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autore: Autore: Camilla Fabi

4. “El Pelouro”, integrare in Spagna

di Camilla Fabi

È difficile raccontare con le sole parole un’esperienza scientifica e di vita che si può cogliere nella sua complessità e bellezza solo facendone esperienza di persona.
“El Pelouro”, Centro Singolare di Innovazione psicopedagogica e Integrazione è situato in Spagna a Caldelas de Tuy, nella provincia di Pontevedra in Galizia. E’ stato fondato nel 1973 da Teresa Ubeira Santoro, pedagogista e psicoterapeuta e Juan Rodriguez de Llauder Riesco, neuropsichiatra infantile e pediatra, funzionario della Sanità per la provincia di Barcellona e della Catologna e membro del Consiglio Nazionale per la promozione della salute. Questi due professionisti, insoddisfatti per le limitazioni poste alla salute del bambino dall’istituzione pubblica, sul finire della dittatura franchista decisero di costruire un mondo che fosse l’ambiente naturale del bambino, qualsiasi bambino in grado così di accogliere il bambino sano come quello nevrotico, psicotico o autistico.
A tutt’oggi il Pelouro è una scuola parificata che rilascia il diploma della scuola dell’obbligo, e accoglie un numero di bambini che va da 70 a 120. Di questi, durante la settimana scolastica, una parte alloggia al Pelouro per motivi terapeutici o di lontananza dalla famiglia, e una parte al termine delle attività giornaliere fa rientro a casa. Il Pelouro è però più di una scuola : con l’esperienza del Pelouro è stato teorizzato un metodo di apprendimento che è insieme educativo e terapeutico e produce lo sviluppo massimo del potenziale dell’individuo, lo strutturarsi di un sé coeso, intero, affettivo e storico  ovvero l’integrazione dell’Io (Iozizzazione Basilare, Llauder e Ubeira 1984).
Ogni bambino che entra al Pelouro partecipa alle attività giornaliere secondo le proprie esigenze e desideri. Il progetto di apprendimento giornaliero è individuale ed è studiato e pensato dall’équipe di mediatori (professori e artigiani), dai due metamediatori (Teresa e Juan, fondatori del centro che supervisionano l’andamento complessivo dei progetti educativi) ed infine è proposto al/dal bambino sotto forma di attività giornaliera.

Incontrare la diversità fin da piccoli
A livello teorico i punti fondamentali del metodo sono:
1) L’individuo è concepito come un soggetto agente, autore cosciente e realizzatore del proprio progetto di educazione e terapia: autoeducazione e autocura.
2) Il motore del conoscere è il desiderio stesso del bambino, ed è su questo che si fonda il progetto di apprendimento. Così infatti ogni mattina il gruppo di bambini si riunisce e ogni bambino riflette su tre attività che vuole svolgere nel corso della giornata. Con questa riflessione prendono coscienza della propria responsabilità di esistere e progredire e si impegnano così a realizzare il progetto pensato.
3) Sviluppo globale ed integrato dell’individuo in interrelazione col gruppo eterogeneo. L’obiettivo dei fondatori è stimolare la curiosità del bambino e l’interesse a conoscere e sperimentare il completo campo delle attività umane : dall’arte alla matematica, dalla tessitura, alla botanica, ecc…, ispirandosi al modello dell’uomo rinascimentale. È inoltre convinzione che una realizzazione completa dell’uomo possa avvenire solo in un contesto di continua negoziazione di significati col gruppo a cui l’individuo appartiene.
4) A differenza delle scuole pubbliche in cui il bambino vive in un gruppo omogeneo composto da coetanei “normali” ed in alcune nazioni ad esempio in Inghilterra anche appartenenti alla stessa classe sociale, il gruppo dei bambini del Pelouro è eterogeneo per livello cronologico , sociale e mentale. In questo modo il bambino fa esperienza della diversità ed insieme maestro e scolaro, nel senso che apprende insegnando mettendo a disposizione del gruppo saperi e abilità che va acquisendo.
5) L’individuo è soggetto agente di un progetto evolutivo non solo individuale ma di gruppo. La convivenza quotidiana permette l’incontro e l’intreccio dei diversi cammini. Si costituisce giorno dopo giorno il sentimento di un presente, passato e futuro comune di esistenze legate, vincolate e interdipendenti.

I riferimenti terapeutici
I pilastri terapeutici di riferimento sono:
1) Il Lavoro Produttivo Ioizzante a Termine. Con ciò si intende l’attuazione di un lavoro finalizzato alla creazione, al mantenimento o al restauro di un oggetto, un ambiente, ecc., occasione per l’integrazione dell’Io e con un limite prestabilito nel tempo.
2) Il maneggio” della frustrazione. Al Pelouro si lavora molto con la possibilità del bambino di elaborare la frustrazione connessa ai tempi di attesa, di crescita, del non sapere…. Questa capacità ha molto a che fare con la possibilità/occasione di manipolazione-trasformazione della materia.
3) La presenza di varchi, cioè spazi/tempi del desiderare – conoscere in cui è possibile per il bambino sperimentare la propria esistenza e soprattutto la scoperta del mondo in libertà.
4) Il recupero del gesto quotidiano come contenitore e “trasmettitore” di conoscenze. Il gesto ripulito del superfluo dall’esercizio quotidiano (tutti i bambini ad esempio si occupano del mantenimento delle infrastrutture, dal cucinare allo spazzare il salone alla fine del pasto) ritorna ad essere espressione delle generazioni passate riconnettendo l’individuo alle sue radici, alla sua storia. Infatti vengono recuperati anche antichi rituali dei contadini della Galizia come l’uccisione del maiale, la festa delle streghe, o la cattura della lampreda. Questi gesti non solo trasmettono saperi antichi ma sono trasposti e ricreati in altri contesti (laboratorio di danza, di teatro, ecc.).
Il metodo teorizzato con la Ioizzazione Basilare riguarda sia il tipo di psicoterapia specialistica e di educazione legata alle figure dei direttori del Centro e delle persone artigiani-professori che mediano le attività, sia il tipo di contesto situazionale cioè l’ambiente di vita quotidiana che riveste un importante ruolo terapeutico di per sé a prescindere dalle persone che lo abitano. Spesso si trascura infatti che questa dimensione esterna plasma l’individuo non solo ne è trasformata.
Particolare attenzione i due fondatori hanno riposto nella concezione di spazi di esperienza flessibili, trasformabili, interrelati, vivi, dinamici e di tempi di vita strutturati in presenti dilatati “super-temporali” (tempi di crescita e cambiamento che scandiscono un tempo proprio), oltre che in ritmi fissi di attività e in tempi dell’occasione/evento che emerge in un momento dato e si ritiene opportuno sfruttare.
Il contesto situazionale comprende anche l’organizzazione e il funzionamento secondo precisi criteri terapeutici di elementi quali il gruppo (eterogeneo e variabile), la proporzione bambini-adulti (strutturata in modo da non invadere lo spazio del bambino), le attività (dall’idroterapia, all’ergoterapia, alla psicomotricità, alla cucina, alla coltivazione dell’orto, ecc., l’esperienza fisica è ritenuta la base per lo sviluppo del processo di conoscenza che quindi da un livello pratico conduce verso livelli gradualmente più astratti), i materiali, gli obiettivi e le strategie (la ricerca creativa da parte dell’individuo di un’identità separata e unica è favorita da strategie terapeutiche ed educative di valorizzazione positiva dell’individuo, di trasmissione di amore per la cosa in sé, di distacco dalla figura dell’adulto, di situare l’individuo sempre a livello di isole di salute).

Un bambino in relazione di scambio
Al Pelouro vengono creati contesti sempre nuovi che permettono non solo al bambino ma anche al mediatore di situare sé stessi e l’altro, individuo o gruppo, sempre in zona di sviluppo potenziale. I contesti creati infatti sono significativi per l’individuo perché emotivamente molto coinvolgenti e poiché riguardano la sua realtà quotidiana, motivandolo al cambiamento.
Il risultato della Ioizzazione Basilare è la progressiva integrazione dell’Io che si manifesta con l’emergere di un Io razionale e creativo, autonomo in interdipendenza con l’ambiente in cui vive. Il bambino sano è stimolato da tutto ciò che lo circonda, è capace di impegnarsi in uno sforzo prolungato approfittando delle risorse che l’ambiente gli fornisce, agisce sulla realtà trasformandola e ricreandola. È un bambino in relazione di scambio con l’altro, capace di creare un clima che favorisce l’altro nell’espressione di sé. Agisce sulla base di principi cooperativi ed evolutivi.
Il tipo di integrazione dell’Io individuale e collettivo che si realizza nel contesto del Pelouro è molto diversa dalla normalità-patologica prodotta invece dal modello educativo-terapeutico attualmente diffuso nella società capitalistica. È proprio da una riflessione sui valori e sulla concezione del bambino nel mondo capitalistico e sulle reali necessità dell’individuo che si fonda la proposta di Teresa Ubeira Santoro e Juan Rodriguez de Llauder Riesco.