Educatori in corsia

Un ritratto in bianco e nero, ingiallito, appeso nel posto sbagliato: anziché nelle strade, negli uffici dei servizi sociali, alle pareti dei centri socioriabilitativi, dove siamo abituati

Autore: Sandro Bastia
Anno e numero: 1997/55

Dilemmi formativi

“In Europa la figura dell’educatore e molto forte all’interno dei servizi sociali e sanitari; la formazione è in parte unitaria per chi vada lavorare al nido, alla scuola materna, nell’handicap,… poi esiste una specializzazione che però è successivo alla costruzione di una identità professionale comune di base.”

Autore: Sandro Bastia
Anno e numero: 1997/55

Perché lo fai?

Si ha sempre l’idea che un operatore sociale faccia un lavoro che è"impagabile", che le ricompense vengano da "un’altra parte",un altrove non bene identificato, personale, per ciascuno

Autore: Sandro Bastia
Anno e numero: 1996/50

Educatori, santi e levrieri

Essere educatori è un lavoro difficile, faticoso. Certo non è l’unico ma rispetto ad altri presenta una particolarità che a prima vista può sembrare un vantaggio: chi conosce poco e nulla degli educatori ama rappresentarsi questa attività come un lavoro di pura dedizione e sacrificio, di sofferenza, silenzio e comprensione. “Bisogna proprio esserci portati” alzi la mano chi non se lo è mai sentito dire, assieme al corollario “Io non ce la farei”. Si è scambiati per missionari o idealisti, si ottiene all’istante una patente di “bontà e purezza” spendibile anche in altri settori.

Autore: Sandro Bastia
Anno e numero: 1995/46