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Figurenotes: una nuova possibilità per l’apprendimento musicale dalla Finlandia

a cura di Emanuela Marasca

Figurenotes è un nuovo sistema di notazione dove le informazioni rispetto al suono da produrre sono date attraverso una simbolizzazione concreta. Nello spartito scritto con Figurenotes il pentagramma e le note sono sostituiti da un sistema di simboli di forme, lunghezza e colori diversi.
I simboli mostrano le medesime informazioni della notazione convenzionale: le altezze nell’ambito di quattro ottave, durate, pause, battute, alterazioni, accordi. Suonando con Figurenotes si possono trovare facilmente le corrette posizioni sullo strumento, abbinando progressivamente tra loro i simboli in partitura con i simboli applicati sullo strumento stesso. Per saperne di più abbiamo contattato Gabriella Ferrari, direttrice del progetto Figurenotes Italia e docente presso la Scuola Musicale Giudicarie di Tione di Trento, e Michele Russano, coordinatore del progetto Figurenotes per l’Emilia Romagna. Gabriella e Michele ci han-no fornito anche le testimonianze di genitori e allievi.

Musica con Figurenotes alla Scuola Musicale Giudicarie di Tione di Trento
Sono cominciate da cinque minuti le vacanze di Nata-le e scende il silenzio nelle aule della scuola musicale. Mi soffermo a sistemare gli strumenti… durante le lezioni non c’è un minuto da perdere.
Il venerdì tocca a Elena, Michele, Simone, Mirco, che sono arrivati con i loro zainetti pieni di spartiti, con i loro sorrisi ed entusiasmo sprigionano nell’aria tanta gioia di suonare! Impegnati nell’esecuzione e nello studio di un brano dopo l’altro, la loro motivazione a fare musica e il piacere di suonare insieme mettono le ali al tempo, che vola via.
Sono trascorsi più di dieci anni da quando, subito dopo la mia prima visita al Resonaari Music Center di Helsinki, ho introdotto insieme alle mie colleghe Florence Marty e Annely Zeni l’utilizzo di Figurenotes nei percorsi di educazione musicale proposti dalla scuola. L’innovazione del sistema concreto di notazione ha consentito agli allievi con disabilità di intraprendere lo studio di uno o più strumenti con successo, e di proseguirlo con costanza, spirito di iniziativa e autonomia, in un crescendo di abilità, espressione di sé e interazione con i compagni e l’intero gruppo di docenti.
Gli allievi, che allora erano bambini e per i quali ero in cerca di strumenti efficaci in modo da risolvere il problema della decodificazione della notazione su pentagramma, sono diventati giovani colonne della scuola musicale: suonano in tutte le formazioni collettive come le band di musica leggera e l’orchestra; sono inoltre presenti con il loro contributo e la loro partecipazione ai laboratori che si attivano per le produzioni musicali per il territorio.
A questi primi “pionieri” si sono aggiunti nel corso degli anni tanti compagni, e sul territorio è ormai tra-smesso il messaggio di accessibilità all’apprendi-mento musicale e allo studio sistematico di uno strumento anche da parte delle persone con bisogni educativi speciali. Sempre più famiglie si rivolgono alla scuola, talvolta su suggerimento del centro di neuro-psichiatria infantile locale, degli insegnanti della scuola dell’obbligo o delle associazioni di servizio alla persona. Di conseguenza si profila la necessità di insegnanti e educatori disponibili a mettersi in gioco nell’ambito dell’educazione musicale speciale.
Bambini e ragazzi di tutte le età raggiungono la scuola dove, secondo un piano formativo individualizzato, frequentano nel corso della settimana la lezione di strumento, il coro e/o l’orchestra, i laboratori.
Gli allievi con disabilità crescono con la musica insieme ai compagni non disabili (ma qui sorrido perché un allievo che non studia il proprio strumento è ben presto disabile nel realizzare le proprie parti, e molto spesso gli allievi speciali sono specialissimi nel fare proprio bene); per tutti loro il percorso è un successo fatto di progressi, di piacere per l’appropriarsi di tanta musica di repertorio e di riconoscimento nell’avere le occasioni di offrire le tanto agognate canzoni e i brani preferiti al pubblico.    
Figurenotes è stata la chiave che ha aperto i cancelli cigolanti costituiti da un sistema di notazione, quello convenzionale, ideato quando le persone con disabilità non avevano affatto accesso all’istruzione, tanto meno quella musicale. Abbattuta la barriera architettonica del pentagramma, allorché questo si costituisce come tale, i potenziali degli allievi con bisogni educativi speciali si rivelano e le competenze musicali si sviluppano fino a realizzazioni complesse.
Figurenotes è un sistema di notazione e in quanto tale non impone passi metodologici predeterminati, ma può essere utilizzato e modulato in funzione delle scelte pedagogiche opportune e differenti a seconda delle esigenze, risorse e bisogni di ogni persona.
Comune a tutti gli allievi rimane la facilitazione, che permette lo scorrere della musica e quindi il senso di riuscita, il piacere grande di suonare insieme, e questo fa il gusto grande di ogni lezione: un turbinio di affetti, sorrisi, attenzioni, senso del gioco e determinazione nell’impegno.
Non rimane molto tempo per tenere le carte in ordine e ci cadono gli spartiti perché nell’eccitazione di una nuova canzone sovrapponiamo le parti, non ci bastano mai. Alla Scuola Musicale insegno in differenti corsi: clarinetto, laboratorio di teatro musicale, avviamento musicale; se riesco a portare ricchezza nelle mie pro-poste mettendo in gioco creatività e contenuti, de-vo ringraziare i miei allievi con disabilità per il grande insegnamento che mi forniscono … Sono loro i miei veri maestri!
Per gli allievi fare musica è una questione di felicità, una felicità che non si esaurisce nella lezione o nel momento di studio a casa, ma che pervade le loro giornate e rinforza nel bello e nella contentezza di sé il loro crescere, il loro farsi adulti, una felicità che contagia i famigliari e gli amici.
Sempre più spesso penso a quanta felicità l’educazione musicale speciale e Figurenotes, proposti nel convincimento della bontà delle relazioni che nella e con la musica si costruiscono, potranno generare in modo diffuso: a tale scopo Specialmente Musica promuove la diffusione e lo scambio di materiali ed esperienze.
(Gabriella Ferrari – Direttrice progetto Figurenotes Italia e docente presso la Scuola Musicale Giudicarie Tione di Trento)

Musica con Figurenotes nei territori di Reggio Emilia, Modena, Piacenza e Cremona
Il desiderio di fare musica con persone con disabilità è nato durante gli studi al DAMS di Bologna e in particolare attraverso l’esperienza indimenticabile fatta per la realizzazione della tesi di laurea “Una ragazza Down suona la chitarra”.
Nel 2009 Gabriella Ferrari mi ha invitato nella scuola di musica dove ha avviato Figurenotes a Tione di Trento, e lì ho conosciuto alcuni suoi allievi e li ho osservati suonare le tastiere, la batteria, il basso elettrico, mentre la cantante al microfono intonava insieme a Gabriella Guarda come dondolo,tutti a ritmo e alla fine quanta gioia!
È stata un’illuminazione, mi sono reso subito conto delle potenzialità di questo sistema di notazione e soprattutto della sua semplicità.
Tornato a Parma, in collaborazione con Gabriella, ho iniziato a presentare Figurenotes in lungo e in largo, ho incontrato diverse associazioni di familiari e tante cooperative sociali, tanti ragazzi, da Parma a Reggio Emilia a Modena a Piacenza.
C’è stato sin da subito tanto interesse e già durante le presentazioni i ragazzi suonavano immediatamente e si divertivano, gli educatori e i genitori erano sorpresi.
In pochi anni sono riuscito a far suonare più di 50 ragazzi e ragazze. A poco a poco ho acquistato tastiera, basso elettrico, chitarra elettrica, metallofono, batteria, strumenti ritmici vari, microfoni e amplificazione.
Così ogni mattina carico nella mia auto tutti gli strumenti e raggiungo i miei allievi in varie sedi sparse nella provincia di Parma e di Piacenza.
I cambiamenti che questo tipo di esperienza musicale ha portato nei tanti ragazzi che cantano e suonano è sorprendente. Suonare diversi strumenti in gruppo e divertirsi, tornare a casa e cantare le canzoni in famiglia, proporre nuove canzoni da trascrivere, riascoltare le canzoni appena suonate su YouTube, inserire nei desideri dell’anno in corso il saggio finale, andare ai concerti e osservare i musicisti come suonano…
Da pochi mesi ho iniziato a sperimentare con alcuni ragazzi un nuovo ausilio musicale ideato in Scozia che si chiama Skoog (siamo i primi in Italia), con il quale è possibile, con l’aiuto di un computer, suonare facilmente tanti strumenti, dal violino alla viola al violoncello, dal flauto all’oboe, dai bongo alla batteria, dalla chitarra al basso e tanti altri. Anche qui gli spartiti sono a colori e il divertimento è assicurato.
(Michele Russano – Coordinatore Progetto Figurenotes Emilia Romagna)

Testimonianze
“Siamo Laura e Massimiliano, genitori di Nicola, grazie al quale ci siamo avvicinati al magico mondo del-la musica cantata, suonata e ballata. Avremmo milioni di cose da dire sul percorso musicale di Nicola in tutti questi anni ma ci limiteremo alle più importanti. La musica ci ha fatto scoprire delle abilità e delle attitudini di Nicola che altrimenti avremmo ignorato. Riempie le sue giornate e soprattutto lo colloca in una dimensione di ‘normalità’ (una in particolare); col metodo Figurenotes legge la musica e suona i suoi brani in totale autonomia, dando a questa parola un significato sempre più ampio. Quando è a casa suona la sua tastiera e riempie la casa di note, di melodie, di vita. Per noi la musica è stata un grande aiuto in numerosi ambiti (per esempio un modo per socializzare, un aiuto nella manualità fine e nella coordinazione mano-occhio) e ci è stata di supporto nel far crescere Nicola in modo armonico. Noi non sappiamo suonare (purtroppo) ma ci piace molto ascoltare musica e siamo convinti che sarà sempre una componente importante nella nostra vita”.
(Laura e Massimiliano, genitori di Nicola, allievo di Gabriella Ferran)

“Mi chiamo Michele, ho 16 anni e abito a Trento. Sono un ragazzo con la Sindrome di Down e quindi ho qualche difficoltà in più rispetto agli altri ragazzi. Però con il metodo Figurenotes ho imparato a suonare la tastiera abbastanza facilmente perché, ad esempio, l’uso dei colori mi aiuta a leggere le note. La mia insegnante Gabriella mi ha dato molti spartiti, anche di canzoni che conosco e che desidero suonare; con essi mi esercito anche a casa assieme a mia sorella e mia mamma, che cantano mentre io suono e questo, oltre a farmi piacere, mi facilita a mantenere il tempo. Questo è il quarto anno che frequento la scuola musicale di Tione e quest’anno ho iniziato a fare le prove di orchestra: mi piace tanto perché posso suonare assieme ad altri ragazzi”.
(Michele, allievo di Gabriella Ferrari)

“Grazie a questo progetto finlandese ho imparato a suonare anch’io, sebbene in precedenza a scuola mi avessero detto che, a causa della scarsa mobilità delle mie mani, non sarei mai riuscito a farlo. Per questo motivo, ringrazio di cuore quelli che hanno scoperto appunto questo stupendo modo di apprendere la musica. Ascoltare la musica mi regala emozioni fantastiche, ma suonarla me ne regala ancora di più. Mi sento di consigliare questo metodo a tutti i ragazzi come me e non solo.
Da qualche settimana sto suonando un nuovo strumento a colori che si chiama Skoog. Mi diverte molto”.
(Gianluca, allievo di Michele Russano)

 “Simona ha iniziato a essere cullata dalla musica quando era ancora ‘in pancia’. Da sempre innamorata della musica, della poesia, dell’amore … Ogni occasione è per lei il momento giusto per cantare. Il regalo più desiderato è il CD dei suoi cantanti preferiti, canzoni rigorosamente italiane. Ha partecipato a molti concerti conoscendo Zucchero, Morandi, D’Alessio e tanti altri. Il suo grande desiderio era imparare a suonare e, come sostiene lei, diventare ‘famosa’. Purtroppo la lettura della musica sul pentagramma non era semplice, quindi il suo desiderio rimaneva disatteso. Un giorno importante ci arriva l’invito per far partecipare Simona a un percorso musicale con Figurenotes. La nostra gioia infinita! Il lavoro con Michele, maestro di musica, può partire. Inizialmente Simona suona la tastiera, che felicità! Dopo circa un anno sperimenta il basso, sicuramente uno strumento più difficile; dopo qualche incontro arriva a casa felice ed esclama: ‘Ma sai che oggi dal basso è uscito il suono giusto!’ … un’altra conquista importante era stata raggiunta. Questo percorso le ha permesso di rafforzare il senso di autoaffermazione, stimolandola e favorendo la motivazione ad allenarsi quasi ogni giorno. Non possiede un ‘basso’, ma quasi ogni giorno dedica 30-40 minuti al suono della tastiera. Ha imparato a mantenere il segno autonomamente quando legge la musica incrementando la stima di sé. È sempre molto felice quando può esibirsi in pubblico.
Un grazie infinito a chi ha reso possibile tutto questo”.
(Enrica, mamma di Simona, allieva di Michele Russano)

Gabriella Ferrari, Markku Kaikkonen, Musica con Figurenotes. Imparare a suonare facilmente con i simboli colorati, Trento, Erickson, 2005

 



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