12. Azioni comunicative
- Autore: Giovanna Di Pasquale
- Anno e numero: 1996/49 (monografia sulla comunicazione sociale)
di Giovanna di Pasquale
La comunicazione: alcuni spunti per cominciare. Lo sfondo comunicativo è il terreno su cui giochiamo le nostrepossibilità di riconoscersi e di essere riconosciuti nella nostra identità, frutto di storia, competenze, attitudini, e di condividere il senso diappartenenza ad una comune umanità. Costruendo una trama di comunicazioni significative (ascolto e parola, pause e riprese) i genitori aiutano il bambino piccolo a conoscere, distinguere, collegare: a muoversi nel mondo fisico e sociale che lo circonda.
Comunicare è orientare l’altro rispetto al mio modo di interpretare la realtà, è un processo di messa in comune che, a partire da esperienze diverse, crea una realtà nuova: la relazione comunicativa, ponte che stabilisce legami e apre vie di conoscenza reciproca.
La comunicazione è lo strumento principale delle professioni educative e sociali, cioè di tutte quelle professioni che lavorano con e per la relazione interpersonale. Gli interventi di sostegno, educazione, cura passano attraversoi nodi comunicativi, esplorandone le possibilità e subendone le sconfitte.
Ogni processo di acquisizione di conoscenze per realizzarsi in modo maturo e durevole si deve poggiare su di un clima comunicativo che le persone sentono come positivo; ogni progettazione educativa, con adulti e bambini, deve avere alla base un atto comunicativo reale, che dimostri attenzione e ascoltore ciproco, pena il rischio di scollarsi radicalmente con il percorso di vita del soggetto per cui era stato pensato.
Nel bagaglio professionale, di educatori, operatori sociali e sanitari, insegnanti l’attenzione alle pratiche comunicative diventa garanzia di qualità per le azioni che si producono e disponibilità a costruire contesti di conversazione dove ogni soggetto può esprimere, con modalità proprie, le relazioni che intesse col mondo.
Per tutti noi, donna o uomo, sano o malato, è vitale essere dentro ad una retedi comunicazioni che riescano a farci esprimere, assumere il ruolo di ascoltatori attenti, di mediatori di significati, di soggetti realmente coinvolti e considerati. Questo all’interno di un quadro dove risaltal’impossibilità di non comunicare e la complessità-molteplicità delle forme e dei modi del comunicare.
Per ragionare su questi elementi abbiamo scelto alcuni punti di accesso, che costituiscono i temi di questo spazio per il 1996.
In sintesi sono queste le questioni che, almeno in parte, vogliamo mettere a fuoco intorno al nucleo della comunicazione: una partenza introduttiva che vuole mettere in rilievo, attraverso i contributi del pensiero di studiosi importanti, alcune linee di fondo rispetto alla qualità dell’azione comunicativa; la mediazione culturale, strumento per favorire lo scambio nelle situazioni difficili, tra culture diverse; le “parole” dell’adulto e le “parole” del bambino, come comunicano i grandi e i piccoli, quali tracce, segnali, riscontri significativi; educatori e racconto: comunicare l’esperienza della relazione. Accostarsi alla storia dell’altro nella reciprocità dell’incontro; il clima di classe: le pratiche di comunicazione a scuola; comunicazione globale: i media e la qualità del vivere sociale. Prospettive e domande aperte.
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