Sesso negato
- Autore: Cristina Pesci
- Anno e numero: 1983/1-2
di Cristina Pesci
Sesso e handicap: a quanti si rizzano i capelli sentendo un simile accostamento? Quanti si vestono di teorie e moralismi per non ammettere che le relazioni affettive e sessuali fanno parte integrante delle persone disabili come di qualsiasi individuo? E non parliamo solo di pedagogisti, psicologi, neuropsichiatri, di addetti ai lavori in somma, ma di chi vive sulla propria pelle tali recriminazioni e crescendo con la convinzione che “certe cose sporche non saranno mai possibili” si convince della giustezza di una educazione che spacca a metà l’individuo: da una parte si creano per le persone handicappate interventi di integrazione e socializzazione, dall’altra si effettua sistematicamente la castrazione morale di chi non rientra nella norma
Le prime pubblicazioni che toccano questi argomenti sono firmate Rosanna Benzi, Camallo Valgimigli, Cesare Padovani e risalgono agli anni ’75 – ’76,
mentre nel’77 è indetto a Milano il primo convegno dal titolo”Sessualità e handicap”.
Salvo iniziative sporadiche però, il tema delle relazioni affettive e sessuali delle persone handicappate è tutt’oggi tabù e chi trasgredisce questa regola desta ancora grande scalpore: è dell’ultima ora la polemica sollevata a Parma dal film di Silvano Agosti “D’amore si vive” realizzato in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità del Comune di Parma.
Con queste premesse abbia mo iniziato il lavoro di raccolta di materiale riguardante la sessualità a cui è seguita la formazione di un gruppo di studio come risposta all’esigenza di conoscere e approfondire un tema così sentito da ciascuno di noi.
E così abbiamo scoperto che sul problema dei rapporti interpersonali, sui problemi della tenerezza, dell’amore, della sessualità, tutti hanno difficoltà ad entrare nellamischia, ma che è anche comodo utilizzare queste difficoltà per insabbiare ancora una volta la sessualità dei “diversi. La ricerca del gruppo non coinvolge soltanto le persone handicappate, vogliamo arrivare dentro la cosiddetta “norma” non soltanto per mettere in discussione la relatività di questo termine, ma sopratutto per comprendere le vere motivazioni che spingono tanti “normali” a reazioni così diverse di fronte alla vita sessuale e affettiva di chi non rientra nei canoni. Capirei per che di chi nega, prima di tutto a sé stesso, l’esistenza di un corpo vivo e teso verso gli altri; chi invece, per contro, coglie di questa persona solo l’oggetto di cure riabilitative; chi ha orroredi pensare il proprio figlio handicappato mentre fa l’amore; chi ancora, ma gliesempi sarebbero ancora tanti, teme questi amori come generatori di altri mostriinconfessabili…. e l’impossibilità di compiere l’atto sessuale, come sel’amore avesse un solo binario in cui poter correre, e i soliti modelli da ricalcare: “lui” forte e conquistatore, “lei” belle e oca,pronta ad essere rapita.
L’elenco sarebbe interminabile e il nostro lavoro vuole essere solo lo stimoloa questa riflessione, una premessa per un capitolo solo iniziato.
Per saperne di più:
Cesare Padovani “La speranza handicappata, Ed.Guaraldi
C. Padovani, I. Spano – “Handicap e sesso Omissis” Ed. Bertani
AA.W. -“Sessualità e handicappati”, Ed. Feltrinelli Rosanna Benzi – “Sei dimezzato e non avrai sesso”, rivista “Gli Altri” n.3/1976 Camillo Valgimigli – “Problemi sessuali degli handicappati”, “paese sera” 2/12/76
C. Valgimigli – “Quando il sesso è dell’handicappato non se ne parla”, “Corriere della sera” 12/8/76
C. Padovani – “Sesso e handicappati, coraggio parliamone”, “Corriere della sera” 8/9/77 C. Padovani – “Per una diversa gestione del corpo; note sui problemi affettivi e sessuali degli handicappati” rivista “Psicoterapia e Scienze umane” 1976
naviga:
Ricerca libera
Argomenti
Associazione “Centro Documentazione Handicap” – Cooperativa “Accaparlante” – via Pirandello 24, 40127 Bologna. Tel: 051-641.50.05 Cell: 349-248.10.02

