11. Identità virtuali
a cura di Bi. Bi.
Con Internet <…ognuno diventa in un certo senso come un personaggio letterario o del cinema. Tutto ciò può portare a consueguenze negative….. Intervista a Giampaolo Proni, consulente in comunicazione che si occupa dell’impatto dei nuovi media sul lavoro e sulla formazione, insegna al Politecnico a Milano. E’ autore del romanzo Il caso del computer Asia, pubblicato da Bollati Boringhieri (Torino, 1989)
L’annullamento dei limiti spazio-temporali determinato dalle nuove tecnologie della comunicazione come incide sul rapporto con il proprio corpo, sulla percezione di s‚ in un ambiente fisico? E l’assenza dei segnali della comunicazione non verbale possono influire sulla capacità di comprensione del messaggio?
Se partecipiamo a un IRC (Internet Relay Chat), scegliamo un nickname come vogliamo, e con esso possiamo cambiare sesso, trasmettere dei significati. Per esempio, una ragazza può chiamarsi Barman, un uomo anziano può chiamarsi Lolita, e così via. Nelle righe che compaiono sullo schermo sarà rappresentato solo da quello che dico e dal nome. Nei MUD e MOO (Multi Users Dungeons e Multi Users Dungeons – Object Oriented), che sono veri e propri ambienti virtuali (ancorch‚ ancora verbali) oltre al nome posso scrivere una descrizione di me stesso, posso costruirmi una casa, scrivere dei testi, partecipare a lavori collettivi ecc. L’identità si fa più completa. Ci sono già i primi MOO virtuali, nei quali posso disegnare il mio aspetto. Nel futuro (prossimo) potrà assumere identità virtuali complesse, cio avere un aspetto visivo, del denaro, delle proprietà in rete ecc. Si parla di identità virtuale. Limiti di spazio, di tempo e di fisicità cadono, ne sorgono altri. Ma in sintesi quello che succede che la mia identità non più costituita dagli stessi elementi. Ognuno diventa in un certo senso come un personaggio letterario o del cinema. Tutto ciò può portare a conseguenze negative simili a quelle che subiscono gli attori e i politici: cio a una differenza tra la personalità esibita in pubblico e quella mostrata in privato, con la differenza che questi “mondi pubblici” possono essere molti e limitati a gruppi di utenti. Sarà favorito il trasformismo di ogni tipo. Vi sono però anche aspetti positivi: ognuno potrà apparire come vuole, se saprà sostenere il ruolo che si dato. Se la cosa non assume aspetti morbosi, può rivelarsi un gioco divertente e interattivo, un modo per entrare in contatto con altre persone.
Vivere una simulazione come una esperienza reale e trovare nell’immaterialità di una visione interattiva una nuova dimensione spazio-temporale sarà la nuova condizione psicologica che si sostituirà alla finzione televisiva a cui ci siamo abituati. Ci troviamo di fronte a un nuovo tipo di coscienza?Verrà amplificata la coscienza “simbolica”, cio dilatata in una dimensione artificiale, simile allo stato che prova uno scrittore appassionato, di quelli che “sprofondano” nelle parole che scrivono, con in più il fatto che quel libro lo stanno scrivendo assieme molte persone. Ma oggi milioni di persone vivono abitualmente stati di coscienza passivi, guardando la tv. L’interattività migliorerà le cose. Ovviamente saranno negativi gli eccessi. Io trovo assai educativo alternare alle sessioni al computer qualche ora di lavoro nell’orto, o tagliando legna, o parlando con persone “reali”.
Come saranno i bambini del futuro, quelli che cresceranno con le nuove tecnologie della comunicazione, con la multimedialità?Molto pratici, incapaci di sopportare discorsi che non puntano subito alla sintesi, portati a risolvere razionalmente i problemi, democratici, meritocratici, pluralisti, multietnici, rispettosi delle diversit… e delle minoranze, individualisti ma inseriti in diversi gruppi allo stesso tempo, attenti al denaro e desiderosi di averlo, amanti della natura, americani, un po’ freddi, educati ecc.
I sistemi di comunicazione elettronica, ed Internet in particolare, vengono indicati come strumenti in grado di annullare le gerarchie di potere, le classi sociali, le differenze razziali, sessuali ecc. Secondo lei siamo veramente di fronte ad una nuova forma di partecipazione, di democraticità?
Come tutti i mezzi, potranno essere usati per la democrazia o contro di essa, esattamente come fu per la radio e la tv. Tuttavia, il fatto che la tecnologia sia messa a disposizione di tutti perch‚ scelgano cosa farne fondamentale per la democrazia, e questo atteggiamento più americano che europeo. Henry Ford decise che i suoi operai dovevano poter comprare le auto che costruivano. Bell riteneva che il telefono doveva essere a disposizione di tutti. Jobs e Wozniak pensarono di vendere computer a chiunque volesse. Il Pentagono regalò Internet alle università e queste lo aprirono a tutti. Il paese che produce la tecnologia più avanzata anche quello che la mette a disposizione del maggiore numero di persone. Diffondere l’accesso alla tecnologia democratico e arricchisce la comunità.
Le nuove tecnologie della comunicazione hanno costi contenuti; questo dato sufficiente a garantire una reale democraticità nell’accesso all’informazione? O ci troviamo piuttosto davanti ad una tecnologia che amplifica gli scarti di conoscenza, le disparità culturali?
Quale scoperta scientifica o tecnologica non amplifica le differenze di conoscenza e di intelligenza?
Se invece di Internet preferisco spendere tutto in pastiglie di extasy e vestiti non posso lamentarmi se ho meno opportunità di lavoro. Tuttavia la Scuola e lo Stato devono offrire uguali opportunità a tutti i cittadini, specie i giovani, e invece sono restati indietro, perché‚ la lentezza burocratica non può tenere il passo con le nuove tecnologie. In questo modo vengono meno al loro ruolo.
Si sta creando un paradosso tra questa sorta di delirio di onnipotenza che vede l’uomo dialogare potenzialmente con un numero immensamente grande di persone e viaggiare senza limiti e l’essere fisicamente solo in uno spazio limitato e conosciuto. L’individuo può reggere questa discrepanza?
Si, se sufficientemente equilibrato da saper gestire un mondo sempre più grande ma fragilissimo, che scompare se cade la corrente elettrica e se non dimenticherà che da qualche parte, dove non c’è Internet, ci sono uomini armati di mitra, che non sanno cosa sia la democrazia ma che non si possono ignorare.

