1. La contea dei ruotanti
- Anno e numero: 1999/71
La fine della seconda Repubblica e la proclamazione dello Stato Lombardo Veneto, capeggiato dai Signori di Milano, “padroni incontrastati dalle Alpi al Po”; la separazione con il sud, la cacciata degli immigrati e la fuga dei meridionali. E ancora la guerra d’indipendenza contro l’Austria-Germania che, nata dal crollo dell’Europa dell’Euro, voleva annettersi non solo il Trentino Alto Adige ma anche il Lombardo-Veneto.
Questo scenario, sospeso tra i già visti della storia italiana e gli echi del presente, fa da sfondo a “La contea dei ruotanti”, l’ironico e dissacrante romanzo di Franco Bomprezzi. Il centro della storia è proprio questo feudo immaginario, di sapore medievale, con tanto di fossato e di mura impenetrabili. La Contea della Sacra Ruota è uno stato nello stato, creatosi con la rivoluzione promossa da Handicap Power, il movimento di liberazione capeggato da Giovanni dalle Ruote Nere, Conte della Sacra Ruota, appunto.
Al di fuori della impenetrabile cittadella giungono “storie incredibili di handicappati al potere, di carrozzine obbligatorie, di scale abolite ovunque”. E ancora: ascensori enormi dotati di frizione autoregistrante, autobus con pianale-sollevatore manovrabile dall’utente, sidecar elettrici usati dalle sentinelle lungo i camminamenti…
Una città ideale? Chissà. Quello che è certo è che a nessun camminante è consentito varcare i confini della contea. Già, i camminanti. Ovvero i normali, quelli che volevano che tutti camminassero anche se era chiaro che non era possibile… Quelli che… ” Sembrava che le differenze vi dessero fastidio…”. Ecco il senso di questo mondo fuori dal tempo e dalla logica. Un ribaltamento del rapporti, una legge del contrappasso, una rivalsa nei confronti dei normali e della costrizione a vedere le cose sempre dal loro punto di vista, dall’alto.
Ma l’ ”Utopia realizzata” è un mondo felice? Non si direbbe. Senza dubbio non lo è per il malcapitato protagonista del libro, giovane e aitante guardia di confine dei Signori di Milano, catturato con uno stratagemma da una Ronda carrozzata e prigioniero da “riabilitare” alla vita in carrozzina. Un normale costretto a vivere seduto, ridotto a emblema di un potere che, anche se sorto dal desiderio di libertà e autonomia si è pur sempre tradotto in una ennesima forma di regime.
Quale sarà il destino e quali le conseguenze della logica inflessibile che governa il mondo “libero” dei ruotanti, che determina questo rovesciamento di livelli e questa mescolanza di vecchi retaggi e improbabili progressi?
Franco Bomprezzi, “La contea dei ruotanti”, il prato editore
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