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14. Disinformati…soprattutto (Non completo)

di Cristina Benfati

Dopo le difficoltà, le conquiste e l’abbandono in cui si trovano ad operare gli insegnanti, vediamo ora quali sono invece le aspettative … dall’altra parte del banco. è la mamma di chiara a parlare, una bambina handicappata di 7 anni che nel prossimo anno frequenterà la prima classe alla scuola elementare “fiorini”; di bologna. quali sono le speranze, i timori, le esperienze passate ed il livello di conoscenza su quanto effettivamente si fa o si potrebbe fare per questo delicato primo approccio con il mondo della scuola?

La sua bambina, l’anno prossimo, andrà alla scuola elementare. Quali sono le sue aspettative?
Non mi aspetto tanto di più di ciò che si aspetta un qualsiasi genitore. Prima di tutto spero in un buon inserimento; che Chiara possa trovarsi bene, a suo agio. Penso, infatti, che questasia la cosa fondamentale per iniziare un impegno così importante per tutti i bambini e ancora di più per mia figlia. Spero nell’insegnante, ma soprattutto nell’insegnante di sostegno: spero di trovare lo stesso interesse e la stessa passione ad aiutare Chiara che ho trovato alla scuola dell’infanzia; senza crearle delle difficoltà e delle differenze nei confronti degli altri bambini. Penso che se un buon numero dei compagni attuali di Chiara, potrà essere con lei anche alla scuola elementare, ciò faciliterà il suo inserimento.
La cosa che più ha aiutato sia me che Chiara in questi anni, penso sia stato il “modo in cui è sempre stata coinvolta in tutte le attività, in tutti i giochi insieme agli altri bambini, pur avendo nei suoi confronti una attenzione particolare, un aiuto più diretto.
Vorrei sapere prima quale sarà il programma e il metodo che verrà applicato per insegnare a Chiara. Non posso immaginare, per come stanno le cose adesso, che possa seguire un programma normale. Non so come la scuola penserà di insegnare a leggere e scrivere alla mia bambina e non so dove Chiara potrà arrivare.

Quali sono, al contrario, le sue preoccupazioni, i suoi timori riguardo all’inserimento nella scuola elementare?
Ho soprattutto molta confusione dovuta forse al fatto di non conoscere il programma e il metodo. Sono preoccupata non tanto per l’immediato quanto per gli anni a venire e mi chiedo: riuscirà Chiara a superare il primo anno di scuola,il secondo, ecc.? Quali saranno le sue reazioni nei confronti del “so fare”, “non so fare”, “non riesco a fare quello che fanno gli altri bambini”?
La paura non è tanto dell’imparare a leggere e scrivere poiché se non imparioggi impari domani o il prossimo anno. Infatti ho visto che fino ad ora è statocosì: magari imparava l’anno dopo, però ci riusciva. Il problema è come Chiara, crescendo, reagirà a questo. Riuscirà a capire che lei è differente,diversa e ciò influirà psicologicamente su di lei? Mi chiedo anche se Chiara riuscirà a stare seduta per quattro ore e fare quello che le dicono; lei è abbastanza ribelle ed inoltre se vede che non riesce a fare qualcosa le viene la rabbia.

sizo non dico che sia escluso, perché quelli sono argomenti che riguardano tutti, però, dato che per ogni problema che si discute egli sa che il proprio bambino ne ha uno in più, ha bisogno di cercarne la soluzione con gli insegnanti in un sede diversa da quella assembleare.
Ecco l’importanza di un colloquio individuale che non esclude, come ripeto, il momento assieme agli altri. Come mamma di una bambina con problemi, penso di aver superato molto bene questi anni anche grazie al fatto di stare sempre e comunque insieme a tutti.

Quali contatti ha avuto con la scuola elementare?
Io non sono stata chiamata dalla scuola elementare.
Quando sono andata ad iscrivere Chiara, la direttrice non c’era, quindi non ho avuto modo di parlare con lei. In seguito è stata convocata una riunione pertutti i genitori dei bambini che l’anno prossimo frequenteranno la primaelementare, lo ho partecipato e poiché la direttrice ci ha informati che il numero dei bambini iscritti al tempo pieno era troppo elevato e, al contrario, gli iscritti al tempo normale troppo pochi per formare una classe, ho dato la mia disponibilità a spostare mia figlia purché il tipo di scuola che si sceglie, sia ciò che va bene per lei. In quella sede, poi, la direttrice mi ha chiesto di parlarmi individualmente per assicurarmi che Chiara avrà l’insegnante di appoggio.



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