Un sacco bello – La bellezza non visiva: l’estetica delle persone che non vedono

 
 In questo numero ospitiamo una cara amica, Simona Guida, psicologa della riabilitazione visiva con la quale abbiamo collaborato per due percorsi di formazione presso l’associazione APRI di Torino.
A lei abbiamo chiesto di scrivere un articolo che prende spunto da questa domanda: i non vedenti che percezione hanno della bellezza?

Sport agevoli – Progetto rugby, uno sport per tutti

 “Abbiamo sempre pensato che giocare insieme e divertirci fosse la cosa più importante e il sorriso di tanti bambini e alcune bambine ce lo conferma a ogni allenamento o partita che disputiamo. Il rugby nelle sue caratteristiche di gioco di squadra unisce queste semplici cose”.

Sguardo del sud – Una casa per volare

 
Bruna è un’amica del Centro Documentazione Handicap di Bologna.
Un paio di anni fa ci ha telefonato ed è venuta a conoscerci, voleva parlare con Claudio Imprudente per avere un confronto e invitarci ad andare a trovarla in Africa. Ricordo molto bene quel giorno.
Seguiva di un paio di settimane un nostro viaggio a Belgrado, dove ci eravamo recati per parlare di de-istituzionalizzazione e integrazione.

Informazione sociale – Via della Casa Comunale N°1

 
Quando sopravvivi a tutto […] restano veramente poche le cose che possano farci paura, ogni tentativo di essere felice ha il sapore disperato dell’ultima volta e allora ti butti senza chiederti come ne uscirai, perché mal che vada il peggio è già accaduto.
(Stefano Bruccoleri, Via della Casa Comunale N°1, Edizioni Senza Dimora, 2009, pag. 2)

Controtempo – Musica per tutti: i dispositivi per l’esecuzione e la composizione musicale

 
Suonare uno strumento è spesso uno dei compiti più complessi per chi presenta gravi deficit a carico degli arti superiori. Le tecnologie assistive permettono tuttavia di superare, almeno in parte, le limitazioni funzionali, consentendo alla persona di poter beneficiare della ricchezza creativa ed espressiva dell’esperienza musicale.

Sul grande schermo – Indietro con Segre, avanti con Segre: il ruolo del pigiama

La cadenza trimestrale della rivista e l’inaccessibilità strutturale, endemica a determinati film, l’impossibilità di fruirne in Italia e, quindi, di scriverne, diventano involontariamente condizioni che legittimano una certa inattualità di questa rubrica. Raramente potremo godere di una piena contemporaneità tra visione e critica di una pellicola, almeno per quanto riguarda determinati titoli.

Spazio calamaio – In fondo siamo inutili?

Chi di voi, chi di noi almeno una volta nella vita non si è sentito inutile? Inappagato dalla Vita? Inadempiente, incoerente, inconcludente? Chi di tutti noi non ha mai provato quel “non sense” su cui tanti filosofi hanno ragionato e si sono espressi, cercando e continuando a cercare ancora ai giorni nostri il significato dell’Umanità? Del nostro stare al mondo? Per chi? Per cosa? Per quanto e per dove? 

Europa Europa – Sostenere la genitorialità delle donne non vedenti: l’esperienza di Parigi

Per una persona con una disabilità grave che scelga di dare alla luce un figlio, i comuni dubbi legati alle proprie capacità di interpretare in modo soddisfacente il ruolo di genitore vengono amplificati dalla frequente condizione di dipendenza quotidiana dagli altri, rispetto a cui diviene problematico il “prendersi cura” del nuovo nato, e da un contesto socio-culturale che associa ancora con molte fatiche tra genitorialità e disabilità, a maggior ragione se a essere in situazione di handicap è la futura madre.

Beati noi – La seconda navigazione

Si è tenuto di recente un convegno organizzato dall’Unar, l’ufficio del Ministero delle Pari Opportunità contro le discriminazioni razziali. L’argomento riguardava tutte le forme di discriminazione: handicap, sesso, età, razza, genere, religione, idee politiche e via dicendo. La mia amica e collaboratrice Chiara ha partecipato a questo incontro e me ne ha riferito. Parlando con lei sono emersi alcuni temi a me molto cari.

Bibliografia

AA.VV. Tecnologia e handicap. Comunicare, apprendere e lavorare senza barriere Roma, Editoriale Aesse, 2000   AA.VV. Società dell’informazione e persone disabili. Dal rischio di inclusione ai percorsi di integrazione Milano, Guerini e Associati, 2003   Pierluigi Ridolfi (a cura di) I disabili nella società dell’informazione. Norme e tecnologie Milano, FrancoAngeli, Leggi tutto…

Funes, o della memoria

Questo scritto di Borges è stato composto molto prima dell’avvento di internet però l’autore, come anche in un altro racconto (La biblioteca di Babele), dà spunto a diverse riflessioni che riguardano la rete. In questo caso siamo partiti dal semplice accostamento tra il tema del nostro lavoro – disabilità e internet – con la situazione del racconto; Funes è un ragazzo di campagna che, in seguito a un incidente, diventa disabile acquisendo però una memoria pressoché perfetta.

L’uso della rete da parte dei disabili

Non è certamente facile dare una risposta di tipo generale alla domanda che sta dietro al titolo di questo articolo, ma lo abbiamo fatto ugualmente dando la parola a tre persone disabili che usano la rete in un modo approfondito già da tempo e che svolgono lavori di tipo intellettuale. Un punto di visto privilegiato quindi, che non può essere la voce della maggioranza delle persone disabili, ma che indica sicuramente un uso preciso della rete che si proietta nel futuro.