Davanti allo specchio

L’immagine più ricorrente riferita dalle persone handicappate è quella della frattura. La ferita fisica rimane un dato inevitabile; è in ogni caso un’immagine specifica che porta in sé l’idea di un corpo spezzato, rotto, oggetto di rifiuto e rivendicazione. Il corpo è percepito come luogo di sentimenti ambivalenti perché luogo della propria diversità, rappresentazione di una parte di sé che non risponde ai propri desideri, sia di ordine funzionale che relazionale.

Il corpo “recintato”

La “sregolatezza” che permette alla specie umana di essere svincolata da rigide oscillazioni biologiche (estro) e sposta su piani molto più complessi il desiderio e la disponibilità alla sessualità, ha infranto un ordine naturale; ordine che in quanto tale definiva limiti e gerarchie.
La sessualità è diventata così dis-ordine, tutt’ora lo rappresenta, soprattutto per quei suoi aspetti che la svincolano da quel primario bisogno di perpetuare la specie.

Autore: Cristina Pesci
Anno e numero: 1995/45

Se la riabilitazione diventa un abuso

Violenza e riabilitazione sono due termini che nell’immagine comune difficilmente riusciamo a vedere affiancati. Se questo pensiero si fa strada nell’esperienza di qualcuno coinvolto come familiare, operatore o utente del processo di riabilitazione, la più spontanea reazione è quella di accantonare una problematica che troppo profondamente intaccherebbe l’idea stessa della “cura”, dell’aiuto all’altro, della risposta ad un bisogno.

Sesso negato

Sesso e handicap: a quanti si rizzano i capelli sentendo un simile accostamento? Quanti si vestono di teorie e moralismi per non ammettere che lerelazioni affettive e sessuali fanno parte integrante

Autore: Cristina Pesci
Anno e numero: 1983/1-2