Da un’intervista a Elena Rasia, giovane percussionista bolognese di 21 anni, che fa parte del gruppo “Afroeira”.

“Per me la musica è davvero tutto. Quando suono e quando ascolto musica, fin dalla mia infanzia, sono felice. Suonare mi dà energia e quando suoniamo per un pubblico ancora di più.

Amo la musica in tutti i sensi, quando ho un po’ di tempo libero vado ai concerti di qualsiasi genere, perché secondo me la musica è musica. Dipende poi se piace o no certo, ma può essere bella una canzone degli anni ‘70 anche per un giovane di 20 anni come me! In casa, la radio accesa o i cd non mancano mai!

Questa mia passione mi ha spinto, all’età di sei anni, ad avvicinarmi a uno strumento: il pianoforte; tuttavia non è andata tanto bene, perché avevo difficoltà a utilizzare le mani sulla tastiera.

Secondo me suonavo bene anche con un dito solo, seguendo gli spartiti, ma per i miei insegnanti il pianoforte non si doveva suonare in quel modo e non mi sentivo incoraggiata per niente. 

Ho fatto anche un saggio, ma subito dopo ho abbandonato lo strumento. 

Ma la mia vera passione fin da piccolissima sono state le percussioni, per cui alle scuole medie ho iniziato a fare lezioni di batteria. Ho continuato per quattro anni, anche se mi sono sentita spesso prendere in giro, forse perché è raro vedere una batterista in carrozzina; tuttavia visto che molti batteristi, che mi avevano sentito, mi hanno sempre detto che ho il ritmo “dentro” ho continuato… Avrei continuato comunque nonostante tutto! 

Abbiamo studiato un modo, anche con le mie educatrici, per mettere ogni strumento della batteria nella posizione migliore per le mie braccia, perché appena ho iniziato a suonare, ho riscontrato difficoltà ad allungarmi. Abbiamo cercato inoltre il modo per incastrare il tutto, lasciando lo spazio necessario per la carrozzina, perché di solito i batteristi usano uno sgabello piccolissimo e senza schienale. La cassa è stato l’altro grosso problema quindi, appena iniziato col mio primo maestro, si è scelto di lasciarla da parte. I due anni successivi, cambiando maestro, sono stati i migliori per me; sono andata avanti molto velocemente, migliorando giorno dopo giorno sempre di più, riuscendo a fare stacchi, ritmi e assoli. Il maestro, quando serviva, suonava la cassa per me col doppio pedale. 

Se si parla di diversità riguardo alla musica, per me la diversità non esiste! La musica riesce sempre a darmi felicità. È riuscita a farlo anche quando un insegnante di batteria di una scuola, nella quale ero andata a chiedere informazioni per iniziare un corso, non mi ha nemmeno fatto prendere in mano le bacchette, mi ha solo detto: ‘io non insegno a persone come voi’.

Quando ho deciso di intraprendere questo percorso musicale le persone a me vicine mi hanno sempre incoraggiata, sono riuscita a superare le difficoltà perché la mia famiglia mi ha sempre sostenuta; un grazie lo devo anche al mio maestro di batteria e, ovviamente, al mio gruppo.

Ecco… non vi ho ancora parlato del gruppo musicale di cui faccio parte ora… 

Da luglio 2012 sono entrata in “Afroeira” sotto la direzione artistica e didattica del “mestre” Paolo Caruso, lì ho iniziato a suonare l’agogò, uno strumento a percussione della famiglia degli idiofoni, originario della Nigeria e successivamente diffusosi in Brasile. È formato da due o più campane di ferro senza batacchio di dimensioni conico allungate e grandezze diverse, unite alla base da una connessione che funge anche da impugnatura. Lo si suona reggendolo in mano (per attutire le vibrazioni) e percuotendolo con il lato di una bacchetta in legno o in ferro alla ricerca dei punti di migliore sonorità. Adesso lo sento proprio il mio strumento trovandomi benissimo. Ogni lunedì provo col mio gruppo divertendomi tantissimo!

Quando mi esibisco con “Afroeira” sento che il pubblico si lascia travolgere e si diverte tanto! Io suono da sempre per passione ma il mio sogno sarebbe fare della musica una professione”.

Paolo Caruso, il “mestre” 

Inizia a studiare da autodidatta ritmi e strumenti a percussione dell’area Afro-Cubana e Brasiliana. Frequenta i corsi specializzati della Drummers Collective di New York, studiando con insegnanti quali Frankie Malabe (Peter Erskine group) e Cyro Baptista (David Byrne, Paul Simon). Entra a far parte della band del cantautore Luca Carboni, con il quale effettua diverse tournée in Italia e all’estero. Partecipa alla realizzazione delle musiche sullo spot “I giovani e le discoteche” trasmesso su Videomusic e Raitre. Partecipa al “Festival del Ritmo e delle Percussioni” esibendosi insieme ai batteristi Daniele Tedeschi (Vasco Rossi) e Walter Calloni (Lucio Battisti, PFM). Con il gruppo “Cantodiscanto” risulta tra i vincitori del Premio Recanati delle Nuove Tendenze delle Musica d’autore nel 1994, trasmesso su Rai Due.

Si esibisce e collabora con: il cantante Willy DeVille, il gruppo inglese Urban Cookies Collective, Frontera, Funky Company, Sambahia, Mario Lavezzi, Stadio, Daniele Fossati, Gang, Alberto Solfrini, Nomadi, Paolo Rossi, Tosca, Vinicio Capossela, Vinx, Airto Moreira, Bob Moses, tournée teatrale “Kiss me Jesus” con Andrea Roncato, Samuele Bersani, Bruno Lauzi, Kikkombo Group, Mietta, Neffa, Spagna, Ridillo, Gianni Morandi, Eumir Deodato, Iskra Menarini, Arthur Maia, Marivaldo Paim, Guinga, Liron Mann.

È stato finalista al concorso internazionale sulle percussioni “Perc Fest 2000” insieme a Roberto Rossi, con il quale, unitamente a Felice Del Gaudio, ha pubblicato un metodo edito dalla BMG Ricordi: “La Sezione Ritmica Brasiliana” (comprensivo di cd).

Dal 1997 dirige e coordina l’Accademia Do Ritmo Afroeira.

“Afroeira”: la scuola, gli spettacoli, le parate
Accademia do Ritmo Afroeira nasce nel 1997 a Bologna grazie all’impegno del percussionista Paolo Caruso, appassionato ed esperto conoscitore dei ritmi afro-latinoamericani.
Le famose “scuole di samba” brasiliane, che sfilano per le strade suonando e ballando, sono formate da centinaia di percussionisti e ballerini che praticano tutto l’anno quest’attività, rendendola unica al mondo; Afroeira si propone, nonostante le differenti caratteristiche culturali, di ricrearne l’atmosfera e il festoso approccio alla musica.
I percussionisti si incontrano ogni settimana per dar voce alla prima grande Accademia del Ritmo afro latino americano di Bologna, suonando insieme i ritmi della tradizione brasiliana, africana e cubana.
Chiunque abbia voglia può partecipare agli incontri, dove troverà a disposizione una serie di strumenti quali surdo, rullante, tamborim, agogò, chocalho, cowbell, caixa, cuica, djembè, repique, reco-reco, pandeiro, ganzà e apito, quest’ultimo è un semplice fischietto, ma se il maestro e i direttori di “bateria” non l’avessero il Carnevale non inizierebbe!
Gli spettacoli di Afroeira si svolgono in due modalità, “le parate di strada” dove i percussionisti e il direttore sfilano, senza necessità di amplificazione, creando uno spettacolo itinerante dal coinvolgimento assicurato, e gli “spettacoli sul palco” dove i musicisti presentano i brani contenuti nei 2 dischi finora realizzati dal gruppo, composizioni originali e rivisitazioni di ritmi e canti tradizionali afro-brasiliani.
Dalla sua fondazione, Afroeira si è esibita in oltre 250 concerti in Italia e in Europa, in occasioni quali il Carnevale di Venezia, il Carnevale di Cento, quello Ambrosiano di Milano, il grande Karnaval der Kulturen di Berlino, il Festival Samba réPercussion di Monleon Magnoac, il Festival Sentieri Acustici-Itinerari Musicali e il Festival Internazionale Muntagninjazz; ha suonato in locali importanti tra cui il Barfly di Ancona, l’Estragon di Bologna e il Bandiera Gialla di Rimini; ha partecipato a eventi come il Gran Premio di San Marino di Formula 1, il Motor Show di Bologna e il World Ducati Week 2012: il più grande Raduno Mondiale Ducati; ha preso parte alla trasmissione di Rai 1 “Italia che Vai”; ha avuto occasione di esibirsi in concerto con Gianni Morandi, di partecipare al Percussionistica World Rhythm Festival, al Festival Latinoamericando di Milano (Expo 2007 e 2009); e poi ha animato feste di piazza, convegni, carnevali, festival, spettacoli in teatri, discoteche… affermandosi come una delle migliori scuole di samba italiane.
Il gruppo ha realizzato e prodotto due dischi: Afroeira Live (2003) e Tambores (2007)

Per saperne di più:

www.afroeira.com

info@afroeira.com