Sul grande schermo – Una psico-geografia alternativa tra cocci, ricordi e antiche mura

Questa intervista a Sergio Ponzio, fondatore e co-direttore artistico del Cinema Detour di Roma (www.cinedetour.it) e ideatore e curatore di iniziative culturali legate al cinema e agli audiovisivi, tra le quali quella in collaborazione con la cooperativa Cotrad che è l’oggetto principale dell’intervista, fa parte di una ricerca che chi scrive sta svolgendo per SIPeS, Società Italiana di Pedagogia Speciale. Ne pubblichiamo un estratto, in attesa dell’uscita del volume che conterrà la sezione dedicata al cinema in rapporto alla disabilità, prevista per il 2011.

Sul grande schermo – Indietro con Segre, avanti con Segre: il ruolo del pigiama

La cadenza trimestrale della rivista e l’inaccessibilità strutturale, endemica a determinati film, l’impossibilità di fruirne in Italia e, quindi, di scriverne, diventano involontariamente condizioni che legittimano una certa inattualità di questa rubrica. Raramente potremo godere di una piena contemporaneità tra visione e critica di una pellicola, almeno per quanto riguarda determinati titoli.

Sul grande schermo – Il cinema a scuola: uno strumento che integra diversi ruoli, linguaggi e competenze

Dedichiamo il nostro spazio a un progetto molto vivo, personale e convincente, nelle premesse, nella realizzazione e nelle finalità. Il quale, non potendo contare su modelli di riferimento direttamente assimilabili, si caratterizza come attività didattica e lavoro di integrazione del tutto originale.

Sul grande schermo – Presi dall’aria, coricati sui sedili dell’aria

Nell’Ottocento la fotografia psichiatrica produceva, per volontà degli psichiatri (o alienisti, come al tempo venivano chiamati), immagini destinate alle gazzette scientifiche che ritraevano i volti e i corpi di isterici e depressi per poterli catalogare poi come dementi, schizofrenici, etc. Anche attraverso la pretesa oggettività indagatoria e la trasparenza del mezzo e del prodotto fotografico si cercava di scovare, catturare la follia, determinarne una sorta di iconografia e, quindi, metterla alla prova, incriminarla.

Sul grande schermo – Etica ed estetica delle immagini: quando film e fotografia si incontrano

The time of her life di Benedetto Parisi è un oggetto prezioso e particolare. Perché sa provare il piacere di farsi investire e in-formare dall’oggetto che riprende tanto quanto è necessario per riuscire a raccontarlo; a dialogare con esso, senza mai sacrificarlo in nome di un malinteso e sovrabbondante intento artistico. E non retrocedendo tanto da lasciare il campo libero a un’espressione immediata di sentimenti.

Sul grande schermo – La grammatica dell’integrazione

Realizzato all’interno di “E-Vocare”, progetto rivolto a operatori sociali coinvolti in processi di integrazione e riabilitazione e impegnati a rendere possibile la partecipazione sociale delle persone limitate nella possibilità di comunicare, il film Non voltarmi le spalle di Fulvio Wetzl è, allo stesso tempo, un valido strumento didattico e di sensibilizzazione sulle tematiche legate alle diverse abilità e un lavoro formalmente riuscito. Peraltro, un lavoro didattico che non risulta mai didascalico.

Sul grande schermo – Recitare se stessi, senza recitarsi

“Castello Servizi” (Società Cooperativa Sociale ONLUS) produce corti cinematografici da dieci anni ormai e, nel 2006, per la terza volta si è aggiudicato il 1° premio al “Festival del Cinema Nuovo” di Gorgonzola (MI), concorso internazionale di cortometraggi che prevedano la partecipazione di disabili di comunità, centri diurni o residenziali e associazioni.