5. Indice: le parti in gioco2
- Autore: Lucia Onfiani
di Lucia Onfiani
Leggibilità è la possibilità di:
– intendere il significato delle parole;
– interpretare il pensiero e il sentimento di qualcuno;
– raccogliere, radunare e trasformare in parole azioni, emozioni, vissuti;
– sostenere il proprio pensiero attraverso il pensiero altrui.
È possibile rintracciare, all’interno di una documentazione come quella di “Simone mangiava un limone…” alcuni di questi significati? Quale impostazione ci permette di aumentare il livello di leggibilità di una documentazione?
La rilettura e l’analisi che è stata compiuta sulla documentazione è stata sicuramente molto utile e produttiva per dare risposta a questo quesito; la riproponiamo in questa sede in qualità di esempio soffermandoci a riflettere in particolare sull’indice.
L’indice “mette in gioco” le parti costitutive del documento, permette di avere uno sguardo d’insieme della struttura complessiva della documentazione: c’è una premessa, un’introduzione, una conclusione e bibliografia consigliata e il corpo centrale che esplicita l’articolazione del testo.
Nell’indice considerato l’aspetto, che a colpo d’occhio colpisce, è l’alternanza tra nuclei narrativi e capitoli di approfondimento.
I nuclei narrativi costituiscono, attraverso episodi, flash, testimonianze, il racconto e definiscono il contesto in cui si è sviluppata l’esperienza. Gli approfondimenti sono citazioni dai testi utilizzati dalle insegnanti per documentarsi sulle problematiche del caso. Essi forniscono uno sfondo teorico importante, non solo per ricevere informazioni sul deficit dell’alunno, ma anche come sostegno alle scelte didattiche operate.
Diamo uno sguardo all’interno di alcuni nuclei, come esempio, per far capire meglio l’impostazione.
Il primo nucleo narra l’incontro tra Carlo, nome di fantasia del bambino psicotico con tracce autistiche protagonista dell’esperienza, le insegnanti e la classe: allo sgomento e sconforto iniziale succede la presa d’atto che Carlo fosse in quella classe in carne e ossa e quindi in tutti i modi ne dovesse fare parte. Gli approfondimenti che seguono definiscono il profilo del deficit soprattutto dal punto di vista dell’interazione sociale, della comunicazione e dei sintomi comportamentali. Così al terzo nucleo “Un po’ di didattica” la narrazione è dedicata alla programmazione individualizzata prodotta dalle insegnanti e a quegli aspetti più attinenti al tema attorno al quale si è sviluppata la documentazione, cioè la comunicazione. Il racconto, in questo nucleo è arricchito anche da due sezioni (attività didattiche) con esempi di materiali prodotti dall’alunno stesso.
Dato il tema affrontato, gli approfondimenti che seguono sviluppano punti di attenzione che occorre avere nella costruzione di un programma didattico per bambini autistici e alle procedure da seguire.
L’impegno posto per costruire un materiale con questa struttura, pur nella non esaustività del racconto, restituisce una documentazione in cui le parti sono ben unite e in accordo tra loro e il legame, tra i diversi nuclei, propone un ritmo espositivo.
L’alternanza tra i nuclei narrativi e gli approfondimenti permette, inoltre, di inquadrare, in un contesto teorico, i dubbi, i problemi, le sofferenze di Carlo e delle insegnanti così come anche le strategie educative individuate, frutto anche di un lavoro di ricerca e studio su materiali bibliografici.
Una breve sottolineatura sull’introduzione e sulla conclusione, due voci importanti dell’indice sempre curate dalle autrici. La prima raccoglie le motivazioni che le hanno spinte a raccontare un’esperienza così particolare; la seconda riprende il percorso, di riflessione e rilettura dell’esperienza, che è stato operato per documentarla, mettendo in evidenza aspetti di trasferibilità anche in altri contesti.
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