8. Le esperienze
- Anno e numero: 1998/62 (monografia sulla “prima informazione”)
Il processo di consapevolezza rispetto al momento della prima informazione attiva dei percorsi di cambiamento. Essere accanto ai genitori nel momento dell’impatto con una nascita difficile può significare anche ripensare alla propria professionalità di medico o di infermiere e a come l’intera équipe ospedaliera può facilitare un avvicinamento fra il piccolo nato e la coppia genitoriale.
In questa sezione presentiamo due contributi che raccontano un cambiamento possibile nell’organizzazione di un reparto ospedaliero che accoglie e cura bambini gravemente prematuri ed illuminano in modo centrale il rapporto fra i referenti sanitari e la famiglia.
Il primo pezzo ci introduce in un’esperienza storica per la realtà italiana, quella di Treviglio Caravaggio condotta dal 1976 in poi in una sezione di Patologia Neonatale da Romana Negri. Fin dall’inizio del suo lavoro di consulente neuropsichiatra infantile Romana Negri ha predisposto un intervento su due aree complementari. Da una parte il sostegno ai genitori per permettere loro di riuscire a stare accanto al proprio figlio, così diverso da come lo si era immaginato, sin dai primi momenti del ricovero in terapia intensiva. Tale avvicinamento, ci ricorda R. Negri, “infatti non è significativo solamente per lo stato emotivo dei genitori e in particolare per quella funzione di attaccamento che ha occupato gran parte della letteratura, ma sembra anche importante per le condizioni psicofisiche del bambino”. Accanto a questo nasce la necessità di avviare incontri di discussione con il personale medico e paramedico all’interno del reparto. Questi incontri, specialmente se guidati da una figura esterna, sembrano in grado di produrre una rielaborazione dei propri vissuti (emozioni, tensioni, ansie), passaggio che diventa fondamentale per un significativo avvio di un processo di comprensione dell’esperienza vissuta dai genitori.
Il secondo contributo fa riferimento all’esperienza della sezione di Pediatria del Policlinico Universitario di Modena. Peculiare dell’esperienza modenese è stato il tentativo di coniugare le iniziative volte specificamente al neonato con quelle rivolte al supporto dei genitori; collateralmente a queste iniziative è stato approntato un cammino di coinvolgimento del personale. Un ulteriore aspetto che preme sottolineare è quello legato alla presenza di “vecchi” genitori di bambini prematuri che, costituiti in associazione, sono disponibili ad incontrare chi vive per la prima volta questa situazione e a dare loro consigli e sostegno. Anche questa integrazione fra pubblico e privato sembra diventare un’indicazione utile per sostenere tutte quelle iniziative che si “prefiggono un miglioramento e un’umanizzazione dell’assistenza ai neonati e alle loro famiglie”.
I pezzi scelti fanno parte di contributi più ampi ed approfonditi che, per la loro qualità scientifica e completezza, meritano una lettura integrale. In questo senso l’invito è allora ad accedere direttamente alle fonti segnalate
naviga:
Ricerca libera
Argomenti
Associazione “Centro Documentazione Handicap” – Cooperativa “Accaparlante” – via Pirandello 24, 40127 Bologna. Tel: 051-641.50.05 Cell: 349-248.10.02

