9. Voci dal di dentro
- Autore: A.A.V.V.
- Anno e numero: 1998/63 (monografia sui centri socio-riabilitativi)
di A.A.V.V. e di Silvia, Vanna, Biagio, Roberto, Luca, Stefano, Luigi, Marco, Cristian, Gabriele utenti ed educatori della semiresidenza di via Tasso
Silvia:”Io vengo qui per stare un po’ in compagnia e per cambiare la mia vita”. Roberto: “Vengo qui per trovare tranquillità, disposizione all’ascolto e per trovare chi sta con me”. La semiresidenza raccontata dagli utenti.
Questo articolo è stato fatto ed elaborato, sotto forma di domande erisposte all’interno dell’attività di “Lettura giornale” a cui partecipano 8 utenti e due educatori, attività in cui si leggono e si commentano riviste, con la finalità di stimolare la capacità di comprensione dei testi letti, e di favorire l’acquisizione di capacità e abilità comunicative all’interno di un contesto di gruppo.
Quale è stata la vostra prima impressione varcando la soglia della struttura
Silvia racconta: “Ero sinceramente un po’ spaventata, avevo paura di non andare d’accordo con nessuno per il mio brutto carattere: non volevo essere considerata come una persona infantile e senza idee”.
“A me invece – dice Luca – sembrava tutto “vuoto”; la mia era una semplice visita alla struttura e quando sono uscito ho tirato un sospiro di sollievo mormorando io in questo posto di “pazzi” non ci verrò mai!!! Ora la mia impressione è completamente cambiata”.
Cristian: “Paura – dice – di non essere all’altezza di superare i problemi per i quali ero venuto qua”.
Biagio e Marco hanno invece trovato subito un ambiente molto accogliente e tante persone gentili.
Stefano: “varcando la struttura mi sembrava di trovarmi in una specie di Comunità!!!”.
Ma visto che non è una comunità, perché venite qui?
Dice Silvia: “io vengo qui per stare un po’ in compagnia e per cambiare la mia vita”. Roberto. “Vengo qui per trovare tranquillità, disposizione all’ascolto e per trovare chi sta con me”. Esordisce Stefano, pienamente in accordo “Vengo qui per non morire di solitudine”.
Cosa pensate della Semiresidenza? Vi serve?
Silvia: “Dopo averla frequentata per un po’ di tempo mi sento rinata, quasi come non mai, penso che se non ci fossi mai venuta mi sarei sentita persa. Mi serve perché è utilissimo per me fare delle cose in questi giorni e nei giorni a venire”.
Interviene Roberto: “Si, serve perché venendo qui per alcune mattine o pomeriggi della settimana ci si relaziona con altre persone, ci si conosce e potrebbero nascere delle amicizie durevoli”.
“So molto d’accordo – dice Luca – mi serve per il recupero dei rapporti interpersonali”
Quali attività sentite più utili, quali più interessanti?
Marco: “Alcune attività potrebbero essere più intellettuali e fare lavorare il cervello perché chi viene qui come paziente è in stato riabilitativo e quindi deve fare lavorare il cervello, perché le medicine, gli esaurimenti nervosi, le degenze in ospedale mettono in stasi il lavoro intellettuale”.
Cristian: “Le mie attività preferite sono “lettura giornale”,”arte”; e i colloqui individuali con l’educatrice. Servono secondo me per migliorare se stessi, giorno per giorno imparo e faccio cose che prima non facevo”.
Silvia: “Le attività di grafica” e “Decorazione” sono tutte e due utili perché mi servono ed ho imparato cose nuove. L’attività di “lettura giornali” mi piace perché voglio sapere cosa succede nel mondo e cosa ne pensiamo noi”.
Stefano conclude dicendo: “Sono utili e interessanti ma ce ne vorrebbero di più”.
Frequentare la semiresidenza lo “vivi” come un momento di passaggio o ritieni che nel tempo sentirai sempre l’esigenza di avere un rapporto con la Struttura?
Silvia: “Spero di mantenere per sempre un rapporto con il Tasso”.
Cristian: “Sì anch’io, e spero che duri”.
Roberto: “Anch’io soprattutto nei momenti di bisogno ci tengo ad avere un rapporto con voi”.
Biagio: “Io invece lo vedo come un momento di passaggio, interessante nella sua fase “.
Cosa può pensare un passante nel vedere una persona all’interno di una struttura dove l’intestazione dice “semiresidenza psichiatrica”?
R. Roberto: “Se ne fregano!”.
Cristian: “Sono li per guarire”.
Silvia: “Hanno dei problemi che si possono risolvere”.
Marco: “Mi sento avvilito, preferirei che ci fosse scritto”Semiresidenza di salute mentale”.
Luca: “E’ sicuramente un matuchen” .
Cosa ti aspetti frequentando la struttura?
Silvia: “Mi aspetto di trovare cose nuove che un giorno magari possano servirmi sul lavoro”.
Roberto: “Mi aspetto di crescere, realizzare e maturare in modo equilibrato”.
Stefano: “Mi aspetto che la struttura mi aiuti a trovare una casa e un lavoro che sono le cose più importanti perché non vado d’accordo e sono ormai un peso per la famiglia arrivato a questa età”.
Gabriele: “Mi aspetto non solo un miglioramento, ma anche un successo nella mia vita perché non ho mai trovato un posto sano e curativo come questo”.
Biagio: “Che gli amici mi diano sempre il loro aiuto”.
Luca: “Né più né meno di quello che passo dopo passo il Tasso mi sta dando”.
Cristian: “Una vita migliore “.
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