Lo sport della mente
- Autore: Giovanni Preiti
- Anno e numero: 2005/3 (monografia su sport e disabilità)
A cura di Giovanni Preiti
Lucio Klobas
Fuori gioco – Sport, Controsport, Supersport
Bologna, Il Mulino, 1997
34 capitoli, ognuno dedicato ironicamente a sport più o meno reali, dalla pesca al salto con l’asta, dallo sci alla corsa delle tartarughe, passando per la corrida e il rugby, con un unico obiettivo: demistificare lo sport.
Tratto da “Rugby”: Di solito quando un giocatore di rugby smette di giocare non volontariamente, possiede un testicolo in meno, è storpio ed è privo di denti, vaneggia tutto il giorno (dà i numeri), di notte non prende sonno se non ingerendo potenti sedativi. È noto che il rugby è uno sport impietoso, praticato da gente dura che ama le emozioni forti e che non disdegna le peggiori scorrettezze pur di annientare fisicamente l’avversario. Infatti i risultati si vedono. Come tutti sanno, lo scopo ultimo del gioco è quello di raggiungere la meta per segnare un punto a favore. Ci si sposta da un campo all’altro del terreno su un mare di feriti più o meno gravi (qui nessuno finge).
Tratto da “Corsa delle tartarughe”: La corsa delle tartarughe è uno sport lento che si svolge al rallentatore e che richiede tempo e pazienza, a volte passano anni prima che si veda qualche risultato concreto. Le tartarughe si presentano sulla linea di partenza con due o tre ore di ritardo (non portano neppure l’orologio di plastica al polso), poi si devono riscaldare i muscoli per altre tre o quattro ore e, successivamente, saggiare il terreno di gara su cui esprimono giudizi contrastanti, così se ne va la giornata.
Pippo Russo
Sport e società
Roma, Carocci, 2004
Piccolo manuale di sociologia che intende individuare i tratti caratteristici dello sport come fenomeno sociale. L’autore scorre lo sviluppo dello sport parallelamente al mutamento socio-culturale, dalla fondazione del movimento olimpico moderno allo sport post-moderno, tra globalizzazione e mass-media. A proposito di mass-media, interessante come la televisione addirittura abbia influenzato i regolamenti per far concludere le gare entro tempi prevedibili e quindi sport come il tennis e la pallavolo abbiano introdotto nuovi sistemi come il tie-break e il rally point system per garantire gare di una lunghezza che non influenzi il palinsesto.
Raffaele Tedesco
La psicofisicità nell’età evolutiva – Psicologia dello sport giovanile
Milano, Guerini Scientifica, 2002
È un manuale che aiuta la mediazione tra l’istruttore, l’allievo e la famiglia, in particolar modo a coloro che seguono il giovane atleta durante le tappe dello sviluppo, e che vuole aiutare a comprendere meglio da parte degli adulti il difficile mondo dei ragazzi e dei fanciulli. Il libro segue parallelamente i mutamenti di psicologia evolutiva correlati all’età e all’attività sportiva. Vuole essere un aiuto nell’approccio psicologico, in tutte le possibili situazioni di difficoltà si incontrino nella crescita dell’atleta bambino-ragazzo, e delle innumerevoli difficoltà della personalità che si incrociano lungo il cammino della vita sportiva.
Vinicio Ongini
Fiabe di sport
Milano, Mondadori, 2000
Sei storie, sei eroi, sei leggende dello sport mitizzate e raccontate in mondi immaginari e fiabeschi. La bici di Coppi viene rubata dai fratelli De Sica, famosi ladri di biciclette; Alberto Braglia stuntman per il cinema; Dorando Pietri corre accanto a un indiano del Canada altissimo e ossuto di nome Tom e a un cecoslovacco dai capelli rossi di nome Emil, e a un africano di nome Abebe che correva a piedi nudi; mentre il bambino Dieguito fa centomila palleggi tra le “cipolline”, il piccolo Boniek sogna di fare il cavallo; il giovane Platinì che con il pallone sapeva fare di tutto, lo usava perfino per predire il futuro. E nella parte finale tre risposte a tre fanciulleschi “perché” sportivi: Perché le scarpe dei calciatori hanno i tacchetti? Perché le Olimpiadi si fanno ogni quattro anni? Perché la bicicletta si chiama bicicletta?
Giovanni Giordano Lanza, Raffaele Pallotta d’Acquapendente, Fabrizio Stoecklin, Domenico Tafuri
Splash! Acqua, sport e salute
Napoli, L’isola dei ragazzi, 1999
Conoscere gli aspetti basilari dell’attività fisica è fondamentale per affrontare correttamente lo sport. È per questo che bisogna essere informati, per essere in…forma; sapere quali sono i dieci motivi per fare sport e che lo sport è vita, l’importanza dell’alimentazione e dell’igiene. Tutto questo lo potrete trovare in questo libro che affronta gli sport in acqua, in modo semplice con disegni accattivanti, di facile comprensione anche ai bambini più piccoli, come in uno splash!
Pietro Trabucchi
Ripensare lo sport – Come (e perché) utilizzare lo sport per sviluppare le potenzialità di ogni persona
Milano, FrancoAngeli, 2003
– Lo sport è il reparto giocattoli della vita umana. – I vincitori non sanno quello che si perdono. –
“Hai mai provato a chiedere alle ragazzine se si divertivano?”. “Certo. Mi rispondevano: se vinco la mamma è contenta”. – Alle Olimpiadi del ’92 a Barcellona, durante il match tra l’americano Tarver e un russo, venne notato il tifo furioso di una spettatrice a bordo ring. Era la madre di Tarver. Indossava una t-shirt con la scritta: “E’ mio figlio!”. – In fin dei conti, quello che so con maggior certezza sulla morale e sugli obblighi degli uomini, lo devo allo sport. – Trovo che la televisione sia molto educativa. Ogni volta che qualcuno l’accende vado in un’altra stanza a leggere un libro. –
Sono alcune citazioni che si trovano all’interno di questo libro divertente, coltissimo e provocatorio. All’interno la risposta ad alcune fondamentali domande come: a cosa serve veramente lo sport? E perché non lo utilizzano meglio tutti? Lo sport amatoriale e quello giovanile non è più un modo di divertirsi e crescere, ma una copia del modello dello sport professionistico con tutti i suoi lati negativi.
Gianmario Missaglia
Green sport – Un altro sport è possibile
Molfetta (BA), Edizioni La Meridiana, 2002
Il manuale dello sport nuovo e liberatorio, allegro. Dalla prefazione di Gianni Mura: Se non sappiamo più giocare, non sappiamo più fare sul serio. Troppe incrostazioni ci appesantiscono le giunture. Anche lo sport, la grande valvola di scarico, l’evasione possibile, sta diventando una prigione (pur dotata di molti agi). Chi insegna a correre non sempre insegna a rallentare. È contro questo “fast” che Missaglia addita il “green”.
Exit e Voice sono le due modalità con cui si può affrontare una contraddizione che ti coinvolge. Green-sport non è soltanto Exit, la scelta di piantare la propria tenda in un altro orizzonte, di fronte all’inospitalità dello sport: Green-sport è anche Voice, far sentire le ragioni di una nuova identità delle pratiche motorie, fisiche e sportive. Battersi. È la riscoperta della lentezza e della passività contro la logica della velocità e del protagonismo. È la fatica il centro dell’esperienza: il rapporto con uno stato che normalmente tentiamo di evitare. C’è un unico modo di convivere con la fatica: accettarla. Camminare nella natura ha un fine che sembra in contraddizione con il senso stesso dell’esplorazione e dell’orientamento: quello di perdersi. Perdersi come aspetto fertile e positivo dello spaesamento.
Giuseppe Tondelli
Giocare per sport – Proposte di attività ludico-motorie presportive per ragazzi dai nove ai tredici anni
Milano, Paoline Editoriale Libri, 2002
Partendo dal fatto che si può educare attraverso lo sport e i momenti di gioco, l’autore, forte di una pluriennale esperienza in ambito scolastico e sportivo, propone giochi di semplice attuazione e ne analizza i risvolti didattici. L’attività ludico-motoria può essere così occasione di crescita per un ragazzo insieme ai suoi coetanei, e suscitare in chi la promuove nuova consapevolezza circa la responsabilità educativa che il gioco e lo sport richiedono. 133 giochi da sviluppare tra cortili, palestre e campetti di periferia.
Donatella Spinelli
Psicologia dello sport e del movimento umano
Bologna, Zanichelli, 2002
Ci sono dimensioni della personalità che differenziano gli atleti dai non atleti? Quali sono gli elementi che motivano alla riuscita e al raggiungimento dell’eccellenza? In che modo il cervello di una persona “notoriamente” esperta si differenzia da quello di una persona inesperta? È vero che l’esercizio fisico migliora il benessere della mente, e con quali meccanismi? Queste sono alcune delle domande cui il libro cerca di rispondere. Nella prima parte sono descritti i processi mentali e i meccanismi cerebrali che guidano l’azione, in che modo le informazioni sul mondo regolano il comportamento motorio e come funziona la parte del cervello dedicata all’azione. Nella seconda parte si discute di personalità, motivazioni ed emozioni riferite all’ambito sportivo; inoltre, nei due capitoli dedicati a temi di psicologia sociale, si chiariscono comportamenti presenti in ambito sportivo come le dinamiche interne a una squadra, la leadership e il persistente maschilismo che caratterizza molti ambienti sportivi. La terza parte è dedicata alla nozione di “benessere mentale”, che segue all’esercizio fisico. Infine si discute del “malessere”, che talvolta può associarsi all’attività sportiva come nel caso del doping o dei disturbi dell’alimentazione. La quarta e ultima parte, scritta da psicologi impegnati con atleti d’elite, descrive tecniche di preparazione mentale finalizzate a migliorare e mantenere ad alto livello la prestazione sportiva.
Fabrizio Macchi, Pietro Cabras
Io non mi fermo
Milano, Libreria dello Sport, 2003
Se non fossi io Fabrizio Macchi, varesino, 33 anni, una testa tutta particolare, un carattere tutto particolare, una gamba tutta particolare, questo libro me lo leggerei tutto d’un fiato. Se questa non fosse la mia storia e se non la conoscessi fin troppo bene, mi stupirei ogni volta a rivedere tutto ciò che mi è successo negli ultimi vent’anni. Dal giorno in cui andai tredicenne al pronto soccorso, fino alla mattina di tre anni più tardi quando uscii dall’ospedale con una vita totalmente stravolta, da ridisegnare, da reinventare. Se non fossi cosciente della mia assoluta incapacità di accontentarmi della mia esistenza, se non sapessi di essere terribilmente attratto dalle sfide più complicate e quasi assurde, mi sorprenderei a rivedere ciò che ho combinato negli ultimi diciassette anni nel campo dello sport, da quella mattina in cui tornai a casa, a Varese. Se non fossi io, il protagonista della storia, probabilmente direi che questo Fabrizio Macchi è totalmente fuori di testa, che magari si è inventato tutto, che certe cose non si possono fare, non sono umane, non sono possibili, che certi dolori non si possono sopportare, che certe idee non dovrebbero nemmeno balenargli nella mente. E magari gli direi anche: ma chi sei, ma come ti permetti, ma come puoi pensare di scalfire in sella a una bicicletta pregiudizi antichi, secoli di deformazioni mentali, profonde lacune legislative e culturali? Se non raccontassi me stesso, insomma, non crederei a una virgola di questo.
Svjetlan Junakovic
Faccio Sport
Zurigo, Bohem Press, 1999
Uno zoo alquanto pazzo, in cui ciò che appare non è, e quello che veramente accade sembra tutt’altro. Un’ anatra alle prese con il ping-pong, un pesce spada usato a mo’ di freccia, una giraffa cestista, un criceto agli anelli, un ippopotamo invalicabile portiere di calcio, un topolino golfista, un elefante sui patti nell’hockey, un delfino nuotatore, un ragno alle prese con la rete da pallavolo, una rana che fa salto in alto e infine un castoro tennista.
Antonio Maone
Bambini in movimento – Il gioco e lo sport con una palla diversa da tutte le altre
Casale Monferrato (AL), Edizioni Sonda, 2004
La teologa tedesca Dorothee Sölle alla domanda “Come spiegherebbe a un bambino che cos’è la felicità?”, rispose: “Non glielo spiegherei. Gli darei un pallone per farlo giocare”. È proprio il movimento che ci apre la mente, ci rende curiosi e ci aiuta a esprimere liberamente un pensiero, costringendoci quasi a guardare il mondo da un’altra angolazione. Nella realtà di oggi dove il gioco dei bambini spesso viene relegato nel seducente immobilismo del mondo virtuale, dei giocattoli industriali da “consumare” secondo le loro regole, una palla è uno strumento straordinario per creare nuove forme di movimento, per aiutare a correggere il portamento e per sviluppare armonicamente il corpo.
Alberto e Paola Pellai
Giocare con lo sport – La guida per crescere con lo sport
Milano, Franco Angeli, 1998
Avvicinare il bambino allo sport fin da piccolo è un investimento sulla sua crescita sana e corretta di adulto. Oggi sono tanti i messaggi pericolosi provenienti dal mondo esterno, ecco perché è importante che i genitori sappiano individuare e riconoscere rischi e pericoli. II primo concetto di sport deve essere quello di gioco e socialità, il bambino va stimolato ma non sottoposto a pressioni e fanatismi. In questa guida ci sono tanti consigli utili per prendere per mano il bambino e spingerlo a una pratica sportiva corretta. Nella scelta dell’attività più idonea sarete aiutati dalle testimonianze e dai suggerimenti di tanti campioni come Alberto Tomba, Andrea Meneghin, Filippo Inzaghi, Andrea Lucchetta, Ylenia Scapin, Ivan Gotti, Emiliano Brembilla, Jury Chechi, Giovanna Trillini, Renzo Furlan, Roberta Brunet, Jerry Smit ed Enrico Chieffi.
Mario Pescante, Piero Mei
Le antiche Olimpiadi – Il grande sport nel mondo classico
Milano, Rcs Libri, 2003
Il primo olimpionico fu Corebo: era il 776 a.C. ed è questa la data riconosciuta come quella dell’inizio delle Olimpiadi; l’ultimo di cui si conosca il nome è l’armeno Varazdat, nel 369 d.C.; ma dopo di lui i Giochi continuarono ancora fino all’editto di Teodosio, imperatore romano e cristiano, che nel 392 d.C. proibì ogni manifestazione legata all’antico paganesimo. Le Olimpiadi del 393 d.C. non si tennero. Né si tennero più fino alla fine dell’Ottocento: fu nel 1896, con i primi Giochi moderni, ad Atene, un ritorno alle origini, e grazie al barone Pierre de Coubertin ricominciò la storia, un’altra storia: ma davvero un’altra? In questo libro Mario Pescante e Piero Mei ripercorrono la vicenda più che millenaria di Olimpia e dei suoi Giochi. Cosa era lo sport prima; cosa fu e cosa rappresentò, nella valle dell’Alfeo ma anche in tutta la Grecia antica, dove si guerreggiava quasi quotidianamente ma si rispettava, salvo rare eccezioni, la “tregua olimpica”; le leggende intorno alle origini dei Giochi; il programma dell’evento, da “un giorno-una corsa”, all’arrivo di discipline sportive come la lotta, il pugilato, il terribile pancrazio, le corse ippiche, le corse con le armi; la storia della decadenza, l’indifferenza dei Romani; Nerone e le sue vittorie, il doping, le donne, i trucchi, il professionismo, il tifo, i campioni, i poeti che li cantarono.
Giacomo Viccaro
Qualità della vita e sport per tutti
Pisa, Edizioni E.T.S., 2003
Per quanto possa apparire paradossale, i nostri modelli culturali sono in conflitto permanente con le nostre aspirazioni: ognuno di noi vive infatti in un mondo di inafferrabili contraddizioni che noi stessi abbiamo contribuito a costruire. Il livello alto di stress che dobbiamo fronteggiare ogni giorno ne è una testimonianza palmare e in qualche modo un’attendibile cartina di tornasole. Lo sport, come modalità attiva e creativa del tempo libero, può essere un modo positivo per migliorare la nostra vita e per rendere più lieve la nostra giornata. Questo libro presenta scenari non consueti di riflessione, sottolineando al tempo stesso il ruolo significativo dell’educazione e delle istituzioni del territorio.
Antonio Ambrosone
Il pianeta bambino – Suggerimenti sull’avviamento allo sport
Firenze, L’Autore Libri, 2004
Divisi tra scuola e televisione, i nostri bambini si muovono sempre meno. Ma essere genitori responsabili significa soprattutto dare ai figli la possibilità di crescere sani, avviandoli a un adeguato programma di attività fisica capace di esercitare benefiche influenze anche sulla psiche.
In questo libro troverete brevi nozioni generali sullo sviluppo psicofisico dei bambini, suggerimenti nutrizionali, tecniche sportive per aiutare il corpo a formarsi correttamente, proposte di “giochi” ginnici ben esemplificati con disegni esplicativi. Un primo, facile approccio al mondo dello sport, un ottimo strumento di consultazione per genitori e insegnanti.
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