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14. Clicca su di me

Recentemente ho avuto su Internet un’esperienza psicologica profondamente disturbante che mi ha spinto a consultare un filosofo di professione, proprio come un problema di salute mi costringe a cercare un medico.
Ma lasciate che parta dall’inizio. Per quasi tutto l’anno scorso la mia principale attività su Internet è stata quella di consultare le immagini dei dinosauri. Il mio figlio di cinque anni sedeva sulla mia gamba destra e quello di due sulla sinistra. Stavamo faccia a faccia con il Triceratops e contavamo i denti del Tyrannosaurus Rex. Il bambino di cinque anni è piuttosto abile nel seguire i links, mentre quello di due è ancora allo stadio dei “Twicer’ops”
Uno dei nostri luoghi preferiti è l’UCMP, il museo di paleontologia dell’Università di California. Su Internet l’UCMP è un museo meraviglioso, virtuale e interattivo. Anche Adam Engst ha scritto in uno dei suoi libri che egli potrebbe “passare il resto del pomeriggio l, passeggiando attraverso la mostra, e il tutto senza stancare i miei piedi”.
http://ucmpI.berkeley.edu/welcome.html
Nello scorso giugno ho lasciato il mio posto di funzionario al Ministero del Tesoro per diventare professore di economia a Berkeley. Poich‚ l’UCMP è nel dominio (Internet) “bekeley.edu”, ho chiesto in giro e mi è stato detto che il museo si era appena spostato in un edificio rinnovato di recente, il Valley Life Sciences Building.
Così un pomeriggio ho interrotto i miei tentativi di gestire una pila di carte create dal Vice Rettore Delegato alla Spazzatura e dall’Assistente Vice Rettore Delegato a Inventare Regole Sensa Senso e ho portato i miei due figli al Valley Life Sciences Building.
Prima abbiamo attraversato molti disegni e scavi paleontologici. Quindi ci siamo trovati nella sala centrale, di fronte a uno striscione che diceva “Museo di Paleontologia dell’Università della California”. Dietro il vetro c’era un impressionante teschio di Tyrannosaurus Rex. Nel piano successivo c’era un cranio, altrettanto impressionante, di Triceratops. Le grandi ossa di un altro Tyrannosaurus erano sospese sopra le scale.
Ma questo era quasi tutto. L’UCMP si era appena trasferito e molto materiale era ancora imballato. Da metà settembre un intero Tyrannosaurus Rex riempirà l’intero vano delle sale, su tre livelli, ma la collezione pubblica di fossili Š comunque molto piccola.
Il fatto è che l’UCMP è un museo di ricerca, non un museo da esposizioni: è pensato per studenti di 25 anni, affascinati da poster intitolati: “Le piogge acide: un fattore di estinzione al confine K-T”. Questo museo non è progettato per persone di 5 anni (o di 35 anni) che non se ne capiscono molto di geologia e di chimica.
Così mi fermai nell’atrio.  Guardai alcuni fossili importanti.  Dissi a me stesso:  “Sarà meglio tornare al mio computer in ufficio, cos potremo vedere il vero museo sui dinosauri dell’Università di California”.
http://ucmpI.berkeley.edu/expo/dinoexpo.html
“Il vero museo – pensai – ha delle narrazioni audio sulla scoperta dei dinosauri. Il vero museo ha molte ossa in più – per esempio uno scheletro completo di Diplodocus.  Il vero museo ha delle mostre dettagliate sull’evoluzione dei dinosauri e sulla geologia…”
“No, aspetta”.
“Questo è il museo reale. Il sito Web su Internet è solo un’immagine virtuale, un riflesso elettronico di questo posto fisico”.
Fu allora che pensai di aver bisogno dell’aiuto di un filosofo. Ci sono state in passato delle lunghe discussioni sul fatto che le ombre elettroniche rese possibili dalle rivoluzioni nei computer e nelle telecomunicazioni avrebbero potuto acquisire tale intensità di effetti, immediatezza, complessità e profondità, da divenire – in un certo senso – reali.
Quel pomeriggio nel Valley Life Sciences Building era stata la prima volta nella mia vita che io avevo confrontato un posto nel mondo reale – L’UCMP – con la sua immagine elettronica virtuale nel cyberspazio e che avevo trovato il mondo manchevole. Al confronto con la sua immagine elettronica virtuale, l’esperienza del mondo reale non aveva l’intensità né la ricchezza che ci si aspetta dalla realtà
Ripensandoci, mi resi conto che, già da diversi anni, il mondo elettronico al di là degli schermi del computer aveva lentamente acquisito realtà  – mentre il modo reale l’andava perdendo.
Ogni settimana io controllo il mio catalogo di schede per trovare una cosa o un’altra, ma sono almeno quattro anni che non maneggio un contenitore di legno o di metallo. Quando dico “è sulla scrivania”, quasi certamente intendo dire che esiste un puntatore a un file a un certo livello della directory del mio computer. Per quanto riguarda gli archivi di schede e le scrivanie, le immagini “virtuali” hanno talmente soppiantato gli oggetti “reali” da farli quasi svanire dalla mia coscienza.
Alcuni non si rendono conto di queste trasformazioni. Penso a un rispettabile decano della facoltà il quale sosteneva che tutte le scoperte fisiche dopo il 1930 (comprese le attuali tecnologie dei computer e delle telecomunicazioni) erano meno importanti delle “scoperte” nella critica letteraria della generazione precedente. Egli aveva una tale assenza di percezione (o forse stava semplicemente sfidando l’ironia) da fare questa affermazione in un messaggio di posta elettronica. Per due generazioni le persone hanno parlato di come i computer avrebbero avuto un’influenza straordinaria sulla società e sulla conoscenza umana. I nostri figli penseranno in una maniera tanto differente da noi, quanto noi ragioniamo in maniera differente dai monaci prima di Gutemberg, che spendevano anni di vita copiando e scrivendo dei commentari su di un singolo manoscritto.
La sera successiva alla nostra spedizione al museo, salii le scale per mettere a letto il piccolo di 5 anni. Stava parlando, ma non a se stesso.
“Se vuoi leggere i libri – diceva – clicca sullo scaffale. Se vuoi giocare con i dinosauri giocattolo, clicca qui sopra”
Pretendeva di essere un sistema di help in linea.
“Per giocare con i personaggi del Re Leone, clicca sul bottone del letto”. Nella mia vita ho immaginato di essere molte cose, nel gioco e nel lavoro – un esploratore spaziale, un re saggio, un Sottosegretario al Tesoro, un professore di Berkeley. Ma mai avevo preteso di essere un help system.
“Se avete bisogno di aiuto, cliccate sulla mia foto sul mobile. Sarò qui in un attimo…”. Non solo il mondo virtuale al di là dello schermo del computer sta acquistando una crescente apparenza di realtà, ma il mondo reale, su questo lato dello schermo, sta prendendo a sua volta molte caratteristiche della virtualità

Tratto da:  CHIPS & SALSA  Nø4/6 OTTOBRE 1995 (Inserto del Manifesto)



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