16. I limiti culturali all’inserimento
- Autore: Maurizio Serra e Stefano Toschi
- Anno e numero: 1988/2 (monografia su università e disabilità)
A cura di Maurizio Serra e Stefano Toschi
Novecento anni fa probabilmente sarebbe stato impensabile che una persona handicappata fisica frequentasse l’università. Ora questa mentalità è un po’ cambiata anche grazie al progresso culturale di cui l’università è stata una culla. Quali difficoltà ci sono ancora all’interno di questa struttura che impediscono il pieno inserimento delle persone portatrici di handicaps nel campo dello scibili umano?
Il prof. Susini ritiene che “vi sia una pi-grizia nell’apparato istituzionale che continua a considerare il luogo dove si accumula il sapere esclusivamente finalizzato a professioni che esigono un optimum di rendimento fisico e non considera invece come l’accumulo del sapere e la sua elaborazione critica può specialmente oggi, avendo a disposizione dei mezzi straordinari di comunicazione, verificarsi anche attraverso professioni diverse, impieghi diversi, dalle comunicazioni di massa alla produzione culturale. In questo settore il portatore di handicap può dare in una maniera eccellente. (…) Si pensa al bibliotecario non già come uomo di pensiero che sa governare culturalmente la biblioteca ma al bibliotecario esclusivamente come a colui che distribuisce libri e riviste, si pensa al professore non già come colui che può mettere il suo pensiero a disposizione di una platea didattica anche senza disporre dei mezzi di comunicazione tradizionali ma solo come colui che sale sulla cattedra e fa -“Silenzio”! -. Sono i modelli che vanno rivisti e vanno allargati”. Il prof. Benvenuti (Dipartimento di Sociologia) ha individuato la radice delle difficoltà “culturali” che uno studente disabile incontra nell’Università nel persistere di “un senso di pietà o di assistenzialismo nei confronti degli studenti handicappati”. Secondo lui non esistono ostacoli chiari, o meglio, quegli ostacoli che alcuni pongono in modo esplicito sono taciuti dalla gran maggioranza “perché si vergognano per un presunto istinto di pietà”. Queste due risposte sono, a nostro avviso, molto valide perché mettono l’accento sulle barriere culturali che esistono ancora all’interno dell’Università. Secondo noi le difficoltà create da una mentalità pietistica sono difficilmente rimovibili, più ancora delle barriere architettoniche vere e proprie dato che questo conservatorismo culturale ci sembra ancora molto vivo. Gli altri docenti intervistati, sempre riguardo a questa domanda, hanno invece posto l’accento sulle barriere architettoniche che impediscono l’accesso e la frequenza degli studenti handicappati all’Università. L’analisi ed il confronto delle risposte che ci sono state fornite ci permette di introdurre il discorso delle barriere architettoniche con le quali ogni studente handicappato fisico dovrà fare i conti lungo tutto l’arco della sua permanenza all’interno di questa istituzione.
naviga:
Ricerca libera
Argomenti
Associazione “Centro Documentazione Handicap” – Cooperativa “Accaparlante” – via Pirandello 24, 40127 Bologna. Tel: 051-641.50.05 Cell: 349-248.10.02

