Chi è Will Eisner
- Autore: Andrea Plazzi
di Andrea Piazzi
William Erwin Eisner (per tutti, Will) nasce a New York nel marzo del 1917. Sarà universalmente riconosciuto come uno dei più grandi Maestri dell’arte del Fumetto, che deve in gran parte ad Eisner la sua forma moderna.
In questo numero della rivista vi presentiamo alcune tavole tratte dal volume Gente invisibile, dove Will Eisner analizza i meccanismi di quella che egli chiama “invisibilità sociale”, una forma di anonimato a volte ricercato, a volte imposto e a volte del tutto casuale che colpisce soprattutto i soggetti socialmente esposti in ambienti metropolitani. A dicembre il volume sarà pubblicato dalla casa editrice Punto Zero (051/624.11.73, fax 051/624.62.31).
Iscrittosi alla New York Art Student’s League, nel 1936 Eisner pubblica il suo primo lavoro sul periodico Wow. Con il collega Jerry Iger e un altro gruppo di giovani disegnatori, negli anni seguenti apre uno studio con cui realizza molte tra le prime storie per gli allora nascenti comic books, che – anticipando i moderni “service” – confeziona e consegna agli editori “chiavi in mano”.
I temi trattati sono quelli classici della narrativa d’intrattenimento: poliziesco, spionaggio, pirateria, avventure in terre esotiche. Eisner si firma con pseudonimi come Neer, Willis Rensie, Carl Heck, Will Ervin. Nel 1940 nasce la serie The Spirit, il capolavoro di Eisner: un fumetto pionieristico e sicuramente una delle serie migliori e più innovative di tutti i tempi, in cui Eisner – che lo scrive e lo disegna fino al 1952 – mette in mostra un talento eccezionale. L’impostazione della tavola (su più strisce, con o senza bordi, con o senza sfondi, “al vivo”, etc…), e con essa le modalità narrative del moderno albo a fumetti, nascono in gran parte con i lavori di Eisner degli anni Trenta e Quaranta e da allora sono patrimonio acquisito di chiunque utilizzi questo medium espressivo (in precedenza, i fumetti erano pensati unicamente su striscia o su speciali tavole “domenicali” prodotte per i grandi quotidiani e non apparivano su albi o riviste appositi).
A partire dagli anni Cinquanta, Eisner – persona di sensibilità e spessore culturale assolutamente unici in un ambiente che concepisce il proprio lavoro in chiave esclusivamente commerciale e dal punto di vista dell’“artigiano” del tavolo da disegno – inizia a precisare la propria indagine intorno ai meccanismi consci e inconsci messi in atto dall’autore di fumetti e si dedica quasi esclusivamente all’insegnamento presso scuole di Visual Art. L’insegnamento e la stesura di volumi didattici (pubblicati recentemente anche in Italia) sono ancora oggi tra le sue attività principali.
Dopo una lunga parentesi lavorativa nel campo della grafica e del fumetto didattico, a metà degli anni Settanta, con la riscoperta di The Spirit da parte della casa editrice Kitchen Sink, Eisner torna al fumetto vero e proprio con una serie di graphic novels o “romanzi grafici” (genere e formato ancora una volta praticamente da lui inventato) che prosegue tutt’ora e che conferma l’ennesima primavera creativa del grande autore.
Il primo è Un contratto con Dio (A Contract with God, 1978) una raccolta di racconti ambientati nel Bronx degli anni Trenta. Il racconto che dà il titolo al volume è un impressionante ritratto di cultura e vita ebraica filtrato dall’occhio laico e analitico di un Eisner indagatore e curioso scopritore delle proprie radici. È considerato un classico della narrativa ebraica contemporanea ed è valso ad Eisner l’appellativo di “I. B. Singer a fumetti”. Il ventennale del libro verrà celebrato quest’anno da un seminario presso l’Università del Massachusetts e da una ristampa apposita.
Tra gli altri, seguono Signal from Space (1981), una curiosa analisi sociopolitica delle possibili conseguenze di un ipotetico contatto con forme di vita non terrestri; A Life Force (1983), un romanzo a tema sugli anni anni della Grande Depressione e sulle dinamiche sociali dell’epoca (uno dei preferiti da Robert Crumb, storico guru dell’underground statunitense e uno dei tanti “allievi putativi” di Eisner); The Building (1987); Verso la tempesta (To the Heart of the Storm, 1991), un’imponente epopea generazionale di ampio respiro, da molti considerato il suo capolavoro; Gente invisibile (Invisible People, 1993); Dropsie Avenue (1995), studio sull’evoluzione nel tempo di una strada e dei suoi abitanti; Affari di Famiglia (A Family Matter, 1998), un dramma famigliare a forti tinte con cui Eisner riporta la sua analisi dalle grandi saghe a sfondo storico alle pulsioni e alle tragedie dei singoli.
Ha appena terminato il racconto Last Day in Vietnam ed è attualmente al lavoro sul suo prossimo romanzo, dal titolo The Name of the Game.
Will Eisner è stato più volte in Italia, paese che ama e che considera la sua seconda patria professionale: è infatti dall’Italia, verso la metà degli anni Sessanta, che è iniziata la sua riscoperta europea, con la pubblicazione delle strisce di The Spirit sulla rivista Eureka, diretta da Luciano Secchi.
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