12. Corpi in scena
a cura di R. D. S.
Dalla parola al corpo/ Che cos’è lo psicodramma di Moreno e perchè viene così utilzzato in ambito comunitario. L’ostilità iniziale della psicoanalisi verso questa forma di psicoterapia di gruppo che privilegia l’uso del corpo. Intervista ad Alfredo Rapaggi psicoterapeuta, direttore della Scuola di Psicodramma di Bologna, direttore del Centro Studi Mosaico Psicologie.
Dove è nato lo Psicodramma?
Lo psicodramma è stata la prima forma di psicoterapia di gruppo, in Italia è arrivato tardi rispetto ad atri Paesi, ma bisogna pensare che tutte le altre psicoterapie di gruppo derivano o hanno seguito lo Psicodramma. È nato da J.Levi Moreno, che prima a Vienna all’inizio del secolo e successivamente in America ha avuto l’idea di portare il pubblico, parte del pubblico e in particolare un soggetto sulla scena a rappresentare le proprie esperienze, in modo particolare le proprie le fantasie.
Dobbiamo pensare che, in quel periodo l’altra psicoterapia, unica, che si stava diffondendo era la psicoanalisi, quindi lo psicodramma, ha seguito a ruota la psicoanalisi e il giudizio che Freud ha dato dello psicodramma non è stato assolutamente positivo. Allora Freud praticava la psicoanalisi al segreto di uno studio. All’inizio Freud faceva le sedute direttamente a casa dei pazienti, poi proprio per arrivare in un ambiente protetto il più possibile aveva portato i pazienti nello studio.
Lo Psicodramma è stato a lungo nascosto; in Italia negli anni 70 sono arrivate le prime forme di psicoterapie di gruppo Gestalt, Rogersiani, bioenergetica, tutto quelle che erano le esperienze americane di Palo Alto. I gruppi venivano chiamati psicoanalisi di gruppo e non di gruppo, come se il gruppo fosse qualcosa di casuale, dove rimane l’individuo l’elemento principale. In Italia le prime esperienze di Psicodramma furono dei francesi, ma la psicoanalisi non le gradiva, Salomon Resnik, ad esempio fu allontanato dalla società di psicoanalisi perché ritenuto ribelle.
Lo psicodramma nella forma analitica, come mezzo di analisi del profondo, è abbastanza recente perché viene dalle Scuole Lacaniane, da Lemoinie, che ha cercato per primo di fare questo incontro fra psicoanalisi e lo psicodramma, ma lo psicodramma non è una forma di analisi, non pretendeva di essere una psicoanalisi, Moreno diceva che era una forma di psicoterapia. Il soggetto che viene sulla scena gioca “qui e ora” i suoi sentimenti, “qui e ora” le sue emozioni, le sue difficoltà, i suoi personaggi, qui, nel presente non nel passato. Il concetto del qui e ora è stato poi ripreso insistentemente dalla Gestalt, che è più’ giovane come nascita ed ha preso molto dallo psicodramma.
Come si svolge lo psicodramma e quali sono gli elementi che lo compongono?
Il mio modo risente della mia formazione, di altre psicoterapie come la bioenergetica e le tecniche attive reichiane e quindi ho introdotto il corpo. Il corpo c’è con i suoi cinque sensi, questa è una grossa differenza perché’ nella psicoanalisi, il corpo è una proiezione fantasmatica. Nello psicodramma il corpo c’è e di conseguenza il corpo non è solo visibile, ma reagisce, con le emozioni e stati d’animo tocca ed è toccato.
Gli elementi sono: il palco, il pubblico, il protagonista cioè colui che è impegnato a esplorare con l’azione il proprio mondo psichico, a cui viene richiesto di rappresentare il proprio mondo cioè se stesso sul palcoscenico; nello psicodramma la persona entra nella parte e rappresenta se stesso non recita, il conduttore che è responsabile di tutto quello che avviene sul palcoscenico, protegge il protagonista, interviene nella scena.
Lo psicodramma è molto utilizzato in ambiti comunitari che ne pensi?
Lo psicodramma, può essere utilizzato in molti campi, ma ha delle regole e quindi i conduttori devono essere preparati non solo dal punto di vista tecnico, ma personalmente, devono essere persone solide e stabili che conoscono i confini di quello che stanno facendo. Ho visto fare, purtroppo, lo psicodramma, in modo assurdo, senza la giusta preparazione del conduttore, confuso con le recite teatrali, questo è il pericolo. Nelle comunità può essere molto efficace perché c’è un lavoro comune, di gruppo, che è anche divertente. Nello psicodramma si usano molti materiali, quindi si possono unire le persone e farle lavorare per un progetto, ad esempio le luci, le musiche, i vestiti … è un intervento bellissimo, ma ci vogliono operatori preparati, con un training personale. L’efficacia c’è in quando il conduttore sa a quale obiettivo vuole arrivare.

