Dal Woyzeck a spettacoli originali molto particolari, come Sehnsuchtsschwimmer (“Nuotatore nella nostalgia”) ambientato in un aeroporto, o Am Anderen Ende ist der Himmel (“Dall’altra parte c’è il cielo”) con un campo di allenamento competitivo che richiama la vita. Con 15 anni di attività alle spalle, Theater Sycorax, con sede a Münster (Nord Reno-Westfalia), è una delle compagnie teatrali che lavorano con pazienti psichiatrici più affermate e al contempo più innovative del panorama tedesco. Abbiamo intervistato Manfred Kerklau, uno dei due direttori artistici della compagnia.

Come è nato Theater Sycorax, e da quali motivazioni?
Theater Sycorax è stato fondato nel 1996 da Paula Artkamp, attrice e regista con una forte esperienza nel teatro “off”. La motivazione per avviare una produzione con persone con un background psichiatrico era basata sul desiderio di fare esperienze artistiche differenti e di offrire uno spazio per questo gruppo dove potessero occuparsi della propria creatività in un contesto non psichiatrico.
Paula Artkamp entrò in contatto con diversi ospedali psichiatrici e altre istituzioni per trovare partecipanti per questo lavoro teatrale, ma c’era grande scetticismo e avversione, così come la sensazione che fare teatro potesse non essere un buon consiglio per persone con disordini psichiatrici. Solo un’organizzazione socio-psichiatrica sostenne il progetto. Un operatore sociale accompagnava le prime prove, ma gli attori si opposero, perché durante il loro lavoro artistico non volevano essere osservati da un punto di vista terapeutico.
Dopo 14 anni di lavoro teatrale di successo, con molte esibizioni, oggi Theater Sycorax è ben avviato. A volte terapisti spediscono clienti al gruppo, e ci sono anche istituzioni che apprezzano il lavoro del teatro.
La prima produzione del teatro fu un libero adattamento di La Tempesta di W. Shakespeare. Da questo deriva il nome del gruppo (Sicorace è la strega che governava l’isola di Prospero e diede alla luce suo figlio, Calibano).
Con l’avvio del secondo progetto la guida artistica fu assunta dalla squadra composta da Paula Artkamp e Manfred Kerklau. Fino a ora abbiamo rappresentato 15 produzioni teatrali in co-direzione. La dimensione del cast dei diversi progetti teatrali andava da 7 a 17 persone. Alcune sono ancora con noi dall’inizio, ma la nostra idea è di aprire il gruppo a nuovi partecipanti per ogni nuovo progetto. Fino a ora, oltre 50 persone hanno partecipato a uno o più progetti.

Le compagnie teatrali che lavorano con persone che hanno disordini psichiatrici sembrano dover trovare un continuo equilibrio tra esigenze estetiche di sensibilizzazione sociale e terapeutiche. Se siete d’accordo con questa idea, quale equilibirio avete trovato nella vostra attività?
Il nostro lavoro si concentra sull’arte e sul potenziale delle abilità creative degli attori. Non stiamo lavorando terapeuticamente. Comunque, i principi del nostro lavoro sono nel cercare le forze e i talenti degli attori: la conferma, la comunicazione positiva e la promozione di uno spazio sicuro dove alle “cose da pazzi” è consentito di essere espresse artisticamente.
Oltre a ciò facciamo molto lavoro sul corpo: esercizi per la percezione del proprio corpo, dello spazio e del gruppo, allenamento della concentrazione e della voce e altro.

Come dite nel vostro sito web, “il segreto di essere selvaggi e diversi così come artisticamente controllati rimane”. Come gestite le esigenze speciali di ogni membro della vostra compagnia insieme all’esigenza “da regista” di controllo e ordine prima del e sul palco?
Il nostro lavoro teatrale offre uno spazio aperto con regole formali e sociali chiare per sviluppare la propria creatività. Questo approccio positivo e l’accettazione di ogni persona crea un’atmosfera affidabile per riunioni sociali oltre che per il lavoro artistico.
Nelle nostre produzioni il lavoro d’insieme è molto importante. Passiamo molto tempo nell’allenamento sul lavoro corale, sul gruppo che sostiene il protagonista della scena. In ensemble ci si prende cura l’uno dell’altro, sul palco si deve dimostrare il proprio valore insieme. Questo dà molta sensibilizzazione sociale a ognuno.
Durante il processo di lavoro c’è un sacco di input strutturato su un livello formale. Attraverso tutto quell’input e i compiti per eseguire la parte artistica (testo, connessione del testo, movimenti concreti del corpo, posizione sul palco, ecc.) gli attori non hanno possibilità di scivolare o perdersi dentro i loro mondi interiori.
Con una direzione artistica chiara ed esplicita cerchiamo di attuare il principio del sostegno personale a livello personale. Tutti i membri dell’ensemble sono integrati nello sviluppo delle scene teatrali e del lavoro artistico.

Molti degli spettacoli più recenti nel vostro repertorio sembrano trattare questioni esistenziali ma con un tono grottesco o apertamente comico. Questo approccio è il frutto di una direzione specifica quando allestite una nuova rappresentazione?
Il testo o il tema per una nuova rappresentazione viene dato dalle guide artistiche con un chiaro interesse per temi essenziali, ma le rappresentazioni teatrali si sviluppano in un processo aperto, in un senso di “work in progress”. Usando molta improvvisazione e partendo dalle possibilità e abilità degli attori, la rappresentazione teatrale si sviluppa e cambia durante le prove. Certo ci sono sempre alti e bassi, eccitazione e divertimento ma anche sopportazione e dedizione. Nel nostro lavoro cerchiamo di mantenere una leggerezza nella messa in scena di scene forti, drammatiche e profonde.

Come pensate che l’inclinazione di molte compagnie teatrali che lavorano con pazienti psichici a portare avanti un teatro di ricerca e di avanguardia incida sul loro riconoscimento, sia nell’ambiente teatrale che tra il pubblico?
Considerando le restrizioni specifiche degli attori da un lato, e dall’altro le loro esperienze individuali e straordinarie, cerchiamo di creare una forte autenticità e una “densità atmosferica” sul palco – la qualità propria di Theater Sycorax. Ciò si ottiene, tra le altre cose, attraverso il costante allenamento di gruppo e attori.
Non sappiamo se questo sia orientato all’avanguardia o alla ricerca. Cerchiamo di offrire agli attori forme di espressione, per riflettere qualcosa delle loro esperienze sul loro mondo interiore. Questo è un compito speciale, trovare queste forme e offrire prospettive bizzarre.

Avete aneddoti riferiti alla preparazione o all’interpretazione delle rappresentazioni che esprimano lo spirito del lavoro di Theater Sycorax?
Una volta avevamo una prova costumi e ricevemmo una telefonata da un’attrice – diceva che non poteva venire, perché era all’ospedale psichiatrico, ma sarebbe venuta il giorno dopo. Finimmo la prova costumi senza di lei e ci mettemmo d’accordo che lei sarebbe potuta venire alla prima e alle rappresentazioni successive andandola a prendere all’ospedale e riportandola direttamente dopo le rappresentazioni.
Spesso abbiamo avuto come ritorno il fatto che i professionisti psichiatrici riuscivano a malapena a riconoscere i loro pazienti quando li vedevano esibirsi sul palco.
Gli attori guadagnano molta autostima dal lavoro. Quando un attore iniziò, i suoi genitori lo accompagnavano in macchina alle prove, perché era molto dipendente da loro. Da allora, si è trasferito in un appartamento proprio e vive una vita mobile e indipendente.

Per informazioni:
www.theatersycorax.de

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