Sport agevoli – Oggi gioco anch’io!

Per dieci anni sono stato responsabile di un progetto, denominato “L’Ottavo Giorno”, che aveva come scopo primario quello di integrare nella società soggetti disabili giovani e adulti attraverso il divertimento. Il mio compito era quello di organizzare il tempo libero di una trentina di soggetti in situazione di handicap proponendo loro attività ludiche di vario tipo.

Spazio Calamaio – Benessere, centri SPA e…?

 Centri wellness e relax, hotel SPA con beauty farm, centri benessere, vacanze termali, offerte hotel 4**** S con sauna, bagno turco, bagni di fieno, piscine con angoli idromassaggio, stone terapy, massaggi di ogni tipo e… Cosa ancora da aggiungere? Qualche nuova tecnica rilassante che arriva dall’Oriente o un innovativo strumento per trasformare come per magia la massa grassa in massa muscolosa!

Lo sguardo del sud – Inclusione e lotta alla mafia: se un pizzico di follia è la chiave del futuro

 
Il Sud e il Nord non sono un semplice fatto di latitudine o di mappe Onu. Il Sud e il Nord sono prospettive, culture, logiche d’azione che convivono l’una nell’altra e si scontrano nella medesima battaglia. Lotta alla mafia e sfide dell’inclusione sociale sono tematiche cruciali a ogni latitudine, soprattutto se consideriamo la mafia qualcosa di ben più complesso di un insieme di simboli mutuati da una obsoleta pellicola hollywoodiana e parlando di inclusione facciamo riferimento a un percorso complesso che ha a che fare con l’individuo e con la comunità. 

Lettere al direttore – Risponde Claudio Imprudente

Caro Claudio
ti scrivo per commentare l’articolo “Solo soggetti asessuati” e in particolare questa parte:
"La mia follia, è uno stato depressivo che tengo accuratamente nascosto agli altri. È una lotta perpetua per dimostrare loro che sono qui, e che ci sto bene. Così tutti i rapporti sono falsi, perché vita esteriore e vita interiore non corrispondono. […] Mi sforzo di nascondere tutto quello che potrebbe sconvolgere gli altri”. (Tratto da “Babette, handicappata cattiva” di E. Auerbacher, Edizioni Dehoniane, 1991, Bologna ).

Informazione sociale – Un nuovo fumetto e una fiction: la disabilità viene raccontata dalla Siria

Dalla tv satellitare mi è capitato di seguire un programma molto interessante su un canale siriano. Il tema centrale riguardava le associazioni che si occupano di bambini diversamente abili, motivo molto attuale di questi tempi in Siria. Nel periodo sacro di Ramadan (mese di digiuno per i credenti musulmani), infatti, un gruppo di ragazzi disabili, alcuni siriani, altri americani, si sono incontrati a Damasco per un progetto editoriale.

Sul grande schermo – Una psico-geografia alternativa tra cocci, ricordi e antiche mura

Questa intervista a Sergio Ponzio, fondatore e co-direttore artistico del Cinema Detour di Roma (www.cinedetour.it) e ideatore e curatore di iniziative culturali legate al cinema e agli audiovisivi, tra le quali quella in collaborazione con la cooperativa Cotrad che è l’oggetto principale dell’intervista, fa parte di una ricerca che chi scrive sta svolgendo per SIPeS, Società Italiana di Pedagogia Speciale. Ne pubblichiamo un estratto, in attesa dell’uscita del volume che conterrà la sezione dedicata al cinema in rapporto alla disabilità, prevista per il 2011.

Europa Europa – Ausili in movimento: la ricerca per le tecnologie assistive di fronte a una complessità crescente

 Il 4 e 5 ottobre scorsi, l’Università di Sheffield (Regno Unito) ha ospitato un seminario sul “trasferimento di tecnologia” per le tecnologie assistive promosso da AAATE – Association for the Advancement of Assistive Technology, un’organizzazione paneuropea indipendente con sede in Danimarca e che conta oltre 250 membri, nata per promuovere e diffondere la conoscenza relativa alle tecnologie assistive.

Controtempo – Migliorare il tenore di vita… “sentendo” meglio

 
Il Metodo Tomatis, o metodo audio-psico-fonologico, è stato ideato dal prof. Alfred Tomatis, otorinolaringoiatra e chirurgo, nato a Nizza nel 1920 da genitori italiani. Fin dal 1945 il prof. Tomatis ha dedicato la sua vita, prima in Francia, poi all’estero (Canada, Stati Uniti, Europa, dove le sue teorie e le loro applicazioni sono ampiamente diffuse), alle ricerche sull’audizione, il linguaggio e la comunicazione, evidenziando così la relazione esistente tra orecchio, linguaggio e psiche.

Beati noi – Niente di… personale

 Ancora una volta, la mia attenzione è stata attirata da una definizione, da un problema che potrebbe sembrare solo linguistico, ma che nasconde un significato ben più profondo. Ultimamente, ho dovuto affrontare diverse pratiche burocratiche il cui oggetto, per un motivo e per l’altro, era sempre la mia disabilità. Nei documenti ero “affetto” o “portatore” di handicap. Francamente, non saprei dire quale termine mi abbia fatto più pensare.

Tra prove, aiuti e conquiste

Valérie ha due figli, di quattro e sette anni, e vive da sola con loro.
Nei primi sei anni, mio marito era ancora vivo. Lui ci vedeva, per cui alcune faccende erano facilitate dalla sua presenza. Ad esempio, per assicurarmi che i vestiti dei bambini fossero adatti, o coordinati armoniosamente, mi bastava chiedere a mio marito, che poteva rispondermi in qualche secondo senza interrompere la sua attività.

Si può perdere la vista ma non lo sguardo: la fase dell’allattamento

Nell’ambiente della maternità, il deficit visivo suscita sempre una reazione emotiva violenta. Come si possono immaginare, apprezzare le esperienze umane e in particolare la maternità senza la visione? Come immaginare che una madre non possa vedere il viso di suo figlio?
Diventare madre quando si ha un deficit visivo vuol dire innanzitutto esporsi a una colpa sociale.