Qualche settimana fa, leggendo tra le notizie del sito Superabile, mi sono imbattuto in una iniziativa a favore delle persone colpite dalla sindrome di Asperger. Mi ha incuriosito questo nome per me nuovo: io, pur non essendo medico, conosco diverse patologie da cui sono affetti alcuni miei amici, ma questa sindrome non l’avevo proprio mai sentita, così ho cercato qualche informazione, prima su Wikipedia e poi su altri siti di medicina. La sindrome di Asperger rientra nello spettro autistico, come nell’autismo, ha esordio nell’infanzia, senza ritardo mentale o difficoltà nel linguaggio, anzi si accompagna a una proprietà di linguaggio sviluppata e a un’intelligenza nella norma o a volte superiore. Le persone Asperger hanno una sviluppatissima capacità di elaborare informazioni ma possono incontrare disagio nel gestire l’empatia e le relazioni sociali. Ma la caratteristica peculiare di questa sindrome è l’incapacità di prevedere le conseguenze delle proprie azioni. Le persone affette da questa malattia compiono gesti senza chiedersi quale impatto possono avere nel futuro degli altri e di se stessi. Ho letto ad esempio che una persona con Asperger aveva fabbricato un ordigno seguendo le istruzioni che stavano in internet, e non lo aveva fatto per cattiveria o per compiere un attentato, ma in assoluta incoscienza. C’erano anche tante altre storie simili a questa, e tutto ciò mi ha fatto riflettere. In fondo, la società di oggi ha esattamente questa malattia senza rendersene conto. Il progresso tecnico-scientifico ci permette di fare sempre più quello che vogliamo senza tener conto dei limiti che la natura ci imponeva fino a qualche tempo fa, ma proprio questo ci porta alla filosofia del carpe diem: fai oggi quello che vuoi, senza preoccuparti del domani. In tutti i campi è presente questa sorta di sindrome di Asperger: dalle case costruite lungo o addirittura sopra i cosi d’acqua, costretti e intombati, che, poi, vengono regolarmente inondate alle prime piogge intense, ai rifiuti tossici che sono seppelliti nei terreni coltivati a ortaggi che finiscono nei nostri piatti. Magari proprio nei piatti di quegli industriali che hanno inquinato – o dei loro complici criminali. Un altro esempio si può trovare nella normativa che dovrebbe regolare la fecondazione eterologa: in alcuni Paesi la legge prevede che i genitori naturali rimangano sconosciuti. Ma ciò comporta una serie di problemi, in caso di malattie del figlio si dovrebbe poter risalire ai suoi genitori biologici. Prevedere la possibilità di una qualsiasi malattia non significa essere “dei gufi”, come si dice oggi, ma essere persone che hanno consapevolezza dei limiti della natura umana e della salute. La legge che permette la fecondazione eterologa nasce dalla concezione che avere un figlio sia un diritto e non un dono; per chi crede, di Dio, per chi non crede, della natura. Questo non prevedere il futuro è presente anche nel campo sociale: ad esempio, si vuole – giustamente – aiutare le madri single, ma questo, se viene interpretato in maniera rigida, porta alla separazione della coppia in difficoltà, anche se i due genitori non vorrebbero separarsi.  In questo caso, non si tiene conto che per i bambini è meglio crescere con un padre e una madre, anche se non perfetti. Naturalmente, sperando che siano genitori responsabili e non compiano azioni che, per incoscienza, finiscono per danneggiare i loro figli. È notizia di qualche giorno fa che una coppia con una bambina piccola aveva preparato una torta che conteneva un ingrediente un po’ originale. Dopo aver consumato il dolce la piccola ha accusato un malore, con vomito e convulsioni. Il padre e la madre hanno subito chiamato l’ambulanza che ha trasportato la bimba al pronto soccorso e, dopo qualche giorno nel reparto di pediatria, è stata dimessa. La piccola, sottoposta ad alcuni test, è risultata positiva alla cannabis. Sembra che la torta sia stata preparata come stravagante dessert riservato agli adulti in occasione delle festività natalizie. La figlia, ignara del fatto che contenesse droga, l’avrebbe assaggiata approfittando di un momento di disattenzione dei genitori. Non voglio addentrarmi nella questione droghe leggere e della loro legalizzazione, qua è in discussione la responsabilità di due genitori che, in presenza di una bimba di pochi anni, per un loro sfizio preparano una torta alla marjuana, non pensando che la loro figlia potrebbe assaggiarla. Altri casi di genitori irresponsabili ci sono offerti dalla cronaca quotidiana: frequenti, soprattutto negli Usa, gli episodi di bambini piccoli che, maneggiando le armi che si trovavano in casa, hanno ucciso un genitore o un fratello. Ciò può capitare dappertutto, ma in un Paese che considera un diritto inviolabile il possesso di armi da parte di tutti i suoi cittadini le probabilità che accada aumentano in maniera esponenziale. Tutti questi esempi dimostrano che, nella società odierna, soprattutto quella ritenuta più avanzata e opulenta, si va perdendo il senso del futuro, che è una delle caratteristiche che distinguono la specie umana dagli altri animali. L’uomo è progredito proprio perché non pensa solamente a soddisfare i suoi bisogni più immediati o i suoi desideri, ma sa progettare il futuro e questo gli ha permesso di uscire dal contingente e proiettarsi in avanti. Naturalmente, non sostengo che si possa o si debba prevedere il futuro, l’imponderabile è sempre possibile ed è anche un bene che sia così, perché la meraviglia fa parte dell’esistenza umana tanto quanto la capacità di progettare. Il problema è che si stanno perdendo entrambi questi aspetti: ormai si vive soltanto in un eterno presente. Caso vuole che, nel famoso film anni Ottanta Ritorno al futuro, il protagonista venga catapultato proprio nell’anno 2015. Ora ci siamo, nell’anno del ritorno al futuro, così come era stato immaginato per fiction: non facciamoci prendere da una collettiva, sociale sindrome di Asperger.