una tavoletta trasparente con delle lettere incise sopra? Lo potrete scoprire arrivando in fondo a questo libro…ma leggetelo con lentezza!
(Dal Prologo)
Si sta consumando anche la quinta candela sul tavolo marcito e la cera rappresa sta invadendo lo spazio che prima era interamente occupato dai fogli. Un signore dalla barba poco curata ed uno sguardo attonito, ben riconoscibile, nonostante la luce incerta e tremolante, gira scalzo per la stanza e, nervoso, getta a terra, uno ad uno dei fogli ancora bianchi, come le pareti. Quelli ancora sul tavolo non ospitano parole in bella forma, ma disegni assurdi e frenetici, tratti di inchiostro che si sovrappongono senza ordine e coprono frasi e parole che non riesco a leggere. Ma la scena mi incuriosisce, e avrei voglia di chiedere: “Signore, oh, signore, ma lei…”
-“Chi favella? Chi m’appella sire?”
-“Ops, dovevo stare più attenta…ma per una narratrice è difficile sussurrare…ormai ci sono, tanto vale….”
-“Orsù, palesati ai miei occhi. D’intorno quasi albeggia, li nerbi miei son tesi, la nebbia in cor mio è fitta tanto, quanto candidi li fogli novi…”
-“Non sono un corpo, io, ma una voce narrante…e curiosa. Cosa sono tutte quelle pagine intonse, e quelle altre con segni disordinati? E chi sei tu, che giri come un’anima in pena in qualche cerchio infernale? Senza offesa, ad occhio direi che sembri uno scrittore che non sfonderà mai…”
-“Io son Dante Alighieri, nacqui a Firenze da Alighiero II e mia mamma era Bella. Avrei tanto da dirvi, ma ora non posso: devo dar verbo alla Luce, un corpo al Verbo, narrare l’indicibile, parlar de’ meriti e premi de la virtù e de la gloria celeste. Tutto in terzine, endecasillabi e rime rigorose. E far credere a tutti ch’io là davvero son stato, ch’ero desto, che con li occhi del corpo ho visto, non con quelli dello spirito. Ma di questo già ho detto nel canto primo,
“Nel ciel che più de la sua luce prende
fu’ io, e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là sù discende;
perché appressando sé al suo disire,
nostro intelletto si profonda tanto,
che dietro la memoria non può ire”.
-“Bello. Oscuro, ma bello…”
(Dall’Epilogo)
Quando Dante mi apparve in sogno, quasi a tirare le somme di tutti gli eventi narrati e i discorsi tentati, capii che davvero il libro poteva dirsi compiuto.
A volte ho temuto di non riuscire se non a balbettare i pensieri che si affollavano in testa; nel breve percorso tra quella e la mano dovevo evitare gli ostacoli che mi ponevo, che si chiamano incertezza e necessità di confrontare di continuo le mie idee con le obiezioni che io muovevo alle mie certezze. Poi, si sa, l’atto stesso di scrivere ci fa ragionare sulle cose: ancora si deve concludere una frase, che già siamo pronti ad un pensiero più profondo o di segno contrario, più definito, nella sua essenza e nelle parole che lo descrivono. Si scrive e spesso ci si volge indietro, a riguardare il percorso compiuto, gli oggetti dimenticati, quelli in eccesso, a cercare la conferma che quanto stiamo facendo ha un senso urgente. A sincerarsi che di ogni presenza abbiamo dato conto, che ogni assenza era voluta, che su ogni superficie abbiamo cercato di far luce.
Così, nel sogno, era come se Dante si fosse voltato a “rimirar” il sentiero insieme a me, ed avesse lasciato la sua opinione, impresso il suo “nulla osta”.
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Lettere imprudenti sulla diversità. Conversazioni con i lettori del Messaggero di Sant’Antonio
(Effatà Editrice, pp. 160, 2009, € 11,00)
Oltre che in libreria, il volume è disponibile presso il sito internet della casa editrice: www.effata.it
Quella della solitudine è una delle paure più sentite da ognuno di noi. Non è solo il timore di perdere chi più ci è vicino, piuttosto, in generale, il timore di essere soli al mondo rispetto al resto degli uomini. E la disabilità è un ottimo “monitor” sociale e antropologico rispetto a questa angoscia diffusa. Infatti una delle cose che impedisce un rapporto paritario tra persone disabili e normodotati è proprio l’immagine intimorita, diffidente che questi ultimi hanno della condizione di disabilità come condizione di solitudine irreversibile.
Questa immagine rispecchia perfettamente le altre circolanti sull’handicap, come quella che associa disabilità a sofferenza, o ad assistenza. È come se il rapporto tra disabilità e “normalità” riflettesse la paura diffusa della solitudine, restituendocela in maniera più nitida. Insomma, la disabilità ci spaventa anche perché pensiamo che, semmai ci trovassimo in quella situazione, saremmo “condannati” ad una vita solitaria ed isolata dalle altre persone. È come se, temendo la solitudine, avessimo paura di chi ci sembra vivere appieno quella condizione di totale distacco.
Questo libro è un viaggio nel mondo della diversità, un intenso confronto tra Claudio Imprudente e i suoi lettori, il tentativo di arrivare, attraverso questo dialogo, ad una definizione più completa e consapevole del nostro rapporto con le diverse abilità e con la realtà.
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Il corso intende affrontare tre aree tematiche:
• L’immagine dell’handicap
• Gli strumenti della cultura della diversità: comunicazione verbale, non verbale e di gruppo
• L’integrazione scolastica, integrazione per chi?
Ciascuna area parte da un’unica considerazione di fondo, che ognuno di noi vive una storia che è il risultato dell’intrecciarsi con le storie degli altri. Cerchiamo dunque di analizzare le tematiche della diversità come emergono dalle esperienze (?) di ciascuno e analizzare ciò che le accomuna.
Partiremo dalla ricerca dei principali ostacoli che impediscono una reale e concreta integrazione del disabile fino ad approdare agli indicatori di cambiamento che segnano il passaggio ad una nuova cultura dell’handicap, a partire dal significato che ognuno di noi dà al termine integrazione.
L ‘osservazione diventa lo strumento operativo per conoscere e costruire relazioni in contesti educativi e formativi, per arrivare poi a chiederci quale significato assumono l’insegnamento e l’apprendimento in situazione di difficoltà e di handicap.
Ci rivolgeremo ad alcune categorie della retorica e della critica letteraria per analizzare alcuni concetti come eroe, personaggio, narratore, ossimoro, metafora, parola poetica, per vedere quali suggerimenti possono dare per un lavoro educativo.
Attraverso le letture di Calvino parleremo del concetto di osservazione e dei criteri che ne fanno soprattutto un atteggiamento mentale, ma verranno anche analizzate alcune fiabe di particolare interesse per una educazione alla diversità.
La creatività viene intesa come espressione di sé e come opportunità di manifestare le proprie capacità e i propri desideri, la conoscenza di sé e degli altri attraverso altri canali comunicativi.
È possibile richiedere una sola tematica o un solo incontro all’interno delle tre tematiche o più incontri all’interno di tematiche diverse.
Gruppo di partecipanti
Tutti gli insegnanti che ne faranno richiesta e in particolare gli insegnanti delle classi coinvolte dal Progetto Calamaio.
Spazio
Aula grande funzionale alla suddivisione del grande gruppo in piccoli sottogruppi.
Strumenti
Cartelloni, dispense, lucidi e, per la seconda e la terza tematica, pennarelli, cartoncini colorati, forbici, colla, squadre, carta da pacco, materiale vario a carico del Progetto.
Metodologia
Viene privilegiata la dimensione interattiva (teoria/pratica) attraverso l’incontro diretto con l’handicap. Valorizzazione delle differenze individuali quale strategia che, attraverso l’affermazione delle singole personalità, consenta di perseguire l’uguaglianza delle pari opportunità e la cooperazione all’interno del gruppo.
Il corso è tenuto dall’équipe del Progetto Calamaio del Centro Documentazione Handicap di Bologna.
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Corso per genitori
Tra le persone che determinano lo sviluppo umano emerge la figura che in questo percorso ha un ruolo speciale e unico: il genitore.
Il presente progetto è finalizzato all’interazione fra più soggetti (genitori, educatori, formatori) attraverso momenti di informazione, formazione e confronto che, chiarendo e valorizzando i singoli ruoli, valorizzino e diffondano l’importanza dell’intervento educativo familiare.
Tale formazione parte dal presupposto che “accompagnare” è un impegno che sollecita il conoscere, ma attiva necessariamente il “responsabilizzare”.
Obiettivi (prima fase)
Indurre a :
Obiettivi (seconda fase)
Per realizzare ciò, la pedagogia ha sempre posto l’accento sull’autoeducazione, cioè sulla capacità di ciascuno, bambino o adulto, di dominare gli eventi, di risolvere i propri problemi, di porsi come protagonista della propria vita.
Gli incontri sono finalizzati all’integrazione delle esperienze educative dei genitori tramite l’esposizione dei loro vissuti e la rappresentazione di situazioni concrete e nell’individuazione di specifiche risorse per affrontare e gestire tali situazioni.
Il gruppo sarà condotto da un formatore con specifiche competenze di conduzione di gruppi e counseling.
Il corso di formazione del Progetto Calamaio per educatori, animatori e volontari
Premessa
Il corso di formazione prevede non una semplice acquisizione di tecniche di animazione o competenze di varia natura (pedagogiche, sociologiche, ecc…), ma il «trasferimento» di un vero e proprio modello operativo ed organizzativo (quello del Progetto Calamaio) che si è arricchito e diversificato nel corso di vent’anni di attività, su tutto il territorio nazionale. Il gruppo del Calamaio opera in una dimensione nuova, di reale condivisione all’interno di un gruppo che possa valorizzare le competenze di tutti (incluse naturalmente le persone con deficit).
Metodologia e attività
Si privilegerà la dimensione interattiva (teoria/pratica) attraverso l’incontro diretto con l’handicap, valorizzando le differenze individuali quale strategia che, attraverso l’affermazione delle singole personalità, consenta di perseguire l’uguaglianza delle pari opportunità e la cooperazione all’interno del gruppo. Lezioni frontali, circolari, lavori di gruppo e laboratorio.
Contenuti del corso
Estetica dell’handicap
Partendo da un’analisi delle principali categorie dell’estetica occidentale (bello, sublime, brutto, armonia, ecc..) si propongono alcune riflessioni sul perché per la nostra cultura essere handicappati significa essere brutti. L’estetica offre però anche altri stimoli utili ad una lettura positiva dell’immagine dell’handicap.
Comunicazione verbale e non-verbale
Partendo dall’utilizzo della osservazione come sistema di conoscenza di sé e degli altri, attraverso la dinamica dei giochi di ruolo, analisi sull’uso di una globalità di linguaggi per l’identificazione di concetti chiave con particolare riferimento al rapporto educatore-persona con disabilità.
Sociologia dell’handicap
Ricerca dei principali ostacoli che impediscono una reale e concreta integrazione e interpretazione degli indicatori di cambiamento che segnano il passaggio da una cultura dell’emarginazione ad una nuova cultura dell’handicap.
Vissuto rispetto all’approccio con la diversità
Compiere una riflessione critica sulla diversità che nasca dall’esperienza che i soggetti hanno vissuto in prima persona. La riflessione sulla diversità si allarga progressivamente e, utilizzando come spunto iniziale quella specifica dei disabili/diversabili, arriva a considerare la diversità in termini generali, nelle sue varie e possibili accezioni.
Integrazione scolastica: una risorsa per tutti
È necessario partire dal concetto di integrazione e dal significato che ognuno di noi dà a questo termine, per arrivare poi a chiederci quale significato assumono l’insegnamento e l’apprendimento in situazione di difficoltà e di handicap.
Handicap come difficoltà. Creatività come strategia per il superamento dell’handicap
Riflettere sulla possibilità di ridurre le difficoltà attraverso un allenamento creativo che si sostanzia e si realizza nell’esperienza condotta: la necessità di ridefinire le proprie modalità comunicative e relazionali, messe in crisi dall’incontro con la diversità, evidenzia il potenziale di creatività insito in ognuno ma spesso inutilizzato e permette una rivalutazione di sé ed una migliore conoscenza delle proprie capacità attraverso un cosciente attivazione di nuovi strumenti e procedure.
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Dal 1986 ad oggi il Progetto Calamaio ha avuto una significativa evoluzione: da alcuni sporadici incontri nelle scuole elementari, oggi l’équipe degli animatori è in grado di proporre incontri in tutti gli ordini di scuole, dall’asilo nido alla scuola superiore e un pacchetto di corsi di formazione per educatori, genitori, insegnanti e altre categorie. Nel corso degli anni la proposta educativa e formativa si è notevolmente arricchita ma non sono cambiate le finalità che il progetto persegue e che ne caratterizza tutte le attività.
Ogni percorso, che sarà illustrato nelle pagine seguenti, è caratterizzato da obiettivi e strumenti specifici.
Il numero degli incontri potrà diminuire o aumentare e ciò sarà di volta in volta concordato con l’ente richiedente. Nelle pagine seguenti sono presentati i percorsi con le caratteristiche che nel corso di vent’anni di attività abbiamo identificato come ottimali, tenendo conto di molteplici fattori.
Le caratteristiche costanti dei percorsi sono le seguenti:
– utenti: una singola classe o un gruppo fino a 20/25 unità.
– durata d’ogni singolo incontro: un’ora e mezza circa.
– équipe di animatori: l’équipe che condurrà il percorso sarà composto da un minimo di due ad un massimo di sei animatori.
Informazioni sui percorsi nelle scuole
Ogni percorso che il Progetto Calamaio propone è caratterizzato da obiettivi e strumenti specifici e il numero degli incontri può variare a seconda di quanto concordato con l’ente richiedente.
Le caratteristiche costanti dei percorsi sono le seguenti:
Le nostre proposte
1. Incontri con la diversità
Contenuto: la disabilità e l’incontro con essa sono la proposta storica del C.D.H. che offre percorsi di integrazione che consentano una comprensione della propria e altrui diversità e favoriscano un atteggiamento di apertura e disponibilità nei confronti degli altri.
2. Bullismo
Contenuto: parlare di bullismo è parlare di rispetto, accettazione e gestione delle proprie emozioni, vuol dire portare i ragazzi ad incontrarsi con ciò che è diverso e che quindi crea difficoltà e paure; stabilire un contatto con tali paure, che stanno alla base degli atti di bullismo, significa poterle meglio gestire e cambiare il modo in cui ci si relaziona con gli altri e con noi stessi.
3. Intercultura
Contenuto: l’inclusione sociale di chi proviene da una cultura differente da quella dominante, ha per molti versi affinità con le problematiche inerenti all’inclusione sociale dei diversamente abili. Mettersi in relazione con qualcuno che si considera diverso da noi, scoprendo che le sue caratteristiche culturali non sono né migliori né peggiori delle nostre ma solo diverse, è un passo necessario per costruire una società nella quale la diversità sia una ricchezza e non un limite.
4. Diversambiente
Contenuto: in questo tipo di percorso l’ambiente diventa di volta in volta, strumento, scenografia, relazione, stimolo. Nell’ambiente in cui viviamo ma anche in quello che non conosciamo, l’ambiente che produce e che risponde agli stimoli umani. L’ambiente dove la diversità è una prerogativa per mantenere l’equilibrio, ci insegna il valore delle differenze e la ricchezza delle sinergie.
5. Il calamaio in biblioteca
Contenuto: la lettura e la creazione di fiabe, storie, racconti (in classe o in biblioteca) vengono affiancati da strumenti quali l’animazione, il gioco, la drammatizzazione, diventano un veicolo di contenuti e una mediazione nell’incontro con l’altro, con il diverso, con il diversabile e con la difficoltà.
6. Sport
Contenuto: scoprire una modalità competitiva sana, divertente, giocosa e non violenta
favorisce le relazioni tra le persone, e permette l’inclusione nel gioco anche di chi ha abilità diverse, perché l’elemento fondamentale diviene non più la lotta per primeggiare, ma la sfida creativa che consiste nel creare un gioco capace di far divertire insieme ognuno, con i propri limiti e le proprie abilità.
7. Nonni in cattedra
Contenuto: la persona anziana, oggetto di assistenza e cura, memoria di un passato e di una storia, diventa attore del presente nell’incontro con i ragazzi e gli animatori del Progetto Calamaio. Da questo incontro nasce un confronto e un dialogo fra generazioni, fra situazioni apparentemente tanto lontane, che con la conoscenza e l’approfondimento accorciano le distanze e creano valore e cultura.
Il progetto calamaio al nido
Lo sfondo integratore degli incontri, "Cane e gatto scacco matto", è una fiaba che parla di amicizia, diversità e creatività. Una fiaba «aperta» , adattabile in base alle esigenze di programmazione delle educatrici. Il protagonista della fiaba può essere Pik Badaluk, un personaggio molto conosciuto dai bambini di questa fascia di età, oppure Carletto, il discolo combinaguai protagonista di tante avventure. La fiaba racconta le avventure di due animali che nonostante la loro diversità e l’avversione da parte degli altri animali della fattoria, diventano buoni amici . Nella ricerca di Carletto, il figlio del fattore che si è perso nel bosco, solo il cane e il gatto riescono a superare i pericoli e le difficoltà, proprio perché, affrontandole insieme, mettono in comune le proprie diverse abilità.
Negli incontri vengono privilegiate attività manuali che favoriscano l’interazione con gli animatori diversabili del Progetto (pittura, collage, disegno) e che consentano la costruzione di un libro/puzzle sulla fiaba che funge da sfondo integratore. E’ possibile applicare la stessa metodologia su eventuali fiabe già conosciute dai bambini o già in programmazione.
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– La persona con disabilità come soggetto attivo e promotore di cultura
– Handicap come difficoltà creata dal rapporto tra il deficit (mancanza/lesione permanente) e l’ambiente esterno
– Handicap come peculiarità dell’uomo e non solo della persona disabile/diversabile
– L’uguaglianza e la diversità; la diversità come vantaggio ed occasione di arricchimento
– Paura e pregiudizio
– Creatività come strumento per il superamento delle difficoltà
– Le attività del Progetto Calamaio nelle scuole possono essere fatte rientrare tra i cosiddetti POF (acronimo per Piani dell’Offerta Formativa). Inoltre l’équipe del Progetto Calamaio offre consulenza sui finanziamenti disponibili
Strumenti di lavoro
Attraverso l’incontro diretto con persone diversabili viene offerta l’opportunità di un’esperienza che consenta una interazione con i temi della diversità e favorisca riflessioni critiche su questo concetto.
Gli incontri nelle scuole, diversificati e personalizzati in base alle tipologie dei vari gruppi, si articolano attraverso:
– Drammatizzazioni
– Fiabe sulla diversità
– Giochi di Ruolo
– Giochi per associazioni di idee
– Giochi sulla comunicazione e sul conflitto
– Tecniche attive
– Momenti di confronto
Modalità operativa
La metodologia di lavoro utilizzata nelle classi prevede un approccio attivo e collaborativo, in cui bambini e ragazzi vengono coinvolti in prima persona e resi soggetti attivi del percorso, fornendo loro gli strumenti e le occasioni necessarie.
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La formazione di nuovi gruppi calamaio sul territorio nazionale
La formazione di nuovi "gruppi Calamaio" in Italia è uno dei principali obiettivi del Progetto Calamaio del CDH di Bologna. Finora questo evento è stato realizzato nelle città di Parma, Mogliano Veneto (TV), Ghedi (BS) e Cavriago (RE) dove i nuovi gruppi Calamaio sono già operativi. Una testimonianza dell’esperienza effettuata a Parma è rappresentata dal libro edito da UTET dal titolo "Progetto Calamaio". La formazione di questi nuovi gruppi dura alcuni anni e coinvolge il Progetto Calamaio anche nella realizzazione di incontri nelle scuole, ai quali partecipano, dapprima come uditori e successivamente sempre più in modo attivo, le persone che costituiscono i nuovi “gruppi Calamaio”.
L’obiettivo principale del corso è quello di dare la possibilità ai corsisti, sia a livello teorico che pratico, di sperimentare il metodo di lavoro del Progetto Calamaio. Per fare ciò è essenziale un lavoro su di sé, sulla propria autoconsapevolezza in quanto animatori/educatori (soprattutto per i corsisti con disabilità, senza i quali un gruppo Calamaio non esisterebbe). Un ulteriore obiettivo è quello di acquisire alcuni principi essenziali del nostro lavoro, sia per quanto riguarda l’animazione che per quanto riguarda il lavoro più propriamente educativo.
Riteniamo che una sfida molto importante sia il tempo di realizzazione di tutto questo. Siamo consapevoli che non sia così semplice «passare le consegne» formando un nuovo gruppo, ma allo stesso modo riteniamo sia importante per le persone coinvolte dal progetto non indugiare troppo e cercare di partire al più presto possibile. In questo modo si dà la possibilità anche ai più giovani di costruire un’ipotesi di lavoro più consistente e a tempo pieno. Oltre al corso in sé la nostra équipe si rende disponibile per un lavoro di consulenza anche per gli anni successivi. Per noi resta comunque importante sottolineare che riconosciamo soltanto i "gruppi Calamaio" da noi formati.
Ipotizziamo tre fasi di lavoro da realizzare nel seguente modo:
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Il Calamaio e l’allegra brigata
Il Calamaio è senza dubbio alcuno
un posto in cui può star ciascuno
Un luogo caldo, comodo, accogliente
curioso di conoscere la gente
Sempre in festa dal mattino presto
per brindare si coglie ogni pretesto
Per esempio un compleanno in anticipo
o di una partita, il vittorioso posticipo
Con caffè, biscotti e limoncello
l’allegria e il caos fanno il tempo bello
Insomma è un modo per stare insieme
anche quando le giornate son piene
Ma il modo migliore per rivelarne l’essenza
è parlar di coloro che vi lavoran con pazienza
Ecco della combriccola i componenti
persone speciali, dei veri talenti!
Il «Capoccione», Claudio Imprudente
è detto così per la sua geniale mente
Gira per l’Italia con la sua tavoletta
sfoggiando a tutti una parlantina schietta
Specialmente visibile negli articoli e sui libri
scritti sul mondo e su ardui equilibri
E se non sai leggere, non c’è problema
a illustrare tutto c’è un’artista amena
Stefania Baiesi, la nostra Marchesa
è informatissima su arte e Chiesa
La nostra disegnatrice, con la sua attrezzatura
si dedica a tempo pieno alla pittura
Un’arte chiama l’altra e come mezzo
usa la magica chitarra di Roberto Ghezzo
Che musica le rime di favole ignote
rendendole famose con ritmiche note
E mentre lui allegramente strimpella
Luca Baldassarre con le dita tamburella
Un altro tipo di musica esce dal suo computer
colonna sonora che si accende col router
E che ascolta per tutta la giornata
mentre beve caffè di miscela ricercata
Ricercata come Sandra Negri la bella
look e pettinatura da vera modella
Umorismo e risate son caratteristiche sue
così come la passione per Luciano Ligabue
Che però viene dopo il piacere esclusivo
di bersi in compagnia un bell’aperitivo
Dalla Stefania Mimmi bisognerebbe imparare
la filosofia di vita che è solita usare:
Qualunque problema si ponga davanti a te
le risponde con un tranquillo «E va bè»
Per allietare la fine di un lauto pranzetto
Ermanno Morico ha il menu perfetto
Accontenta bambini e educatori
con favole e racconti che son capolavori
Fra pirati, piramidi e deserto
il divertimento è un fatto più che certo
E come non citare il capo Calamaio
per Emanuela sarebbe un vero guaio!
Insieme alla Patty che di verde si veste
organizzano un sacco di spettacoli e feste
Se le metti vicine fanno faville
e quando, per caso, ci sono scintille…
Basta pochissimo perché le due colombelle
tornino a tubare come fossero sorelle
Senza dubbio Lorella Piccone
è il nostro juke box d’eccezione
Basta intonare una melodia nota
che lei inizia a cantare lieta
Meglio ancora se il canto è «attempato»
perché in quel caso il successo è assicurato
Anche Mattias è un amante della musica
ma preferisce quella meno classica
Ascoltarla lo aiuta a creare
è infatti un mago a colorare
Mario Fulgaro, nome importante,
è il nostro poeta più aitante
Crea dal nulla poesie e sonetti
e recita versi con toni perfetti
Ma la sua carta vincente è l’imitazione
insieme al suo savoir faire da conquistatore
Con Roberto Parmeggiani, detto Nunu,
non c’è verso che tu possa esser giù
Il suo intervento è fondamentale
perché riesce sempre a sdrammatizzare
La sua qualità di provetto attore
riesce a mostrarla a tutte le ore
Ne è felice il grande Tristano
sempre pronto a dare una mano
Specialmente per organizzare feste
oppure per finire di mangiare le paste
Colonne portanti di questa famiglia strana
sono le pulzelle Tiziana e Tatiana
La prima è di Harry Potter una fan sfegatata
e pensa a lui per l’intera giornata
Tatiana invece, la dottoressa,
nonostante la fama resta la stessa
Celebre per i suoi articoli vincenti
è sempre presente nei momenti importanti
Luca Giommi, gran lavoratore
vive solo di musica e di amore
Mangiare? Non sa cosa vuol dire
lui si concede solo di bere
Da quando c’è lui troneggia una vetrinetta
patria perenne della birretta
Condivide volentieri questo piacere
con chiunque alzi per un brindisi il bicchiere!
Ecco qua la squadra vincente
solo due righe per ogni componente
Provate per credere se non vi fidate
verificate di persona queste righe rimate
E vi innamorerete, questo è certo
di persone che hanno il cuore aperto!
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Il Progetto Calamaio nasce nel 1986 all’interno del Centro Documentazione Handicap di Bologna. La sua specificità è di essere ideato e progettato da animatori diversabili.
La finalità a cui tende il Progetto Calamaio consiste nel contribuire alla presa di coscienza della propria identità da parte dei bambini e degli adulti – insegnanti e genitori – attraverso il confronto con l’alterità. La nostra proposta vuole stimolare lo sviluppo di un’identità critica attraverso il dialogo e l’incontro. Ci rivolgiamo dunque a chi sente il bisogno di promuovere, oltre agli aspetti cognitivi dell’apprendimento, un’intelligenza di tipo relazionale, una scuola più «agita», capace di fondare la sua pratica sulle esperienze e sui vissuti dei bambini e, in base a questi, ricercare differenti modalità didattiche tali da permettere a ciascuno di accedere alle conoscenze percorrendo la strada a lui più congeniale.
Non mancano a questo proposito gli stimoli al coinvolgimento della creatività, del corpo e delle emozioni.
L’attività è svolta in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna e con il sostegno di Enti Locali, scuole, cooperative ed associazioni.
Per ulteriori informazioni sul Progetto Calamaio, preventivi di costo e comunicazioni varie potete contattarci telefonicamente o per E-.mail, facendo riferimento a Sandra Negri, coordinatrice dei progetti.
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Sono inoltre consultabile presso la biblioteca del Centro Documentazione Handicap le guide prodotte in anni precedenti relative a:
Dolomiti per tutti
Garda per tutti
Firenze per tutti
Lucca e Pisa
Le autostrade del nord – Le autostrade del sud
Mantova per tutti
Ravenna e Rimini per tutti
Venezia per tutti
Chi fosse comunque interessato ad averne copia tenendo conto che non hanno avuto una revisione aggiornata, può richiederle a:
massimo@accaparlante.it