Ogni individuo, che sia maggiorenne o minorenne o adolescente o anziano, può spaziare con la propria mente in ogni luogo e tempo, arricchendo ulteriormente la propria esperienza di vita di fantastica presenza nel mondo. In un contagioso dialogo di fantasie con Ermanno Morico, animatore con disabilità del Progetto Calamaio, è facile trovarsi fisicamente dinanzi a una scrivania a Bologna e al contempo spaziare con la mente in luoghi europei e mondiali, imbattendosi in personaggi del tutto originali e simpatici.
I personaggi che crea Ermanno sono sì fantasiosi, ma in sé presentano caratteristiche del tutto comuni, con le loro particolarità uniche ma, al contempo, universali. Lo spirito di osservazione della realtà circostante è il perno di ogni nuova storia da inventare e sviluppare. È bastata, infatti, la foto di una mongolfiera incorniciata e affissa alla parete del Centro Documentazione Handicap per stimolare il nostro scrittore, facendolo catapultare in luoghi desiderati e lontani. È il vento della propria fantasia a scuotere ogni pensiero, solleticando la più accesa creatività per la descrizione di un viaggio onirico e sempre sognato.
Le correnti ascensionali dei propri desideri permettono di avere una visuale dall’alto che comprenda tutto il proprio vissuto, arricchendolo di immaginaria volontà, sì da sfidare e superare ogni difficoltà. I punti di riferimento diventano l’avventura, la libertà, il ritorno, laddove la mente è già stata e vuole ritornare con forza. A trionfare sempre su tutto c’è sempre l’amicizia che rende persino la nostalgia e i ricordi sprono per nuove avventure ancora da realizzare.

“La mattina seguente erano freschi, riposati e pronti per ripartire, questa volta puntarono verso la Norvegia, esattamente Oslo.
Oslo è una cittadina dove c’è un clima molto freddo e infatti nel mare ci sono i ghiacci, la sfida di Gigio e Tommy era proprio di atterrare su una lastra di ghiaccio, ma non era facile e dovevano prepararsi bene per l’atterraggio. Era parecchio freddo!
Gigio e Tommy cercano di atterrare lentamente senza colpi bruschi altrimenti la lastra si sarebbe potuta rompere. Ce la fecero! e non appena toccato il ghiaccio i due fuoriuscirono dal cesto di paglia e gridarono per la contentezza.
Si prepararono indossando la muta stagna e le bombole e con un coraggioso tuffo si immersero in mezzo ai ghiacciai dentro al mare della Norvegia, in mezzo  ai fondali, con la maschera da sub si poteva vedere un bellissimo panorama marino e osservare le sette meraviglie del mare di Norvegia, meraviglie di pesci diversi: pesce palla, aragoste, salmoni, meduse ecc…
Era stata un’ardua impresa ma molto soddisfacente!
Approfittando delle correnti ascensionali del vento favorevole ripartirono con la bussola si diressero in un altro paese caldo per poi ritornare in Italia.
Per via del vento favorevole e parecchi giorni di viaggio… finalmente in Italia… direzione Bologna…
Abbiamo una collina fuori Bologna, nel punto indicato e con la leva abbiamo iniziato la discesa verso terra. Pian piano che la mongolfiera scendeva ci saliva un velo di tristezza per aver lasciato dietro tutti quei bei posti e i meravigliosi ricordi.
Gigio e Tommy erano molto contenti di aver avuto un’avventura e di aver girato il mondo in mongolfiera. Si resero conto che la loro amicizia poteva superare tutte le difficoltà e arrivare a traguardi irraggiungibili con poche spese”.
(Ermanno Morico)

Vi è piaciuta la fiaba di Ermanno? Io mi sono rilassato moltissimo a immaginarmi lassù… Per questo non ho resistito e ho chiesto al mio caro collega di concedermi un breve scambio di battute. È così che ho scoperto come nasce il racconto di un viaggio fantastico…

 

Salve Ermanno! Come stai?

Sto così… in carrozzina! Ahimè!

 

Ho letto delle sue storie e mi sono piaciute molto… Ma come mai ha deciso di scrivere delle fiabe?

Perché ho lo stampino di mio nonno paterno Eliseo Morico, che era un poeta.

 

Da quanto tempo le scrive?

Da circa quattordici anni…

 

Da dove prendi spunto?

Quando vedo gli spunti che mi piacciono, magari al cinema, oppure quello che vedo in giro prima immagino un racconto con un filo logico dall’inizio alla fine, poi materializzo inventando dei personaggi, tipo Joe Black… Un personaggio che ho preso in prestito al cinema, da un film che ho visto vicino alla Salaborsa, la Biblioteca di Bologna, quel cinema piccolino che si trova in via Indipendenza sulla sinistra, ho visto il film di Joe Black, dove c’era quel bel ragazzone di Brad Pitt, biondo… E lì ho colto l’occasione per creare il mio personaggio. A volte mi ispiro anche ai vicini di casa, come la signora Giustina, di 102 anni, che è diventata la protagonista della mia storia “L’isola del tesoro”.

 

Sappiamo che “La Mongolfiera” è la tua fiaba preferita, perché?

“La Mongolfiera”… Perché si viaggia, come Colombo, ma per aria… E in giro per il mondo, per visitare tutte le città… E poi io sono un avventuriero… Ho provato anche l’emozione del volo, con l’imbragatura trainato da un motoscafo era come essere al sesto piano di casa mia! Ero in compagnia di un educatore argentino… Da lì ho visto il mare… E vedevo anche il vuoto… Un’emozione inebriante… Con l’imbragatura mi sentivo al sicuro e tanto sotto c’era il mare… Avevo le gambe a penzoloni, nel vuoto… La prima cosa che ho pensato quando sono salito su è stata “Ma chissà cosa c’è sotto!”. E poi ho visto il mare dall’alto… Vasto e immenso, non si vedeva la fine… Infinito

 

 

 

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