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17. È tutta colpa delle barriere

a cura di Maurizio Serra e Stefano Toschi

Le barriere architettoniche sono considerate dalla maggioranza dei docenti come una delle cause che più hanno ritardato l’iscrizione di studenti disabili all’università.
Ci è stato fatto notare come gli edifici non proprio recenti siano ricchi di scale, passaggi poco agevoli, aule con banchi non praticabili da una persona che debba rimanere sopra ad una carrozzella. Le cause di tutto questo? Spesso una mancanza di volontà da parte dell’amministrazione che da sempre si è trovata a dover rispondere in primo luogo alle esigenze che interessavano la stragrande maggioranza degli studenti.
Un esempio di questa mancanza di volontà ci è stato riferito dal prof. Susini riguardo alle ridottissime dimensioni dell’unico ascensore della facoltà di Lettere e Filosofia. “Nella colonna montante che è situata a fianco dell’ascensore non è mai stato attivato un secondo ascensore perché l’amministrazione universitaria non ha mai stanziato la somma sufficiente, che una volta era di 2.000.000 mentre ora sarebbe notevolmente maggiore e così la colonna montante nella quale poteva essere installato un ascensore più grande è utilizzata come magazzino delle scope”.
Il rettore Roversi Monaco ci ha detto che ormai il discorso delle barriere architettoniche poteva dirsi in via di risoluzione dato che dal 20.4.1988 sarebbero partiti i lavori per l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche da tutte le aule ed istituti dell’Unviersità (il testo integrale dell’intervista al rettore è stato riportata nel n° 1 diAccaparlante 1988). Abbiamo cercato di verificare con i presidi di facoltà, con l’Istituto per i Beni Culturali, con la Soprintendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici e con l’Ufficio Tecnico dell’Università le dimensioni di questo progetto. I presidi di Facoltà alla nostra domanda sefossero stati interpellati relativamente a questi lavori ci hanno fornitosoltanto risposte negative, anche se ci è stato detto che l’amministrazione universitaria e più propriamente l’ufficio tecnico potevano procedere anche senza sentire il loro parere. Ma anche le persone più direttamente coinvolte da questo discorso come l’architetto Gremmo (Soprintendente ai Beni Architettonici ed ambientali) non sono risultate a conoscenza di questo progetto per l’eliminazione delle barriere architettoniche. La Soprintendenza ha infatti giurisdizione vincolante sui palazzi storici che ospitano facoltà universitarie, come nel caso della facoltà di Lettere e Filosofia o del Dipartimento di Italianistica, e quindi l’Università, in ogni caso, deve presentare il progetto dei lavori alla Soprintendenza.
A questo punto abbiamo preso contatti con l’organo competente allo svolgimento di questi lavori, ossia l’Ufficio Tecnico dell’Università. Il capo servizio dell’Ufficio Tecnico ci ha detto che sono previsti lavori per l’adeguamento alle norme antiinfortunistiche ed anti-incendio e lavori per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Ora stanno vagliando i progetti presentati dalle singole ditte prima di distribuire l’appalto. I finanziamenti ci sono, però i lavori non partiranno senz’altro prima di settembre e non è detto che si metta mano subito alle barriere. Questa notizia da un lato ci fa piacere perché conferma la volontà di eliminare le barriere architettoniche, d’altra parte ci fa pensare alla leggerezza e alla eccessiva sicurezza con cui il Rettore ha risposto alla nostra domanda cercando di fare apparire come immediato un progetto che vedrà la luce a circa un anno di distanza dalle sue parole. L’unica cosa che vorremmo sperare è che non si paragoni le esigenze di uno studente handicappato in materia di barriere architettoniche al pericolo di incendio o di infortunio.
Nel percorso obbligato di ogni studente universitario una tappa decisiva è rappresentata dalle biblioteche. Le tre biblioteche maggiormente frequentate dagli studenti dell’Università di Bologna sono la Nazionale Universitaria, (che nonostante il nome è sottoposta al Ministero per i Beni Culturali), l’Archiginnasio e la biblioteca di Palazzo Montanari (le ultime due di competenza comunale). Come tutti sanno queste tre biblioteche sono ospitate in tre palazzi ricchi di storia e di barriere architettoniche su cui è difficile, anche se non impossibile intervenire. Questa mancanza di volontà la possiamo riscontrare ad esempio per la biblioteca dell’Archiginnasio. In questo caso il dott. Pisauri (responsabile dell’Istituto per i Beni Culturali) ci ha detto che”non sarebbe necessario porre un ascensore dentro il quadriportico monumentale, ma poiché l’Archiginnasio ha un altro ingresso in Via Foscherari, qui potrebbe essere installato un ascensore che condurrebbe in pratica dietro la sala di consultazione della biblioteca”. Un modo per rendere accessibili alle persone disabili la quantità di informazioni contenute nelle biblioteche sarebbe quello di rendere operativo un sistema bibliotecario fra tutte queste strutture.
Ci spieghiamo meglio: per sistema bibliotecario la Legge Regionale 27.12.1983 n° 42 (Norme in materia di biblioteche e archivi storici di Enti Locali o di interesse locale – per ora ancora largamente disattesa) intende un collegamento attraverso una rete di terminali collocati nelle diverse biblioteche, ad un elaboratore centrale che contenga basi di dati bibliografici comuni alle diverse biblioteche del sistema: insomma una sorta di catalogo unico computerizzato fra diverse biblioteche. Inquesto modo una biblioteca senza barriere potrebbe collegarsi con l’elaboratore centrale e fruire delle informazioni contenute in esso. Questo sarebbe un primo passo per limitare i tempi della ricerca dei testi o dei documenti, sapendo con precisione dove andarli a cercare. Il sistema non evita però il fatto di doversi recare in una biblioteca che può presentare barriere architettoniche per prendere direttamente il volume richiesto.
Negli ultimi anni tuttavia, ma con costi ancora proibitivi sia per il produttore che per l’utilizzatore di questo genere di archivi, alcune iniziative sono state prese in due direzioni e precisamente: la disponibilità di avere attraverso il terminale il riassunto dell’opera desiderata e la possibilità di ordinare direttamente dal terminale i documenti desiderati. È auspicabile che anche in Italia si arrivi a questo livello di automazione bibliotecaria, anche se per il momento questi possono sembrare discorsi quasi fantascientifici. Una soluzione al problema delle barriere architettoniche che probabilmente risulta più praticabile e sicuramente meno lontana nel tempo di quella prospettata poc’anzi è rappresentata dalle possibilità di intervento su quelle che sono le “situazioni inmovimento” a livello di biblioteche bolognesi. Come ci è stato detto dal dott. Pisauri “nella stessa Bologna dovrebbe partire un grande progetto di sistemazione a biblioteca della ex Sala Borsa dove verrebbe trasferita la biblioteca di Palazzo Montanari. È in questi casi che è più facile intervenire, laddove si progettino modifiche ai contenitori, che non a freddo ottenere un intervento ad hoc su un monumento come l’Archiginnasio”. Un discorso analogo interesserà anche Palazzo Poggi (dove è sistemata la biblioteca nazionale universitaria) dove alcune sale saranno cedute all’Università dal Ministero dei Beni Culturali, mentre altre sale resteranno adibite a biblioteca. È su questi lavori di ristrutturazione che è possibile progettare anche una eventuale eliminazione delle barriere architettoniche. Ed è a tal proposito che cercheremo di sensibilizzare a questa esigenza la Soprintendenza ai Beni Ambientali ed Architettonici e le autorità competenti allo svolgimento di questi lavori di ristrutturazione. In questo articolo abbiamo preso in considerazione l’Università nel suo complesso e cercato di descrivere quali sono le reazioni che provoca l’iscrizione di uno studente handicappato fisico, ma l’Università è uno dei luoghi dove si produce cultura. Il passo successivo del nostro lavoro sarà proprio quello di vedere quale immagine dell’handicap offre la cultura universitaria.



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