Disinformati…soprattutto DISINFORMATI… SOPRATTUTTO

Dopo le difficoltà, le conquiste e l’abbandono in cui si trovano ad operare gli insegnanti, vediamo ora quali sono invece le aspettative … dall’altra parte del banco. è la mamma di chiara a parlare, una bambina handicappata di 7 anni che nel prossimo anno frequenterà la prima classe alla scuola elementare “fiorini”; di bologna. quali sono le speranze, i timori, le esperienze passate ed il livello di conoscenza su quanto effettivamente si fa o si potrebbe fare per questo delicato primo approccio con il mondo della scuola?

Autore: Cristina Benfenati
Anno e numero: 1989/3

Donne forti e donne e basta DONNE FORTI, DONNE E BASTA

Aida è una donna sulla sessantina, con i capelli bianchi e un fisico
vigoroso e asciutto. vive in una casa modestissima, che da su una strada molto
trafficata: il suo desiderio sarebbe di avere davanti casa un piccolo passo
carraio per potere portare fuori la figlia con la sua poltrona a rotelle.
Angela è una ragazza-bambina di ventiquattro anni; non si muove, non parla,
emette un mugolio continuo che risuona nel registratore come costante motivo di
fondo della nostra intervista. la madre, che è sola, in quanto ha avuto questa
figlia da un uomo che non si è fatto più vedere, la solleva dal divano letto,
la cambia, la imbocca, le prepara tutti i pasti tritati, altrimenti lei si soffoca.

Autore: Mauro Sarti
Anno e numero: 1989/3

Tanta fatica per un amore “normale”

Qualche mese fa, sul giornale dell’ aias, ho letto una lettera che mi
ha fatto riflettere: era la richiesta di aiuto di un ragazzo che voleva fare
l’amore.
Esausto ed estenuato dai continui rifiuti di avere, da parte di una donna,
qualcosa di più di una semplice amicizia, era ricorso all’amore a pagamento, e
la sua disperazione era data dal fatto che, dato l’aumentare dei costi, ormai
non poteva permettersi più neppure quello. Le sue parole erano nude e crude e
non lasciavano certo spazio alla fantasia sull’impellenza dei suoi bisogni.

Autore: Giulia Gicca Palli
Anno e numero: 1989/3

Dalla parte della maestra

Quando mi fu chiesto, tempo fa, di raccontare la mia esperienza di insegnante di
una classe prima in cui è inserito un bambino portatore di handicap, rimasi
alquanto perplessa, poiché ritenevo di non poter dire assolutamente niente che
non fosse già noto. Ora, ad anno scolastico quasi ultimato, mi sono convinta
che forse vale la pena raccontare la mia esperienza proprio perché è
assolutamente comune e, a differenza delle esperienze che vengono illustrate
negli ormai numerosi libri pubblicati sull’argomento, non ha goduto
dell’appoggio di istituzioni prestigiose, quali per esempio l’università,
appoggio che di per sé rende tali esperienze sicuramente privilegiate.

Autore: Stefania Ghedini
Anno e numero: 1989/3