L’integrazione scolastica su internet

In questo intervento cercheremo di fare una mappa delle risorse informative italiane presenti su internet. Daremo un’informazione essenziale di ciò che esiste, facendo delle recensioni dei vari siti dedicati al tema dell’integrazione scolastica.
Non useremo un linguaggio per iniziati e là dove invece saremo costretti ad usare delle parole tecniche e straniere, ne forniremo una breve spiegazione.
Questo spazio non si propone di fare una sorta di alfabetizzazione telematica (anche se poi indirettamente è anche questo), ma di dire, al di là dei luoghi comuni, cosa si può effettivamente trovare sul web (le pagine di internet) e quali sono gli strumenti e i modi per cercare le informazioni.

Autore: Nicola Rabbi
Anno e numero: 2000/77

Un educatore professionale per minori in situazione di disagio

“L’educatore professionale rappresenta, pertanto, un “nodo” rilevante, in quanto punto di incontro di diversi “fili”, della rete di relazioni in cui è coinvolto il minore che gli è stato affidato. La capacità di gestione di questa situazione è la sfida cui è chiamato a rispondere”.

Autore: Rita Saccani
Anno e numero: 2000/77

Cultura di carta e cultura di byte

Come molti dei nostri lettori si saranno accorti, da quattro anni a questa parte la rivista ha molto a che fare con internet, non solo per i temi trattati (nuove tecnologie e handicap, operatori sociali

Autore: Nicola Rabbi
Anno e numero: 2000/77

Cappuccetto Rosso ha la nonna contro

La fiaba (giuridica) qui ricostruita, pur alludendo ad un fatto personale in cui l’autore è coinvolto, si propone di far riflettere amministratori, magistrati, tecnici, costruttori e quanti sono preposti a prendersi cura delle fasce deboli della società, sull’importanza di abbattere barriere, le quali assai spesso non sono semplicemente architettoniche ma che tali si erigono, ben più pericolosamente, con il cemento dell’indifferenza, della incomunicabilità e persino dell’ottusità per criteri con si applicano le leggi.

Autore: Cesare Padovani
Anno e numero: 2000/77

Un educatore professionale per minori in situazione di disagio

“L’educatore professionale rappresenta, pertanto, un “nodo” rilevante, in quanto punto di incontro di diversi “fili”, della rete di relazioni in cui è coinvolto il minore che gli è stato affidato. La capacità di gestione di questa situazione è la sfida cui è chiamato a rispondere”.

Autore: Rita Saccani
Anno e numero: 2000/77

Gli educatori si raccontano

Forte discrepanza tra le finalità che indirizzano il loro operato e i risultati raggiunti, attenzione rivolta più all’utenza che al contesto sociale, scetticismo verso la presunta volontà di integrazione da parte della società, questi alcuni dei risultati emersi da un questionario posto a 51 educatori che lavorano nella provincia di Bologna.

Autore: Stefano Stiroli (*)
Anno e numero: 2000/77

Più lento, più basso, più debole

Cosa c’entra l’handicap con i nuovi modelli di sviluppo sostenibile, con il consumo critico, con i paesi del sud del mondo? Povertà, sfruttamento dell’uomo sull’uomo, violenza sistematica e distruzione della nostra astronave spaziale, la madre terra: quale modello alternativo scaturisce dalla nuova cultura dell’handicap?

Autore: Roberto Ghezzo
Anno e numero: 2000/77

Affettività e cura

Chiunque abbia vissuto personalmente o stando accanto a un’altra persona l’esperienza di una malattia, anche se breve e non grave, ha sperimentato come l’insinuarsi di un dolore o di un’infermità temporanea sconvolga in profondità il proprio modo di essere e di pensare, ma soprattutto comporti quasi un ritrarsi del mondo degli affetti* al quale si chiede di venire al più presto riconsegnati. Non è allora improprio ipotizzare che l’affettività sia un elemento costitutivo della cura anziché un fattore ad essa estraneo.

Autore: Paola Molinatto
Anno e numero: 2000/77

Da assistita ad assistente

In Guyana (America meridionale) essere disabili è indubbiamente una sfida giornaliera, fra barriere architettoniche, mancanza di programmi scolastici adeguati e di formazione professionale, difficoltà di impiego e soprattutto povertà, che poi non è altro che la conseguenza naturale di tutto ciò. La testimonianza di Stacey Greaves-Britton, disabile

Autore: a cura dell'AIFO (*)
Anno e numero: 2000/77

Essere disabili in Kenya

Quando Tom ha iniziato la scuola all’età di sei anni i suoi genitori lo hanno portato alla scuola per ciechi di Thika, una delle più antiche e specializzate di quelle governative. Adesso sta lavorando come insegnante e possiede informazioni di prima mano riguardo alle difficoltà subite dalle persone con disabilità, dato che egli stesso ne ha avuto esperienza e da quando è nato ha escogitato i modi per superarle

Autore: Clement Njoroge (*)
Anno e numero: 2000/77