Sul grande schermo

Grande il successo raccolto dal film “Il Grido” di Pippo Delbono presentato al Festival del Cinema di Roma: secondo lungometraggio dell’autore che esce dopo due anni di lavorazione, a tre di distanza da “Guerra”. Una sorta di documentario che prende le sembianze del film vero e proprio, nonostante lo stile fortemente documentaristico della narrazione. Così come ha del documentario la forma e il modo di esprimere questo viaggio in lambretta dei due protagonisti: il regista e Bobò, entrambi attori di loro stessi.

Il mio vivere da figlia

Sono il padre e la madre di un figlio disabile che più spesso parlano di progetto di vita per il proprio figlio, che altro non è se non il progettarne il futuro così come, in misura maggiore o minore, un po’ tutti i genitori fanno, creandosi aspettative che sta poi alla vita e alle scelte del figlio esaudire o tradire. Ma di questo si tratta, sia che il figlio sia o non sia disabile: sono quei progetti intorno alla sua laurea, previsioni di quella commozione riservata al giorno del matrimonio, senza pensare poi alla grande emozione del diventare nonni.

Questo fratello… un grande fardello!

Il due settembre scorso la BBC1, la celebre emittente pubblica del Regno Unito, ha mandato in onda Coming Down the mountain, un’opera teatrale scritta per la televisione da Mark Haddon, lo scrittore reso celebre anche al pubblico italiano per il suo romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, il cui protagonista, tra l’altro è un ragazzo autistico.

Sul grande schermo

Elle s’appelle Sabine. “Lei si chiama Sabine”, l’esordio per Sandrine Bonnaire nelle vesti di regista. Un grande successo al Festival del Cinema di Cannes dove ha portato a casa il premio come miglior film della Quinzaine des Realisateurs. La Bonnaire viaggia vorticosamente nel tempo per raccontare la storia di Sabine, la sorella autistica rinchiusa da anni in un ospedale psichiatrico.

Quel che serve è un “handicap ben visibile a occhio nudo”

Un concorso di bellezza in tv. Fin qui niente di strano. Un concorso di bellezza che è un reality show le cui protagoniste sono ragazze disabili. È il grande successo della tv Olandese, capace di raccogliere il 25% dello share televisivo nel 2006. Ma non solo: un format acquistato da altri stati che nel 2007 ne faranno produzioni simili. La prossima annunciata sarà la televisione Britannica, che ha già dato notizia sul “Times” e sulla cui ambita conduzione già si vocifera; poi a seguire quella francese, tedesca e statunitense.

Sul grande schermo

Siamo nel 1970. Mirco è un bambino toscano di dieci anni con una grande passione per il cinema. Perde la vista in seguito a un incidente: un colpo di fucile lo ferisce agli occhi a otto anni. La legge dell’epoca non permetteva ai non vedenti di frequentare la scuola pubblica, così i genitori sono costretti a farlo rinchiudere in un istituto, il “Chiossone” di Genova. Lì il bambino trova un vecchio registratore a bobine e scopre che tagliando e riattaccando il nastro riesce a costruire delle favole fatte solo di rumori e suoni.

E se non fosse solidarietà

Il martedì di Unomattina si è arricchito negli ultimi tempi di uno spazio settimanale chiamato “Spazio della Solidarietà”, condotto in studio da Giovanna Rossiello e interamente dedicato alla scoperta e al monitoraggio di esperienze e progetti in “difesa del sociale” (come spiegano all’interno del sito Rai) sia a livello locale che su territorio nazionale.